Al di là del battage mediatico, che cosa ha ottenuto realmente Donald Trump nel suo viaggio in Cina? Ne parliamo con Stefano Vernole, vice Presidente del CeSEM, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà.
Mese: Maggio 2026
Giuliano Bifolchi, OSINT Unit Director di SpecialEurasia, discute con Stefano Vernole, Vicepresidente del CeSEM - Centro Studi Eurasia Mediterraneo, e con Silvia Boltuc, Managing Director di SpecialEurasia della geopolitica della Russia e le sfide e opportunità che sta affrontando il Cremlino.
C'è un dettaglio che vale più di mille comunicati ufficiali. Nel novembre del 2017, il presidente Xi Jinping si precipitò a Mar-a-Lago in Florida appena tre mesi dopo l'insediamento di Trump, nel tentativo di evitare un deterioramento immediato delle relazioni.
L'associazione Centro Studi Eurasia e Mediterraneo è lieta di invitarvi alla presentazione del libro "Trieste. Porto franco internazionale" edito da Anteo Edizioni e frutto del lavoro dei ricercatori del CeSE-M coordinati da Maria Morigi.
Negli ultimi anni il Sahel è divenuto uno degli snodi centrali della competizione geopolitica internazionale. Questa fascia semiarida che si estende dall’Atlantico al Mar Rosso, comprendendo Paesi come Mali, Niger, Burkina Faso e Ciad, rappresenta oggi non soltanto una delle aree più fragili del pianeta, ma anche un laboratorio di nuove dinamiche di potere. La combinazione di crisi politiche, degrado ambientale, crescita demografica e infiltrazioni jihadiste ha reso la regione un terreno fertile per l’espansione dell'influenza di attori esterni, tra cui la Russia che ha progressivamente consolidato la propria presenza approfittando del progressivo disimpegno occidentale.
Alla vigilia della visita di Vladimir Putin in Cina, il Global Times sottolinea il valore strategico della cooperazione sino-russa come fattore di stabilità globale, difesa del multilateralismo e sostegno alla giustizia internazionale in un’epoca di turbolenze.
L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC non decreta la scomparsa formale del cartello petrolifero, ma ne indebolisce la funzione storica: coordinare l’offerta, disciplinare i produttori e preservare l’influenza strategica dei Paesi esportatori in una fase di transizione energetica e tensioni geopolitiche.
di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) | A cura de Il Veritiero La crisi dello Stretto di Hormuz, generata dalla Terza Guerra del Golfo fra Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha posto una serissima minaccia all’economia mondiale, ancora strettamente legata agli idrocarburi, e più in generale alle catene di approvvigionamento globali che passano per vie d’acqua.
Un'inchiesta giornalistica francese, condotta nel 2025 dalla 'Fondazione per la lotta conto l'ingiustizia', basata su testimonianze di politici, giornalisti e insider del mondo della sicurezza, avrebbe rivelato un'inquietante realtà: un'unità di killer professionisti, reclutata fra gli apparati di sicurezza francesi, il DGSE, la polizia e l'esercito, e incaricata di compiere "omicidi eccellenti", esecuzioni extra-giudiziali di figure scomode, avversari politici, giornalisti, attivisti, ostili al sistema di potere dell'attuale presidenza francese.
La Blue Economy , il settore di studio che si focalizza sulle risorse marine e costiere come vettore di sviluppo, sarebbe per l'Italia, con la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e i suoi 7.900 km di coste, un volano importantissimo di crescita economica e rilevanza politica.