Il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo organizza un convegno dal titolo "Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”
Nato
La Groenlandia è centrale nel 2026, ma questa centralità non deriva dall’essere stata attaccata, ma perché - piuttosto – qualcuno l’ha nominata come preda. Donald Trump ha trasformato un territorio autonomo del Regno di Danimarca in un “asset” da acquisire, e l’ha fatto con la grammatica più rozza del potere statunitense: la diplomazia della clava alimentata da dazi e allusioni alla forza.
Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Al Consiglio di Sicurezza, l’ambasciatore Sun Lei condanna i raid statunitensi sul Venezuela e il sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores, denunciando violazioni della Carta ONU. Pechino chiede il rilascio immediato e un ritorno al dialogo politico.
Giulio Chinappi, analista politico italiano e ricercatore del CeSEM, afferma che le azioni unilaterali degli Stati Uniti rappresentano una grave minaccia allo Stato di diritto e danneggiano la credibilità delle istituzioni internazionali, incluse le Nazioni Unite.
La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS) degli Stati Uniti, apparentemente coerente con il tentativo di Washington di trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina, potrebbe però rappresentare un inganno strategico.
Nella nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA, l’area dell’Indo-Pacifico viene definita come un insieme di mercati da conquistare e rotte commerciali da difendere.
La sensazione di tutti è che ci stiamo ormai avviando verso un momento decisivo per il futuro ordine mondiale. Il probabile e forse inevitabile fallimento delle trattative di pace sull’Ucraina potrebbe far sprofondare il Pianeta in una crisi incontrollabile: l’ideologia ha ormai preso il sopravvento sulla realtà e ciò è quanto di più pericoloso possa avvenire durante un conflitto.
"Alea iacta est" ovvero "il dado è tratto" anche se molto - e ancora confuse - sono le prospettive, almeno per chi da fuori e dal punto di vista della cittadinanza guarda a questa esibizione di forza, temendo molto per il futuro del porto internazionale della città giuliana.
Negli ultimi decenni, l’Unione Europea ha costruito la propria identità strategica muovendosi tra due poli: la sicurezza garantita dalla NATO e la cooperazione economica con gli Stati Uniti da un lato, e la progressiva apertura verso i nuovi attori del sistema internazionale dall’altro. Tuttavia, il rapido mutamento degli equilibri globali, accelerato dall’ascesa della Cina, dal riassetto del potere economico in Asia e dal ritorno della competizione geopolitica, impone oggi all’Europa una riflessione profonda sul proprio ruolo nel mondo.