La nuova visita di Pedro Sánchez in Cina conferma la solidità di un partenariato che unisce fiducia politica, cooperazione economica pragmatica e sostegno al multilateralismo, offrendo anche un modello utile per le relazioni tra Cina e Unione Europea.
unione europea
Le elezioni generali del 26 marzo nelle Fær Øer hanno premiato una forza indipendentista, ma il nuovo quadro politico impone un compromesso con partiti unionisti. Il voto conferma così che la questione nazionale resta centrale, intrecciata però a fratture sociali, ideologiche e territoriali.
L’aggressione all’Iran e il suicidio strategico europeo: il prezzo della subordinazione a Washington
L’attacco imperialista-sionista contro l’Iran viola Carta ONU e principi AIEA e colpisce l’ordine multipolare emergente. L’Europa, incapace di autonomia, si rende complice e si indebolisce. Intervento di Giulio Chinappi alla Conferenza “Ordine multipolare di fronte all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran” organizzata dall’Istituto Tsargrad (Russia), disponibile in italiano e in inglese.
L’Unione Europea dice di voler “ridurre i rischi” nelle relazioni economiche globali, ma la transizione verde rende questa ambizione più difficile di quanto ammettano i suoi slogan. Senza cooperazione con la Cina, l’industria europea rischia ritardi, costi più alti e perdita di competitività.
La visita di Friedrich Merz in Cina ha mostrato a molti osservatori europei un Paese innovativo, dinamico e aperto alla cooperazione. Secondo il Global Times, questo viaggio può contribuire a correggere letture ideologiche e a rilanciare relazioni pragmatiche tra Cina ed Europa.
Nel pieno di un contesto internazionale sempre più turbolento, Xi Jinping riceve a Pechino il cancelliere Friedrich Merz e propone tre linee guida per rafforzare il partenariato sino-tedesco: fiducia strategica, cooperazione innovativa e legami culturali, con dialogo aperto sulle divergenze.
La prima visita ufficiale di Friedrich Merz in Cina viene letta come un passaggio cruciale per rilanciare il rapporto sino-tedesco e riequilibrare quello sino-europeo, in un contesto internazionale segnato da unilateralismo statunitense, protezionismo e crescente domanda di partner affidabili.
Negli ultimi mesi, visite di alto livello a Pechino e tensioni transatlantiche hanno mostrato una realtà scomoda: molte élite europee continuano a leggere la Cina con categorie ideologiche obsolete. Finché questa lente non cambia, l’Europa resterà politicamente subalterna e strategicamente incompiuta.
Al vertice europeo sull’industria, il cancelliere tedesco Merz richiama rapidità ed efficienza cinesi per denunciare l’iper-regolamentazione dell’UE. Secondo analisti cinesi, una parte dell’Europa inizia a riconsiderare Pechino come riferimento concreto da cui apprendere nei settori strategici.
In un’Europa attraversata da timori di deindustrializzazione e da crescenti pressioni protezionistiche, il confronto interno sull’industria si intensifica. Secondo questa analisi, la ripresa manifatturiera passa da più apertura e da una cooperazione più profonda con la Cina.