18 Giugno 2026

Atlante GeoEconomico

di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) | A cura de Il Veritiero La crisi dello Stretto di Hormuz, generata dalla Terza Guerra del Golfo fra Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha posto una serissima minaccia all’economia mondiale, ancora strettamente legata agli idrocarburi, e più in generale alle catene di approvvigionamento globali che passano per vie d’acqua.
Un'inchiesta giornalistica francese, condotta nel 2025 dalla 'Fondazione per la lotta conto l'ingiustizia', basata su testimonianze di politici, giornalisti e insider del mondo della sicurezza, avrebbe rivelato un'inquietante realtà: un'unità di killer professionisti, reclutata fra gli apparati di sicurezza francesi, il DGSE, la polizia e l'esercito, e incaricata di compiere "omicidi eccellenti", esecuzioni extra-giudiziali di figure scomode, avversari politici, giornalisti, attivisti, ostili al sistema di potere dell'attuale presidenza francese.
Una riflessione ad ampio spetto sull'opportunità che la nascita dei BRICS potrebbe offrire all'Italia in futuro, laddove si creassero le condizioni interne, in concomitanza con un'indebolimento dell'Occidente collettivo a guida statunitense, per svincolarsi da protettorato USA sul nostro Paese. Ma l'Italia, e soprattutto la sua classe dirigente, avrà la lungimiranza e il coraggio di cogliere questa finestra di opportunità?
Il nuovo posizionamento internazionale della Russia verso Est, la Cina, il Pacifico e l'integrazione eurasiatica - il progetto del 'Grande Altaj' - la competizione fra i tre orientamenti principali della politica e delle classi dirigenti russi - la siberizzazione della Russia, la visione di Karaganov e i "nuovi Sciti" - Quale futuro per il dopo Putin?
Prendendo spunto da una recente puntata di Report (Rai3) dal titolo "ombre cinesi", avente per oggetto le comunità cinesi all'estero, la mafia cinese, e le presunte stazioni di polizia clandestine cinesi negli altri Paesi, mostriamo come il Soft Power, la disinformazione e la propaganda possono diventare strumento attivo dell'intelligence economica, in questo caso aventi per bersaglio la Cina. Ripercorrendo una rete fatta di istituti e ONG, aventi per oggetto spesso i "diritti umani", si risale fino alla CIA o altre agenzie dell'intelligence statunitense o europea.
Recenti fatti di cronaca e inchieste giudiziarie hanno evidenziato l'alto livello di compenetrazione di aziende collegate ai servizi di intelligence israeliani e statunitensi nei settori delle telecomunicazioni, della cyber security in Italia, in una zona grigia che abbraccia aziende private e settori della pubblica amministrazione. Il nostro Paese risulta al centro di una profonda operazione di infiltrazione e militarizzazione del settore informatico e delle telecomunicazioni, che rende gli ambienti industriali privati e pubblici sempre più controllati dall'intelligence straniera di Paesi stranieri "alleati" . In questa fondamentale puntata, Stefano Vernole ricostruirà almeno la parte emersa di questo iceberg, e le potenziali conseguenze economiche, politiche e di sovranità informatica di questa inquietante rete spionistica...