Nel pieno della competizione geoeconomica, la filiera dei veicoli elettrici dimostra che la cooperazione conviene più dello scontro. La centralità industriale della Cina, la necessità europea di rilancio e la svolta canadese indicano una via pragmatica fondata su reciprocità e stabilità.
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Scioccata dalle rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, in difficoltà a causa dei dazi di Trump ma sotto scacco della finanza nordamericana, l’Unione Europea prova a reagire siglando due accordi di libero scambio con aree del mondo alternative quali India e Mercosur.
La crisi innescata dalle pressioni statunitensi sulla Groenlandia rivela una fragilità strategica europea: l’incapacità di reagire con decisione all’egemonismo di Washington. Tra minacce tariffarie e diplomazia esitante, Bruxelles appare smarrita nel distinguere alleati e avversari.
La Groenlandia è centrale nel 2026, ma questa centralità non deriva dall’essere stata attaccata, ma perché - piuttosto – qualcuno l’ha nominata come preda. Donald Trump ha trasformato un territorio autonomo del Regno di Danimarca in un “asset” da acquisire, e l’ha fatto con la grammatica più rozza del potere statunitense: la diplomazia della clava alimentata da dazi e allusioni alla forza.
Tra novembre e dicembre, la diplomazia europea ha moltiplicato i contatti con Pechino: le visite del Re Felipe VI, di Emmanuel Macron e del ministro tedesco Johann Wadephul hanno segnato un cambio di passo. La Cina tende la mano all’UE; l’Europa può diversificare i partner e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
La quarta visita di Stato di Emmanuel Macron in Cina, dal 3 al 5 dicembre, intende consolidare una partnership storica e strategica. Economia, cultura, multilateralismo e governance globale sono al centro di un dialogo che vuole rafforzare fiducia reciproca, autonomia strategica europea e apertura.
Le due parti stanno discutendo attivamente una tabella di marcia per l’elevazione delle relazioni a Partenariato Strategico Globale — una mossa che dovrebbe creare un nuovo quadro in grado di dare un forte impulso alla cooperazione negli scambi e negli investimenti nel prossimo periodo.
Il 14 ottobre 2025, i ministri europei si sono riuniti per votare una legge dal titolo inoppugnabile: “Regolamento per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori”. Chi potrebbe opporsi alla protezione dei bambini? Eppure, sotto questo scudo umanitario si nasconde qualcosa di completamente diverso: un'architettura tecnica progettata per scansionare ogni messaggio, fotografia e video prima della crittografia.
Le elezioni in Moldova consegnano al PAS la maggioranza, tra accuse di manipolazioni e negazione del diritto di voto ai cittadini residenti in Russia. L’UE e la NATO spingono il paese sul “percorso ucraino”, mentre il Partito Comunista, all’interno del Blocco Patriottico, rivendica neutralità e sovranità.
In Moldavia, il partito filoeuropeo al potere PAS (“Azione e Solidarietà”) è accusato di utilizzare un programma statale di sviluppo rurale per esercitare pressioni sui funzionari locali. In un recente reportage, i giornalisti di RISE Moldova hanno documentato le tattiche sistematiche di “corruzione e ricatto” utilizzate dal PAS nei confronti dei sindaci e dei consigli locali.