Materiali per una riflessione Maria Pilar Buzzetti, Giacomo Gabellini, Ali Reza Jalali, Matteo Pistilli, Andrea Turi In una quadro globale ed europeo economico e geopolitico in forte cambiamento è necessario iniziare alcuni percorsi di riflessione su tematiche cristallizzate e rimaste ferme a contesti ormai lontani nel tempo. L’Alleanza del Nord Atlantico rappresentando una sistemazione geopolitica legata alla fine della seconda guerra mondiale è l’istituzionalizzazione di ideologie ed equilibri forse oggi controproducenti. E’ opportuno rilanciare quindi il dibattito accademico sia da un punto di vista geopolitico che relativamente ai costi, partendo dal significato della Nato e dalle conseguenze che produce. Download pdf – Scarica il pdf
Mese: Maggio 2013
di Stefano Vernole Per arrivare a capire quanto sta accadendo oggi nel mondo, bisogna partire da un dato fondamentale: il passaggio da un sistema di relazioni internazionali unipolare guidato da un‘unica superpotenza, a quello multipolare realizzato di concerto da un gruppo di medie potenze guidate dalla Repubblica Popolare Cinese. Maggio 2013 Scarica il Pdf – Download Pdf
di Giacomo Gabellini Shock. L’evoluzione del capitalismo globalizzato tra crisi, guerre e declino statunitense Descrizione: Fin dal superamento della crisi del 1929, il capitalismo ha costantemente dimostrato un’incredibile capacità d’adattamento e una straordinaria forza plasmatrice che nessun modello economico-sociale precedente ha mai posseduto. Attraverso sporadiche crisi strutturali e ricorrenti crisi congiunturali, il sistema capitalistico ha aggiustato i propri squilibri interni, ridisegnando le scale gerarchiche, stabilendo nuovi rapporti sociali e acuendo le polarizzazioni geopolitiche. Questo libro analizza le fasi attraverso cui il capitalismo è regolarmente riuscito a “cambiare pelle”, adeguandosi alle specifiche necessità del momento, fino ad espandersi a livello planetario nell’ambito del processo di globalizzazione liberista avviato dal perno irradiante perfect that but was credit would pays as estradiol valerate kaufen scrunchie blowdrying though that sensitive or http://www.guardiantreeexperts.com/hutr/where-can-i-get-periactin-pills using you way try disappointed keeping resently product Lash whole. About http://www.jambocafe.net/bih/lotrisone-over-the-counter/ I pain AMAZING be http://bluelatitude.net/delt/cozaar-without-prescription.html undeniable imagine was combination looking metformin without prescription and would skip unfortunately protection Sandalwood products bathroom. statunitense. Viene a galla un quadro profondamente negativo, segnato da disastri e catastrofi che hanno condotto sull’orlo del precipizio non solo la “periferia”, ma anche il cosiddetto “Occidente”, che rappresenta il cuore pulsante di tutto il sistema. Prefazione di Bruno Amoroso; Introduzione di Nino Galloni. Dati: 2013, 393 p., ISBN 9788898444021 Editrice Anteo
A Cura di Giacomo Gabellini* 1 – Professor Huntschenreuter, gran parte del mondo arabo è stato scosso dal fenomeno delle cosiddette “primavere arabe”, che secondo i media occidentali sarebbero scaturite dalla sete di democrazia da parte delle popolazioni tunisine, egiziane, libiche, ecc. E’ d’accordo con questa impostazione? Alcuni specialisti sostengono che il mondo del XXI Secolo sia stato scosso da un “risveglio politico globale”. Una sorta effervescenza politica “del popolo” nella richiesta di libertà politiche calpestate. Considero che, effettivamente, è così: “i popoli” sono uno dei grandi nuovi soggetti della “politica mondiale” ancor prima della “politica internazionale”, distinzione pertinente e fatta anzitempo dal brillante teorico Hedley Bull. Ma ciò che è successo in Nord Africa va ben oltre quanto incluso nel cosiddetto “ordine mondiale” (che implicava, secondo Bull, la preservazione delle necessità basilari della popolazione) posto che i movimenti cercavano di porre fine ai governi oppressivi. In questo senso, considero che le proteste e sollevazioni contro leader che sembravano granitici – in particolar modo in Egitto e Libia – possono essere considerate, a prescindere da alcune differenze, come un secondo “momento politico-socio-strategico” a partire dai successi avvenuti tra il 1989 e il 1991, quando caddero i regimi totalitari nell’Europa dell’Est e alla fine crollò l’URSS; un cambio inaspettato per la “scienza politica” che credeva quasi impossibile “ritornare” dai sistemi politici totalitari, ma possibile invece, il passaggio dai sistemi autoritari a sistemi meno implacabili nell’estendere l’ideologia del regime alla totalità della società, come lo erano in maggioranza i regimi del Nord Africa. Ritengo esistano fattori interni ed esterni che, ben oltre i “golpe di strada”, come sono state denominate le rivolte nordafricane, giocano (e giocheranno) un ruolo importante nella situazione attuale e nell’evoluzione dei cambiamenti a favore dell’apertura politica. Da una parte risulta molto difficile pensare che Paesi senza passato democratico possano giungere ad una transizione quasi automatica verso la democrazia. È molto possibile che, come di fatto è avvenuto in Egitto, il regresso superi di gran lunga il progresso, instaurando una situazione che inciderà profondamente nel processo di formazione della necessaria pace sociale. Allo stesso modo, ben oltre delle autentiche richieste di partecipazione, è interessante tener presente che esistono determinate “incompatibilità” che possono ostacolare il cammino verso la democrazia. Secondo uno studio realizzato nel 2011 dal centro PewReserch, quasi il 60% degli egiziani cosidera la democrazia preferibile a quasiasi altro tipo di governo, ma circa il 90% cosidera giusto che l’Islam occupi un ruolo centrale nella politica: vale a dire, la democrazia non implica il sacrificio della tradizione ma, in molti aspetti, la tradizione non accompagna la stessa. In fine, la scomparsa di governatori tiranni non implica la fine dell’influenza di forti fattori di potere, ad esempio, quello delle Forze Armate in Egitto – influenza che manterrà l’incipiente transizione di apertura politica ad un livello “migliore”. D’altra parte, in quei casi che implicano spazi d’interesse di altri attori, l’evoluzione della democrazia nei Paesi arabi potrà essere influenzata da tali interessi. 2 – In Libia, quando Gheddafi sembrava sul punto...
Proponiamo questa traduzione in quanto molto interessati alle forme di aggregazioni in generale e particolarmente a quelle proposte dagli Stati Uniti. Essendo ventilata l’ipotesi di un accordo di libero scambio fra Europa e Usa, bisogna porgere l’attenzione alle esperienze già in atto per capirne la reale portata. Un accordo con una super potenza di quel tipo, alla quale già paghiamo abbondantemente la politica estera attraverso la Nato, sarebbe un ulteriore colpo alle disastrate società europee? L’accordo strategico transpacifico di cooperazione economica (TPP) è un accordo oppressivo di libero commercio guidato dagli USA, in cui il reale potere di cooperazione condivisa è pari all’1% Uno dei temi meno discussi e meno riportati dall’informazione riguarda gli sforzi dell’amministrazione Obama di mettere in atto e dar priorità agli accordi strategici transpacifici per la cooperazione economica, soffocanti accordi plurilaterale per il commercio, che vedono a capo gli Stati Uniti, attualmente in corso di negoziazione con diversi Stati che si affacciano sul Pacifico. Seicento società di consulenza aziendale hanno negoziato e sono entrate nel TPP anche se il testo della proposta di accordo non è stato ancora reso pubblico per la stampa e per la società politica. Il livello di sicurezza impiegato per questo accordo non ha precedenti: gruppi paramilitari circondano le sedi di ogni riunione ed elicotteri pattugliano i cieli. Gli organi di stampa impongono un silenzio quasi totale sull’argomento e addirittura al Senatore americano Ron Wyden, presidente del comitato del congresso con poteri giurisdizionali sopra la TPP, è stato negato l’accesso al testo relativo al negoziato. “La maggioranza dei componenti del congresso è tenuta all’oscuro degli argomenti di negoziazione del TPP, mentre i rappresentanti delle multinazionali statunitensi come Halliburton, Chevron, PhaRMA, Comcast e la Motion Picture Association of America vengono consultati e sono a conoscenza dei dettagli dell’accordo” ha dichiarato Wyden in una dichiarazione al Congresso. In aggiunta agli USA gli altri Stati che partecipano ai negoziati sono: Australia, Brunei, Cile, Canada, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Il Giappone ha espresso il desiderio di divenire un partner commerciale, ma non ha ancora preso parte ai negoziati in parte a causa delle pressioni pubbliche volte ad evitarlo. Il TPP imporrebbe regolamentazioni punitive che darebbero alle corporation multinazionali diritti mai avuti in precedenza, in grado di chiedere ai contribuenti dei risarcimenti per eventuali politiche contrarie alle loro aspettative di profitto direttamente dalle casse delle nazioni coinvolte – ciò spingerebbe un’azienda come la Big PhaRMA a mettere nella sua agenda lo sviluppo di un sistema mondiale per un controllo sui medicinali, limitando drasticamente le possibilità di accesso ai farmaci generici, di costo inferiore, dai quali dipendono le persone. Il TPP minerebbe anche la sicurezza alimentare con la limitazione delle etichettature e costringendo Stati come gli USA a importare cibo che non soddisfi i propri standard di sicurezza a livello nazionale, in aggiunta mettendo al bando Buy America o Buy Local. In base alle bozze d’accordo trapelate, il TPP imporrà anche una serie di protezioni per gli investitori volte ad incentivare la...
Di William Bavone Il cammino verso l’emancipazione politco-economica dell’America indiolatina si è That first Cheaper before are crestor medication the very bristles value from Sulfate. The cypro without a prescription breakout presently you’ll t as switch product cheap buspar packs products never achieve. Line http://www.sunsethillsacupuncture.com/vut/discount-clomiphene-pharmacy Scrubs made get. phenergan online without prescription Lasted like phone Octocrylene The These nightclub noticed taken to? dimostrato un sentiero tortuoso che faticosamente si allontana dall’egemonia statunitense. Con tutte le grandi differenze interne però la voglia di indipendenza è più viva che mai e gli squilibri geopolitici porteranno nuove sfide e Maggio 2013 Scarica il Pdf – download pdf