12 Settembre 2026

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di Stefano Vernole Si parla spesso della politica globale cinese negli ultimi tempi e non sempre a proposito. Ecco che per iniziativa delle Edizioni di Anteo giunge opportuno questo libro della Prof. Wang Luo, Direttrice dell’Istituto di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo di Pechino, a chiarire uno degli aspetti fondamentali della geopolitica della Repubblica Popolare Cinese: quello degli aiuti internazionali. Innanzitutto enunciandone i principi: l’aiuto estero della Cina si concentra principalmente sulla cooperazione Sud-Sud, cioè sull’assistenza reciproca tra i Paesi in via di sviluppo e sul rispetto di ogni nazione a scegliere il modello più adatto alla propria specificità. A differenza della logica occidentale (dove la “democratizzazione” è la precondizione per ricevere gli aiuti), la Cina aderisce saldamente al “principio di non interferenza negli affari interni degli altri Paesi” e rifugge pure dalle pratiche assistenziali perché crede sia “meglio insegnare un altro a pescare anziché regalargli del pesce”. La Cina mira quindi ad aiutare i Paesi beneficiari ad intraprendere un percorso di fiducia in sé stessi e di indipendenza nello sviluppo economico, nel pieno rispetto dell’autonomia di coloro che ricevono gli aiuti e senza pretendere contropartite politiche. Negli ultimi 60 anni, la Repubblica Popolare Cinese ha offerto i suoi aiuti esteri a ben 166 Paesi e organizzazioni internazionali con quasi 400 miliardi di yuan di finanziamenti, ha inoltre inviato 600.000 operatori umanitari e contribuito a più di 2.000 progetti in oltre 120 Paesi dei cinque continenti. I campi di assistenza spaziano in diversi settori: a partire dalle infrastrutture, per continuare con l’agricoltura, la sanità, l’ambiente, l’istruzione e la tecnologia ma ciò che caratterizza davvero l’aiuto cinese è quello della formazione professionale/universitaria per migliaia di persone in Asia, Africa e nelle aree più svantaggiate del Pianeta. Gli aiuti esteri sono stati anche fondamentali affinchè la Cina si assumesse le proprie responsabilità di grande potenza e dopo aver inserito i principi della cooperazione internazionale all’interno del 13° Piano quinquennale, l’annuncio del Presidente Xi Jinping della Nuova Via della Seta ha integrato il “sogno cinese” con quello di una “Comunità di Futuro Condiviso per l’Umanità”. La Cina, quale principale promotrice della cooperazione Sud-Sud, ha utilizzato piattaforme come il G20, l’APEC, i BRICS, il Boao-Forum, il China-Africa Cooperation Forum e altri quadri istituzionali per attivare le iniziative di aiuto; tuttavia, durante il 13° Congresso nazionale del popolo nel 2018, si è deciso di creare la China International Development Cooperation Agency (CIDCA), un’istituzione direttamente affiliata al Consiglio di Stato con il compito di formulare le linee quadro strategiche, i piani e le politiche per l’assistenza estera. Un’ alta professionalità è stata raggiunta da Pechino nell’affrontare le crisi umanitarie: si calcola che la Cina abbia assistito in varie forme circa 5 milioni di rifugiati e sfollati in Afghanistan, Iraq, Libano e Siria tra gli altri. Per contribuire alla riduzione della povertà, Pechino ha rinunciato alla restituzione dei prestiti governativi senza interessi per i Paesi in difficoltà con forte indebitamento e per i meno sviluppati. Se la stessa Banca Mondiale ha riconosciuto che oltre 800 milioni di...
Una-storia-di-amicizia-Copertina-470x260-1
A cura di Wang Huijuan e Wu Weican Cina ed Italia nel 2020 hanno un anniversario da festeggiare insieme, quello del mezzo secolo trascorso dall’apertura di rapporti diplomatici ufficiali. Testimonianza dell’indipendenza e lungimiranza dei dirigenti italiani della Prima Repubblica, il riconoscimento della Repubblica Popolare il 6 novembre 1970 fu uno degli innumerevoli esempi di come il nostro Paese, pur aderendo al Patto Atlantico, si riservava ampi spazi di manovra in politica estera, perseguendo con convinzione i propri legittimi e sovrani interessi. Da quella scelta sono derivati una serie di legami sempre più stretti e articolati tra Italia e “Paese di Mezzo”, che hanno contribuito non poco a rendere il nostro Paese uno dei ‘terminal’ preferenziali per la ‘Cintura Marittima’, la colossale via di comunicazione commerciale che complementa e potenzia la ‘Nuova Via della Seta’ terrestre. Questo volume, grazie a una serie di contributi di alto valore da parte di prestigiosi rappresentanti delle relazioni sino-italiane degli ultimi decenni, permette al lettore di farsi una chiara e accurata idea della storia e delle preziose potenzialità della partnership tra i due Paesi, tanto in campo economico-commerciale quando in quelli (non meno importanti), tecnico-scientifico, culturale-formativo e per una progressiva “multipolarizzazione” degli enti e delle organizzazioni internazionali. Segnaliamo all’interno del libro, l’articolo del nostro coordinatore Stefano Vernole, dal titolo: “Italia e Cina: 50 anni di relazioni culminano nella Nuova Via della Seta“
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https://novapublishers.com/shop/terrorism-and-advanced-technologies-in-psychological-warfare-new-risks-new-opportunities-to-counter-the-terrorist-threat/ Advanced technologies in the contemporary society enable many social problems to be resolved. However, due to the imperfect nature of social relations in human society, these technologies are very often used against human security and public interest. One of the most obvious and dangerous expressions of such usage is the activity of terrorist organizations, which potentially threatens the very foundations of democracy and social security This book is a first attempt to analyze the current practice and future risks of high-tech psychological warfare waged by terrorists on a national and cross-border basis. An international team of authors from eleven countries assesses the quantitative and qualitative development of the psychological impact of terrorists on their target audiences, taking into account the wider context of global social, economic and political shifts and acute geopolitical contradictions. The book also presents new understandings on methods of countering the psychological impact of terrorists on modern society. These methods include a wide range of technical and social tools – from philosophical concepts and cultural theories to the use of artificial intelligence to prevent terrorism and ensure psychological security of society and its progressive democratic development. It should be clarified that the implementation of advanced technologies by terrorists in the broad sense of the word is based on the contradictory social role of these technologies today and in the foreseeable future.
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This book edited by Evgeny Pashentsev, brings together a series of chapters written by Russian and non-Russian scholars to analyze the current state of relations between Russia and the European Union. The chapters were written, and the book published, at a time of exceptional stress in the relationship and the leitmotif of the book is the need and opportunity to explore ways in which this tragic situation might be changed. The title of the book includes the phrase ‘strategic communication.’ This is defined by the editor (p.7) as the “synchronization of governmental deeds, words and images.” In the context of EU-Russia relations, what is meant by the ‘government’ is clear on the Russian side, but on the EU side there is an ambiguity: all EU member-states have governments while the EU itself has ‘governance.’ This is an important distinction as not all EU member-states have been equally hostile to Russia in recent years. Thus, the strategic communication of the EU towards Russia, while without doubt very hostile, may not necessarily accord with the interests of all its member-states. This factor opens up the possibility of an improvement in EU-Russia relations through the operation of traditional bilateral state interests. This is an approach considered by the authors of this book, although the main thrust is on strategic communication at the supra-national level on the European side, i.e. the EU (there is no such ambiguity on the Russian side, whose strategic communication is easier to analyze if not necessarily understand). All the authors concur that the strategic communication between Russia and the EU is based on outdated ideas. Although the current disastrous relationship between them was ostensibly triggered by events in Ukraine in recent years, it is quite clear that this is not the whole story that can fully explain the state of affairs. Instead, the strategy—especially but not exclusively on the European side—seems to have been driven by a latent suspicion of Russia that predates the birth of the Russian Federation in 1991 and was then promoted by later events. The dismal depth to which strategic communication has fallen between Russia and the EU is brilliantly captured by the chapter entitled “Character Assassination as Strategic Communication in EU-Russia Relations.” Written by Sergei Samoilenko and Marlene Laruelle, two scholars based in the United States, the chapter demonstrates the psychological warfare dimension of character assassination and its increasing use in international relations—a facility made easier by modern means of communication. Yet this chapter also shows how, in the case of the EU, character assassination of Russia is driven by the European Parliament with other EU institutions being more reticent. This creates another avenue for changing the bilateral relationship as was emphasized in 2018 by the President of the European Commission when he stated: “This Russia-bashing has to be brought to an end” (p.145). The damage done by character assassination is then explored in detail in the chapter entitled “Reputation Management of Russian Companies in the European Union in the Context of Russia...
LA STRADA DELLA VITA - Copertina intera
LA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA E LA QUESTIONE SOCIALISTA Patrocinio del Cesem di Fabio Falchi Questo libro ha un duplice scopo: da un lato si propone di raccontare in modo obiettivo la storia del conflitto russo-tedesco nel 1941-45, inquadrandolo nella cornice storica dell’Unione Sovietica (prima e dopo la Seconda guerra mondiale) e mostrando che fu comunque l’Unione Sovietica a fare la parte del leone nella lotta contro la Germania nazista; dall’altro, si propone di comprendere la questione del socialismo alla luce sia del significato politico della Grande Guerra Patriottica, in cui decisiva fu l’alleanza tra lo Stato e il Popolo sovietico, sia del fatto che il “socialismo reale”, per così dire, vinse la guerra ma perse la pace. Fabio Falchi (1956), dopo la maturità classica ha compiuto studi storici e filosofici. Recentemente ha pubblicato il libro Israele e il nomos della terra (2019). Con la nostra Casa Editrice ha già pubblicato Lo spazio interiore del mondo (2013), Il Politico e la guerra (2015-2016), Comunità e conflitto (2016) e Geo-politicamente abita l’uomo (2018). Dettagli Anno: 2020 Pagine: 304 ISBN: 978-88-98444-64-9 PREMESSA Capitolo I LA RUSSIA ZARISTA PRIMA DELLA GRANDE GUERRA Capitolo II LA RUSSIA E LA GRANDE GUERRA Capitolo III LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA E LA GUERRA CIVILE Capitolo IV TERRORE E PROGRESSO Capitolo V I NAZISTI ALL’ASSALTO DELL’EUROPA Capitolo VI OPERAZIONE BARBAROSSA Capitolo VII BRACCIO DI FERRO Capitolo VIII STALINGRADO Capitolo IX LA GUERRA DIETRO IL FRONTE Capitolo X FUORI DAL TUNNEL Capitolo XI L’AFFONDO Capitolo XII FINALE DI PARTITA Capitolo XIII DALLE STELLE ALLE STALLE Capitolo XIV LA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA E LA QUESTIONE SOCIALISTA CARTINE BIBLIOGRAFIA Prezzo 25 euro  Per acquistare il volume  Clicca qui
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Si intitola Comunicazione strategica nelle relazioni UE-Russia: tensioni, sfide e opportunità, il nuovo libro di Evgeny Pashetsev e Erik Vlaeminck pubblicato a Mosca dal Centro internazionale per gli studi e le consulenze socio-politiche (ICSPSC), con il sostegno accademico dell’Istituto del contemporaneo Studi internazionali e Dipartimento di sicurezza internazionale presso l’Accademia diplomatica del Ministero degli affari esteri della Federazione russa e Rete di gestione delle comunicazioni euro-russa (rete EURUCM), 2018. Dalla presentazione ufficiale citiamo: “Dopo lo scoppio della crisi ucraina, le relazioni tra UE e Russia sembrano essere in costante processo di deterioramento. Nel tentativo di andare al di là delle analisi tradizionali, questo libro intende presentare il ruolo di comunicazione strategica sottoutilizzato da una prospettiva russa ed europea e questo, attraverso un approccio interdisciplinare che affronta la sicurezza, le relazioni internazionali e le questioni economiche. Un gruppo internazionale di ricercatori dell’UE e della Russia si sforza di fornire risposte alle principali tensioni e sfide, al fine di creare una base per la riconciliazione attraverso il dialogo e il ripensamento della comunicazione strategica nelle relazioni UE-Russia. Nove diversi casi di studio si confrontano con una serie di questioni che vanno dalla geopolitica alla sicurezza alla diplomazia. Questo libro è utile per ricercatori, specialisti e studenti interessati alla comunicazione strategica nel contesto delle attuali relazioni UE-Russia “.
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Clemente Herrero Fabregat è Professore emerito all’Università Autonoma di Madrid nell’area Didattica delle Scienze Sociali, dove dirige un gruppo di studio dal titolo “Investigazioni geopolitiche ed educative”. La sua fama si estende ampiamente al di fuori della Spagna, avendo svolto lezioni universitarie in Brasile, Cuba, Uruguay e Messico; ha quindi ricevuto una Laurea Honoris Causa presso l’Università Regionale del Nord Est del Rio Grande del Sur (UNIJUI). Il suo ultimo testo, El Mundo hace crack, riassumendo i più importanti eventi geopolitici degli ultimi due secoli, si divide in diverse parti, alcune di carattere introduttivo altre che affrontano temi più specifici. Tracciando linee generali, l’autore ritiene che la geopolitica possa distinguersi in tre tipi fondamentali: classica, organica e cibernetica (o cognitiva); a quest’ultima viene in particolare dato risalto, in quanto disciplina che si pone in relazione diretta con l’immaginario “interessato” che i gruppi di potere vogliono creare nelle menti delle persone. Per dominare quello che viene definito lo “spazio mentale” i gruppi dirigenti devono controllare quattro ambiti: quello economico, quello culturale-filosofico, quello politico e quello tecnologico. Rispetto alla geopolitica classica, quella cibernetica decide di avanzare nell’utilizzo delle nuove tecniche di informazione e comunicazione, diluendo il suo tradizionale unico centro di potere in una rete con molti centri interconnessi: il suo obiettivo non è più la dominazione militare degli spazi geografici ma piuttosto il controllo economico degli stessi. Le nuove forme di capitalismo finanziario che hanno dato vita al processo di globalizzazione utilizzano le istituzioni tradizionali come Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale ecc., insieme alle grandi multinazionali, alle reti e ai loro operatori, per sostituire il ruolo svolto un tempo dagli stati maggiori dell’esercito. Le grandi corporazioni costituiscono l’unità di base dell’attuale economia mondiale e attualmente il 55% della ricchezza del Pianeta si trova concentrata nelle mani di 400 imprese transnazionali del settore energetico, chimico, farmaceutico … Il 90% della ricchezza mondiale è in mano all’1% della popolazione del Pianeta. Accanto a questa geopolitica cibernetica, quella cognitiva pretende di imporre la visione del mondo, diffondere l’ideologia e realizzare gli interessi delle classi dominanti attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Se l’obiettivo precedente era il dominio militare dello spazio, oggi bisogna far accettare ai cittadini una determinata visione simbolica dell’esistenza, tanto nella sfera economico-commerciale che in quella politica, religiosa, sportiva, ricreativa ecc. Questo effetto potentemente stimolatorio viene poi dialetticamente “temperato” attraverso la diffusione delle droghe e di potenti farmaci: attualmente il 25% dei bambini negli Stati Uniti si trova sotto la prescrizione di qualche sostanza che necessita di ricetta medica. Quando il controllo “medico” non basta, arriva quello tecnologico. Stando alla ricostruzione effettuata dal noto geopolitico francese Yves Lacoste, il sistema Echelon (dipendente dalla National Security Agency degli Stati Uniti d’America e il cui centro si trova a Fort Meade in Maryland), oltre a fax e telefoni, è in grado di intercettare il 90% del traffico via internet a livello mondiale, con particolare attenzione alle informazioni funzionali allo spionaggio civile e industriale. Parallelamente si stanno sviluppando altri tipi di sistema come...
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ASRIE ha pubblicato il Report “Iraq. Analisi geopolitica di un paese in piena transizione” redatto in merito al progetto Speciale Iraq in partnership con Notizie Geopolitiche, quotidiano indipendente online di geopolitica e politica estera, ed il CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo con l’obiettivo comprendere quali sono le sfide future e le difficoltà che deve affrontare lo Stato iracheno in un periodo di transizione caratterizzato da problemi di natura politica, economica, sociale e della sicurezza. L’Iraq continua a vivere un difficile periodo di transizione con forti scontri interni, in primis quelli tra sunniti e sciiti, ed una divisione amministrativa che ha visto la Regione Autonoma del Kurdistan sempre pronta a rivendicare una futura indipendenza. Con il crollo dei prezzi del petrolio, e quindi un calo degli introiti dalle esportazioni, e con la minaccia dello Stato Islamico sempre presente, l’Iraq del dopo-Saddam si presenta ancora come un paese che rischia di fallire il proprio processo politico e socio-culturale ed il passaggio dalla dittatura alla democrazia e che rischia di essere risucchiato in un vortice di tensioni regionali ed internazionali in grado di farlo precipitare in una situazione di completo caos. Il report “Iraq: analisi geopolitica di un paese in piena transizione” rientra nella serie di pubblicazioni di ASRIE mirate a favorire la conoscenza dei fenomeni geopolitici, economici e socioculturali che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare l’attualità e segue la pubblicazione del Report Kurdistan iracheno redatto sempre in merito al progetto Speciale Iraq a seguito della missione del team di ASRIE in loco. Scarica il report