14 Giugno 2026

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Il Centro per gli Studi Geostrategici di Belgrado ha continuato la sua tradizione di organizzare incontri dedicati alla salvaguardia dell’identità spirituale e nazionale. La Conferenza Internazionale dal titolo “La Crocifissione dell’Ortodossia nel XXI secolo: Guerre spirituali, offensiva ecumenica e politica globale” si è tenuta a Belgrado il 4 dicembre 2025, presso il Centro Stampa dell'Associazione dei Giornalisti della Serbia.
Di Stefano Vernole, articolo pubblicato sul “Faro di Roma” il 29 settembre 2025 Resoconto della prima Conferenza Nazionale tenutasi a Bologna il 27 settembre 2025 con la partecipazione di: Dragana Trifkovic (direttrice del Centro per gli Studi Geostrategici), Padre Giorgio Arletti (Chiesa Ortodossa “Tutti i Santi” di Modena), Georgios Karalis (Medico nucleare, esperto di Patrologia greca), Alessandro Gnocchi (scrittore) e Padre Ambrogio Cassinasco (Chiesa Ortodossa “San Massimo Vescovo” di Torino). Premessa La creazione di Chiese cristiano ortodosse autonome dal Patriarcato di Mosca si inserisce in quel processo geopolitico di nation building portato avanti dagli U.S.A. prima in funzione antisovietica e oggi in funzione antirussa. Esempi recenti di questo meccanismo diabolico si sono verificati in Montenegro, Macedonia, Moldavia ed Ucraina, con le conseguenze che tutti possono constatare. Tali manovre sono state facilitate dalla complicità del Patriarcato di Costantinopoli che ha spesso avallato dei veri e propri scismi all’interno del mondo ortodosso. Al riguardo, dobbiamo sottolineare come Donald Trump stia attivamente spingendo nella stessa direzione, in particolare favorendo il prossimo novembre a Istanbul, in occasione dell’anniversario del Concilio di Nicea, un incontro tra il Patriarca Bartolomeo e Papa Leone XIV, con il chiaro obiettivo di far avallare dal Vaticano la politica scismatica. I relatori della Conferenza ritengono perciò che non sia opportuna la visita del Papa a Bartolomeo, in considerazione del ruolo svolto da quest’ultimo con la concessione del Tomos di Autocefalia alla Chiesa Ortodossa ucraina, un atto non solo illegale dal punto di vista dogmatico ma estremamente dannoso per la vita quotidiana degli stessi ortodossi ucraini. Recentemente, sette relatori speciali delle Nazioni Unite sui diritti umani hanno inviato una lettera ufficiale al Governo di Kiev accusandolo di sistematiche violazioni della libertà religiosa della Chiesa Ortodossa ucraina. In un documento di 15 pagine datato 14 maggio 2025, gli esperti indipendenti delle Nazioni Unite esprimono “serie preoccupazioni” in merito alla presunta persecuzione del clero, dei fedeli della Chiesa Ortodossa ucraina, nonché dei giornalisti e degli attivisti per i diritti umani che li difendono. I relatori sostengono che le autorità ucraine stiano conducendo una “campagna sistematica per smantellare” la Chiesa Ortodossa ucraina, che include: chiusure forzate di parrocchie; arresti di membri del clero; sequestri di chiese; persecuzione dei difensori; violazione degli obblighi internazionali dell’Ucraina. I relatori sono particolarmente preoccupati per la “natura globale” delle pratiche contro la Chiesa Ortodossa ucraina, che suggerisce una “campagna sistematica per smantellare o riorientare forzatamente la vita religiosa” delle comunità della Chiesa. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno invitato le autorità ucraine ad “adottare tutte le misure temporanee necessarie per porre fine alle presunte violazioni e impedirne il ripetersi” e a “garantire la responsabilità di chiunque ne sia responsabile”. Interventi Secondo Dragana Trifkovic, da quando ONU e NATO hanno assunto il controllo della provincia serba di Kosovo e Metohija, oltre a non essere mai stata attuata la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite non è mai stata nemmeno garantita la sicurezza dei serbi e oltre 250.000 persone sono state espulse (emblematico il pogrom condotto da estremisti albanesi nel 2004)....
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La campagna internazionale a sostegno dell’iniziativa del Centro di studi geostrategici intitolata “Fermare le aggressioni contro la Chiesa” è stata lanciata il 2 marzo a Belgrado. L’iniziativa mira a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sul fatto che la Chiesa ortodossa è minacciata dalle azioni aggressive che vengono condotte contro di essa. La campagna è stata preceduta da una conferenza a Belgrado intitolata “Identificazione dei fattori che distruggono la Chiesa”, tenutasi il 30 gennaio 2024 a Belgrado, dove è stata presa la decisione di lanciare l’iniziativa.
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a cura di Centro Studi Geostrategici (Belgrado) Traduzione per il CeSEM di Stefano Vernole Il 30 gennaio il Centro per gli studi geostrategici ha organizzato un convegno sul tema: “Identificazione dei fattori che distruggono la Chiesa: chi ha a cuore la fede e come possiamo lottare per la sua preservazione?” nel Centro stampa di Belgrado dell’Associazione dei giornalisti della Serbia. Gli organizzatori affermano che i continui attacchi all’Ortodossia come bersaglio necessitano di identificare i fattori che distruggono la Chiesa.
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di Daniele Perra Relazione di Daniele Perra alla Conferenza “Violation of religious rights. Attack on Ukrainian Orthodox Church” (Vienna, 22 luglio 2023) Link resoconto conferenza: https://geostrategy.rs/en/geopolitics/1424-conference-in-austria-violation-of-religious-rights-attack-on-the-ukrainian-orthodox-church?fbclid=IwAR2rt2xm9KiRlUTfkz6eeutPDZ8woG0W0h9AGnvu81wxpuxSmjbGgbj7UR4 Buongiorno a tutti, sono Daniele Perra, saggista e studioso italiano di geopolitica. Attualmente collaboro con “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, con il CeSEM (Centro Studi Eurasia-Mediterraneo) e con la casa editrice Anteo Edizioni. Il mio lavoro si concentra soprattutto sul rapporto (più o meno segreto) che intercorre tra geopolitica e geografia sacra. Con esso ho cercato (e sto ancora cercando) di mettere in luce il fatto che la geopolitica sia in qualche modo una disciplina che deriva dalla geografia sacra. Prima di iniziare vorrei ringraziarvi per avermi dato l’opportunità di partecipare ad un evento così importante.
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Intervento di Michail Talalay (Accademia Russa delle Scienze) al convegno L’Ortodossia in Emilia Romagna tra Bisanzio e Mosca tenutosi a Modena il 18 novembre 2017. I territori dell’Emilia Romagna che facevano parte dello Stato Pontifico hanno cambiato i loro confini amministrativi varie volte, ma noi li consideriamo in questa occasione come una regione storica, con le città come Ravenna e Bologna. Naturalmente, nel complesso questi territori sottoposti al Papa non hanno avuto la loro indipendenza nei tempi moderni. Il gabinetto di Pietroburgo, a cominciare da Pietro il Grande e terminando con Alessandro II, sotto la quale la Romagna Pontificia cessò di esistere, evitava la creazione di forti legami diplomatici con lo Stato Pontificio. Però l’entrata energica di una nuova Russia sotto Pietro nell’arena politica europea ha cambiato significativamente l’equilibrio del potere in Europa. Per i progetti mediterranei, il monarca russo ha pensato alle possibili coalizioni con gli Stati italiani, come testimoniano i viaggi dei suoi emissari (B. Sheremetev, P. Tolstoj), esplorando il terreno per l’unione antiturca e altre opportunità. I viaggi di questi due uomini sono legati ai primi contatti della Romagna Pontificia e dell’Impero Russo. Un valore speciale possiede il diario di Petr Tolstoj che ha visitato questa terra nel 1698. Lui ha lasciato una descrizione dettagliata delle città romagnole per la prima nella letteratura russa. Essendo un uomo religioso, Tolstoj prestò attenzione alle chiese e ai monasteri in Romagna, sottolineando che sono numerosi e che sono tutti di pietra (che non può non sorprendere un uomo russo). Sembra che i viaggiatori russi non sapessero che il costruttore della cattedrale principale di Mosca, cioè Aristotele Fioravanti, provenisse dalla Romagna. Ma Tolstoj ha ripetutamente sottolineato che vari edifici italiani gli ricordavano il Cremlino. Infatti i rosoni che ornano il bugnato delle colonne bolognesi richiamano, come un déjà vu, le pareti del Palazzo delle Faccette, sulla piazza delle Cattedrali di Mosca. E proprio a Bologna, dove, più di 500 anni fa Aristotile Fioravanti affinava la sua arte, senza sapere che sarebbe diventato uno degli architetti più famosi in Russia. Stimato al punto tale che, dopo aver costruito la cattedrale della Dormizione, una delle più importanti del Paese, e progettato il piano del Cremlino, non ottenne dallo zar Ivan III il permesso di andarsene. E fu costretto a trascorrere l’ultimo periodo della sua vita a Mosca. Comunque nel Settecento le relazioni diplomatiche fra la Russia e lo Stato Pontificio erano a zero; lo Stato russo ha evitato diplomaticamente i papi di Roma a causa della situazione di conflitti secolare, gravata dalla divisione dogmatica e istituzionale delle Chiese occidentali e orientali. Oltre agli eventi storici di diverso tenore, che hanno collocato Russia e Roma in un campo di avversari politici, le eventuali relazioni diplomatiche sono state influenzate negativamente da concetti statali decisamente opposti. I papi, secondo la propria ecclesiologia, si consideravano capi (e non solo spirituali) di tutti i cattolici, inclusi soggetti di potenze straniere, a causa della dualità del papato, che combinava sia la Chiesa che lo Stato. Contemporaneamente, la monarchia russa si considerava l’unico...
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L’evento L’appuntamento è a Modena, sabato 18 novembre ore 16.30 presso la Sala Redecocca del quartiere centro storico, Piazzale Redecocca 1. L’iniziativa, gratuita e aperta al pubblico, dal titolo L’Ortodossia in Emilia Romagna tra Bisanzio e Mosca vedrà come relatori: Prof. Mikhail Talalay, dr. Ennio Bordato, Prof. Giovanni Gardini e Padre Giorgio Arletti. Nella chiesa ortodossa di Modena Est vi è un affresco di San Geminiano in abiti bizantini (è infatti considerato Santo anche dagli Ortodossi perché vissuto in periodo antecedente allo scisma con la chiesa cattolica). Nel 350 fu nominato Vescovo di Modena divenendo molto amato tra i fedeli che gli attribuirono il potere di sconfiggere i demoni. Si racconta che questa sua fama fosse giunta fino alla corte di Costantinopoli, dove l’Imperatore Gioviano lo convocò per guarire la figlia posseduta. Altro legame è dato dai Re Longobardi che conquistarono nel settecento il territorio di Modena fondando le più importanti abbazie (tra cui Nonantola) e che si convertirono alla Chiesa ortodossa di Aquileia. Ovviamente in Emilia Romagna l’eredità bizantina è rimasta forte soprattutto a Ravenna, tuttavia nella sola provincia di Modena si contano almeno 12.000 persone di fede cristiano ortodossa. Si tratta anche del trecentesimo anniversario della venerata icona detta Modenskaja, che fu trasportata da Modena dal conte Chèrémétiev nel 1717, successivamente offerta alla chiesa del villaggio di Kossino dall’Imperatore Pietro I.   #RESOconto Ottima affluenza e convinta partecipazione di pubblico all’incontro svoltosi a Modena sul tema: “L’Ortodossia in Emilia Romagna, tra Bisanzio e Mosca”.   Dopo l’introduzione storica sui rapporti tra mondo ortodosso e papato a Bologna e in Romagna del Prof. Mikhail Talalay, il Prof. Giovanni Gardini ha illustrato alcune delle numerose tracce ortodosse presenti nell’iconologia ravennate. Ennio Bordato si è soffermato invece sul ruolo sociale dell’Ortodossia, specie dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica. Ha chiuso l’incontro Padre Giorgio Arletti, che dopo aver parlato della sua trentennale esperienza modenese ha sottolineato i differenti aspetti e alcune problematiche della rinascita ortodossa non solo in Italia ma nella stessa Russia.