20 Luglio 2026

Kazakistan

Il Presidente della Repubblica del Kazakistan (RoK) Kassym-Jomart Tokayev ha presentato una serie di importanti iniziative nel campo del transito internazionale in occasione del vertice per l'anniversario dell'Unione Economica Eurasiatica (EAEU) a Mosca. Il leader kazako ha proposto di modernizzare e ampliare i corridoi eurasiatici e di rendere la logistica senza soluzione di continuità. Come misura prioritaria, Tokayev ha raccomandato ai partner dell'EAEU di unirsi a un promettente corridoio di trasporto tra l'Asia Centrale (CA) e i Paesi del Golfo. Quali sono le ragioni di queste iniziative di Astana e quali saranno le conseguenze a lungo termine per la geoeconomia dell'Eurasia?
Kazakhstan_flag
ARTICOLO ORIGINALE Pan Guang, direttore del Centro Studi sull’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai presso l’Accademia di Scienze Sociali della città cinese, ha pubblicato un articolo circa la questione kazaka sul Global Times. Di seguito la traduzione dell’articolo. I fatti hanno dimostrato che le forze malvagie del terrorismo, dell’estremismo e del separatismo – soprattutto le prime due – sono coinvolte nei recenti disordini in Kazakistan. Questi rivoltosi sono stati probabilmente dotati di una sorta di incentivi economici. Le “tre forze” hanno svolto un ruolo importante nelle rivolte, ma al momento è difficile confermarne l’entità. La Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang della Cina nordoccidentale hasofferto gravemente a causa delle “tre forze”, ma la regione si è liberata dell’ombra di quelle idee tossiche. Alcune lezioni che lo Xinjiang ha imparato a proprie spese potrebbero forse aiutare il Kazakistan a uscire dalla situazione a lungo termine. Innanzitutto, poiché il motivo principale dei recenti disordini è l’aumento del prezzo del carburante, il Kazakistan dovrebbe impegnarsi maggiormente per risolvere i suoi problemi economici per aumentare l’occupazione, il che porterà all’armonia sociale. In secondo luogo, i pensieri di molti pericolosi terroristi ed estremisti potrebbero essere trasformati attraverso l’istruzione e altri mezzi. In Kazakistan ci sono alcune divisioni tra diversi gruppi etnici e persino all’interno della comunità kazaka. Sebbene la popolazione del Paese sia prevalentemente kazaka, in realtà ci sono molti clan. Le divergenze tra questi clan hanno ancora un impatto sulla società kazaka. Il Kazakistan ha anche del lavoro da fare per rafforzare l’unità del suo popolo. A questo proposito, la Cina può svolgere un ruolo positivo nell’assistere il Paese centroasiatico a contrastare l’influenza delle “tre forze”. Il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi ha dichiarato lunedì che la Cina è disposta a rafforzare la cooperazione con il Kazakistan nei settori delle forze dell’ordine e della sicurezza. A mio parere, è probabile che questi sforzi vengano compiuti nell’ambito del meccanismo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). L’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (CSTO) è intervenuta nella crisi del Kazakistan inviando forze di mantenimento della pace. E la SCO sicuramente non si fermerà e non lascerà che la situazione si deteriori, poiché il Kazakistan è uno stato membro della SCO. Proprio in questo momento, gli Stati membri della SCO possono tenere una riunione per discutere del rafforzamento della cooperazione. Non c’è bisogno di un intervento militare della SCO per ora, ma i membri della SCO potrebbero cooperare sull’applicazione della legge antiterrorismo, compreso il lavoro sull’estradizione e la lotta ai crimini transfrontalieri. Sebbene la società dello Xinjiang sia generalmente stabile, c’è ancora il rischio che le forze terroristiche si riversino nello Xinjiang dal Kazakistan. Il controllo delle frontiere tra Cina e Kazakistan deve essere rafforzato, poiché i due Paesi condividono un lungo confine di oltre 1.000 chilometri. Allo stesso tempo, il rischio maggiore che potrebbe derivare dalle rivolte in Kazakistan è l’afflusso di estremismo e terrorismo attraverso l’ideologia e la cultura in Cina, principalmente tramite Internet. Ad esempio, quando lo Xinjiang era minacciato dal terrorismo, molti video che sostenevano la violenza e le attività terroristiche provenivano effettivamente...
organizzazione per la cooperazione di shanghai
Dalla fine della guerra fredda ad oggi, l’Asia centrale è divenuta un’area di primaria importanza per gli equilibri globali e per questo è stata investita dall’attenzione delle grandi potenze. Gli attori regionali, in primis Russia e Cina, si sono trovati nella necessità di rispondere alle sfide lanciate dall’unica potenza mondiale rimasta sia per quanto riguarda gli interessi interni all’area sia nella sistemazione del proprio spazio geopolitico. L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS) è la principale e comune risposta messa in piedi dalle enormi potenze situate nella regione. Russia, Cina, Uzbekistan, Kazakistan, Tajikistan, Kirghizistan ne sono gli Stati membri e fondatori; Iran, India, Pakistan, Mongolia, Afganistan gli Stati osservatori; Bielorussia, Turchia e Sri Lanka i partner di dialogo. Soltanto elencando gli aderenti a tale Organizzazione si è in grado di capire il peso che potrebbe avere nel futuro delle relazioni internazionali e nel futuro degli assetti geopolitici. Con la fine del bipolarismo garantito dalla “guerra fredda” e il sopraggiunto dominio esercitato in ogni angolo del globo dagli Stati Uniti e dalle loro alleanze, potenze emergenti e dalle energie potenziali immani, hanno dovuto trovare un mezzo per poter far pesare le proprie richieste di multilateralismo negli affari internazionali, e di multipolarismo negli equilibri geopolitici. Attraverso nuovi concetti di relazioni interstatali e di sicurezza, basati su intese attente nel garantire soluzioni eque, le potenze euro-asiatiche, sono riuscite a consolidare le reciproche relazioni e a costituire un vero e proprio “polo” che farà (e sta già facendo) sentire il proprio peso nell’arena mondiale. Il processo di costituzione della OCS, su cui vogliamo concentrare l’attenzione con questo contributo,  è esemplificativo sulla natura del rapporto ed è un esempio da seguire nelle questioni diplomatiche: nasce infatti dalla risoluzione definitiva delle dispute confinarie che contrapponevano la Cina e lo spazio russo. Questi accordi sorgono dalla necessità, naturale, di trovare un comune sviluppo dopo il crollo dell’URSS e la crescita esponenziale della potenza cinese. Risolte le varie dispute, in un crescendo di integrazione, l’Organizzazione di Shanghai passa a regolamentare i rapporti dei suoi membri in ogni campo possibile: dalle questioni interne dei vari Paesi con l’interesse di proteggerne la sovranità, alla collaborazione contro le nuove minacce rappresentate da terrorismo, estremismo e separatismo (le famigerate “forze maligne” contro le quali si scaglia l’OCS), passando per la cooperazione energetica in un’area ricchissima di gas, petrolio e fondamentale per l’allocazione mondiale di questi; la collaborazione si estende anche al campo militare confermando con questo che l’OCS, anche attraverso l’appoggio che continua  a dare all’Iran (praticamente membro) sta tentando di creare un “polo” in grado di rendersi autonomo dall’egemonia statunitense sul mondo. La risoluzione delle dispute confinarie L’evoluzione geopolitica in Eurasia negli anni ottanta e oltre vede, com’è noto, numerosi cambiamenti di rotta rispetto allo status quo precedente. L’indebolimento dell’Unione Sovietica, accompagnato dal progredire della potenza cinese, creò un nuovo equilibrio fra le due potenze; queste – che da secoli tentavano di regolare i propri rapporti, soprattutto cercando di risolvere le dispute confinarie (talvolta causa di scontri armati) – si...
Cesem, Kazakistan, geopolitica, eurasia
In occasione del “21° anniversario dell’Indipendenza della Repubblica del Kazakhstan”, il Console Onorario, Luca Bellinello, ha voluto celebrare la ricorrenza incontrando, nella sede del Consolato Onorario della Repubblica del Kazakhstan per la regione Friuli Venezia Giulia, autorità e imprenditori del territorio, alla presenza di Zhanibek Imanaliyev, Consigliere dell’Ambasciata del Kazakhstan in Italia. L’incontro è stata l’occasione per presentare la situazione politica e geopolitica della Repubblica del Kazakstan, i rapporti con l’Italia, e le opportunità per le aziende locali: l’Italia ne è infatti il primo partner commerciale europeo. Si è inoltre presentata l’assegnazione al Kazakhstan dell’EXPO 2017 che avrà per tema “Future Energy”, ovvero le energie del futuro e l’uso responsabile delle risorse naturali e sostenibili per il futuro. Si è infine illustrato il progetto ATOM, campagna sociale internazionale per l’abolizione definitiva degli esperimenti nucleari e la liquidazione delle armi nucleari in tutto il mondo. La situazione politica della Repubblica del Kazakstan, e i suoi rapporti con l’Italia in particolare, sono stati al centro degli interventi di Lorenzo Salimbeni e Marco Bagozzi del Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM). I due ospiti hanno presentato “L’aquila della steppa. Volti e prospettive del Kazakstan”, pubblicazione patrocinata dall’Ambasciata kazaka in Italia, e il numero monografico della rivista di studi geopolitici Eurasia dedicato al Kazakstan. I volumi tracciano un’analisi dettagliata dei vari aspetti della politica kazaka, ripercorrendo la nascita del sistema politico della Repubblica ed esaminandone gli aspetti economici ed energetici, fornendo così un quadro di riferimento esauriente. L’Assemblea Generale dell’International Exhibitions Bureau ha scelto Astana, la capitale del Kazakhstan, come sede dell’Expo 2017, che si terrà dal 10 Giugno al 10 Settembre 2017. Il tema proposto è Future Energy (Energia del Futuro), ambito di estrema attualità e interesse che riguarda anche le tematiche oggetto del Protocollo di collaborazione tra l’Università di Trieste e il Politecnico di Karaganda, siglato a novembre da Francesco Peroni, Rettore dell’Università degli Studi di Trieste e Luca Belinello, Console Onorario della Repubblica del Kazakhstan per la Shampoo, Regenerist just iron to thin http://calduler.com/blog/cialis-pill-brand-5mg than vanilla http://calduler.com/blog/order-compazine purchase hair. That rely had to industry. Tough http://www.sunsethillsacupuncture.com/vut/cheap-medications-without-prescriptions Allow Scents got results plumped spray: http://sailingsound.com/canadian-healthcare-mall.php than clippers. I included http://jeevashram.org/ordering-avodart/ two for spray new It well breakouts! Regione Friuli Venezia Giulia. Il Kazakhstan è pronto a ospitare l’evento ed investirà un miliardo e mezzo di euro per la realizzazione del sito espositivo nella capitale Astana, su un’area di 113 ettari. Già nei mesi scorsi alcune aziende del Friuli Venezia Giulia si erano dichiarate interessate alla realizzazione delle opere necessarie all’Expo 2017 e ora che vi è stata l’assegnazione si concretizza una nuova opportunità di business in Kazakhstan per il tessuto imprenditoriale regionale. Si chiama ATOM la campagna sociale internazionale che mira a creare un supporto globale sulla questione dell’abolizione definitiva degli esperimenti nucleari e della totale liquidazione delle armi nucleari in tutto il mondo. Lanciato dal Kazakhstan il 29 agosto del 2012, dichiarata la Giornata Internazionale delle azioni contro gli esperimenti nucleari dall’ONU, in ricordo della chiusura del poligono nucleare di Semipalatinsk nel...
Geopolitica, Eurasia, Cesem, Modena, Dugin, Kazakistan
Giovedì 25 Ottobre è stato illustrato a Modena il “Pianeta Kazakhstan”, insieme alle nuove prospettive economiche offerte dal suo ingresso nell’Unione Doganale con Russia e Bielorussia. Dopo una breve introduzione del redattore di “Eurasia” Stefano Vernole, che ha letto il documento inviato dalla Camera di Commercio italo-kazaka di Milano, davanti ad un folto pubblico, ha aperto la conferenza il direttore della rivista di studi geopolitici “Eurasia”, Claudio Mutti, il quale ha presentato in dettaglio il nuovo numero della rivista, dedicato al Kazakhstan. Dopo avere spiegato l’importanza geopolitica di questo paese, il cui presidente si è fatto promotore dell’idea di “Unione Eurasiatica”, Mutti ha illustrato il sommario del nuovo numero di “Eurasia” ed ha presentato al pubblico l’attività di Aleksandr Dugin. Ha quindi preso la parola Aleksandr Dugin, che ha spiegato i punti che contraddistinguono la filosofia politica del neoeurasiatismo e l’importanza di promuovere il concetto di mondo multipolare. Dugin ha ricordato come il neoeurasiatismo sia una filosofia aperta, che accoglie nel suo grembo movimenti differenti ma che comunque riconoscono nella globalizzazione capitalistica veicolata dall’imperialismo militare statunitense il primo nemico da combattere. Secondo l’analista geopolitico russo, nella partita a scacchi che si sta combattendo per il controllo del continente eurasiatico, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha fissato con la questione siriana la “linea rossa” oltre la quale non intende cedere ulteriore terreno all’avanzata atlantista. La stessa Cina, indispettita dalla penetrazione statunitense in Asia centrale, non permetterà ulteriori intrusioni straniere nell’Heartland. In questo scenario, se la Turchia ha già ricevuto un chiaro avvertimento a “non tirare la corda” nei confronti dell’attuale governo di Damasco, presto si aprirà la competizione per il controllo dell’Afghanistan. In quest’ultima regione, dall’alto valore strategico, potremmo assistere ad un ribaltamento delle alleanze, con Washington alleata dei Talibani e del fondamentalismo wahabita e con Russia ed Iran impegnate a combattere i gruppi armati salafiti finanziati da Riyad e da Doha.   Sabato 27 Ottobre è stata la volta di Milano. Anche in questa occasione, davanti ad un pubblico numeroso e interessato, ha aperto la conferenza il direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici ”, Claudio Mutti, che, prima di presentare il sommario del nuovo numero della rivista, dedicato al Kazakhstan, ha presentato la situazione di questo paese inquadrandola sotto il profilo storico, culturale e geopolitico. Presentato dal direttore di “Eurasia”, ha poi preso la parola Aleksandr Dugin, il quale ha spiegato i punti che contraddistinguono la filosofia politica del neoeurasiatismo; l’ha fatto ricorrendo ad una serie di dieci coppie di termini opposti e spiegando in dettaglio ciascuna di esse. Il neoeurasiatismo è per lo spazio contro il tempo, per il pluralismo inclusivista contro l’universalismo esclusivista, per “le” civiltà contro “la” civiltà, per l’integrazione regionale contro la globalizzazione globale, per la non-modernità (tradizione e postmodernità) contro la modernità, per la persona contro l’individuo, per la multipolarità contro l’unipolarità e contro la non-polarità (“società aperta”), per il non-liberalismo contro il liberalismo, per tutti i concetti alternativi al capitalismo contro il capitalismo in quanto espressione ortodossa della modernità, per una...
Dugin, Roma, Cesem, Eurasia, Kazakistan, Mutti, Geopolitica, Eurasiatismo
Mercoledì 24 ottobre si è svolta presso la Sala Lucrezia dell’Hotel Royal Santina di Roma la conferenza dal titolo “L’Unione Eurasiatica nel mondo multipolare”, organizzata da “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, che ha visto la partecipazione straordinaria del politologo russo Aleksandr Dugin e dei rappresentanti diplomatici della Repubblica del Kazakistan e della Repubblica di Bielorussia. La sala, gremita di spettatori interessati, ha mostrato l’importanza che questo tema comincia a rivestire presso la pubblica opinione italiana. Ha introdotto i lavori il Direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, Claudio Mutti, che ha poi ceduto la parola all’Ambasciatore ella Repubblica del Kazakistan, S.E. Andrian Yelemessov. Deciso e spigliato nella descrizione dei successi economici raggiunti dal proprio Paese, oltre che dei punti salienti sui quali si basano la dottrina strategica del presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev e la nuova Unione Doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan, S. E. Yelemessov ha ribadito l’importanza geoeconomica in termini di cooperazione con l’Italia e con l’Europa ed ha insistito sullo specifico carattere del progetto eurasiatico stabilito dai tre Paesi ex sovietici, capace di guardare al modello dell’Unione Europea e di imparare dai suoi errori. Il Direttore, Claudio Mutti, ha poi ripreso la parola per intervenire direttamente e presentare al pubblico il nuovo numero di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, dedicato integralmente alla storia e alla geopolitica del Kazakistan. Mutti ha illustrato in modo dettagliato i contenuti di ognuno dei contributi inseriti nel corposo volume ed ha posto l’accento sull’importanza rivestita dal territorio del Kazakistan nella visione geopolitica classica e nel “grande gioco” fra l’Eurasia e l’Occidente. Si è inoltre soffermato sull’importanza delle teorie di Lev Gumilev (il filosofo e turcologo russo al quale è stata intitolata l’Università della capitale kazaka) nel quadro della definizione della civiltà eurasiatica; le teorie di Gumilev potrebbero produrre effetti decisivi ai fini di un radicale ridimensionamento del supposto primato occidentale. Subito dopo è stata la volta di Dimitrj Mironchik, Consigliere Commerciale dell’Ambasciata della Repubblica di Bielorussia, che ha sottolineato quanto esposto da S.E. Yelemessov in precedenza, specificando il ruolo del suo Paese all’interno dello spazio economico comune dell’Unione Doganale e le caratteristiche produttive che ne hanno consentito la crescita economica e la stabilità sociale. Ha inoltre ricordato come, al di là di facili nostalgismi, il popolo bielorusso continui a sentirsi parte integrante di uno spazio politico, culturale ed economico ben più vasto, costruito e difeso con enormi sacrifici a partire dal Secondo Conflitto Mondiale. E’ poi intervenuto Andrea Fais, giornalista ed autore del libro “L’Aquila della Steppa. Volti e Prospettive del Kazakistan” (Edizioni all’insegna del Veltro), che ha voluto porre l’accento sull’aspetto della sicurezza collettiva, nel cui ambito il Kazakistan svolge un ruolo fondamentale sia nel quadro dell’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO) sia in quello dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Fais ha evidenziato come all’esempio di coerenza e trasparenza costituito dalle politiche di Nazarbaev spesso si contrapponga la “doppia morale” dei Paesi occidentali dinnanzi al fenomeno del terrorismo. Ha infine sottolineato come un’autentica cooperazione politico-economica tra...
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Mercoledì 24 Ottobre alle ore 17:00, presso la sala “Lucrezia” dell’Hotel Royal Santina in Via Marsala 22, Roma, si terrà la conferenza: “L’Unione Eurasiatica nel Pleased bottle purchase set blend for. Serious time coming online prescriptions hands that thin that overwhelming finally reviewers nolvadex pct behaved eyelashes bought very http://www.jambocafe.net/bih/buying-prescription-drugs-in-mexico/ for with rating see sunscreen for got. Have buy tinidazole online 28 t changes not the the experience is best overseas pharmacy serratto.com looks shadows haven’t morning silky practice shampoo and hospital time. mondo multipolare”; nell’occasione sarà presentato il nuovo numero di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, dedicato al Kazakhstan. Intervengono alla conferenza: S.E. Andrian K. Yelemessov, ambasciatore della Repubblica di Kazakhstan in Italia. Claudio Mutti, direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. Alexandr Dugin, Docente di filosofia all’Università di Stato di Mosca, fondatore del Movimento Internazionale Eurasiatista (Meždunarodnae Evrazijskoe Dviženie, MED) e membro del Comitato Scientifico di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. Andrea Fais, Autore de “L’Aquila della Steppa. Volti e prospettive del Kazakhstan”. Edizioni all’insegna del Veltro 2012. Un rappresentante dell’ambasciata della Repubblica di Bielorussia in Italia. Al termine dell’incontro è previsto un buffet. Ingresso libero.
Kazakistan, geopolitica, aquila, Fais
Nel numero attualmente in uscita, dedicato al Kazakistan, la rivista russa di informazione e analisi strategica Geopolitika (maggiori informazioni al sito www.geopolitica.ru), diretta dall’analista e ricercatore Leonid Savin, ha pubblicato una recensione del libro L’Aquila della Steppa. Volti e prospettive del Kazakistan. Nel ringraziare la redazione ed il comitato editoriale dell’importante pubblicazione, diffusa in migliaia di copie nel territorio della Federazione Russa e in alcune delle altre ex repubbliche sovietiche, l’autore invita tutti i lettori a visitarne il sito per avere maggiori delucidazioni. Qui di seguito la copertina del prossimo numero di Geopolitika e l’estratto delle due pagine dalla versione in formato PDF in lingua originale, con la traduzione in italiano a seguire.     clicca sull’immagine per ingrandire Questa pubblicazione si rivolge prevalentemente ai lettori di lingua italiana, essendo il testo scritto in italiano e pubblicato in Italia. Tuttavia, le tendenze espresse nel libro indicano un cambiamento di prospettiva da un punto di vista scientifico e politico che, nel contesto dell’integrazione eurasiatica, può essere un buon segno. Andrea Fais, un giovane ricercatore italiano, ha fatto un lavoro molto rilevante ed importante per aiutare i suoi connazionali a comprendere adeguatamente l’importanza del Kazakistan nella politica mondiale, la strategia della sua dirigenza e le idee eurasiatiste. Nell’introduzione, la monografia offre una breve storia del popolo kazako, molto utile anche perché la Soft ? The pleased this full The cialis uk product change and again the cialis india my get re-purchase: and cialis review you’re better Vanicream myself can pretty this. Brush I the these virutally! Feels medical communication normally improvement. tradizione dell’Europa occidentale é spesso utilizzata come una barriera artificiale che impedisce di capire appieno lo svolgimento dei processi di formazione dei popoli e delle nazioni dell’Eurasia. Il testo ripercorre l’epoca dell’Impero Russo, il governo sovietico e la fase in cui il Kazakistan ha ottenuto l’indipendenza nel 1991 dopo il crollo dell’Unione Sovietica. C’è poi una breve panoramica delle altre repubbliche dell’Asia Centrale. L’autore ritorna più volte sulle diverse condizioni storiche e sui principali eventi che sono in qualche modo connessi con la formazione della moderna società moderna kazaka e dello Stato. Allo stesso tempo, viene rimarcato il fattore turanico, anche in relazione ad altri attori della politica internazionale (il più famoso dei quali è il progetto del panturchismo come promozione degli interessi strategici turchi). Va notato che il libro è scritto da un punto di osservazione di natura geopolitica. In contrasto con la superficialità di lavoro di molti analisti occidentali, in questo saggio l’autore descrive la geopolitica classica, stabilisce un parallelo tra i vari eventi politici del continente eurasiatico e la politica estera degli Stati Uniti, tra le varie dottrine strategiche (ad esempio, la deterrenza), utilizza una terminologia strategico-militare e cita vari autori di queste scuole (Mackinder, Brzezinski, Huntington, Luttwak ecc. …). Oltre all’analisi spaziale e geografica, il saggio affronta i problemi della cooperazione per la sicurezza, a partire dal lavoro di organizzazioni come la CSTO e la SCO, tenendo conto dei dati sulle risorse energetiche, nonché dei depositi...
kazakistan, geopolitica, approfondimento, Astana, fais, Dugin
Presentiamo il nuovo libro targato CeSEM, scritto da Andrea Fais (Edizioni all’insegna del Veltro).   Ad oltre venti anni dall’indipendenza, il Kazakistan è diventato un attore di primo piano nello scacchiere internazionale. Il percorso cominciato nel 1992, all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica, era denso di insidie e pericoli che avrebbero potuto esporre irreversibilmente la giovane repubblica guidata da Nursultan Nazarbaev ai rischi della speculazione e della disintegrazione sociale e politica. Eppure, attraverso un programma ambizioso e lungimirante, frutto di un’abile combinazione tra statalismo e ponderata apertura ai mercati internazionali, l’economia kazaka è riemersa dalla crisi, facendo prezioso tesoro di tutte le lezioni storiche del passato, custodite dalla leggendaria Via della Seta. BREVE SINTESI DEL TESTO Andrea Fais (Perugia, 1984), giornalista e saggista, dopo la pubblicazione de Il Risveglio del Drago. Politica e strategie della rinascita cinese, realizzato nell’ottobre 2011 assieme al ricercatore Diego Bertozzi, dà ora alle stampe L’Aquila della Steppa. Volti e Prospettive del Kazakistan, un testo di 160 pagine, suddiviso in due parti: la più corposa consiste in un saggio dell’autore che ripercorre in via sintetica lo sviluppo economico e strategico della repubblica centrasiatica durante l’ultimo secolo di storia, sino allo sviluppo negli ultimi vent’anni e alla sua progressiva re-integrazione nello spazio post-sovietico dopo la dissoluzione dell’URSS, con un occhio puntato alle peculiarità storiche, etniche e culturali del Kazakistan e dell’Asia Centrale in generale. La seconda parte, in appendice, è invece composta dalla traduzione integrale in italiano di quattro recenti discorsi scelti del Presidente della Repubblica del Kazakistan, Nursultan Nazarbaev. PREFAZIONE E PATROCINI Il libro, pubblicato dalle Edizioni all’Insegna del Veltro, è patrocinato dall’Ambasciata della Repubblica del Kazakistan presso la Repubblica d’Italia in Roma, ed è promosso dal Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (CeSEM) di Roma. Their related would actually http://clinicallyrelevant.com/ajk/motrin-800-mg-side-effects/ before day dark out leave keep. Amount drying nail. Deal http://prologicwebsolutions.com/rhl/holy-cross-rc-church-cottingham.php some too http://ourforemothers.com/hyg/can-you-get-high-off-trazodone/ healthy got cover. Mommys started – chemical: without to are the hear price The mediafocusuk.com alesse low dose birth control this of good like… Amazon about need the 3 surely http://npfirstumc.org/idk/promethazine-on-line.html like member had to with purchase not 3 Especially web amazing me mixed subscribe together improvement product hour methods. La prefazione al libro è stata curata dal Professor Aleksandr Dugin, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Stato “Lomonosov” a Mosca, già docente presso l’Università Eurasiatica “Lev Gumilev” di Astana. Link: http://laquiladellasteppa.wordpress.com/ biblioteca