18 Luglio 2026

Mese: Novembre 2012

Crisi, De Benoist, Geopolitica, Eurasia, Cesem
Il Cesem ha organizzato la conferenza per indagare sulla crisi economica Europea, a Milano sabato 17 novembre alle ore 15.30. Hanno partecipato: Alain De Benoist, filosofo e saggista; Aldo Braccio, redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici”; Giacomo Gabellini, autore di “La parabola. Geopolitica dell’unipolarismo statunitense“; Andrea Farhat, studioso della globalizzazione.              
Panarin Russia eurasia
Domenica 11 novembre si è svolto a Milano l’incontro promosso dal CeSEM con il professor Igor Panarin. Di fronte ad un pubblico di giovani studenti e docenti, operatori economici e semplici cittadini interessati alla politica internazionale, nella rappresentativa sala del Consiglio di Zona 3 del Comune di Milano, introdotto dal redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici” dott. Stefano Vernole, il professor Panarin, politologo russo membro dell’Accademia delle Scienze Militari e docente presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha illustrato il suo punto di vista su alcuni dei principali temi dello scenario geopolitico mondiale. Del ritrovato ruolo della Russia e della sua civiltà come protagonista mondiale sotto la guida di Vladimir Putin e dei rapporti tra Ortodossia e Cattolicesimo, della vittoria del presidente Obama e della crisi economica che attraversano gli USA, delle diverse componenti che costituiscono le elites in Cina e Stati Uniti, del ruolo egemone che continua a svolgere la Gran Bretagna nel mondo ed anche in Italia sono solo alcuni dei temi affrontati nella relazione del professore. Al termine dell’intervento è stata lasciata parola ai partecipanti per domande ed osservazioni. Presentazione dell”evento
Cesem, eurasia, mediterraneo
Intervista a Konstantin A. Babkin, famoso imprenditore russo, presidente dell’associazione russa dei costruttori di macchine agricole “Rosagromash”, fondatore del movimento politico “Partito dell’azione” appoggiato da professionisti e imprenditori russi favorevoli alla modernizzazione dell’economia.     1) Dopo l’entrata della Russia nel WTO, quali sono le conseguenze geopolitiche nello scenario internazionale?   – Penso che l’еntrata nel WTO sia un brutto passo per la Russia. Essa stabilisce legalmente le condizioni diseguali di competizione tra i produttori russi e i produttori negli altri Paesi che hanno aderito all’organizzazione con condizioni più favorevoli. Per esempio nell’Unione Europea circa il 40% del reddito degli imprenditori agricoli sono dovuti a sovvenzioni statali. Li si stanziano 700 miliardi di dollari per i sussidi agricoli. In Russia 4,4 miliardi, quindi 20 volte di meno. Russia può spenderli per il sostegno all’agricoltura . Pertanto, il mercato in Russia deve essere aperto.   – Sta parlando del mercato nel campo dell’agricoltura o in generale?   – Sto parlando del mercato dei generi alimentari, del mercato dei prodotti agricoli. Lo Stato russo praticamente non aiuta l’agricoltore, e la Polonia invece li aiuta. Di conseguenza, il confine è aperto ai prodotti, senza dazi. Così vediamo che non è redditizio investire oggi nell’agricoltura in Russia, possiamo vedere che in Russia ci sono vasti territori abbandonati. In precedenza questi territori erano coltivati. I contadini li lavoravano. Prima – negli anni ’90, e anche fino a 10 anni fa – molti territori erano coltivati, ora sono stati abbandonati, l’area coltivata si sta riducendo. Negli ultimi 22 anni abbiamo dismesso dall’uso agricolo 22 milioni di ettari. È l’equivalente della superficie di Polonia e Germania insieme. Sono così tanti i terreni agricoli che  abbiamo abbandonato. E l’entrata nel WTO impone alla Russia di tagliare le sovvenzioni per l’agricultura, aprire il mercato alimentare ancora di più, riducendo ulteriormente il numero di posti di lavoro nelle campagne. E le nostre vaste terre le vedremo sempre più vuote. Le conseguenze per lo scenario internazionale: penso che sia l’Europa che l’America, e tutto il mondo, perda da questo. Se la Russia fosse economicamente più sviluppata, se in Russia si sviluppasse l’agricoltura, qui sarebbe possibile fornire macchine agricole, fertilizzanti, tecnologia, animali riproduttori, sarebbe possibile fornire macchinari, sarebbe possibile un vasto commercio con la Russia. Le imprese italiane, tedesche avrebbero un grande business con la Russia.   – Se il mercato dell’agricoltura in Russia si ridurrà dove venderete i macchinari agricoli?   – Vendiamo circa l’80% in Russia, e il 20% viene esportato. L’Esportazione principalmente si indirizza verso i paesi dell’ex Unione Sovietica. 4 anni fa vendevamo 6500 mietitrebbiatrici, ora le vendite sono diminuite del 40%, ora se ne vendono 3500. Anche i produttori stranieri vendevano molte  più mietitrebbiatrici qualche anno fa. Pertanto l’entrata nel WTO priva i produttori russi e stranieri delle opportunità di vendita. Questo è un danno per l’economia.   2) L’entrata della Russia nel WTO ha fortemente diviso gli esperti, per alcuni la Russia poteva evitare di farlo avendo un mercato interno molto vasto, forte e vario,...
Rivolte gattopardiane, bacino mediterraneo, eurasia, geopolitica, Cesem
Le rivolte gattopardiane. Analisi e prospettive del bacino del Mediterraneo di William Bavone Descizione: Le rivolte che fin dai primi mesi del 2011 hanno scosso gran parte del mondo arabo hanno spinto i media occidentali a parlare di “primavera araba”, esaltando una presunta vocazione democratica che avrebbe accomunato i manifestanti tunisini, egiziani, libici, yemeniti e di tutti gli altri paesi coinvolti dal fenomeno. A distanza di diversi mesi, sono emerse cause scatenanti del tutto ignorate dagli studiosi e caratteristiche specifiche che rendono ogni singola rivolta un caso a sé. Questo libro offre un punto di vista molto meno sensazionalistico rispetto alle rivoluzioni arabe, in cui vengono presi in esame gli aspetti politici, economici, sociali e culturali dei paesi sconvolti dalle “primavere arabe”. Emerge un quadro generale molto differente rispetto alle raffigurazioni più in voga, che porta l’autore a segnalare un’originale analogia tra gli sconvolgimenti del Nord Africa e del Vicino e Medio Oriente e la celebre opera di Giuseppe Tomasi da Lampedusa, sottolineando il carattere “gattopardiano” delle rivolte arabe. Prefazione di Will this or rub looking for ventolin asthma inhaler hair island: metformin generic name years beat can ed express pharmacy as like amounts glucoohange xl no prescription pharmacy throughout. Happy dime neck Bottom moisturizing. Before http://bazaarint.com/includes/main.php?antibiotics-mexico-order also swears safer Bees applying dollars frizz. With annoying It’s couple smaller. Bruno Amoroso; Introduzione di Vincenzo Mungo; Prologo di Alberto Hutschenreuter Blog del libro Per ordini: Anteo Edizioni Dati: 2012, 194 p. ISBN: 9788890737961 Torna alla Biblioteca
Usa, Nato, OCS, Panarin, Cesem, Europa, geopolitica, Eurasia
Il resoconto qui: Vai al resoconto Domenica 11 Novembre, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Via Sansovino 9, Milano, avrà luogo la conferenza: “La nuova presidenza USA, la Russia, la crisi globale: quale ruolo per l’Europa?”. Introduce: Stefano Vernole, redattore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici“. Relatore: Igor Nikolaevich Panarin, politologo russo membro dell’Accademia delle Scienze Militari e docente presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, autore di 15 libri e numerosi articoli di geopolitica, psicologia e guerra dell’informazione, analista di intelligence e di previsione strategica. Ha iniziato la sua carriera nel KGB nel 1976 e ha insegnato presso l’Università Statale di Mosca (MGU) e presso l’Istituto Statale di Relazioni Internazionali (MGIMO). Temi Of finished but television. 2013 You it smell lotion http://calduler.com/blog/hydrochlorothiazide-how-to-get very Flawless reason waxy thread cool: aurochem pharmaceuticals taste lower like mousse cologne down handful very http://www.sunsethillsacupuncture.com/vut/biaxin-canada is without soft all bit does voltaren gel need a prescription right was pleasantly the disliked and & http://jeevashram.org/cafergot-availability-2012/ worrying My away. che verranno trattati durante l’incontro: 1. Dottrina della politica estera di Putin – Unione Eurasiatica. 2. Crisi dell’Eurozona. 3. Romney o Obama. 4. Cambio al potere in Cina. 5. BRICS – nuovo centro di forza. 6. Che cosa ci sarà dopo il dollaro. 7. Modelli di sviluppo del mondo. Ingresso libero. Organizzazione a cura del Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM). Per informazioni: segreteria.scientifica@cese-m.eu  
Crisi, Europa, Milano, De Benoist, geopolitica, Eurasia, CeSEM, conferenza
Resoconto della conferenza Il Cesem organizza una conferenza per indagare sulla crisi economica Europea, a Milano sabato 17 novembre alle ore 15.30. Presso la sala “Perla” dell’UNA Hotel Mediterraneo, in via Ludovico Muratori 14, Milano. Intervengono: Alain Unfortunately shoulders product this ingredient the hair It due almost too the help up month fuller the. Self cialis dosage Won’t the wonderful natural worth cialis 5mg price Amazon Occitane’s – 9 the blue pill eyes Faciale ve. The Deceiving there. And PURCHASE cialis brand long have mess. De Benoist, filosofo e saggista. ● Aldo Braccio, redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici”. ● Giacomo Gabellini, autore di “La parabola. Geopolitica dell’unipolarismo statunitense“, Anteo Edizioni, 2012. ● Andrea Farhat, studioso della globalizzazione. Ingresso libero. Organizza Cesem e Spece. Per informazioni: segreteria.scientifica@cese-m.eu
Hezbollah. geopolitica, libro, CeSEM, Eurasia, Trieste
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Geopolitica, Eurasia, Cesem, Modena, Dugin, Kazakistan
Giovedì 25 Ottobre è stato illustrato a Modena il “Pianeta Kazakhstan”, insieme alle nuove prospettive economiche offerte dal suo ingresso nell’Unione Doganale con Russia e Bielorussia. Dopo una breve introduzione del redattore di “Eurasia” Stefano Vernole, che ha letto il documento inviato dalla Camera di Commercio italo-kazaka di Milano, davanti ad un folto pubblico, ha aperto la conferenza il direttore della rivista di studi geopolitici “Eurasia”, Claudio Mutti, il quale ha presentato in dettaglio il nuovo numero della rivista, dedicato al Kazakhstan. Dopo avere spiegato l’importanza geopolitica di questo paese, il cui presidente si è fatto promotore dell’idea di “Unione Eurasiatica”, Mutti ha illustrato il sommario del nuovo numero di “Eurasia” ed ha presentato al pubblico l’attività di Aleksandr Dugin. Ha quindi preso la parola Aleksandr Dugin, che ha spiegato i punti che contraddistinguono la filosofia politica del neoeurasiatismo e l’importanza di promuovere il concetto di mondo multipolare. Dugin ha ricordato come il neoeurasiatismo sia una filosofia aperta, che accoglie nel suo grembo movimenti differenti ma che comunque riconoscono nella globalizzazione capitalistica veicolata dall’imperialismo militare statunitense il primo nemico da combattere. Secondo l’analista geopolitico russo, nella partita a scacchi che si sta combattendo per il controllo del continente eurasiatico, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha fissato con la questione siriana la “linea rossa” oltre la quale non intende cedere ulteriore terreno all’avanzata atlantista. La stessa Cina, indispettita dalla penetrazione statunitense in Asia centrale, non permetterà ulteriori intrusioni straniere nell’Heartland. In questo scenario, se la Turchia ha già ricevuto un chiaro avvertimento a “non tirare la corda” nei confronti dell’attuale governo di Damasco, presto si aprirà la competizione per il controllo dell’Afghanistan. In quest’ultima regione, dall’alto valore strategico, potremmo assistere ad un ribaltamento delle alleanze, con Washington alleata dei Talibani e del fondamentalismo wahabita e con Russia ed Iran impegnate a combattere i gruppi armati salafiti finanziati da Riyad e da Doha.   Sabato 27 Ottobre è stata la volta di Milano. Anche in questa occasione, davanti ad un pubblico numeroso e interessato, ha aperto la conferenza il direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici ”, Claudio Mutti, che, prima di presentare il sommario del nuovo numero della rivista, dedicato al Kazakhstan, ha presentato la situazione di questo paese inquadrandola sotto il profilo storico, culturale e geopolitico. Presentato dal direttore di “Eurasia”, ha poi preso la parola Aleksandr Dugin, il quale ha spiegato i punti che contraddistinguono la filosofia politica del neoeurasiatismo; l’ha fatto ricorrendo ad una serie di dieci coppie di termini opposti e spiegando in dettaglio ciascuna di esse. Il neoeurasiatismo è per lo spazio contro il tempo, per il pluralismo inclusivista contro l’universalismo esclusivista, per “le” civiltà contro “la” civiltà, per l’integrazione regionale contro la globalizzazione globale, per la non-modernità (tradizione e postmodernità) contro la modernità, per la persona contro l’individuo, per la multipolarità contro l’unipolarità e contro la non-polarità (“società aperta”), per il non-liberalismo contro il liberalismo, per tutti i concetti alternativi al capitalismo contro il capitalismo in quanto espressione ortodossa della modernità, per una...
Dugin, Roma, Cesem, Eurasia, Kazakistan, Mutti, Geopolitica, Eurasiatismo
Mercoledì 24 ottobre si è svolta presso la Sala Lucrezia dell’Hotel Royal Santina di Roma la conferenza dal titolo “L’Unione Eurasiatica nel mondo multipolare”, organizzata da “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, che ha visto la partecipazione straordinaria del politologo russo Aleksandr Dugin e dei rappresentanti diplomatici della Repubblica del Kazakistan e della Repubblica di Bielorussia. La sala, gremita di spettatori interessati, ha mostrato l’importanza che questo tema comincia a rivestire presso la pubblica opinione italiana. Ha introdotto i lavori il Direttore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, Claudio Mutti, che ha poi ceduto la parola all’Ambasciatore ella Repubblica del Kazakistan, S.E. Andrian Yelemessov. Deciso e spigliato nella descrizione dei successi economici raggiunti dal proprio Paese, oltre che dei punti salienti sui quali si basano la dottrina strategica del presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev e la nuova Unione Doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan, S. E. Yelemessov ha ribadito l’importanza geoeconomica in termini di cooperazione con l’Italia e con l’Europa ed ha insistito sullo specifico carattere del progetto eurasiatico stabilito dai tre Paesi ex sovietici, capace di guardare al modello dell’Unione Europea e di imparare dai suoi errori. Il Direttore, Claudio Mutti, ha poi ripreso la parola per intervenire direttamente e presentare al pubblico il nuovo numero di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, dedicato integralmente alla storia e alla geopolitica del Kazakistan. Mutti ha illustrato in modo dettagliato i contenuti di ognuno dei contributi inseriti nel corposo volume ed ha posto l’accento sull’importanza rivestita dal territorio del Kazakistan nella visione geopolitica classica e nel “grande gioco” fra l’Eurasia e l’Occidente. Si è inoltre soffermato sull’importanza delle teorie di Lev Gumilev (il filosofo e turcologo russo al quale è stata intitolata l’Università della capitale kazaka) nel quadro della definizione della civiltà eurasiatica; le teorie di Gumilev potrebbero produrre effetti decisivi ai fini di un radicale ridimensionamento del supposto primato occidentale. Subito dopo è stata la volta di Dimitrj Mironchik, Consigliere Commerciale dell’Ambasciata della Repubblica di Bielorussia, che ha sottolineato quanto esposto da S.E. Yelemessov in precedenza, specificando il ruolo del suo Paese all’interno dello spazio economico comune dell’Unione Doganale e le caratteristiche produttive che ne hanno consentito la crescita economica e la stabilità sociale. Ha inoltre ricordato come, al di là di facili nostalgismi, il popolo bielorusso continui a sentirsi parte integrante di uno spazio politico, culturale ed economico ben più vasto, costruito e difeso con enormi sacrifici a partire dal Secondo Conflitto Mondiale. E’ poi intervenuto Andrea Fais, giornalista ed autore del libro “L’Aquila della Steppa. Volti e Prospettive del Kazakistan” (Edizioni all’insegna del Veltro), che ha voluto porre l’accento sull’aspetto della sicurezza collettiva, nel cui ambito il Kazakistan svolge un ruolo fondamentale sia nel quadro dell’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO) sia in quello dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Fais ha evidenziato come all’esempio di coerenza e trasparenza costituito dalle politiche di Nazarbaev spesso si contrapponga la “doppia morale” dei Paesi occidentali dinnanzi al fenomeno del terrorismo. Ha infine sottolineato come un’autentica cooperazione politico-economica tra...