Resoconto assemblea annuale e presentazione focus “Cina e Unione Europea. Ascesa pacifica e globalizzazione multipolare”

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Di Giovanni Amicarella

Nell’ambito della geopolitica, un fronte di lotta che si fa sempre più pressante (e altrettanto, palesemente, in primo piano) è quello dell’informazione. L’informazione rappresenta oggi uno dei primi terreni di scontro per quanto concerne i conflitti e le risoluzioni, più o meno pacifiche, delle problematiche fra Stati: basti vedere la guerra d’informazione che si è consumata (e si sta ancora consumando) sul conflitto russo-ucraino, quelle sui vari conflitti fra Stati vicini (ad esempio Pakistan e Afghanistan), sulle sommosse popolari (come nel caso del Nepal) e sulla, in corso, aggressione all’Iran. Quando il sensazionalismo prende il posto dell’informazione, sia per propaganda di una precisa visione politica, sia per acchiappaclick, emerge nella sua essenzialità il ruolo dell’analisi da centro studi.

A tal proposito il 15 marzo, presso il locale Well-Done di Cesena, si è tenuta l’assemblea dei soci e  presentazione del Focus CeSEM 2025 “Cina e Unione Europa: ascesa pacifica e globalizzazione multipolare” con la partecipazione degli autori, con un approfondimento anche sulle tematiche alla base del prossimo China Business Builder Day.

I relatori del Centro Studi, Andrea Turi e Stefano Vernole hanno illustrato il lavoro e le ragioni del report, di cui è stata anche co-autrice l’articolista Veronica Vuotto:  in un mondo in cui l’Occidente è ancora orientato al conflitto, al protezionismo e alle sanzioni, la Repubblica Popolare Cinese si pone come potenza responsabile ed è orientata nell’assumersi maggiori responsabilità nella governance globale, al fine di sostenere un vero multilateralismo e una reale democratizzazione delle relazioni internazionali. Per l’Unione Europea, schiacciata tra contraddizioni interne e pressioni esterne sempre più insostenibili, una partnership privilegiata con Pechino rappresenta perciò l’ultima opportunità per diventare un polo geopolitico autonomo all’interno della scacchiera globale.

L’avvento dell’Amministrazione Trump ha indubbiamente chiarito che il mondo è sempre più tendente a una concezione multipolare del rapporto fra Stati, chi si pone in competizione con gli altri soggetti geopolitici senza possedere a pieno i requisiti per la sovranità rischia di pagarne le conseguenze. Questa considerazione vale a maggior ragione per l’Unione Europea che si autopercepisce quale vettore ideologico di esportazione dei “valori liberali”, ma che è ancora oggi priva di un esercito autonomo e degli strumenti necessari a far rispettare le proprie convinzioni. Non si tratta solo dell’assenza di una Costituzione o di un Ministro degli Esteri europeo; l’UE non possiede quello che è il requisito fondamentale della sovranità: il monopolio della forza all’interno dei propri confini. Dovendo condividere lo spazio geografico con l’ingombrante “alleato” nordamericano e subirne la volontà politica attraverso la NATO, che rimane un’organizzazione militare indiscutibilmente guidata da Washington.

La contrapposizione tra Stati Uniti e Cina non deve comunque spingere l’Unione Europea a una scelta di campo rigida, ma a definire uno spazio continentale di autonomia, fondato su equilibrio e interdipendenze gestite. La Cina, in questo quadro, non è solo rivale, ma anche un interlocutore strategico: è oggi leader mondiale in settori cruciali come le terre rare, la tecnologia verde e le infrastrutture digitali, componenti indispensabili per gli stessi obiettivi di transizione ecologico-digitale e competitività dell’UE. La capacità di Pechino di innovarsi continuamente costringe l’Europa a sviluppare politiche industriali proprie, a investire in ricerca e sviluppo e a sviluppare nuove catene del valore.

Da questo punto di vista, attraverso il dialogo, la tradizione diplomatica italiana, derivata dalla sua storia mediterranea di mediazioni ed equilibri, rappresenta un punto di forza per costruire forme di cooperazione condivisa con tutti i Paesi BRICS.

Successivamente, la Prof.ssa Lucia Gentili ha anticipato alcune delle tematiche del China Business Builder Day che si svolgerà a Cesena nell’ottobre 2026: un confronto sull’Intelligenza artificiale tra Europa e Cina, GDPR e Privacy, marketing e logistica per le aziende. Dopo il grande successo dell’edizione 2025, si tratta di un altro appuntamento da non perdere per quanti lavorano e coltivano relazioni, sia professionali che di istruzione, con la Repubblica Popolare Cinese.

Registrazione della presentazione disponibile qui:

 

 

 

                             

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