A cura di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/01/21/la-ferma-determinazione-della-cina-nello-sviluppo-verde/ Il libro bianco intitolato Lo sviluppo verde della Cina nella nuova era, mostra la strada intrapresa dal Paese asiatico per affrontare l’emergenza climatica in contrasto con l’ipocrisia dell’Occidente. Di seguito la traduzione dell’articolo del Global Times a firma di Lin Xuanmin e Fan Anqi. Giovedì (19 gennaio, ndt) la Cina ha pubblicato un libro bianco sul suo sviluppo verde nella nuova era, elaborando il modo in cui il Paese è rimasto fermamente impegnato nello sviluppo verde, ha partecipato in modo proattivo alla governance globale del clima e ha guidato la cooperazione internazionale. Il libro bianco viene pubblicato in un momento in cui le prospettive globali per la cooperazione climatica rimangono oscure in mezzo a una crisi energetica persistente, con Paesi sviluppati tra cui gli Stati Uniti e le principali nazioni europee – tra i maggiori emettitori di gas serra nella storia – che deragliano o cambiano versione sulle loro promesse sul carbonio, mentre la pressante agenda ambientale globale viene sempre più boicottata da alcune potenze egemoniche occidentali e trasformata nel loro strumento politicizzato per colpire l’influenza globale in ascesa della Cina. Nonostante il lato negativo, la Cina non solo si sta avviando verso i suoi due obiettivi sul carbonio rispettivamente nel 2030 e nel 2060, ma sta anche aiutando attivamente i Paesi in via di sviluppo ad affrontare le questioni climatiche attraverso la cooperazione sud-sud, come mostrato dal libro bianco. La sfilza di mosse concrete è un’incarnazione degli impegni della Cina nei confronti del mondo come grande potenza responsabile. Ancora più importante, questo invia un messaggio sia clamoroso che incoraggiante al mondo, nel mezzo di schemi globali caotici e divisioni dilaganti, che secondo gli osservatori è destinato a dare nuovo slancio alla lotta globale per il clima. Il libro bianco, intitolato Lo sviluppo verde della Cina nella nuova era, contiene sette capitoli, tra cui l’impegno della Cina per il percorso di sviluppo verde, la configurazione territoriale verde, l’ulteriore ottimizzazione della struttura industriale, il meccanismo per lo sviluppo verde e la cooperazione internazionale. Secondo il libro bianco, la Cina, in quanto nazione in via di sviluppo più grande del mondo, ha compiuto notevoli progressi nello sviluppo verde e ha dato un grande contributo nell’arena globale. Alla fine del 2021, erano state istituite quasi 10.000 aree protette di vario tipo e livello, che coprivano oltre il 17% della superficie terrestre della Cina, mettendo sotto protezione effettiva il 90% dei suoi tipi di ecosistemi naturali terrestri e il 74% delle principali specie selvatiche protette dallo Stato, dice il libro bianco. Dal 2012 al 2021 sono stati piantati 64 milioni di ettari di alberi. Dal 2000, la Cina ha guidato il mondo nel rendere più verde il pianeta, contribuendo a circa un quarto delle nuove aree verdi aggiunte nel mondo, afferma. La Cina sta anche compiendo i progressi più rapidi nel miglioramento della qualità dell’aria. La densità media di PM2,5 delle città cinesi a livello di prefettura e oltre è scesa da 46 microgrammi per metro cubo nel 2015 a...
repubblica popolare cinese
A cura di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: WORLD POLITICS BLOG Il vice premier cinese è intervenuto al World Economic Forum di Davos per analizzare la situazione economica attuale nella Repubblica Popolare e nel mondo. Di seguito il discorso integrale di Liu He tradotto da Paolo Marcenaro. Buongiorno! Vorrei iniziare ringraziando il dottor Schwab per avermi invitato di nuovo a Davos. L’ultima volta che sono venuto qui è stato il 2018. Negli ultimi cinque anni abbiamo vissuto ogni tipo di evento inaspettato e assistito a profondi cambiamenti nel panorama politico ed economico mondiale. Pertanto, il tema dell’incontro annuale di quest’anno, “Cooperazione in un mondo frammentato”, non potrebbe essere più pertinente. La comprensione reciproca è un prerequisito importante per la cooperazione. La comunicazione online, non importa quanto frequente o tecnologicamente avanzata, non sostituisce gli incontri di persona. Ho avuto un bel numero di incontri molto calorosi con alcuni vecchi amici in questi due giorni. Spero che, in questo incontro faccia a faccia, potrò aiutarvi a capire meglio l’economia cinese. Nel 2022, la Cina ha completato la sua principale agenda politica. Abbiamo tenuto il 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) ed eletto la nuova leadership con al centro il Presidente Xi Jinping. Abbiamo elaborato un progetto ambizioso per promuovere la modernizzazione cinese nei prossimi cinque anni e oltre. Il mese scorso, abbiamo tenuto la Conferenza annuale del lavoro economico centrale per fare piani per il 2023 in linea con lo spiegamento del 20° Congresso nazionale del PCC. Nel 2022, la crescita della Cina è stata del 3%. E siamo riusciti a mantenere stabili posti di lavoro e prezzi. Il tasso di disoccupazione urbano era del 5,6%, l”indice dei prezzi al consumo era del due percento e l’avanzo delle partite correnti era leggermente superiore al due percento del PIL. Nel 2023 continueremo a cercare di fare progressi mantenendo la stabilità e seguiremo una politica fiscale proattiva e una politica monetaria prudente. Ci impegneremo a mantenere una crescita economica ragionevole e mantenere stabili prezzi e posti di lavoro. Maggiore attenzione sarà posta sull’espansione della domanda interna, sul mantenimento della stabilità delle catene di approvvigionamento, sul sostegno al settore privato, sulla riforma delle imprese statali (SOE), sull’attrazione di investimenti esteri e sulla prevenzione dei rischi economici e finanziari. Se lavorerermo abbastanza duramente, siamo fiduciosi che la crescita tornerà molto probabilmente alla sua tendenza normale e l’economia cinese vedrà un miglioramento significativo nel 2023. Un notevole aumento delle importazioni, maggiori investimenti da parte delle aziende e il ritorno alla normalità dei consumi possono essere attesi. Negli ultimi dieci anni, il PIL cinese è cresciuto da 54 trilioni a 121 trilioni di yuan; la speranza di vita media è passata da 74,8 a 78,2 anni; e il contributo alla crescita globale ha raggiunto circa il 36%. Ci sono cinque cose che teniamo sempre a mente nel realizzare tali risultati. In primo luogo, dobbiamo sempre assumere lo sviluppo economico come compito primario e centrale. Nelle nuove circostanze, guidate dalla filosofia di uno sviluppo innovativo, coordinato, verde,...
di Giulio Chinappi ARTICOLO PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Una delegazione composta da oltre 30 personalità e studiosi islamici provenienti da 14 Paesi ha visitato la Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, dove ha potuto constatare le reali condizioni di vita della popolazione locale, smentendo le fake news. Di seguito la traduzione dell’articolo tratto dal Global Times. Una delegazione di personalità e studiosi islamici ha visitato la regione cinese dello Xinjiang e ha testimoniato in prima persona lo sviluppo e la stabilità della regione, il che ha dimostrato ancora una volta che le bugie di alcuni media sulla regione non possono nascondere la verità, e che le pratiche di utilizzare la questione dello Xinjiang per diffamare la Cina sono destinate a fallire. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri Wang Wenbin in una conferenza stampa venerdì (13 gennaio, ndt). Lo stesso giorno, anche il governo regionale dello Xinjiang ha tenuto una conferenza stampa e ha offerto informazioni più dettagliate sulla visita della delegazione a più di 30 media cinesi e stranieri. Guidata da Ali Rashid Al Nuaimi, presidente del Consiglio mondiale delle comunità musulmane degli Emirati Arabi Uniti, una delegazione composta da oltre 30 personalità e studiosi islamici provenienti da 14 Paesi ha visitato la regione dello Xinjiang nella Cina nordoccidentale a partire dall’8 gennaio. Hanno visitato moschee, l’Istituto Islamico dello Xinjiang, bazar e molti altri luoghi per comunicare con residenti locali e gruppi religiosi a Urumqi, Altay e Kashi, al fine di comprendere meglio lo sviluppo della regione e la protezione della libertà religiosa. Durante la conferenza stampa tenuta dal governo regionale dello Xinjiang, foto e video della visita della delegazione nella regione sono stati trasmessi in streaming insieme ad interviste di studiosi islamici ai media. Ad esempio, dopo aver visto la mostra sulla lotta al terrorismo e all’estremismo a Urumqi, alcuni studiosi islamici stranieri hanno elogiato i risultati della regione sulla deradicalizzazione e hanno affermato che questa ha contribuito a realizzare la stabilità sociale e che le misure hanno offerto una preziosa esperienza per la lotta di altri Paesi al terrorismo. “XINJIANG. STORIA E SVILUPPO” UN LIBRO TARGATO CENTRO STUDI EURASIA E MEDITERRANEO COME ACQUISTARE IL LIBRO Xu Guixiang, un portavoce del governo regionale, ha detto alla conferenza che la delegazione si è anche recata a Kashi per vedere il progetto di ricostruzione della città vecchia, assistere a un’esibizione dei Dodici Muqam [1] e andare al laboratorio di un residente kazako per vedere la conservazione dell’antica tecnica dello sci di pelliccia in Altai. Dopo una visita al museo regionale e aver assistito allo spettacolo dei Dodici Muqam, uno scrittore e studioso mauritano ha affermato che tutti i gruppi etnici nello Xinjiang hanno creato insieme una splendida cultura e hanno visto come la Cina sia impegnata a proteggere e promuovere la cultura multietnica nello Xinjiang, che è pienamente in linea con lo scopo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco, ndt) di proteggere e promuovere la diversificazione delle civiltà. La delegazione ha anche tenuto un simposio con docenti e studenti dell’Istituto Islamico dello...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE La visita del presidente filippino in Cina mette a tacere le fake news occidentali circa i dissapori tra i due Paesi, e dimostra come Pechino sia impegnata a costruire solide relazioni di cooperazione con tutta la regione dell’ASEAN. Il 30 giugno, Ferdinand “Bongbong” Romualdez Marcos Jr. ha iniziato il proprio mandato di presidente delle Filippine, succedendo a Rodrigo Duterte. Figlio dell’ex presidente Ferdinand Marcos, Bongbong e stato inizialmente sostenuto dalla stampa occidentale, nonostante il passato tutt’altro che democratico della sua famiglia, in quanto veniva percepito come colui che avrebbe invertito la tendenza della politica estera filippina, che Duterte aveva indirizzato su di un cammino decisamente filocinese. Il 3 gennaio 2023, il presidente filippino ha deluso le aspettative delle leadership occidentali operando la sua prima visita di Stato a Pechino riaffermando i legami filippini con la Cina, che ha definito il “partner più forte” del suo Paese: “La visita di Marcos, Jr. è andata avanti nonostante un’ondata di diffamazioni anti-cinesi nell’ultimo trimestre da parte delle fazioni filo-statunitensi del governo filippino, della burocrazia politica e dei media, che cercavano di raccogliere notizie false per interrompere le relazioni sino-filippine”, ha commentato Herman Tiu Laurel, giornalista con base nelle Filippine, sulle pagine del Global Times. Lo stesso Laurel ha commentato come la crescente attività militare degli Stati Uniti nella regione stia mettendo a repentaglio la sicurezza dell’Asia sud-orientale, e, paradossalmente, questa attività non fa altro che avvicinare i Paesi dell’ASEAN, come le Filippine, alla Cina. Come abbiamo spiegato in altre occasioni circa la politica estera del Vietnam, l’interesse dei Paesi ASEAN sta nell’operare un bilanciamento tra le due superpotenze, e quindi i momenti di maggiore attività di Washington corrispondo ad un più spiccato avvicinamento alla Cina, e viceversa. In questo momento, le Filippine percepiscono gli Stati Uniti come la principale minaccia alla propria sicurezza, e quindi non possono far altro che cercare la “protezione” di Pechino. “È imperativo comprendere correttamente la logica del “bilanciamento” come la vedono i paesi dell’ASEAN: il bilanciamento di per sé è una “separazione” dal peso del dominio statunitense e occidentale del XX secolo”, si legge ancora nell’articolo citato. “L’interesse nazionale delle Filippine e l’interesse regionale dell’ASEAN è quello di mantenersi liberi quel peso per essere liberi di perseguire la pace e la prosperità – la militarizzazione della regione da parte di potenze esterne è nemica di tali interessi” “Aprirò un nuovo capitolo nella nostra cooperazione strategica globale con la Cina”, ha detto Marcos prima di partire per Pechino. Nel corso della sua visita, sono stati firmati più di 10 importanti accordi bilaterali. Oltre a promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, gli accordi sono volti anche a regolare le dispute sul Mar Cinese Meridionale, che “saranno gestite e controllate e si impedirà che diventino un ostacolo per una cooperazione pragmatica o una miccia di una crisi che potrebbe minare la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale”. Nel campo dell’economia e del commercio, negli ultimi anni, gli investimenti cumulativi approvati dalla Cina nelle Filippine sono quadruplicati. Anche il volume totale degli scambi bilaterali...
ARTICOLO DIFFUSO IN LINGUA INGLESE DALLA NEWSLETTER geopoliticaleconomy.substack.com Avanzando la de-dollarizzazione globale, la banca centrale cinese aumenta le riserve auree mentre firma accordi di scambio di valuta in yuan con paesi come l’Argentina, incoraggiando l’uso del renminbi invece dei dollari USA. La banca centrale cinese ha adottato una serie di misure per accelerare la spinta globale verso la de-dollarizzazione, sfidando l’egemonia del biglietto verde. La People’s Bank of China sta aumentando la quota di oro nelle sue riserve di valuta estera, in controtendenza con il dollaro USA che per decenni è stato dominante nelle partecipazioni delle banche centrali internazionali. A gennaio, la Cina ha anche firmato un accordo con la banca centrale argentina per uno scambio di valuta, in cui Pechino fornirà 130 miliardi di yuan cinesi (circa 19 miliardi di dollari) per aiutare Buenos Aires a stabilizzare la sua valuta e, insieme, la sua economia. La nazione sudamericana si è detta “impegnata ad approfondire l’uso del RMB [renminbi] nel mercato argentino per gli scambi bilaterali“. (Renminbi è il nome ufficiale della valuta cinese ed è spesso usato in modo intercambiabile con lo yuan, che è l’unità di conto di quella valuta.) Il quotidiano semi-ufficiale cinese Global Times ha commentato che l’accordo rende “probabile che più paesi latinoamericani aumenteranno l’uso dello yuan cinese per contrastare l’egemonia del dollaro USA e rafforzare i legami economici con la Cina“. Queste mosse mostrano come la Cina stia rispondendo alla nuova guerra fredda che gli Stati Uniti le stanno conducendo contro. Preoccupata dal fatto che le sanzioni aggressive che Washington ha già imposto possano espandersi in una guerra economica a tutto campo, Pechino sta diminuendo le proprie riserve di dollari e sta, al contempo, incoraggiando l’uso della propria valuta nel commercio con altre nazioni, intaccando così il potere della valuta di riserva globale per eccellenza. Nel frattempo, la banca centrale russa si è impegnata ad acquistare yuan sul mercato dei cambi per mantenere le sue riserve. E Pechino sta già acquistando petrolio da Mosca nella sua valuta nazionale.
Disponibile il libro Il Grande Rinascimento della Nazione Cinese, pubblicato per i tipi di Anteo Edizioni e scritto da tre Marco Costa, Andrea Turi e Stefano Vernole membri del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo (CeSE-M). Prefazione di Liu Kan, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano. Per acquistare il libro Per beneficiare del 20% di sconto sui volumi del catalogo di Anteo Edizioni e di molti altri vantaggi, richiedi la tessera del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo Dalla quarta di copertina “Il 2022 ha rappresentato il 101° anniversario dalla fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC) e il 73° anniversario della Repubblica Popolare Cinese. Nei suoi 73 anni di vita, la RPC ha conseguito formidabili successi, portando la nazione a diventare una grande potenza in campo internazionale. Questo risultato, tuttavia, non sarebbe stato possibile senza la costante e vigile guida del Partito Comunista Cinese, nervo politico del Paese e motore propulsivo del suo sviluppo.Il PCC ha una complessa struttura che abbraccia tutti i livelli, le categorie e i settori intellettuali e produttivi della società, dalla base degli iscritti fino al Segretario Generale. Per comprendere la Cina è necessario, in primis, comprenderne la struttura governativa e dunque la struttura organizzativa complessa del PCC. Il PCC segue i principi di leadership collettiva, centralismo democratico, disciplina di partito e Fronte Unito (cooperazione multipartitica), capisaldi che devono essere rispettati da tutti i membri del Partito, indistintamente dal livello a cui operano. Il 20° Congresso Nazionale del PCC, che si è recentemente svolto, ha dichiarato di “tenere alta la grande bandiera del socialismo con caratteristiche cinesi; aderire al marxismo-leninismo, al pensiero di Mao Zedong, alla teoria di Deng Xiaoping, alla Teoria delle Tre rappresentanze, al concetto di Sviluppo scientifico, e applicare pienamente il pensiero di Xi Jinping sul Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”.Questo libro, nei suoi diversi interventi, tenta di approfondire i temi organizzativi, ideologici, economici e di prospettiva politica in cui il PCC sarà impegnato nei prossimi anni.”
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Nessun allontanamento tra Cina e Russia: questo il messaggio lanciato congiuntamente dai ministri degli Esteri dei due Paesi, Qin Gang e Sergej Lavrov, che respingono la propaganda occidentale volta a seminare la discordia tra Pechino e Mosca. La propaganda occidentale operata da mass media e governi dei principali Paesi atlantisti è solita attaccare individualmente la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa, ma uno dei suoi principali obiettivi è anche quello di seminare la discordia tra le due potenze che si oppongono con maggior forza al progetto egemonico statunitense. Soprattutto dall’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, i media occidentali hanno intensificato la loro attività con il fine di creare una frattura nelle relazioni russo-cinesi, tuttavia i loro desideri non hanno trovato conferma nei fatti. Proprio in queste ore, i due ministri degli Affari Esteri, Qin Gang e Sergej Lavrov, hanno confermato la comunanza di vedute tra Cina e Russia, un messaggio che assume una particolare importanza visto che Qin ha assunto l’incarico solamente pochi giorni fa, sostituendo lo storico capo della diplomazia di Xi Jinping, il sessantanovenne Wang Yi. Wang era stato nominato ministro degli Esteri all’inizio del 2013, nelle prime settiimane del mandato di Xi Jinping alla guida del Partito Comunista Cinese, prima ancora che questi assumesse ufficialmente la presidenza della Repubblica Popolare. Tuttavia, dopo dieci anni passati a guidare il ministero, Wang ha assunto l’incarico di direttore dell’Ufficio della Commissione Centrale per gli Affari Esteri del PCC, lasciando il posto libero per il cinquantaseienne Qin Gang, ex vice dello stesso Wang tra il 2018 e il 2021 e poi ambasciatore della Repubblica Popolare negli Stati Uniti dal luglio del 2021. Probabilmente, negli Stati Uniti qualcuno sperava che la nomina di Qin avrebbe rappresentato un cambiamento nella politica estera cinese. In quanto ex ambasciatore a Washington, egli poteva essere visto come l’uomo giusto per migliorare le relazioni con gli USA, sebbene anche in qualità di ambasciatore Qin non abbia mai risparmiato critiche al Paese nordamericano. Ad ogni modo, il nuovo ministro degli Esteri cinese non sembra avere nessuna intenzione di deteriorare le relazioni con Mosca, come dimostrano le sue stesse dichiarazioni. “Sono pronto a mantenere stretti rapporti con il ministro degli Esteri [della Federazione Russa]“, ha affermato Qin dopo la sua conversazione telefonica con Sergej Lavrov. “Siamo pronti a lavorare con la Russia per attuare l’importante consenso raggiunto tra i leader dei due Paesi e continuare a portare avanti senza sosta le relazioni tra Cina e Russia“, ha aggiunto Qin Gang. Secondo Qin, la guida strategica del leader cinese Xi Jinping e del presidente russo Vladimir Putin ha contribuito a spingere il partenariato strategico globale tra i due Paesi a un livello molto alto, ma il nuovo capo della diplomazia cinese ha anche specificato che le relazioni sino-russe non sono rivolte a danneggiare terzi. Secondo la nota rilasciata dal ministero degli Esteri di Mosca, due diplomatici “hanno discusso una serie di questioni urgenti sull’agenda bilaterale, globale e regionale. Entrambi hanno convenuto che la politica degli Stati Uniti e dei...
di Mohammad Ghaderi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO IN LINGUA INGLESE SUL PORTALE NOURNEWS Sebbene, per vari motivi, la pubblicazione del comunicato congiunto di Cina e Arabia Saudita con l’inserimento di una clausola ostile nei confronti dell’Iran sia considerata del tutto inaccettabile e opportunistica e sia stata anche condannata, ma considerando la storia e l’andamento dei rapporti tra Pechino e Riyadh , non può essere considerata una sorpresa o un evento improvviso e inaspettato. Il campo della politica estera è il campo della “razionalità strategica” (il concetto in questione, noto anche come razionalità strumentale, prevede che gli agenti economici si comportino in modo tale da perseguire il proprio interesse personale. Se ciascuno persegue il proprio interesse personale, dunque, le risorse vengono sfruttate in modo efficiente) per il ruolo e l’influenza di numerosi attori del sistema internazionale, ognuno dei quali agisce sulla base dei propri interessi e obiettivi per regolare le relazioni di breve e medio termine con gli altri paesi . La mancata attenzione a questo argomento e la mancata considerazione dei suoi requisiti creeranno sicuramente una situazione che comporterà la formazione di un vicolo cieco e la perdita dell’opportunità di un’azione attiva nelle relazioni estere. Al contrario, un “approccio parametrico” significa una progettazione dell’azione basata su un campo privo di altri attori, è anche uno dei metodi che alcune persone usano per progettare o analizzare le relazioni nelle relazioni estere; sicuramente, però, usando questo modo di prendere decisioni e, di conseguenza, agire, non esisterebbe nessuna proporzionalità con le complessità che governano l’ambiente internazionale e l’attivismo a più livelli degli attori che si muovono in quest’arena. Nelle ultime tre settimane, la visita del Presidente della Cina Ci Jinping in Arabia Saudita e le dichiarazioni – congiunte e separate – che la Cina ha firmato con l’Arabia Saudita, il Consiglio di cooperazione del Golfo Persico e alcuni Paesi arabi e le clausole ostili, sono stati eventi fonte di numerose analisi sul perché e su quali obiettivi Pechino abbia voluto intraprendere questa azione. Nonostante la reazione ufficiale e tagliente dell’Iran all’azione intrapresa dalla Cina, la punta di freccia degli attacchi che sono stati pubblicati sotto forma di taglienti analisi interne ed esterne al riguardo, era puntata sulla politica di cooperazione con l’est della Repubblica islamica dell’Iran. Indipendentemente dagli approcci completamente politici di alcuni esperti interni occidentali e dei media stranieri, i quali cercano solo una scusa per attaccare la Repubblica islamica dell’Iran, molti analisti che hanno espresso opinioni critiche al riguardo hanno cercato di affrontare la questione con un approccio esperto e senza condizionamenti mentali. Prestare attenzione all’approccio della Cina nelle relazioni estere e alla visione pragmatica di questo paese nel regolare le relazioni con le diverse unità politiche nel mondo aiuterà a preparare – e a presentare – analisi realistiche della recente azione della Cina in modo più completo. La nuova cooperazione della Cina con l’Arabia Saudita è radicata nel primo documento prospettico della Cina sui paesi arabi dell’Asia occidentale e del Nord Africa (Arab Policy Paper 2016), con il quale si specificavano...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE In occasione della visita del presidente Serdar Berdimuhamedow a Pechino, il Turkmenistan e la Repubblica Popolare Cinese hanno stipulato un partenariato strategico globale, nuovo importante risultato della diplomazia cinese nel continente asiatico. L’inizio del nuovo anno è stato caratterizzato da due importanti avvenimenti per la politica estera cinese in Asia. Il presidente Xi Jinping della Repubblica Popolare ha infatti ricevuto a breve distanza di tempo il presidente delle Filippine, Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr., e il presidente del Turkmenistan, Serdar Berdimuhamedow. Se la visita del leader filippino ha assestato un duro colpo a chi, in Occidente, sperava che Marcos percorresse una strada di politica estera diametralmente opposta rispetto a quella del suo predecessore, Rodrigo Duterte, l’incontro tra Xi e il nuovo presidente turkmeno, in carica da meno di un anno, ha contribuito a rafforzare le posizioni cinesi in Asia centrale, con la stipula di un partenariato strategico globale tra i due Paesi. La visita di Berdimuhamedow ha avuto luogo in occasione del 31° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Turkmenistan e Cina, stabilite il 6 gennaio 1992. “L’elevazione segna una nuova pietra miliare nelle relazioni bilaterali, dimostrando pienamente la lunga tradizione di amicizia e le grandi speranze di entrambe le parti per il suo sviluppo futuro”, hanno scritto Zhang Han e Wang Qi in un articolo pubblicato dal Global Times. La Cina e il Turkmenistan intrattengono da tempo strette relazioni nell’ambito dell’energia, in particolare per quanto riguarda le forniture di gas naturale verso la Repubblica Popolare, ma ora i due governi sperano di allargare la cooperazione ad altri settori di importanza strategica. A tal proposito, è utile ricordare che il Turkmenistan è un Paese chiave nel primo gasdotto transnazionale cinese che parte dal confine tra Turkmenistan e Uzbekistan, attraversa l’Uzbekistan e il Kazakistan, e infine raggiunge la regione cinese occidentale dello Xinjiang. Con una lunghezza totale di 1.833 chilometri e una capacità di trasporto del gas annuale progettata di 60 miliardi di metri cubi, il gasdotto è stato messo in servizio nel dicembre 2009 e il suo volume di trasporto giornaliero più alto ha superato i 160 milioni di metri cubi. Da questi dati si capisce come il Turkmenistan e le altre repubbliche dell’Asia centrale siano dei partner strategici fondamentali per la Cina, visto che contribuiscono a soddisfare il crescente fabbisogno energetico del gigante asiatico. In cambio, la Cina sosterrà, per mezzo della sua tecnologia avanzata, gli sforzi del Turkmenistan e degli altri Paesi della regione di sviluppare fonti di energie alternative, in particolare quelle eolica e solare. Nel colloquio con il suo omologo turkmeno, Xi ha sottolineato che le due parti dovrebbero sostenersi a vicenda su questioni riguardanti i loro interessi fondamentali e rispettare il perseguimento da parte di entrambi di un percorso di sviluppo adatto alle proprie condizioni nazionali. “È importante che i due Paesi sinergizzino le loro strategie di sviluppo a un ritmo più rapido, facciano pieno uso di meccanismi come il Comitato di cooperazione Cina-Turkmenistan e continuino ad estendere l’ampiezza e la profondità della cooperazione, al fine di creare basi per le relazioni bilaterali...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Alla vigilia di Capodanno, il presidente Xi Jinping ha pronunciato il suo discorso per il nuovo anno 2023. Di seguito il testo integrale tradotto in italiano. Compagni, amici, signore e signori,Saluti a tutti voi. L’anno 2023 si avvicina. Da Pechino, porgo a tutti voi i miei migliori auguri di buon anno. Nel 2022 abbiamo convocato con successo il 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese (PCC). È stato tracciato un progetto ambizioso per costruire un Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti e promuovere il grande ringiovanimento della nazione cinese su tutti i fronti attraverso un percorso cinese verso la modernizzazione, suonando un chiaro richiamo dei tempi per noi che avanziamo in un nuovo viaggio. L’economia cinese è rimasta la seconda più grande del mondo e ha goduto di un solido sviluppo. Il PIL per l’intero anno dovrebbe superare i 120 trilioni di yuan. Nonostante una crisi alimentare globale, ci siamo assicurati un raccolto eccezionale per il 19° anno consecutivo, mettendoci in una posizione più forte per garantire l’approvvigionamento alimentare del popolo cinese. Abbiamo consolidato i nostri progressi nell’eliminazione della povertà e nella rivitalizzazione rurale avanzata su tutta la linea. Abbiamo introdotto riduzioni di tasse e commissioni e altre misure per alleggerire l’onere per le imprese e compiuto sforzi attivi per risolvere le difficoltà più urgenti che preoccupano il popolo. Da quando il COVID-19 ha colpito, abbiamo sempre messo le persone e le loro vite al primo posto. Seguendo un approccio basato sulla scienza e mirato, abbiamo adattato la nostra risposta al COVID alla luce della situazione in evoluzione per proteggere la vita e la salute delle persone nella massima misura possibile. I funzionari e il pubblico in generale, in particolare i professionisti medici e gli operatori della comunità, hanno coraggiosamente mantenuto i loro posti durante tutto questo. Con sforzi straordinari, abbiamo prevalso su difficoltà e sfide senza precedenti, e non è stato un viaggio facile per nessuno. Siamo ora entrati in una nuova fase della risposta al COVID in cui rimangono sfide difficili. Tutti resistono con grande forza d’animo e la luce della speranza è proprio davanti a noi. Facciamo uno sforzo in più per farcela, poiché perseveranza e solidarietà significano vittoria. Il compagno Jiang Zemin è deceduto nel 2022. Rendiamo omaggio ai suoi imponenti successi e al suo nobile comportamento, e amiamo la grande eredità che ha lasciato. Onoreremo le sue ultime volontà e faremo avanzare la causa del socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era. Onda dopo onda, il possente fiume della storia scorre in avanti. Con gli sforzi persistenti di una generazione dopo l’altra, abbiamo portato la Cina dove si trova oggi. La Cina di oggi è un Paese dove i sogni diventano realtà. I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Pechino si sono conclusi con un clamoroso successo. Gli atleti cinesi degli sport invernali hanno dato il massimo e ottenuto risultati straordinari. I voli spaziali Shenzhou-13, Shenzhou-14 e Shenzhou-15 si sono librati nei cieli. La...