3 Novembre 2026

BRICS+

FONTE ARTICOLO: https://mea.gov.in/bilateral-documents.htm?dtl/36751/New+Delhi+Declaration+of+the+Council+of+Heads+of+State+of+Shanghai+Cooperation+Organization Leaders of the Shanghai Cooperation Organization Member States (hereinafter referred to as “the SCO” or “the Organization”) held the meeting of the Council of Heads of State of SCO in the video conference format on 4 July 2023 and declare the following: Today, the world is undergoing unprecedented transformations and is entering a new era of rapid technological development that requires an increase in the effectiveness of global institutions. These fundamental processes are accompanied by stronger multi-polarity, increased interconnectedness, interdependence and an accelerated pace of digitization. At the same time, threats and challenges are becoming more and more complex, destructive and dangerous, existing conflicts are aggravating and new conflicts are emerging. The growing technological and digital divide, continued turbulence in global financial markets, global reduction in investment flows, instability of supply chains, increased protectionist measures and other barriers to international trade, consequences of the global climate change and COVID-19 pandemic are adding to the volatility and uncertainty in the global economy and creating additional challenges for economic growth, maintaining social well-being, ensuring food and energy security, as well as the implementation of the 2030 Agenda for Sustainable Development. To this end, new approaches are required to promote a more equitable and effective international cooperation. Based on the proximity of assessments of the current regional and international agenda, the Member States confirm their commitment to formation of a more representative, democratic, just and multipolar world order based on the universally recognized principles of international law, multilateralism, equal, joint, indivisible, comprehensive and sustainable security, cultural and civilizational diversity, mutually beneficial and equal cooperation of states with a central coordinating role of the UN. The Member States reaffirm that the SCO is not directed against other states and international organizations and is open to broad cooperation with them in accordance with the goals and principles of the UN Charter, SCO Charter and international law, based on consideration of mutual interests and common approaches to solving regional and global problems. The Member States, in accordance with the principles of the SCO Charter, pursue a policy that excludes bloc, ideological and confrontational approaches to address the problems of international and regional development, countering traditional and non- traditional security challenges and threats. Taking into account the views of the Member States, they reaffirm the relevance of initiatives to promote cooperation in building of a new- type international relations in the spirit of mutual respect, justice, equality and mutually beneficial cooperation, as well as formation of a common vision of the idea of creating a community of the common destiny of humanity. The Member States advocate respect for the right of peoples to an independent and democratic choice of the paths of their political and socio-economic development, emphasize that the principles of mutual respect for sovereignty, independence, territorial integrity of states, equality, mutual benefit, non-interference in internal affairs and non-use of force or threats to use force, are the basis of sustainable development of international relations. They reaffirm their commitment to peaceful settlement...
Se è vero che, come sosteneva il teorico Sir Halford John Mackinder, la connettività terrestre e il controllo delle rotte di comunicazione ha un peso fondamentale per la conformazione dell’assetto geopolitico del globo, allora i progetti di collegamento che si stanno venendo a creare nel blocco eurasiatico assumono un ruolo di straordinaria rilevanza nel contesto internazionale, soprattutto per quel che riguarda la promozione dello sviluppo delle relazioni tra i paesi coinvolti. Stando al pensiero elaborato da Mackinder, la costruzione di infrastrutture di trasporto consentirebbe a uno o più stati di espandere la propria influenza attraverso le nuove rotte. Visto in questa prospettiva, lo sviluppo della rete ferroviaria tra Iran, Iraq e Siria riveste un’importanza peculiare all’interno del più ampio quadro degli attuali sforzi volti a un avvicinamento e alla normalizzazione dei rapporti di collaborazione tra i paesi del Golfo Persico, affermando, così, il rinnovato ruolo centrale di questa regione attraversata negli ultimi anni da lunghi periodi di instabilità. Già nel corso del mese di marzo di questo 2023, dopo sette anni di interruzione dei rapporti le diplomazie di Teheran e Riyad erano giunte ad un’intesa mediata da Pechino con la quale veniva concordato di ripristinare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi a lungo rivali regionali e di riaprire, così, le rispettive ambasciate. A questo si aggiunge il nuovo abbraccio diplomatico tra la Siria e il consesso dei Paesi della Lega Araba avvenuto nel maggio di quest’anno, ben dodici dopo anni dall’espulsione di Damasco da questa importante istituzione del mondo arabo. Il progetto di sviluppo della rete ferroviaria oggetto della trattazione di questo breve articolo rappresenterebbe, dunque, un nuovo passo verso un Medio Oriente più stabile e più collaborativo; la costruzione del collegamento ferroviario se esteso ad altre potenze della regione come l’Arabia Saudita, potrebbe infatti avviare un’importante trasformazione dei rapporti all’interno dell’area MENA (Middle East and North Africa, Medio Oriente e Nordafrica, ndR), riducendo il livello delle tensioni tra i nemici storici della regione, rafforzandone al contempo i legami economici. In questo quadro di rinnovata collaborazione, i corridoi euroasiatici rappresentano un modo per collegare paesi impegnati in scontri e rivalità che, per alcuni, si protraggono da decenni. Così, come le arterie collegano ogni parte del corpo, strade e ferrovie sono capaci di svolgere un ruolo fondamentale nell’unire Paesi e creare visioni e scenari che uniscano manifestazioni di tradizioni politiche contrastanti e culture diverse, creando un’architettura internazionale organica in cui le singole parti esistono solo in funzione del tutto. Le origini del progetto L’idea della costruzione di una linea ferroviaria che collegasse l’Iran all’Iraq era emersa già nel 2011, quando la ferrovia Khorramshahr-Shalamcheh – lunga di 17 chilometri – era stata completata. Dal 2012, i due paesi hanno condotto una serie di negoziati per l’attuazione del progetto ferroviario Shalamcheh – Bassora, unico collegamento mancante per unire le ferrovie iraniane alla medesima città irachena. Secondo gli accordi, l’Iran avrebbe avuto la responsabilità della costruzione del ponte sul fiume Shatt al-Arab che, nei fatti, avrebbe collegato i due paesi, mentre la...
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di Stefano Vernole La Cina continua a promuovere la costruzione congiunta dell’iniziativa Belt and Road e desidera promuovere insieme alla comunità internazionale la sinergia di quest’ultima con le altre proposte come l’Iniziativa Per lo Sviluppo Globale e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, al fine di promuovere concretamente l’interconnessione tra i Paesi lungo il percorso della nuova Via della Seta e lo sviluppo sostenibile di tutto il mondo. Lo scorso 16 marzo, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha sottolineato che l’Iniziativa per la Civiltà Globale è un’altra importante ricchezza pubblica fornita dalla Cina alla comunità internazionale per una nuova era, al seguito dell’Iniziativa di Sicurezza Globale e dell’Iniziativa per lo Sviluppo Globale. Essa darà forte energia positiva alla promozione del progresso e della modernizzazione dell’essere umano e alla creazione di una comunità umana dal futuro condiviso.
Lo scorso 17 maggio, in un solenne atto di collaborazione transnazionale siglato in videoconferenza, il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno apposto le proprie firme su un accordo di rilevanza strategica; un accordo che mira a completare l’importante progetto di costruzione della ferrovia Rasht-Astara, parte dell’International North South Transport Corridor (da qui, INSTC). Che cos’è il Corridoio di Trasporto Internazionale Lanciato nel settembre 2000 da Mosca, Teheran e Nuova Delhi, l’International North South Transport Corridor è un corridoio di 7200 km costituito da una fitta rete di ferrovie, autostrade e rotte commerciali marittime che si estendono da nord – a partire dalla costa baltica della Russia – fino a raggiungere i porti indiani, dopo essere transitato per paesi dell’Asia Centrale come l’Iran e l’Azerbaigian. Guardando più nel dettaglio questo megaprogetto infrastruttuale possiamo notare che all’interno dell’INSTC è’ possibile identificare tre rotte principali in cui questo corridoio si ramifica: un tratto occidentale che prevede una connessione ferroviaria tra la città azera di Asatra e quella iraniana di Rasht, estendendosi, poi, fino all’India attraverso una rotta marittima che termina, appunto, al porto indiano di Mumbai; un corridoio centrale che – passando anche per il territorio iraniano e il porto di Anzali nel sud del Mar Caspio – connette lo stesso porto di Mumbai con quello iraniano di Bandar Abbas, per, infine, raggiungere i porti nell’estremo nord della Russia. L’ultimo, il corridoio orientale, connette la Russia e l’India attraverso i paesi dell’Asia Centrale. Il progetto punta a rafforzare la cooperazione economica e la connettività tra i paesi coinvolti, facilitandone il commercio all’interno della regione. Fino a poco tempo fa, la strada principale che connetteva il continente europeo con il subcontinente indiano era rappresentata dalla rotta marittima che transitava per il canale di Suez, collegando il Mediterraneo con il Mar Rosso, per poi raggiungere il Golfo di Aden attraverso lo stresso di Bab El-Mandeb. Nelle intenzioni dei Paesi promotori, la nuova rete di infrastrutture è stata progettata per ridurre sia il tempo di transito delle merci da 45-60 giorni a 25-30 giorni, sia, conseguentemente, abbatte anche i costi del trasporto. Oltre ai tre paesi fondatori, nel corso degli anni altri 10 stati si sono uniti al progetto, tra cui Azerbaijan, Armenia, Bielorussia, Turchia, Kazakhistan, Oman, Tajikistan, Kyrgyzstan, Siria, Ucraina (sebbene quest’ultima è probabile abbandoni) e la Bulgaria, in qualità di paese osservatore. La sincronizzazione con l’accordo di Ashgabat Il corridoio si armonizzerà con quanto previsto dall’accordo di Ashgabat, un accordo multimodale a iniziativa iraniana a cui hanno aderito Oman, Turkmenistan e Uzbekistan nel 2011 e, successivamente, sottoscritto da India e Kazakhstan. Fine ultimo di quest’accordo era quello di sviluppare la connessione tra i paesi dell’Asia Centrale e quelli del Golfo Persico; si può, dunque, sostenere a ragione che, insieme, i due progetti di infrastrutture integrate rappresenteranno un punto di svolta per la connettività euroasiatica e di conseguenza per lo sviluppo dell’intera regione; infatti, attraverso l’aumento dei traffici commerciali – obiettivo primario di entrambi i progetti – i...
di Mikhail Gamandiy-Egorov FONTE ARTICOLO: https://observateurcontinental.fr/?module=articles&action=view&id=4972 L’Occidente è preoccupato per l’ascesa della Cina e il ritorno sulla scena internazionale della Russia come superpotenza, scrive il quotidiano libanese Al Binaa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la questione dell’espansione dei BRICS e sul fatto che è su questa base che si costruirà un nuovo mondo che sorgerà sulle rovine dell’egemonia statunitense.