Fonte: “Rhythm of Eurasia” – pubblicato su “Russia Briefing” del 27 marzo 2023. L’Occidente non è stato invitato poiché si è discusso a lungo del potenziale di cambiamento nel sistema economico mondiale. Si è tenuto a Mosca, sotto gli auspici del Business Center per la Cooperazione economica della CSI e del Comitato esecutivo della Comunità degli Stati Indipendenti. Il forum ha determinato le principali aree di cooperazione tra queste associazioni con l’obiettivo della convergenza reciproca delle loro politiche economiche e, di conseguenza, della cooperazione interblocco. Con l’ulteriore sviluppo delle aree di partenariato indicate, è possibile, come notato al forum, preparare un pacchetto di documenti su un partenariato economico globale che unisca le quattro associazioni. I partecipanti al forum includevano i vice primi ministri dei Paesi del Commonwealth, il segretario generale della CSI Sergei Lebedev, il capo del consiglio di amministrazione dell’EAEU Mikhail Myasnikovich e il segretario generale della SCO Zhang Ming, che hanno tutti espresso valutazioni simili sull’importanza del partenariato interblocco nelle condizioni moderne. Il contesto generale di queste opinioni è che l’attuale situazione geopolitica, i nuovi formati interstatali e le tendenze economiche estere che ne derivano richiedono una più stretta interazione tra i Paesi membri e le loro associazioni che si oppongono alle sanzioni e, in generale, alla politica neocoloniale dell’Occidente. A sua volta, l’efficacia di tale interazione è determinata dalla disponibilità di questi Paesi e dei rispettivi blocchi a perseguire una politica finanziaria ed economica coordinata e a rispondere collettivamente alle sfide esterne. Il dialogo delle integrazioni più efficace è possibile a condizione che le associazioni siano interessate a creare una piattaforma di integrazione che consenta la formazione di un sistema economico mondiale fondamentalmente nuovo basato sull’uguaglianza politica ed economica degli Stati e dei blocchi interstatali. Ad esempio, il segretario generale della CSI Lebedev ha sottolineato nel suo discorso che la globalizzazione dell’economia mondiale è già stata distrutta, e questo è stato fatto dai Paesi occidentali e dai loro blocchi, come l’UE. Ha affermato che la globalizzazione viene ora sostituita da grandi associazioni di categoria e blocchi correlati in risposta, come EAEU, BRICS, zone di libero scambio regionali e interregionali tra cui il Mercosur e l’Unione africana. Seguendo la stessa tendenza, come notato da Lebedev e altri partecipanti al forum, c’è la formazione di un’associazione commerciale ed economica più ampia della Grande Eurasia, tenendo conto dell’iniziativa Belt & Road della Cina. Secondo Lebedev, è degna di nota anche l’esperienza trentennale della CSI, in cui i Paesi partecipanti continuano la loro reciproca cooperazione tenendo conto delle reciproche posizioni e facendo compromessi come richiesto, per accogliere piuttosto che imporre. Lebedev ha notato in particolare che è stato dalla CSI che gli Stati dell’Unione di Russia e Bielorussia sono cresciuti nello spazio post-sovietico, e su questa base è stata successivamente costituita la EAEU. A loro volta, la Cina, la Russia, il Kazakistan, il Tagikistan e la Cina del Kirghizistan hanno inizialmente organizzato la SCO. Il processo di formazione di blocchi economici partner è stato preceduto da relazioni politiche tra Paesi...
BRICS+
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/29/nord-stream-occidente-colpevole-lula-schiera-il-suo-brasile-al-fianco-di-russia-e-cina/ Il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro l’investigazione imparziale sugli attentati del Nord Stream rappresenta una tacita ammissione di colpevolezza da parte dell’Occidente, ma dimostra anche la nuova strada intrapresa dal Brasile con il ritorno di Lula alla presidenza. Il 28 marzo, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato chiamato a votare una risoluzione proposta dalla Federazione Russa e dalla Repubblica Popolare Cinese per dare il via ad un’indagine internazionale imparziale circa il sabotaggio dei due gasdotti Nord Stream da parte di una commissione sotto la direzione del segretario generale dell’ONU, António Guterres. Oltre a Russia e Cina, però, solamente il Brasile ha espresso un voto favorevole, mentre gli altri dodici membri dell’organismo si sono astenuti (Albania, Regno Unito, Gabon, Ghana, Malta, Mozambico, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Ecuador e Giappone). La risoluzione è stata firmata anche da Bielorussia, Venezuela, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Nicaragua, Siria ed Eritrea, Paesi che tuttavia non fanno parte del Consiglio di Sicurezza. Il voto di martedì ci offre due indicazioni importanti: da un lato, ci dimostra il fatto che i Paesi occidentali temono un’investigazione imparziale, e dunque questo voto rappresenta una tacita ammissione di colpevolezza da parte degli Stati Uniti e dei loro vassalli; dall’altro, conferma quanto avevamo già detto in precedenza, ovvero che il Brasile, con il ritorno alla presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva è pronto ad intraprendere un nuovo cammino di non allineamento con il volere della potenza imperialista nordamericana. Come ai tempi della fondazione dei BRICS, proprio insieme a Russia e Cina, Lula sta riportando il Brasile ad un ruolo di protagonista nella scena internazionale, e non di potenza subalterna agli interessi statunitensi come sotto le presidenze di Michel Temer e Jair Bolsonaro. Non è un caso che, proprio in queste ore, l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff sia stata nominata presidente della Banca dei BRICS, organismo creato nel 2014 proprio mentre Dilma era alla guida della prima economia sudamericana. Lula avrebbe dovuto inoltre recarsi in Cina per una visita ufficiale, ma per il momento è stato costretto a rinviare il viaggio per ragioni mediche. Tornando al voto del Consiglio di Sicurezza, i rappresentanti di Cina e Russia hanno espresso il proprio disappunto per l’esito negativo (di fatto, l’astensione equivale ad un voto contrario, visto che impedisce alla risoluzione di essere approvata). “La Cina si rammarica dei risultati del voto appena concluso sulla proposta di risoluzione sul gasdotto Nord Stream“, ha detto Geng Shuang, numero due della missione cinese presso l’ONU. “Alcuni Paesi ritengono che non sia necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi un’indagine internazionale in un momento in cui i Paesi interessati stanno conducendo indagini a livello nazionale. In realtà, un’indagine internazionale e indagini a livello nazionale non si escludono a vicenda“. Secondo il diplomatico, “un’indagine internazionale sotto l’egida dell’ONU potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento di varie indagini a livello nazionale“. “Questo sabotaggio doloso riguarda non solo la sicurezza dell’infrastruttura europea, ma anche l’infrastruttura globale e transnazionale. Un’indagine obiettiva, imparziale e professionale sull’incidente è nell’interesse di tutti i Paesi“, ha detto ancora Geng Shuang, “per fare in...
di Tommaso Del Passo per AGCNEWS FONTE ARTICOLO: BRASILE. È tempo che l’Argentina entri nei BRICS (agcnews.eu) Il ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira ha dichiarato al sito Metrópoles che il suo paese vorrebbe che l’Argentina entrasse a far parte dei Brics, ma ha insistito sul fatto che una tale mossa dipenderà dal consenso degli altri membri del blocco (Russia, India, Cina e Sud Africa). Vieira è stato ambasciatore brasiliano a Buenos Aires tra il 2004 e il 2010. Di «allargamento dei Brics si è parlato, soprattutto sulla stampa. Prima di passare o meno alla fase di allargamento, dovremo affrontare una discussione consensuale tra i cinque Paesi che compongono il gruppo», ha detto Vieira, ripreso stavolta da MercoPress. «Dobbiamo vedere qual è la posizione di ognuno. Se questo dovesse andare avanti, con la posizione espansiva, il Brasile avrebbe dei candidati da sostenere. Ma, come ho detto, ci deve essere una decisione congiunta», ha aggiunto. Alla domanda se anche l’Iran entrerà a far parte dei Brics sarà nell’imminente incontro del presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula Da Silva con il leader cinese Xi Jinping, Vieira ha insistito sul fatto che “soprattutto” riguarderà “l’Argentina”, che ha definito «un paese importante, un grande partner del Brasile, e un vicino strategico». «Si è già detto, in più di un’occasione, che l’Argentina sarebbe il candidato difeso dal Brasile in un eventuale allargamento dei Brics», ha aggiunto Vieira, il quale ha anche precisato che l’incontro tra Lula e Xi sarà soprattutto di tipo natura “bilaterale”. Quindi, l’adesione dell’Argentina dovrebbe essere “affrontata al prossimo vertice Brics” perché questo “problema non si adatta ora”. A luglio 2022, il governo argentino ha dichiarato di aver ricevuto il sostegno formale della Cina alla candidatura del paese a entrare a far parte del gruppo Brics che comprende Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, un blocco visto come un potente mercato emergente alternativa all’occidente. La Cina ha di gran lunga la più grande economia nel gruppo Brics, rappresentando oltre il 70% della sua potenza economica collettiva di 27,5 trilioni di dollari. L’India rappresenta circa il 13%, con Russia e Brasile che rappresentano circa il 7%, secondo i dati del Fmi. I paesi Brics rappresentano oltre il 40% della popolazione mondiale e circa il 26% dell’economia globale.
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/21/russia-e-cina-contribuiscono-al-rafforzamento-del-mondo-multipolare/ La visita di Xi Jinping in Russia mostra il cammino della giusta strada da intraprendere nelle relazioni internazionali, rafforzando il mondo multipolare in contrasto con le spinte egemoniche di altre potenze, e perseguendo la pace in luogo del conflitto. La visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping in Russia rappresenta certamente un evento di grande importanza dal punto di vista delle relazioni internazionali, come dimostra l’attenzione mediatica che ha suscitato in tutto il mondo. L’incontro tra Xi e il suo omologo russo Vladimir Putin costituisce un fulgido esempio di come coltivare relazioni amichevoli tra Paesi, segnando un punto in favore del rafforzamento del mondo multipolare. Al contrario di altre potenze che vanno alla ricerca dell’egemonia, infatti, Russia e Cina promuovono relazioni volte al mutuo vantaggio e nel rispetto reciproco. “Nel complesso, la nostra interazione sulla scena internazionale contribuisce indubbiamente a rafforzare i principi fondamentali dell’ordine mondiale e del sistema multipolare“, ha affermato Putin nel corso del suo incontro con il leader cinese. “È per me un grande piacere mettere piede ancora una volta sul suolo della Russia, nostro vicino e amico, e fare una visita di Stato nella Federazione Russa su invito del presidente Vladimir Putin“, ha detto Xi Jinping al suo arrivo a Mosca. “A nome del governo e del popolo cinese, desidero porgere calorosi saluti e auguri al governo e al popolo russo“, ha aggiunto. “Cina e Russia sono vicini amichevoli e partner affidabili collegati da montagne e fiumi condivisi“, ha sottolineato ancora il presidente cinese. “Negli ultimi dieci anni, i nostri due Paesi hanno consolidato e ampliato le relazioni bilaterali sulla base della non alleanza, del non confronto e del non prendere di mira terze parti, e hanno dato un ottimo esempio per lo sviluppo di un nuovo modello di relazioni tra i principali Paesi caratterizzato rispetto reciproco, convivenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per tutti”, ha spiegato Xi Jinping nel corso del suo intervento. In risposta alle ipocrite critiche occidentali, Xi Jinping ha spiegato che “consolidare e sviluppare positivamente le relazioni Cina-Russia è una scelta strategica che la Cina ha fatto sulla base dei propri interessi fondamentali e delle tendenze prevalenti nel mondo“. Un esempio che dovrebbero cogliere anche i Paesi europei, che invece preferiscono obbedire supinamente ai dettami provenienti dall’altra sponda dell’Oceano Atlantico, anche sacrificando i propri interessi nazionali. Nonostante il difficile momento a livello internazionale e l’intricata situazione ucraina, le relazioni bilaterali tra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese sono oggi ai massimi storici. La visita dI Xi Jinping non potrà dunque che portare benefici ad entrambi i Paesi e ai rispettivi popoli, promuovendo la pace e lo sviluppo nella regione e nel mondo. Alla vigilia della sua partenza per Mosca, Xi Jinping ha pubblicato un articolo sulla stampa cinese, nel quale afferma che “Cina e Russia hanno trovato la giusta via delle interazioni tra Stato e Stato. Questo è essenziale affinché la relazione resista alla prova delle mutevoli circostanze internazionali, una lezione confermata sia dalla storia che dalla realtà”. La Cina e la Russia stanno...
di Andrew Korybko FONTE ARTICOLO: Il messaggio del primo ministro Modi durante la riunione dei ministri degli Esteri del G20 è stato significativo – IdeeAzione || One World – Korybko Substack I sette punti esposti dal leader indiano nel suo messaggio alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 possono sembrare un cliché, ma sono significativi nel senso che racchiudono accuratamente lo stato di tensione attuale delle relazioni internazionali e suggeriscono modi pragmatici per migliorare la cooperazione. Il Primo Ministro indiano Modi ha inviato un messaggio significativo alla riunione dei Ministri degli Esteri del G20 tenutasi giovedì a Delhi, che può essere letto integralmente sul suo sito ufficiale qui. Il presente articolo mette in evidenza i suoi punti salienti, aggiungendo anche alcuni approfondimenti contestuali a quanto condiviso: Il multilateralismo è in crisi La nuova guerra fredda che si sta combattendo tra il miliardo d’oro dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti e l’Intesa sino-russa sulla direzione della transizione sistemica globale è responsabile di questo stato di cose. La governance globale è fallita I conflitti internazionali, come la guerra per procura tra la NATO e la Russia in Ucraina, continuano ad abbondare e la cooperazione congiunta nel perseguimento di obiettivi condivisi, come la risoluzione delle crisi alimentari e dei combustibili a livello globale, rimane carente. Il Sud del mondo sta soffrendo Questi due problemi precedenti hanno aggravato le sfide preesistenti del Sud globale in materia di debito e di cambiamenti climatici, infliggendo così una maggiore sofferenza alla maggioranza dell’umanità che vive in questi Paesi. Il G20 ha delle responsabilità I venti Paesi più grandi del mondo hanno la responsabilità morale di rafforzare la cooperazione per migliorare la vita del resto dell’umanità che non fa parte del loro gruppo. Il mondo è profondamente diviso Le relazioni internazionali sono più divise oggi che mai dai tempi della vecchia guerra fredda, ma proprio per questo è fondamentale trovare un terreno comune su cui costruire ponti. Il quadro generale è importante Il premier indiano ha ricordato a tutti di mettere da parte le differenze per compiere progressi tangibili su quelle questioni su cui si è d’accordo e che possono aiutare il maggior numero di persone. Un equilibrio deve essere trovato Il suddetto risultato reciprocamente vantaggioso è possibile solo, ha consigliato il Primo Ministro Modi, “trovando il giusto equilibrio tra crescita ed efficienza da un lato e resilienza dall’altro”. I sette punti esposti dal leader indiano nel suo messaggio alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 possono sembrare un cliché, ma sono significativi nel senso che racchiudono accuratamente l’attuale stato di tensione delle relazioni internazionali e suggeriscono modi pragmatici per migliorare la cooperazione. Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini
di Andrea Puccio FONTE ARTICOLO: https://www.occhisulmondo.info/2023/02/17/i-brics-consolideranno-la-discesa-del-dollaro/ L’accordo tra le Banche Centrali di Russia e Iran, firmato formalmente il 29 gennaio, che collega i loro sistemi di trasferimento interbancario, cambia le carte in tavola sotto più punti di vista. Tecnicamente, d’ora in poi 52 banche iraniane che già utilizzano il SEPAM, il sistema di telecomunicazione interbancario iraniano, si collegheranno con 106 banche che utilizzano lo SPFS, l’equivalente russo del sistema di messaggistica bancaria occidentale SWIFT. Oltre a Russia e Iran, anche Russia e Cina stanno cercando da anni di interfacciare i loro sistemi di messaggistica bancaria. Il CBIBPS (Cross-Border Inter-Bank Payments System) cinese è considerato di prim’ordine. Il problema è che Washington ha minacciato direttamente di espellere le banche cinesi da SWIFT se si interconnettono con le banche russe. Il successo di SEPAM-SPFS potrebbe consentire a Pechino di rischiare il tutto per tutto – soprattutto ora, dopo la durissima guerra dei semiconduttori e la grottesca farsa del palloncino. In termini di sovranità, è chiaro che la Cina non accetterà restrizioni da parte degli Stati Uniti su come muovere i propri fondi. Parallelamente, i BRICS nel 2023 approfondiranno lo sviluppo di un sistema di pagamenti finanziari reciproci e di una propria valuta di riserva. Ci sono non meno di 13 candidati confermati che desiderano entrare a far parte dei BRICS+, comprese le medie potenze asiatiche come Iran, Arabia Saudita e Indonesia. Tutti gli occhi saranno puntati sul fatto se – e come – gli Stati Uniti, indebitati per oltre 30 trilioni di dollari, minacceranno di espellere i BRICS+ da SWIFT. È indicativo ricordare che il rapporto debito/PIL della Russia è solo del 17%. Quello della Cina è del 77%. Gli attuali BRICS senza la Russia sono al 78%. I BRICS+, compresa la Russia, potrebbero avere una media del 55%. Una forte produttività in futuro verrà da un BRICS+ sostenuto da una valuta basata sull’oro e/o sulle materie prime e da un sistema di pagamento diverso che escluda il dollaro USA. Una forte produttività non verrà di certo dall’Occidente collettivo, le cui economie stanno entrando in un periodo di recessione. In mezzo a tanti sviluppi intrecciati e a tante sfide, una cosa è certa. L’accordo SEPAM-SPFS tra Russia e Iran potrebbe essere solo il primo segnale del movimento delle placche tettoniche nei sistemi bancari e di pagamento globali. Benvenuti a uno, due, mille sistemi di messaggistica di pagamento. E benvenuti alla loro unificazione in una rete globale. Naturalmente ci vorrà del tempo. Ma questo treno finanziario ad alta velocità ha già lasciato la stazione. Fonte: Istituto Italia Brics – www.italiabrics.it
A cura di China-Lusophone Brief – www.clbrief.com La Banca popolare cinese (PBOC) ha recentemente firmato un memorandum di cooperazione con la Banca centrale del Brasile per stabilire accordi di compensazione del renminbi nella più grande economia dell’America Latina, ha annunciato la scorsa settimana la Banca centrale cinese. “Questi accordi aiuteranno le imprese e le istituzioni finanziarie dei due Paesi a condurre transazioni transfrontaliere utilizzando lo yuan cinese”, ha affermato la PBOC. “Faciliteranno inoltre ulteriormente il commercio e gli investimenti bilaterali”, ha aggiunto la banca. Il Brasile è il principale partner commerciale della Cina in America Latina, dove il volume degli scambi bilaterali ha superato i 100 miliardi di dollari per quattro anni consecutivi. La Cina è stata il principale partner commerciale del Brasile per 13 anni consecutivi. Il commercio bidirezionale tra Cina e Brasile ha raggiunto i 172 miliardi di dollari nel 2022, secondo i dati delle dogane cinesi. Negli ultimi mesi la Cina ha firmato simili accordi di compensazione dello yuan con Pakistan, Kazakistan e Laos. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato al vicepresidente cinese Wang Qishan che il suo Governo è disposto ad espandere le relazioni con il gigante asiatico, principale partner commerciale del Brasile. “La Cina è il nostro principale partner commerciale e possiamo espandere ulteriormente le relazioni tra i nostri Paesi”, ha detto il leader progressista sui social network dopo un incontro con Qishan, che ha rappresentato il presidente cinese Xi Jinping alla cerimonia di insediamento di Lula. Lula, che ha assunto per la terza volta la carica di capo dello Stato del Brasile, ha affermato che il vicepresidente cinese ha consegnato una lettera in cui Xi annunciava anche la volontà di ampliare la cooperazione tra i due Paesi. La Cina ha sostituito gli Stati Uniti quasi un decennio fa come principale partner commerciale del Brasile e negli ultimi anni è diventata una delle principali fonti di investimenti diretti esteri nel Paese. Secondo i dati diffusi questo lunedì dal governo, il Brasile ha ottenuto un surplus record nella sua bilancia commerciale di 62,31 miliardi di dollari nel 2022, grazie in parte all’aumento degli scambi con la Cina. La Cina è stata la principale destinazione delle esportazioni brasiliane lo scorso anno, con vendite per 91,26 miliardi di dollari, e anche la principale fonte di importazioni del Paese, con acquisti per 61,5 miliardi di dollari. Il commercio tra i due Paesi è cresciuto negli ultimi anni nonostante il raffreddamento delle relazioni durante il mandato del predecessore di Lula, Jair Bolsonaro. Lula ha detto prima del suo ritorno alla presidenza che nel suo Governo allargherà i rapporti non solo con i Paesi latinoamericani e africani ma anche “con le grandi potenze come la Cina e gli Stati Uniti, con i quali”, ha affermato, “avrà rapporti pragmatici”.
a cura di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/02/15/cina-iran-incontro-al-vertice-tra-xi-jinping-ed-ebrahim-raisi/ Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha effettuato una visita ufficiale a Pechino, dove ha incontrato il suo omologo cinese Xi Jinping. Di seguito il resoconto del vertice pubblicato sul Global Times a firma di Chen Qingqing, Xu Yelu e Wan Hengyi. Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il presidente iraniano Ebrahim Raisi martedì a Pechino, dove i due leader hanno concordato di approfondire il partenariato strategico globale Cina-Iran. Le due parti dovrebbero aumentare il coordinamento nell’ambito di piattaforme multilaterali come le Nazioni Unite e l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) e iniettare energia positiva per la pace regionale e globale. La visita di tre giorni di Raisi in Cina – la prima da quando è entrato in carica nell’agosto 2021 – accelererà l’attuazione dell’accordo della durata di 25 anni tra i due Paesi, hanno affermato gli esperti cinesi. Questo incontro tra i due leader guiderà anche la cooperazione bilaterale a un livello superiore, sottolineando la profonda fiducia reciproca tra i due Paesi nonostante le incertezze geopolitiche, hanno affermato. La Cina ha sempre visto e sviluppato le sue relazioni con l’Iran da una prospettiva strategica, ha detto Xi a Raisi, osservando che indipendentemente da come cambi la situazione internazionale e regionale, la Cina svilupperà fermamente una cooperazione amichevole con l’Iran, spingendo per un nuovo sviluppo del partenariato strategico globale Cina-Iran e svolgendo un ruolo positivo nella pace mondiale e nel progresso umano. La Cina sostiene l’Iran nella salvaguardia della sua sovranità, dell’integrità territoriale e della dignità nazionale, e sostiene la sua lotta contro l’unilateralismo, l’egemonia e le forze esterne che interferiscono negli affari interni dell’Iran e ne sabotano la stabilità, ha affermato Xi. La parte cinese è inoltre disposta ad approfondire il partenariato globale approfondendo la cooperazione nel commercio, nell’agricoltura, nell’industria e nelle infrastrutture, nonché ampliando la cooperazione nell’ambito della Belt and Road Initiative. Da parte sua, Raisi ha affermato che la collaudata amicizia tra Iran e Cina è diventata ancora più solida con il passare del tempo. In quanto due grandi Paesi indipendenti, le relazioni Iran-Cina si basano sullo spirito del rispetto reciproco e sono partner strategici sinceri degni di fiducia reciproca. L’impegno dell’Iran ad approfondire e migliorare il partenariato strategico globale Iran-Cina è incrollabile e non sarà influenzato da alcun cambiamento nella situazione internazionale e regionale, ha sottolineato Raisi. Dopo l’incontro, i due leader hanno assistito congiuntamente alla firma di una serie di documenti di cooperazione bilaterale nei settori dell’agricoltura, del commercio, del turismo, della protezione ambientale, della salute, dei soccorsi in caso di calamità, della cultura e dello sport, secondo Xinhua. In occasione della visita del presidente iraniano, le due parti rilasceranno una dichiarazione congiunta, ha riferito Xinhua. Il presidente iraniano è accompagnato da un team di ampio respiro tra cui il nuovo governatore della Banca Centrale e sei membri del gabinetto di Raisi come i ministri dell’Economia, del Petrolio, degli Affari Esteri e del Commercio, secondo quanto riportato dai media. Esperti cinesi hanno affermato che, contrariamente all’influenza calante degli Stati Uniti...
di Andrew Korybko https://korybko.substack.com/p/lulas-recalibrated-multipolar-vision Nessuna delle intuizioni condivise in questa analisi suggerisce che Lula sia controllato dagli Stati Uniti, ma solo che la sua precedente prigionia lo ha chiaramente cambiato. Non è più il “rivoluzionario multipolare” che era una volta o almeno era considerato essere, anche dagli Stati Uniti che hanno deposto il suo successore e poi hanno cercato di screditarli entrambi su quella base percepita. La visione ricalibrata del multipolarismo di Lula lo rende accettabile per gli Stati Uniti, i cui democratici al potere amano anche il suo allineamento ideologico interno con loro e soprattutto la sua crociata contro l’opposizione di destra. Gettare Cina e Russia sotto l’autobus a Buenos Aires Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, popolarmente noto come Lula, è un’icona della sinistra latinoamericana e – grazie alla sua partecipazione alla fondazione dei BRICS – un titano del movimento multipolare globale. Queste impressionanti credenziali, tuttavia, sono precisamente il motivo per cui le sue divergenze con gli altri membri del BRICS Cina e Russia sul commercio e l’Ucraina sono così inaspettate. Il presente pezzo tenterà quindi di chiarire i suoi calcoli strategici al fine di discernere le sue motivazioni che lo pongono in disaccordo su questi temi con Pechino e Mosca. Per quanto riguarda il disaccordo con la Cina, la scorsa settimana ha detto al suo omologo uruguaiano Luis Lacelle Pou che spera che Montevideo sosterrà la conclusione dell’accordo commerciale del Mercosur con l’UE prima che l’Uruguay ne negozi uno con la Cina. La richiesta di Lula ha fatto seguito a quella del suo ministro degli Esteri Mauro Vieira che ha dichiarato al quotidiano Folha de São Paulo che l’annuncio dell’Uruguay di aver mosso i primi passi per negoziare un accordo commerciale con la Cina – risalente allo scorso luglio – potrebbe “distruggere” il Mercosur, poiché, si realizzasse questo scenario, le merci cinesi circolerebbero liberamente all’interno del blocco sudamericano. Per quanto riguarda le divergenze con la Russia sull’Ucraina, invece, mentre parlava a Buenos Aires Lula ha paragonato l’operazione speciale alla guerra ibrida degli Stati Uniti contro il Venezuela. Secondo il leader brasiliano appena rieletto, “Così come sono contrario all’occupazione territoriale, come ha fatto la Russia con l’Ucraina, sono contrario a troppe interferenze nel processo venezuelano“. La Russia non ha avuto niente a che fare con il suo viaggio e il paragone che ha fatto con il Venezuela è assurdo, motivo per cui la sua osservazione è stata così sorprendente. Dare credito dove è dovuto Nonostante i suoi disaccordi con la Cina sul commercio e la Russia sull’Ucraina, Lula spera comunque di espandere la cooperazione del Brasile con entrambe le potenze. Con i cinesi, è stato dimostrato da lui stesso visto che ha espresso tale intenzione all’inizio dell’anno quando ha rivelato di aver ricevuto una lettera dal suo omologo cinese, il presidente Xi Jinping; mentre, con i secondi, è avvenuto alla fine dello scorso anno, quando ha parlato con il presidente Putin. Le conseguenze sono state che Lula non riconosce Taiwan né ha concordato con la...
FONTE ARTICOLO: CGTN.COM Il vice primo ministro russo Aleksandr Novak ha affermato che Russia e Cina hanno promosso accordi nelle loro rispettive valute nazionali diverse dal dollaro USA e dall’euro. Durante una intervista televisiva, come riporta Russia Today, Novak ha detto che commercio nel settore energetico tra i due paesi è in costante crescita, con il dato che è arrivato sino al 64% in termini monetari quest’anno, mentre Pechino e Mosca stanno lavorando per espandere la quota delle valute nazionali nelle transazioni energetiche. “Stiamo passando agli accordi in rubli e yuan per le risorse energetiche fornite“, ha dichiarato Novak che, inoltre, ha informato che le valute nazionali sono state utilizzate anche per acquistare vari tipi di attrezzature dalla Cina. Secondo i dati ufficiali, La Cina è stata il principale partner commerciale della Russia per 12 anni consecutivi.