15 Giugno 2026
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di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) | A cura de Il Veritiero

La crisi dello Stretto di Hormuz, generata dalla Terza Guerra del Golfo fra Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha posto una serissima minaccia all’economia mondiale, ancora strettamente legata agli idrocarburi, e più in generale alle catene di approvvigionamento globali che passano per vie d’acqua.

In questo video vediamo come i Paesi esportatori del CCG hanno cercato di aggirare la strategica strozzatura dello Stretto con trasporti secondari e collegamenti multimodali. Si tratta di situazioni di ripiego temporanee e insufficienti al momento a coprire la richiesta mondiale, tuttavia questo scenario sta dando un nuovo impulso allo sviluppo di una connettività via terra, che è massimamente rappresentata dalle nuove infrastrutture della Belt and Road Initiative cinese. Lo stesso Iran, sottoposto a controblocco della Marina USA. potrebbe esso stesso giovarsi dei trasporti terrestri per le esportazioni ma anche per la logistica militare o a doppio uso, aggirando sia le sanzioni che i blocchi navali. La prima parte del video si concentra sulla valutazione dell’impatto dei dazi di Trump sulle esportazioni italiane, e sulle prospettive di decrescita economica e di inflazione che entrambi gli scenari, soprattutto quello in Medio Oriente, rischiano di portare sul nostro tessuto produttivo.

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