12 Settembre 2026

zelensky

nato-finlandia
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/16/la-nato-provoca-la-russia-con-le-esercitazioni-in-finlandia/ Le esercitazioni militari che si stanno svolgendo in Finlandia rappresentano una chiara provocazione nei confronti della Russia, e si inseriscono nell’ambito della competizione per il controllo delle risorse del Mar Glaciale Artico. È passato poco più di un mese da quando la Finlandia è diventata ufficialmente un membro della NATO. In quell’occasione, il presidente del Paese nordico, Sauli Niinistö, aveva garantito che il territorio finlandese non sarebbe stato utilizzato per provocare la Federazione Russa con installazioni ed esercitazioni militari, ma evidentemente si trattava di una menzogna. Infatti, come abbiamo sottolineato numerose volte, Washington ha spinto per l’ingresso di Helsinki nell’Alleanza Atlantica proprio in funzione antirussa, al fine di continuare il processo di accerchiamento di Mosca. Come accaduto in passato nel Mar Nero e nel Caucaso, in particolare in Georgia, la NATO sta dando vita alle sue provocazioni organizzando esercitazioni in territorio finlandese, a pochi chilometri dal confine russo. Il campo di addestramento di Rovajärvi è stato scelto come sede delle manovre militari Lightning Strike 23, che hanno ufficialmente avuto inizio lunedì con la partecipazione dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica. I media locali hanno riferito che circa 8.000 soldati prenderanno parte all’esercitazione, così come alle esercitazioni Northern Forest 23, che inizieranno tra circa 15 giorni. Oltre alle truppe di terra delle forze di difesa, dell’areonautica e della guardia di frontiera della Finlandia, sono presenti anche soldati provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia e Svezia, nonostante quest’ultima non faccia ancora ufficialmente parte della NATO. Secondo le motivazioni ufficiali, “l’obiettivo di queste esercitazioni militari è la pratica del coordinamento delle unità finlandesi con le forze NATO e svedesi”, ma nei fatti si tratta di un chiaro gesto ostile nei confronti della Russia. Il campo di addestramento di Lohtaja sarà invece la sede delle esercitazioni della difesa aerea ADEX, che, a partire da questo martedì, coinvolgerà circa 1.500 soldati delle forze terrestri, marittime e aeree finlandesi, nonché un gruppo di marines statunitensi, che si eserciteranno nel lancio di missili antiaerei Stinger. Di fronte a tali provocazioni, non ci si può certo aspettare che la Russia resti indifferente. Già ad inizio mese, quando sono iniziate a circolare le voci di possibili esercitazioni militari NATO in territorio finlandese, la portavoce del ministero degli Esteri, Marija Zacharova aveva affermato che questo tipo di operazioni avrebbe costretto la Russia ad adottare misure tecnico-militari e altre misure di ritorsione: “Stiamo seguendo da vicino i piani della NATO per quanto riguarda la Finlandia. Confermiamo che la Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione sia di natura tecnico-militare che di altra natura per frenare le minacce alla nostra sicurezza nazionale che appaiono in questo contesto“, aveva detto la diplomatica, facendo riferimento all’accordo che consente alle forze armate statunitensi di utilizzare il territorio finlandese. La portavoce ha inoltre anche sottolineato che Mosca considera tali piani come la perdita di sovranità di Helsinki. “Tuttavia, sia la stessa Finlandia che la NATO devono rendersi conto che pompare truppe nel Nord Europa contribuirà solo a far crescere le tensioni militari e politiche anche in questa regione“, ha avvertito...
putin
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/05/loccidente-coresponsabile-del-fallito-attentato-contro-vladimir-putin/ Lo sconsiderato sostegno che l’Occidente ha offerto al governo di Kiev è uno dei fattori che ha portato l’Ucraina ad ordire l’attentato contro il presidente russo, fortunatamente con esito fallimentare. La sera del 3 maggio, le agenzie stampa russe hanno riportato la notizia dell’abbattimento di due droni ucraini nei pressi del Cremlino, probabilmente destinati a sferrare un attacco terroristico contro il presidente russo, Vladimir Putin. Secondo il servizio stampa presidenziale, “il regime di Kiev ha effettuato un tentativo di sferrare un attacco con veicoli aerei senza equipaggio contro la residenza del presidente russo al Cremlino“. La stessa fonte ha affermato che Putin è rimasto illeso e che continuerà il suo lavoro come da programma. “Come risultato delle azioni tempestive intraprese dai servizi militari e speciali che utilizzano sistemi di guerra elettronica, i droni sono stati disinnescasti“, ha dichiarato il Cremlino. “La loro caduta e i frammenti sparsi sul territorio del Cremlino non hanno causato vittime o danni materiali“, ha aggiunto il servizio stampa. A seguito di questo episodio, molte voci critiche si sono levate da parte di importanti esponenti politici russi, che hanno puntato il dito contro Kiev, senza risparmiare critiche ai sostenitori occidentali del governo di Volodymyr Zelens’kyj. “L’attacco al Cremlino, gli attentati ai leader politici, gli atti di sabotaggio alle ferrovie, alle linee di trasmissione dell’elettricità e alle infrastrutture, inclusa l’esplosione del ponte di Crimea e le esplosioni del gasdotto, sono il risultato delle attività terroristiche del regime di Kiev e dei suoi sostenitori“, ha affermato Vladimir Vasil’ev, deputato del partito presidenziale Russa Unita (Единая Россия; Edinaja Rossija). “Oggi il terrorismo ha rialzato la testa e sta prendendo di mira il cuore stesso della Russia. Gli attacchi contro il presidente prendono di mira ognuno di noi. Per contrastarli, sono necessari il massimo del consolidamento, della vigilanza, della cooperazione con le forze dell’ordine e servizi speciali. E la cosa più importante è capire che tutti noi dobbiamo difendere la patria e il presidente“, ha sottolineato. Anatolij Antonov, ambasciatore russo negli Stati Uniti, ha a sua volta commentato gli avvenimenti del 3 maggio, senza risparmiare frecciate a Washington: “Come reagirebbero gli americani se un drone colpisse la Casa Bianca, il Campidoglio o il Pentagono? La risposta è ovvia per qualsiasi politico così come per il cittadino medio: la punizione sarebbe dura e inevitabile“, ha detto. “La Russia risponderà a questo attacco terroristico insolente e presuntuoso. Risponderemo quando lo riterremo necessario. Risponderemo in conformità con le valutazioni della minaccia che Kiev ha posto alla leadership del nostro Paese“. Secondo l’ambasciatore, è assurdo che gli Stati Uniti continuino a prendere le difese del governo di Zelens’kyj, anche dopo tali accadimenti: “Le tesi secondo cui questo atto di terrorismo sarebbe stato una operazione false flag sono blasfeme e ingannevoli. Cioè, vogliono dire che sarebbe stata la stessa Russia a inscenare una provocazione contro il cuore della nostra statualità?!“. Antonov ha ricordato agli statunitensi come il presidente Putin sia stato tra i primi ad offrire il proprio sostegno agli USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, mentre...
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di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: giuliochinappi.wordpress.com Mentre i media occidentali hanno celebrato il falso storico del “primo anniversario della guerra”, sono in realtà nove anni che il popolo ucraino è vittima delle politiche criminali del proprio governo, controllato dai burattinai occidentali e dalle milizie neonaziste. Tra il 18 e il 23 febbraio 2014 un colpo di Stato portava alla deposizione del legittimo presidente ucraino, Viktor Janukovyč, sostituito provvisoriamente da Oleksandr Turčynov. È in questo evento, fortemente sostenuto dalle potenze occidentali, che va ricercata l’origine della tragica situazione oggi vissuta dal popolo ucraino, che da nove anni vive in una situazione di guerra civile. Tale realtà, riconosciuta da qualunque analista con un minimo di cognizione di causa e dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, smentisce seccamente la propaganda occidentale, che negli scorsi giorni ha ripetuto in maniera ossessiva la retorica del “primo anniversario della guerra”, alimentando un vero e proprio falso storico. Potremmo dire, invece, che in effetti quello è stato il primo anniversario da quando gli occidentali si sono improvvisamente accorti della presenza di una guerra in Europa, dopo otto anni di colpevole silenzio da parte dei media e dei governi complici dei progetti criminali di Washington. Un anno, certamente, da quando la Russia, sotto il nome ufficiale di operazione militare speciale, è intervenuta nel conflitto ucraino a seguito dell’intensificarsi dei bombardamenti di Kiev sui territori del Donbass, che nel frattempo avevano dichiarato l’indipendenza sotto l’egida della Repubblica Popolare di Doneck e della Repubblica Popolare di Lugansk. “Il 24 febbraio 2022, la Russia ha lanciato l’operazione militare speciale in Ucraina e l’intera stampa occidentale ha urlato come un sol uomo per l’aggressione ingiustificata di Mosca contro il suo vicino. Come colpiti da amnesia, i media occidentali hanno completamente oscurato la guerra che dal 2014 sta devastando il Donbass, e soprattutto hanno chiuso un occhio sui bombardamenti dell’esercito ucraino prima dell’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina”, scrive la giornalista francese Christelle Néant sul portale Donbass-Insider. Da allora, i media occidentali non hanno fatto altro che propinare menzogne, censurando metodicamente qualsiasi forma di informazione che non coincidesse con la propaganda ucraino-statunitense, o tuttalpiù qualificandola come inaccettabile. Di fatto, i media occidentali si sono trasformati in un megafono della propaganda del governo di Kiev, portando addirittura i sedicenti difensori della democrazia ad elogiare l’operato di personaggi dichiaratamente neonazisti, come i membri del criminale battaglione Azov, mostrati nelle televisioni di tutta Europa ed etichettati come eroi che combattono per la libertà. Allo stesso tempo, la macchina mediatica si è mossa per gettare fango su tutto ciò che fosse russo, inventando crimini di guerra ed escludendo la Russia da ogni ambito sportivo e culturale, arrivando persino a censurare l’opera di Fëdor Dostoevskij, e suscitando in questo modo un vero e proprio sentimento di russofobia nell’opinione pubblica. “Se, prima del 24 febbraio 2022, la propaganda occidentale si accontentava di mantenere un colpevole silenzio sui bombardamenti regolari dell’esercito ucraino e sui crimini di guerra di Kiev, e accusava costantemente la Russia di non rispettare gli accordi di Minsk invece di indagare sul loro il mancato rispetto da parte dell’Ucraina, mentre...
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di Pepe Escobar FONTE ARTICOLO: https://thecradle.co/article-view/20878/a-panicked-empire-tries-to-make-russia-an-offer-it-cant-refuse Rendendosi conto che la guerra della NATO con la Russia finirà, probabilmente, in modo sfavorevole, gli Stati Uniti stanno testando un’offerta di uscita. Ma perché Mosca dovrebbe prendere sul serio le proposte indirette, soprattutto alla vigilia della sua nuova avanzata militare e mentre è al seggio vincente? Quelli dietro il Trono non sono mai più pericolosi di quando sono con le spalle al muro. Il loro potere sta svanendo, velocemente: militarmente, attraverso la progressiva umiliazione della NATO in Ucraina; finanziariamente poiché, prima o poi, la maggior parte del Sud del mondo non vorrà avere niente a che fare con la valuta di un gigante canaglia in bancarotta; politicamente, poiché la maggioranza globale sta compiendo passi decisivi per smettere di obbedire a una minoranza, di fatto, rapace, screditata. Quindi ora coloro che stanno dietro al Trono stanno tramando per cercare, almeno, di fermare il disastro in arrivo sul fronte militare. Come confermato da una fonte di alto livello dell’establishment statunitense, una nuova direttiva inerente la guerra della NATO contro la Russia in Ucraina è stata trasmessa al Segretario di Stato americano Antony Blinken. Blinken, in termini di potere effettivo, non è altro che un fattorino dei neocon e neoliberisti straussiani che, di fatto, gestiscono la politica estera degli Stati Uniti. Il Segretario di Stato è stato incaricato di trasmettere la nuova direttiva – una sorta di messaggio al Cremlino – tramite la carta stampata mainstream; direttiva che è stata prontamente pubblicata dal Washington Post. Nella divisione del lavoro dei media mainstream statunitensi d’élite, il New York Times è molto vicino al Dipartimento di Stato e il Washington Post alla CIA. In questo caso, però, la direttiva era troppo importante e doveva essere trasmessa dal giornale registrato nella capitale imperiale. È stato pubblicato come Op-Ed. La novità, qui, è che per la prima volta dall’inizio dell’operazione militare speciale russa (SMO), febbraio 2022, in Ucraina, gli americani stanno effettivamente proponendo una variazione del classico “offerta che non puoi rifiutare“, comprese alcune concessioni che potrebbero soddisfare gli imperativi di sicurezza della Russia. Fondamentalmente, l’offerta degli Stati Uniti aggira totalmente Kiev, certificando ancora una volta che si tratta di una guerra contro la Russia condotta dall’Impero e dai suoi tirapiedi della NATO, con gli ucraini come semplici delegati. “Per favore, non passare all’offensiva” John Helmer, corrispondente da Mosca della vecchia scuola del Washington Post, ha fornito un servizio importante, offrendo il testo completo dell’offerta di Blinken, ovviamente ampiamente modificato per includere nozioni fantasiose come “le armi statunitensi aiutano a polverizzare la forza d’invasione di Putin” e una spiegazione degna di rabbia : “In altre parole, la Russia non dovrebbe essere pronta a riposare, riorganizzarsi e attaccare“. Il messaggio di Washington potrebbe, a prima vista, dare l’impressione che gli Stati Uniti ammetterebbero il controllo russo su Crimea, Donbass, Zaporozhye e Kherson – “il ponte di terra che collega la Crimea e la Russia” – come un fatto compiuto. L’Ucraina avrebbe uno status smilitarizzato e il dispiegamento di missili HIMARS...
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di Oliver Boyd-Barrett FONTE ARTICOLO: https://newkontinent.org/isolation-of-zelenskiy/ Il colonnello Douglas Macgregor fornisce un forte sostegno alla proposta secondo cui i membri anziani delle forze armate occidentali sono diffidenti nell’affrontare faccia a faccia con la Russia sull’Ucraina. I principali generali statunitensi lo stanno ora chiarendo a Washington. Argomenti principali: gli USA hanno molto più da perdere che da guadagnare; l’Ucraina, la cui popolazione è ormai ridotta alle dimensioni dei Paesi Bassi, non è più una forza vincente credibile; quando l’occidente potrà inviare nuove attrezzature, in cui gli ucraini sono stati adeguatamente addestrati all’uso, la Russia avrà vinto; le perdite subite finora, oltre 200.000, per lo più ucraine, sconsigliano ulteriori perdite di vite umane; una vittoria occidentale, comunque irrealizzabile, sarebbe di Pirro: una Russia unita è il miglior cuscinetto dell’Occidente contro la Cina o, se preferite, le “orde mongole”; e, come ora dimostra il FMI, l’economia russa è destinata a crescere mentre il paese è più unito che mai (l’80% dei russi è di etnia russa) e il suo presidente Vladimir Putin è più popolare che mai, molto più di qualsiasi leader della NATO; la stessa NATO è sempre più debole e divisa. Alexander Mercouris fa notare che Prigozhin sta dicendo che Bakhmut non è ancora accerchiata – un buon segno che lo sarà, molto presto. Riferisce che a Kiev la posizione del ministro della Difesa sembra molto vulnerabile e anche che la casa dell’oligarca Kolomoiskiy è stata sequestrata. Sembra sempre più che gli sponsor e i sostenitori di Zelensky vengano presi di mira e che Zelenskio stesso Presidente venga isolato, probabilmente per essere presto sostituito da qualcuno che ascolterà più attentamente ciò che Washington vuole, invece di giocare a fare il supereroe a spese di 157.000 vite ucraine – e si sta ancora contando. Washington si sta rapidamente rendendo conto – alla luce delle conclusioni deprimentemente realistiche di RAND, CSIS e FMI (le élite finanziarie sono irritate per essere state escluse dalle conversazioni dei neocon e dalle decisioni relative alle sanzioni e al sequestro delle risorse della Banca Centrale Russa) – che deve negoziare; e deve negoziare alle condizioni russe prima di esaurire le armi e, insieme, la sua capacità di mostrarsi come un avversario credibile per la Cina. Tutto ciò che Washington sta facendo in questo momento è consumare la propria ricchezza mentre la Russia si rafforza. La più grande minaccia americana è la testardaggine del neocon Joe Biden, generatore e compagno del regime di colpo di stato del 2014 in quella che potrebbe presto diventare un’Ucraina monca.
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di Daniel Davis FONTE ARTICOLO: https://www.19fortyfive.com/2023/01/giving-ukraine-modern-nato-weapons-is-no-game-changer/ L’equipaggiamento moderno della NATO potrebbe non essere sufficiente per produrre un’offensiva ucraina di successo. Il segretario alla Difesa Lloyd Austin ospiterà l’ultima iterazione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina presso la base aerea di Ramstein in Germania dove i leader della difesa occidentale dovrebbero annunciare ancora più consegne di carri armati e blindati per il trasporto del personale in Ucraina. Non appena crescenti forniture di moderne tipologie di armi NATO sono state promesse all’ Ucraina, molti sono fiduciosi che il flusso della battaglia cambierà presto a favore di Kiev. Armi NATO moderne per l’Ucraina: un punto di svolta oppure no?  Un esame più attento di ciò che viene offerto e una comprensione più profonda di come funziona il combattimento corazzato moderno, tuttavia, dovrebbero mitigare le aspettative. La situazione non è buona come molti credono. Questo sarà il primo di una serie di articoli che esamineranno i fondamenti militari necessari per consentire all’Ucraina di sviluppare una capacità offensiva praticabile esaminando le sfide e le opportunità per raggiungere tale obiettivo. La speranza è che sia comprensibile sia per il pubblico occidentale che per quello ucraino. Sapendo che le truppe di Zelensky hanno resistito alle forze di Putin per quasi un anno usando vecchi equipaggiamenti sovietici, sembra intuitivo credere che se l’Occidente fornisce a Kiev gli stessi moderni sistemi d’arma in dotazione alla NATO, le forze di Zelensky saranno in grado di invertire le perdite e di riporteare la Russia entro i propri confini. Sfortunatamente, la situazione ha molto più bisogno di qualcosa nella creazione del potere di combattimento che nell’introduzione di armi, anche se queste sono veramente buone e moderne. Oggi ci sono pochissime persone negli Stati Uniti che hanno esperienza di combattimento e solo una percentuale molto piccola di questi hanno combattuto o hanno un addestramento in battaglie con il carro armato. Inconscio o no, la verità è un po ‘equilibrare la “realtà” raffigurata nel videogioco Call of Duty con l’analisi di come funzionano le cose nel vero combattimento. Nel videogioco, il giocatore semplicemente “ottiene” equipaggiamento o veicoli militari e, quindi, possiede la piena capacità di combattimento di quel kit. Quindi, una volta che un giocatore ottiene un veicolo blindato, ne ottiene il beneficio per intero semplicemente con il suo possesso. Il vero combattimento non è niente del genere. Carri armati, veicoli da combattimento di fanteria (IFV), obici, sistemi di difesa aerea, aerei da combattimento e simili, forniscono la massima capacità solo se gli utenti sono completamente addestrati ed esperti. Inoltre, anche con operatori ed equipaggi qualificati, i veicoli devono essere riforniti di carburante e munizioni sufficienti, mantenuti correttamente e regolarmente e impiegati con competenza a livello di equipaggio, plotone, compagnia e battaglione. Un guasto in una qualsiasi di queste aree e anche il migliore equipaggiamento diventa di utilità marginale o una carcassa in fiamme in guerra. Durante i miei 21 anni di carriera nell’esercito, ho osservato queste verità in prima persona durante l’addestramento, le operazioni e il combattimento diretto. La mia esperienza dell’esercito americano su questo problema Ho prestato servizio in unità corazzate e meccanizzate...
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di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Dopo i missili lanciati in Polonia e Moldova, l’Ucraina avrebbe causato un altro “incidente”, questa volta in Bielorussia. Kiev rappresenta ormai un pericolo per tutta l’Europa orientale, eppure continua a godere del sostegno occidentale. Lo scorso novembre, un missile ucraino ha colpito il villaggio polacco di Przewodów, uccidendo due persone. Le autorità di Kiev avevano inizialmente tentato di negare la loro responsabilità, ma successivamente si sono dovute arrendere all’evidenza, parlando di “incidente”. Un episodio simile si è ripetuto all’inizio di dicembre, quando le autorità della Moldova hanno riportato il ritrovamento di un proiettile inesploso presso la cittadina di Briceni, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina. Anche in questo caso, l’Ucraina ha tentato di incolpare la Russia, ma le immagini mostrate dalle autorità di Chișinău hanno mostrato chiaramente il frammento di un missile terra-aria S-300 ucraino, identico a quello caduto a novembre sul territorio della Polonia. Lo stesso identico scenario si e ripetuto lo scorso 29 dicembre, quando un missile S-300 ucraino è caduto sul territorio della Bielorussia, vicino alla città di Ivanovo, nella regione di Brest, come riportato dal servizio stampa del ministero della Difesa di Minsk. “La situazione è simile a quella della caduta di un missile dello stesso tipo in Polonia. Non c’è assolutamente motivo di preoccuparsi per i residenti. Sfortunatamente, incidenti del genere accadono“, ha tentato di sdrammatizzare il commissario militare della regione bielorussa di Brest, Oleg Konovalov. Il ministero della Difesa bielorusso ha successivamente affermato che il missile era stato abbattuto dalle forze di difesa aerea intorno alle 10:00, evitando il peggio per la popolazione locale. “L’aeronautica bielorussa e le sue difese aeree sono pronte a qualsiasi sviluppo e hanno adottato misure adeguate per garantire la sicurezza del Paese” ha dichiarato il vice comandante dell’aeronautica e della difesa aerea per il lavoro ideologico, il colonnello Anatolij Bulavko. Secondo l’alto funzionario militare, la repubblica ha attualmente tutte le capacità per garantire la propria sicurezza: “Questo è il motivo per cui abbiamo una visione sobria della situazione e abbiamo adottato misure appropriate. E la nostra popolazione, la nostra gente può dormire sonni tranquilli e tutti possono fare il proprio lavoro“. Sull’accaduto è intervenuto anche il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, che ha sottolineato come Mosca e Minsk siano in costante contatto per monitorare la situazione al confine tra Ucraina e Bielorussia: “In ogni caso, questo è un evento estremamente preoccupante, non solo per noi, ma anche per i nostri partner bielorussi. Questa è la prima cosa. Secondo, i militari di entrambi i Paesi rimangono in costante contatto, si coordinano costantemente. Di conseguenza, il più alto livello possibile di dialogo reciproco e la natura fiduciosa di questo dialogo consentono di scambiare tempestivamente le informazioni più sensibili“. Resta ancora da determinare se l’accaduto rappresenti un nuovo “incidente”, come affermato dal governo ucraino, oppure una vera e propria provocazione nei confronti della Bielorussia. In entrambi i casi, la situazione sarebbe alquanto preoccupante. Qualora si trattasse di un nuovo “incidente”, infatti, questo proverebbe come l’Ucraina non sia in...
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di Pepe Escobar Traduzione di Lorenzo Maria Pacini per Ideeazione.com Le guerre non si vincono con le psyops. Chiedete alla Germania nazista. Tuttavia, è stato uno spasso guardare i media della NATOstan su Kharkov, gongolando all’unisono su “il colpo di martello che mette fuori gioco Putin”, “i russi sono nei guai”, e inanità assortite. I fatti: Le forze russe si sono ritirate dal territorio di Kharkov verso la riva sinistra del fiume Oskol, dove sono ora trincerate. La linea Kharkov-Donetsk-Lugansk sembra essere stabile. Krasny Liman è minacciata, assediata da forze ucraine superiori, ma non in modo letale. Nessuno – nemmeno Maria Zakharova, l’equivalente femminile contemporaneo di Ermete, il messaggero degli dei – sa quali siano i piani dello Stato Maggiore russo (RGS), in questo caso e in tutti gli altri. Se dicono di saperlo, mentono. Allo stato attuale, ciò che si può dedurre con un ragionevole grado di certezza è che una linea – Svjatogorsk-Krasny Liman-Yampol-Belogorovka – può resistere abbastanza a lungo con le loro attuali guarnigioni fino a quando le forze russe fresche non saranno in grado di piombare e costringere gli ucraini ad arretrare oltre la linea Seversky Donets. Si è scatenato l’inferno – virtualmente – sul perché di Kharkov. Le repubbliche popolari e la Russia non hanno mai avuto abbastanza uomini per difendere un fronte di 1.000 km. L’intera capacità di intelligence della NATO se n’è accorta – e ne ha approfittato. Non c’erano forze armate russe in quegli insediamenti: solo la Rosgvardia, e queste non sono addestrate a combattere forze militari. Kiev ha attaccato con un vantaggio di circa 5 a 1. Le forze alleate si sono ritirate per evitare l’accerchiamento. Non ci sono perdite di truppe russe perché non c’erano truppe russe nella regione. È possibile che si sia trattato di un caso isolato. Le forze di Kiev, gestite dalla NATO, non possono fare un replay in nessuna parte del Donbass, né a Kherson, né a Mariupol. Tutte queste zone sono protette da forti e regolari unità dell’esercito russo. È praticamente scontato che se gli ucraini rimarranno nei pressi di Kharkov e Izyum saranno polverizzati dalla massiccia artiglieria russa. L’analista militare Konstantin Sivkov sostiene che “la maggior parte delle formazioni pronte al combattimento delle Forze Armate ucraine sono ora a terra (…) siamo riusciti ad attirarle allo scoperto e ora le stiamo distruggendo sistematicamente”. Le forze ucraine, gestite dalla NATO e piene di mercenari della NATO, hanno trascorso 6 mesi ad accumulare equipaggiamenti e a riservare risorse addestrate proprio per questo momento di Kharkov, mentre hanno spedito i materiali usa e getta in un enorme tritacarne. Sarà molto difficile sostenere una catena di montaggio di mezzi sostanziali di prima scelta per realizzare di nuovo qualcosa di simile. I prossimi giorni mostreranno se Kharkov e Izyum sono collegati a una spinta molto più ampia della NATO. Lo stato d’animo nell’UE controllata dalla NATO si sta avvicinando alla “disperazione”. C’è una forte possibilità che questa controffensiva significhi che la NATO entra definitivamente in guerra, pur mostrando...
di Andrew Korybko ARTICOLO ORIGINALE Nel corso della sua operazione speciale in corso in Ucraina, la Russia sta attuando quel diritto internazionale che l’UNSC non è stato in grado di attuare in precedenza a causa della resistenza e della complicità degli Stati Uniti, negli stessi identici crimini di guerra che i suoi delegati fascisti hanno finora commesso impunemente per già quasi un decennio. Questa operazione umanitaria e delle forze dell’ordine è strettamente limitata alla lotta contro i fantocci fascisti americani in Ucraina, per assicurarli alla giustizia e, successivamente, liberare il popolo ucraino che hanno preso in ostaggio. Le parole contano; descrivere l’operazione speciale condotta dalla Russia in Ucraina come una cosiddetta “guerra” contro il Paese in generale non è accurato. Piuttosto, la Grande Potenza eurasiatica sta combattendo un regime fantoccio fascista sostenuto dagli Stati Uniti; un regime che ha collaborato con la NATO per pianificare un attacco a sorpresa contro la Russia nel prossimo futuro in stile Seconda Guerra Mondiale; un attacco cui sarebbe dovrebbe seguire la neutralizzazione pianificata delle sue capacità di secondo attacco nucleare . È diventato evidente negli ultimi due giorni come una delle manipolazioni più perniciose della verità riguarda la descrizione del conflitto in corso come una “guerra russa all’Ucraina“, narrazione che è totalmente falsa ma < che viene propagata per due ragioni narrative: far sembrare che la Russia stia attaccando il suo vicino fraterno che il presidente Putin ha descritto come storicamente unito al suo popolo, dipingendolo così come un ipocrita, e per galvanizzare il popolo ucraino in opposizione alla Russia in conformità con i tentativi attivi degli Stati Uniti di dividere e governare indefinitamente le loro società fraterne. Questi obiettivi egoistici mirano all’avanzata degli obiettivi strategici degli Stati Uniti nella regione. Basti dire che quelle narrazioni di guerra proposte dall’informazione armata non riflettono la realtà. Quello che sta effettivamente accadendo è questo: la Russia sta combattendo il regime fascista che l’America ha installato in Ucraina a seguito della follia del terrorismo urbano popolarmente noto in Occidente come “EuroMaidan”. Sebbene il leader in carica di quel paese sia ebreo, è praticamente tenuto in ostaggio da questi elementi ultra-radicali che glorificano Hitler e i loro antenati che hanno collaborato con lui per commettere un genocidio contro ebrei, polacchi e russi, tra gli altri. Volodymyr Zelensky semplicemente non può fare resistenza alla loro pressione per paura di essere lui stesso neutralizzato politicamente da loro o addirittura rovesciato, tuttavia ciò finirà per accadere, sia attraverso un’altra Rivoluzione Colorata, un colpo di Stato militare o qualche altro mezzo. Il presidente Putin ha descritto venerdì queste autorità illegittime come una “banda di tossicodipendenti e neonazisti che si sono stabiliti a Kiev e che hanno preso in ostaggio il popolo ucraino”. Li ha ingenuamente riconosciuti in passato a causa della sua pacificazione nei confronti dell’Occidente, cosa che ha tacitamente riconosciuto nel suo discorso alla nazione giovedì mattina. Il leader russo ha affermato di aver esaurito tutti i mezzi diplomatici a sua disposizione per risolvere la crisi di sicurezza esistenziale del...