Dall’Ucraina stanno arrivando nuove conferme di quanto dichiarato da Putin lo scorso giugno, secondo cui il conflitto russo-ucraino si sarebbe potuto concludere nel marzo del 2022 qualora gli Stati Uniti (e la Gran Bretagna) non fossero intervenuti spingendo il governo ucraino a violare gli impegni presi. Osservazioni di questo tenore e la tempistica con cui sono state formulate indicano che l’apparato dirigenziale di Kiev sta acquisendo consapevolezza sempre maggiore circa le ridottissime possibilità che l’Ucraina ha di volgere a proprio favore le sorti del conflitto. E forniscono un’ulteriore, plastica dimostrazione del fatto che quella in corso non è una guerra tra Russia e Ucraina, ma un conflitto tra Russia e Nato in cui l’Ucraina è stata sfruttata come carne da cannone dallo schieramento atlantista.
ucraina
Ucraina: débâcle militare e resa dei conti interna | “Il Contesto” di Giacomo Gabellini (15/11/2023)
All’inizio di novembre, il generale Valerij Zalužny, comandante in capo dell’esercito ucraino, ha scritto un articolo pubblicato sull’«Economist», arricchito da un’intervista rilasciata sempre alla nota rivista britannica. Dal quadro dipinto dal generale, emerge con chiarezza cristallina che la controffensiva avviata nella tarda primavera di quest’anno dalle forze armate ucraine non ha raggiunto alcuno degli obiettivi perseguiti dal governo di Kiev e dai suoi sponsor occidentali. Intanto, stando alle indiscrezioni riportate dalla «Nbc», gli Stati Uniti e l’Unione Europea starebbero esercitando pressioni congiunte sul governo di Kiev affinché intavoli trattative con Mosca, nonostante l’Ucraina versi in una posizione di pesante svantaggio dovuta al fallimento sostanziale della controffensiva e all’occupazione del 20% circa del territorio nazionale da parte delle forze russe.
Disaccordi sulla fine della controffensiva ucraina, i cui risultati tra l’altro non sono stati quelli previsti da Kiev e dai suoi soci occidentali, si sono manifestati tra il presidente Zelensky ed il comandante in capo delle forze armate del paese Zaluzhny.
di Giacomo Gabellini Oggi parliamo della condotta che la Russia sta tenendo sul campo di battaglia in Ucraina, partendo da un documento pubblicato dalla Rand Corporation, intitolato Understang the risk of escalation in the war in Ukraine. Il documento è di grande interesse non solo perché redatto da un influentissimo think-tank vicino al Pentagono, ma anche perché convalida sostanzialmente l’interpretazione che gli apparati dirigenziali di Washington e Londra hanno dato della prima fase della guerra, quando la Russia invase l’Ucraina con forze numericamente molto ridotte ed evitò di colpire alcune infrastrutture a doppio uso. Di tutto questo parliamo con Roberto Buffagni, ex militare e studioso di questioni belliche e geopolitiche.
di Stefano Orsi Non mi attendevo questa follia iniziata da Hamas, vediamo assieme cosa è successo, a grandi linee ma principalmente mi interessa comprenderne il perchè. Lo vedremo assieme dialogando e rispondendo alle vostre domande, vi aspetto. Buon ascolto.
di Andrea Puccio | Occhisulmondo.info Un deputato polacco presenta il conto degli aiuti che il suo paese ha fornito all’Ucraina mentre il primo ministro Mateusz Morawiecki dichiara di non avere più intenzione di fornire armi a Kiev: è terminata la luna di miele tra i due paesi?
di Andrea Puccio | occhisulmondo.info “La verità è che se all’esercito ucraino viene ordinato di continuare l’offensiva, si ammutina. I soldati non sono più disposti a morire”, sostiene Seymour Hersh.
di Giulio Chinappi Le elezioni slovacche danno una chiara indicazione su quello che i cittadini pensano dell’invio di armi all’Ucraina e delle sanzioni alla Russia. Il programma del vincitore Robert Fico esprime infatti un chiaro rifiuto della guerra.
di Stefano Orsi | Canale YouTube Zelenski si presenterà dai padroni statunitensi senza alcun risultato apprezzabile, la pressione messa sui comandi ha solo prodotto un maggior numero di caduti