di Stefano Orsi Sul suo canale YouTube, Stefano Orsi analizza la situazione dei fronti del conflitto ucraino.
ucraina
A cura de Il Vaso di Pandora Polonia al centro del mirino anche per sua espressa volontà. Al consiglio di sicurezza russo che si è tenuto nei giorni scorsi, da un lato Putin ha dichiarato che “i territori occidentali della Polonia sono un dono di Stalin e glielo ricorderemo”, dall’altro il presidente bielorusso Lukashenko ha affermato “La Wagner mi ha chiesto di andare a Varsavia“.
di Giulio Chinappi La Russia non fa altro che rispondere alla guerra ibrida condotta dagli Stati Uniti contro Mosca, e non ha nessuna intenzione di usare le armi nucleari, se non in risposta all’uso dello stesso tipo di ordigni. A confermarlo è stato persino il direttore della CIA.
di Giulio Chinappi A quasi cinquant’anni dalla fine del conflitto, le bombe a grappolo lanciate dagli Stati Uniti continuano ad uccidere in Vietnam. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato il 16 luglio dall’agenzia stampa cinese Xinhua.
di Giulio Chinappi Il vertice NATO a Vilnius non ha rappresentato altro se non un’ennesima provocazione nei confronti di Russia e Cina, portando il mondo un passo più vicino alla catastrofe, come confermato dalle parole dell’ex ambasciatore Alberto Bradanini.
di Giulio Chinappi L’invio di munizioni a grappolo statunitensi all’Ucraina ha suscitato la reazione dei Paesi che ancora oggi subiscono le conseguenze dell’uso di questo tipo di ordigni da parte degli USA.
di Gabriella Agyei Il conflitto russo-ucraino ha innescato diverse gravi crisi, tra cui l’aumento dei prezzi di gas, grano e petrolio, che ha avuto un impatto particolarmente forte sull’Africa. L’aumento dei prezzi è andato a sovrapporsi a crisi preesistenti che si sono intrecciate, aggravandosi ulteriormente. Oltre all’alta inflazione, e al tentativo dei leader africani di preservare i propri interessi economici evitando l’aperta condanna dell’invasione russa, una conseguenza diretta della guerra è stata l’aggravarsi dello stato di insicurezza alimentare in cui si trovano molti Paesi africani, Corno d’Africa in particolare. Per ovviare a questa situazione e per calmierare i prezzi è stato firmato il “Black Sea Gran Initiative” tra Russia e Ucraina, con parte del carico destinato ai Paesi africani, il quale rischia però di non essere rinnovato il prossimo 18 luglio. Ulteriore conseguenza degli avvenimenti russi-ucraini è l’incertezza sul futuro della Wagner nel territorio africano, in cui il gruppo opera da anni per conto del Cremlino.
FONTE ARTICOLO: https://www.investigaction.net/fr/lettre-ouverte-dexperts-a-biden-et-au-congres-les-etats-unis-doivent-oeuvrer-pour-la-paix-dans-le-monde/ Negli Stati Uniti, importanti ed ex esperti di sicurezza nazionale stanno inviando una lettera aperta al presidente Biden e ai membri del Congresso : chiedono di fare di tutto il possibile per porre fine alla guerra in Ucraina attraverso la diplomazia. Senza perdonare l’invasione russa, non esitano a denunciare le azioni della NATO e dei trafficanti di armi che hanno contribuito a destabilizzare l’Europa. Saranno ascoltati? La guerra tra Russia e Ucraina è stata un vero disastro. Centinaia di migliaia di persone sono state uccise o ferite, milioni di persone sono state sfollate, la distruzione ambientale ed economica è stata incalcolabile. E la devastazione a venire potrebbe essere esponenzialmente maggiore, con le potenze nucleari sempre più vicine alla guerra aperta. Deploriamo la violenza, i crimini di guerra, gli attacchi missilistici indiscriminati, il terrorismo e altre atrocità che fanno parte di questa guerra. La soluzione a questa violenza scioccante non sono più armi o più guerre, con loro la garanzia di più morte e distruzione. Come americani ed esperti di sicurezza nazionale, esortiamo il presidente Biden e il Congresso a usare tutto il loro potere per porre rapidamente fine alla guerra tra Russia e Ucraina attraverso la diplomazia, tenendo conto in particolare dei gravi pericoli di un’escalation militare che potrebbe diventare incontrollabile. Sessant’anni fa, il presidente John F. Kennedy ha fatto un’osservazione cruciale per la nostra sopravvivenza oggi: “Pur difendendo i propri interessi vitali, le potenze nucleari devono evitare scontri che portano un avversario a scegliere tra una ritirata umiliante o una guerra nucleare. L’adozione di questo tipo di azioni nell’era nucleare sarebbe solo la prova del fallimento della nostra politica – o del desiderio di morte collettiva per tutto il mondo”. La causa immediata di questa disastrosa guerra ucraina è l’invasione russa. Tuttavia, i piani e le azioni per estendere la NATO ai confini della Russia hanno sollevato timori per la Russia. I leader russi hanno sostenuto questo punto di vista per 30 anni. Il fallimento della diplomazia ha portato alla guerra. Oggi la diplomazia è essenziale per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina prima che il conflitto distrugga l’Ucraina e metta in pericolo l’umanità. Il potenziale per la pace L’attuale ansia geopolitica della Russia è alimentata dai ricordi delle invasioni di Carlo XII, di Napoleone, del Kaiser tedesco e di Hitler. Le truppe americane facevano parte di una forza di invasione alleata che intervenne senza successo contro la parte vincente della guerra civile russa del dopoguerra. La Russia vede l’allargamento della NATO e la sua presenza ai suoi confini come una minaccia diretta; gli Stati Uniti e la NATO lo vedono solo come un’attenta preparazione. In diplomazia, devi cercare di analizzare le cose con una forma di empatia strategica, cercando di capire i tuoi avversari. Questa non è debolezza, è saggezza. Respingiamo l’idea che i diplomatici, in cerca di pace, debbano scegliere da che parte stare (in questo caso Russia o Ucraina). Favorendo la diplomazia, stiamo scegliendo di stare dal lato della ragione,...
di M. K. Bhadrakumarha FONTE ARTICOLO: https://www.investigaction.net/fr/pourquoi-la-declaration-du-g7-fait-limpasse-sur-la-tant-attendue-contre-offensive-ukrainienne Molto attesa, la controffensiva ucraina brilla per la sua assenza nella dichiarazione finale dell’ultima riunione del G7 che si è tenuta a Hiroshima. Poco prima, un articolo di Politico aveva messo in luce il piano di alti funzionari statunitensi di congelare il conflitto in Ucraina. L’ex diplomatico indiano, M.K. Bhadrakumar ne analizza le ragioni. Pubblicata dopo l’incontro al vertice di Hiroshima, la dichiarazione di 2.700 parole dei leader del G7 sull’Ucraina ha tralasciato la questione ardente del momento: la controffensiva contro le forze russe. Un silenzio assordante, mentre circolano voci sulla scomparsa del comandante in capo delle forze armate ucraine. È significativo che lo stesso presidente Vlodimir Zelensky scompaia da Kiev per visitare le capitali del mondo – Helsinki, L’Aia, Roma, Vaticano, Berlino, Parigi, Londra, Jeddah e Hiroshima. Sembra esserci qualcosa di marcio nel regno di Danimarca. Alla fine del vertice del G7, il leader del gruppo Wagner, Evgeniy Prigozhin, ha annunciato che l’operazione russa per catturare il centro di comunicazione strategica di Bakhmut, nella regione del Donbass nell’Ucraina orientale, era terminata con successo dopo 224 giorni di combattimento, tanto i giorni necessari per superare la resistenza degli oltre 80.000 soldati ucraini qui dispiegati. È un momento doloroso per Zelensky. Lo scorso dicembre, prima che i deputati statunitensi si radunassero al Campidoglio, si vantava che «proprio come la battaglia di Saratoga (nel 1777, durante la guerra rivoluzionaria americana), la lotta per Bakhmut cambierà la traiettoria della nostra guerra per l’indipendenza e la libertà». Nel frattempo, per distogliere l’attenzione, si parla di un sottile cambiamento nella politica americana in merito alla fornitura, in un futuro indeterminato, di aerei da combattimento F-16 da destinare all’Ucraina. In realtà, nessuno può dire come sarà lo stato ucraino quando arriveranno gli aerei. Non sorprende, quindi, che l’amministrazione Biden sembri ancora titubante. L’F-16 è un prodotto di esportazione alla moda; cosa accadrebbe se i russi ne rovinassero la fama facendolo esplodere con le loro armi ad alta tecnologia? Per i russi, sembra che sia necessaria una vittoria totale per far capire agli americani e agli inglesi che Mosca non sta scherzando con i tre obiettivi posti alla base dell’operazione militare speciale – tre obiettivi che non sono negoziabili: la sicurezza della comunità etnica russa e il suo diritto a vivere in pace e dignità nei nuovi territori ; la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina; e un’Ucraina neutrale, sovrana e indipendente, liberata dalle grinfie degli Stati Uniti e non più un vicino ostile. Certo, l’ostilità senza precedenti degli Stati Uniti nei confronti della Russia ha solo rafforzato la determinazione di Mosca. Se l’alleanza anglosassone continua ad attraversare le fasi crescenti, l’operazione russa potrebbe estendersi all’intera regione ad est del fiume Dnepr. I russi sono impegnati in questa guerra a lungo termine e la palla è nel campo degli Stati Uniti. Ho in mente un discorso tenuto lo scorso luglio dal presidente Vladimir Putin davanti alla Duma. Ha detto: «Oggi sentiamo che vogliono sconfiggerci sul campo di battaglia. Cosa posso dire ? Lasciamoli...