n questa nuova puntata di “Piazza Libertà”, facciamo il punto della situazione sullo scontro politico, diplomatico e militare tornando indietro fino al febbraio del 2014 perché la guerra affonda le sue radici molto prima del febbraio 2022. Cosa è successo davvero a seguito della cosiddetta “Euromaidan”?
Armando Manocchia ne discute con: Eliseo Bertolasi, analista geopolitico; Francesco Cosimato, generale; Giacomo Gabellini, ricercatore, Stefano Vernole e Stefano Orsi, analisti geopolitici.
ucraina
Si è concluso il 24 febbraio a Kiev, in occasione del secondo anniversario dell’aggressione russa contro l’Ucraina, il vertice dei G7. Si tratta della prima riunione dei Capi di Stato e di governo del forum, che quest’anno si radunerà in una serie di altri appuntamenti sotto la presidenza italiana. Il consesso di Kiev è terminato con una dichiarazione congiunta sull’impegno occidentale ad impedire che la Russia vinca la guerra. Inebriati dalla tracotante pretesa di rappresentare la totalità della comunità internazionale sul delicato tema del conflitto russo-ucraino, gli Stati G7 proclamano di voler affilare le spade, mentre Mosca ottiene successi strategici sul campo di battaglia e si organizza per un eventuale conflitto esteso con la NATO.
Dieci anni fa, le forze radicali di estrema destra presero il potere a Kiev, portando a termine quella che divenne nota come "Euromaidan": proteste pubbliche di tre mesi, sostenute dall'esterno dell'Ucraina, contro la decisione del presidente Yanukovich di rinviare la firma dell'accordo di associazione Ucraina-UE.
Gli obiettivi dell’offensiva dell’esercito ucraino nell’estate del 2023 e le dimensioni dei gruppi combattenti formati per portarla avanti sono in certo modo paragonabili a quanto l’esercito tedesco mise in campo per la sua Operazione Cittadella (Unternehmen Zitadelle, ndt) nel 1943. Questo ci dà i motivi per chiamare l’offensiva di Kiev nell’estate del 2023 Operazione Cittadella 2.0.
Considerando le sue conseguenze militari-politiche, il fallimento dell’Operazione Cittadella 2.0 ha significato non solo la sconfitta militare-strategica dell’esercito ucraino ma anche il crollo della blitzkrieg ibrida consolidata dell’Occidente.
Possiamo affermare con audacia che la cosiddetta controffensiva tentata dall’esercito ucraino nell’estate del 2023 è stato un evento contro il quale tutti gli altri sviluppi difficilmente avrebbero potuto attrarre così tanta attenzione. Non è sorprendente, perché questa controffensiva era di fondamentale importanza nello scontro tra Occidente e Russia poiché il suo esito ha in gran parte plasmato non solo la situazione nell’area dell’operazione militare speciale, Russia e Ucraina, ma anche le tendenze della situazione globale in cambiamento.
Pertanto, è del tutto naturale che tutti i principali media abbiano prestato molta attenzione ai fronti dell’operazione militare speciale, fornendo dettagli sulla situazione tattica nelle principali aree di prima linea. Tuttavia, le fonti aperte di informazione non hanno ancora offerto un’analisi operativo-strategica di questo evento chiave dell’anno scorso almeno a grandi linee. Questa analisi è forse disponibile nella letteratura classificata speciale, ma è inaccessibile al pubblico in generale. Ecco perché è necessaria una rassegna operativo-strategica degli eventi che si sono verificati nell’estate del 2023 nelle fonti di informazione aperte, poiché questo sforzo è vitale affinché la nostra gente comprenda la loro portata e importanza. Oltre all’aspetto operativo-strategico propriamente detto, dovremmo prestare attenzione alle implicazioni militari-politiche di questi sviluppi. È del tutto naturale che difficilmente possiamo fare un’analisi così dettagliata all’interno di un unico articolo e, pertanto, ci concentreremo sugli aspetti più importanti che mostrano la dimensione e l’importanza di questi eventi.
Forze d’attacco formidabili dell’esercito ucraino
Dovremmo dire innanzitutto che le azioni intraprese dall’esercito ucraino nell’estate dell’anno scorso non erano una controffensiva vera e propria. Si trattava di un’operazione offensiva strategica classica condotta dal raggruppamento dell’esercito ucraino.
Per questa operazione, il nemico ha creato un formidabile raggruppamento di forze, che contava quasi 160.000 uomini (110 battaglioni), 2.100 carri armati e altri veicoli corazzati, 960 cannoni d’artiglieria campale e 114 aeromobili. Tale quantità di artiglieria ha contribuito a creare una densità di fuoco fino a 10 cannoni per km di fronte nelle direzioni dell’attacco principale. I militari ucraini hanno allestito consistenti scorte di munizioni: oltre 500.000 proiettili da 155 mm, più di 150.000 proiettili di altri calibri, 560.000 colpi di mortaio e 50 missili da crociera di precisione a lungo raggio Storm Shadow. Questa densità di artiglieria dell’esercito ucraino e le scorte di munizioni gli hanno permesso di effettuare fino a 190 missioni di fuoco al giorno.
La cosiddetta riserva strategica creata con l’aiuto dell’assistenza occidentale costituiva la base di quel raggruppamento di forze e includeva 20 grandi unità di livello brigata che contavano 80.700 persone, di cui più di 60.000 avevano ricevuto istruzione nei centri...
In un’intervista di Sabrina Provenzani, il generale Marco Bertolini analizza con la sua consueta lucidità la recente caduta della città ucraina di Avdiivka e le conseguenze che potrebbe avere nel conflitto.
Da giorni si attendeva la notizia, le difese ucraine di Avdeevka finalmente iniziano a collassare, da est e da sud le forze di occupazione di Kiev si stanno ritirando dopo 10 anni in Avdeevka.
Non bastava la guerra in Ucraina tra Russia e NATO per tramite ucraino, ora il Medio Oriente ci mostra segnali chiari di un conflitto in arrivo e potenzialmente più pericoloso di quello attuale. In Corea il clima è torrido e questo non a causa del riscaldamento globale ma della tensione tra la Corea Democratica Popolare e quella occupata dagli USA. Buona visione e buon ascolto.
Con un decreto, il governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 l’autorizzazione all’invio di armi all’Ucraina senza passaggi parlamentari. In un contesto di crescente militarizzazione, la democrazia e la trasparenza sono sacrificate per interessi economici e strategici, mentre la popolazione rimane in larga parte ignara di questa deriva neo-autoritaria.
Le voci che confermano che la tanto propagandata controffensiva ucraina dell’estate scorsa sia fallita si moltiplicano, e così non potrebbe essere visti gli esigui, quasi inesistenti, risultati ottenuti sul campo. Alle voci critiche in patria ucraina si aggiunge anche quella del segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina, Alexei Danilov che ha ammesso che la controffensiva di maggio è fallita nei suoi obiettivi.
di Stefano Orsi I bombardamenti russi con i droni preparano attacchi futuri con i Cruise. I Leopard 1A5 sono arrivati al fronte ed il primo di questi salta in aria, attendiamo gli Abrams…