Lo scorso luglio, il pubblico ministero Alessandro Gobbis ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario plurimo aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà a carico di alcuni italiani che, secondo l’accusa, avrebbero aperto il fuoco per divertimento sui civili bosniaci tra il 1993 e il 1995.
Il Contesto – Giacomo Gabellini
Nei giorni scorsi, il presidente Zelensky ha richiesto al suo omologo Trump la fornitura di «sistemi d’arma aggiuntivi che spingano il presidente russo Putin ad avviare colloqui di pace, forse senza che l’Ucraina debba nemmeno utilizzarli». Una fonte ucraina ha confidato ad «Axios» che si trattava dei missili guidati a lungo raggio Tomahawk, di cui il vicepresidente Vance ha annunciato la possibile, imminente consegna a Kiev al fine di «svegliare i russi».
a cura di Giacomo Gabellini – Il Contesto Il 3 aprile, il generale Michael Langley, a capo dell’Us Africa Command (Africom), ha testimoniato dinnanzi alla Commissione Forze Armate del Senato statunitense. Nel corso della relazione, Langley ha qualificato esplicitamente Ibrahim Traoré, capitano delle forze armate del Burkina Faso salito al potere nel 2022 grazie a un colpo di Stato, come nemico degli interessi statunitensi.
Giacomo Gabellini intervista Giulio Chinappi per il canale “Il Contesto”. Al centro del dialogo la reazione della Cina e degli altri paesi asiatici ai dazi branditi dal presidente statunitense Donald Trump.
Il Cumhuriyet Halk Partisi (Chp), principale forza d’opposizione in Turchia, ha recentemente avviato una campagna di raccolta firme per richiedere elezioni presidenziali anticipate e la liberazione del suo candidato, Ekrem Imamoğlu, ex sindaco di Istanbul arrestato giorni addietro con accuse di corruzione.
Lo scorso 8 gennaio, il Brasile, detentore della presidenza di turno dei Brics+, ha annunciato l’ammissione nel raggruppamento dell’Indonesia, quarto Paese più popoloso al mondo, sede dell’Asean e principale economia del Sud-est asiatico ricca di materie prime di rilevanza critica.
Mentre Trump riafferma l’intenzione di annettere agli Stati Uniti i territori di Canada, Panama e Groenlandia, non escludendo il ricorso a mezzi coercitivi di natura politica ed economica per conseguire l’obiettivo, Elon Musk si spende in una serie di ingerenze negli affari interni ai singoli Paesi europei suscitando lo sdegno di Macron, scagliatosi contro le interferenze della cosiddetta “internazionale reazionaria”.
Lo scorso 21 novembre, in risposta agli attacchi condotti contro il territorio russo con missili Atacms e Scalp/Storm Shadow, Mosca ha disposto l’intensificazione degli attacchi contro l’Ucraina e il lancio contro un impianto produttivo di Dnipro di un Orešnik, un missile balistico ipersonico a raggio intermedio e testata multipla di cui nessuno in Occidente conosceva l’esistenza. Sebbene vi fossero state installate cariche inerti, il vettore è progettato per trasportare soprattutto testate nucleari.
A pochi giorni di distanza dall’assassinio del segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah, Yahya Sinwar, uno dei vertici di Hamas considerato la “mente” dell’Operazione al-Aqsa Flood, è stato ucciso durante scontri tra l’Israeli Defense Force e le formazioni palestinesi. L’ex ministro della Difesa Benny Gantz si è congratulato con i soldati dell’Idf su Twitter/X, aggiungendo che «si tratta di un risultato importante con un messaggio chiaro: perseguiremo i nostri nemici fino alla fine, sempre e ovunque. Il cerchio si chiude, ma la missione non è finita.
“Le Linee rosse di Mosca” | Stefano Vernole (CeSE-M) interviene a “Il Contesto” di Giacomo Gabellini
L’esercito russo sta avanzando rapidamente nel Donbass, accingendosi ad accerchiare il cruciale caposaldo di Pokrovsk e proseguendo l’opera di erosione delle linee di difesa ucraine lungo gran parte del fronte. "Le linee rosse di Mosca", con Stefano Vernole - Vicepresidente del CeSEM.