6 Settembre 2026

nucleare

Gli attacchi deliberati contro impianti nucleari civili posti sotto salvaguardie AIEA violano il diritto internazionale, minano il compromesso del TNP e normalizzano doppi standard strutturali; l’articolo, disponibile in italiano e in inglese, analizza implicazioni giuridiche e strategiche e propone strumenti per ripristinare disciplina, sicurezza e credibilità del regime.
di Ugo Spe’zia SpecialEurasia published the fourth report of our project “Geopolitics of Nuclear Energy in Eurasia” titled “Sviluppi della tecnologia elettronucleare” in partnership with ASRIE Analytica and CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo. Abstract La produzione elettronucleare si è sviluppata nei paesi industriali dalla metà degli anni Cinquanta ad oggi attraverso la progressiva evoluzione delle tecnologie, che puntano oggi alla realizzazione dei reattori della “IV generazione”. Il nucleare contribuisce in maniera significativa alla copertura del fabbisogno elettrico in 33 paesi. La quota nucleare è pari al 20% negli USA, al 21% in Russia e al 26,4% nell’Unione Europea (dove è la prima fonte di produzione elettrica dopo il carbone), con punte del 71% in Francia, del 53% in Slovacchia, del 48% in Ungheria e quote del 30-40% in Bulgaria, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Finlandia, Svezia e Spagna. Le previsioni di sviluppo a medio-lungo termine sono piuttosto incerte. Tuttavia, i vantaggi di tipo strategico ed economico, l’ampia disponibilità di combustibile nucleare e i programmi varati in molti paesi inducono a prevedere che il nucleare resterà anche in futuro una delle principali fonti per la produzione elettrica. Nuclear power production has developed in industrial countries since the mid-1950s through the progressive evolution of technologies, which today aim at the “IV generation” rectors. Nuclear power contributes significantly to covering electricity needs in 33 countries. The nuclear share is 20% in the USA, 21% in Russia and 26.4% in the European Union, with peaks of 71% in France, 53% in Slovakia, 48% in Hungary and shares ranging between 30 and 40% in Bulgaria, Belgium, Slovenia, the Czech Republic, Finland, Sweden and Spain. Medium to long-term development forecasts are rather uncertain. However, the strategic and economic advantages, the wide availability of nuclear fuel and the programs launched in many countries lead to predict that nuclear power will remain one of the main electricity generation technologies in the future too. La tecnologia elettronucleare La produzione di energia elettrica da fonte nucleare2 iniziò il 27 giugno 1954 nell’Unione Sovietica con l’entrata in funzione della centrale di Obninsk (Russia) equipaggiata con un reattore LWGR3 ed avente una potenza di 5 MWe4. Due anni dopo, nell’ottobre 1956, entrò in esercizio a Sellafield (Cumbria, Regno Unito) la centrale nucleare di Calder Hall, equipaggiata con un reattore di tipo GCR5 ed avente una potenza di 50 MWe. La terza centrale elettronucleare ad entrare in funzione fu nel dicembre 1957 la centrale di Shipingport (Pennsylvania, USA) equipaggiata con un reattore di tipo PWR6 avente una potenza di 60 MWe derivato da quelli sviluppati per la propulsione navale. Lo sviluppo delle centrali nucleari per usi civili Nei paesi ad economia di mercato fu promosso dall’iniziativa Atoms for Peace avviata dal presidente USA Dwight D. Eisenhower con uno storico discorso pronunciato l’8 dicembre 1953 davanti all’Assemblea generale dell’ONU, nel quale egli annunciò l’apertura (disclosure) delle tecnologie nucleari ai paesi alleati chiedendo contemporaneamente l’istituzione di un’Agenzia internazionale incaricata di promuovere e verificare gli usi pacifici delle tecnologie trasferite7. All’iniziativa di Eisenhower fece seguito l’istituzione il 29 luglio...
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di Ivelina Dimitrova SpecialEurasia published the second report of our project “Geopolitics of Nuclear Energy in Eurasia” titled “How could the nuclear energy impact the oil and gas market in the Middle East?” in partnership with ASRIE Analytica and CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo. Abstract Nuclear power is slowly but massively entering the Middle East region as more and more countries that can afford to implement it financially choose to build nuclear power capacity. Nuclear energy is the only way to balance their energy systems and to guarantee sufficient supplies that can satisfy the rapidly growing energy needs of all the countries from the region. Nuclear energy is safe, clean, and constant, making it an ideal balancing source in the energy mixes, especially if there is a considerable percentage obtained from renewables as they are not always a constant and predictable energy source. At the same time, nuclear energy brings technical progress and creates highly skilled jobs. However, due to increased energy demands worldwide, the oil and gas market in the region will continue to operate, and fossil fuels, in short and middle-term perspectives, will continue to be obtained, exported, and consumed. Economic profitability is the decisive factor for this, as well as the international climate legislation and to what extent the countries from the region will apply and observe it.
Il report dal titolo “La diplomazia del nucleare russo nello spazio post-sovietico” è la prima ricerca del progetto congiunto che il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo ha avviato insieme ad ASRIE Analytica, SpecialEurasia e Opinio Juris. Pubblicato il primo report dal titolo “La diplomazia del nucleare russo nello spazio post-Sovietico” facente parte del progetto “Geopolitics of Nuclear Energy in Eurasia” avviato da SpecialEurasia in partnership con ASRIE Analytica, il CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Opinio Juris – Law & Politics Review. Autore: Mattia Baldoni Abstract Il settore dell’energia nucleare sta diventando sempre più importante per la Russia, sia sul piano domestico che internazionale. Da un lato, il Cremlino sostiene fermamente ricerca e sviluppo in questo ambito, puntando a rinnovare la propria flotta di reattori e a implementare nuove tecnologie. Le strategie energetiche nazionali sul medio termine e le politiche climatiche di Mosca pongono l’accetto sul contributo essenziale che l’atomo può dare nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi e particolarmente complessi per un Paese fortemente dipendente dal mercato degli idrocarburi. Dall’altro lato, il nucleare si conferma uno strumento di influenza internazionale, capace di attirare fondi e investimenti per nuove infrastrutture e progetti di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. In questa dinamica, la compagnia statale russa Rosatom si fa alfiere della tecnologia nucleare russa nel mondo, sostenendo una politica aziendale decisamente espansiva e supportata a sua volta dal Cremlino. Come in molti altri settori, anche nel nucleare l’Eurasia va a costituire uno spazio privilegiato per gli interessi strategici di Mosca. L’industria nucleare russa predomina tecnologicamente e finanziariamente in molti stati post-sovietici che, eccetto alcune eccezioni, accolgono di buon grado investimenti e progetti che collimino con i propri piani di sviluppo, spesso includenti l’atomo come fonte di energia utile a stabilizzare le forniture e a garantire una maggiore sicurezza energetica nazionale. Contratti a lungo termine, finanziamenti ed export di know-how e competenze diventano così strumenti di soft power che consentono al Cremlino di rafforzare legami già esistenti in Eurasia, o crearne di nuovi nel resto del mondo.
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Articolo originale: Instituto de Polìtica Internacional, “Energia nuclear para el futuro”, 14 novembre 2020 https://politicainternacional.com.mx/2020/11/14/energia-nuclear-para-el-futuro/ Il lavoro dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (IAEA) è legato a molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati lo scorso anno dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; tre di questi obiettivi in particolare evidenziano il contributo dell’energia nucleare agli scenari energetici del futuro: l’obiettivo 7: ‘accesso a un’energia pulita e sostenibile’, che concentra gli sforzi sul raggiungimento di uno sviluppo compatibile sia con l’aumento della popolazione mondiale che con la crescita della domanda energetica; l’ obiettivo 9: ‘industria, innovazione e infrastrutture’, che richiede un ampio accesso all’energia; l’obiettivo 13: ‘azione per il clima’, che fissa gli obiettivi per un’energia pulita e rispettosa dell’ambiente. L’energia nucleare copre circa l’11% della fornitura elettrica mondiale grazie a 450 reattori nucleari in funzione in 30 Paesi. Secondo le nostre proiezioni, per i decenni a venire, l’energia nucleare continuerà a svolgere un ruolo chiave nella rete energetica globale. Mentre l’uso dell’energia nucleare è in aumento, il suo peso su scala mondiale si sta riducendo e la sua competitività è in discussione. Sebbene le centrali nucleari richiedano un consistente investimento iniziale, possono comunque essere considerate competitive se si tiene conto del costo di produzione dell’elettricità per tutto il loro ciclo di vita. La competitività di qualsiasi opzione energetica è da contestualizzarsi con il Paese preso in esame dipendendo da molti fattori quali, ad esempio, le risorse naturali disponibili. Un numero crescente di Stati membri dell’IAEA, molti dei quali preoccupati per il cambiamento climatico e la necessità di rafforzare il proprio approvvigionamento energetico, sta considerando di incorporare l’energia nucleare nei propri sistemi di produzione energetica o di espanderne l’uso. L’IAEA promuove lo sviluppo sostenibile dell’energia nucleare, appoggiando programmi nuovi o già esistenti in tutto il mondo, e lo sviluppo di nuove tecnologie nel campo. Aiutiamo inoltre gli Stati membri a sviluppare capacità a livello locale in materia di pianificazione e analisi energetica, di conoscenza del nucleare e nella gestione delle informazioni, gettando le basi per la sicurezza tecnologica e fisica. L’innovazione, i progressi tecnologici e nuovi modelli economici possono creare le condizioni per un aumento del contributo dell’energia nucleare alla rete energetica globale e allo sviluppo sostenibile. I nuovi progetti di reattori nucleari hanno visto miglioramenti nelle caratteristiche di sicurezza e possono funzionare in modo più efficiente generando meno prodotti di scarto o addirittura consumandoli all’interno del ciclo produttivo. Anche i progressi nel ciclo del combustibile nucleare contribuiscono alla riduzione dei rifiuti rendendo l’energia nucleare più sostenibile. Finanziamenti creativi e accordi economici tra i governi ed il settore privato contribuiscono allo sviluppo tecnologico e aiutano a gestire meglio i grandi investimenti necessari per le infrastrutture nucleari. Se consideriamo le emissioni durante l’intera vita utile del processo di generazione di elettricità attraverso diverse opzioni energetiche, l’energia nucleare, insieme all’energia idroelettrica e all’eolico, produce elettricità senza generare emissioni di anidride carbonica (CO2) e risulta fra le meno impattanti in termini di produzione di gas serra. Considerando il ciclo di vita totale di un impianto nucleare...