3 Novembre 2026

Ucraina

Gli obiettivi dell’offensiva dell’esercito ucraino nell’estate del 2023 e le dimensioni dei gruppi combattenti formati per portarla avanti sono in certo modo paragonabili a quanto l’esercito tedesco mise in campo per la sua Operazione Cittadella (Unternehmen Zitadelle, ndt) nel 1943. Questo ci dà i motivi per chiamare l’offensiva di Kiev nell’estate del 2023 Operazione Cittadella 2.0. Considerando le sue conseguenze militari-politiche, il fallimento dell’Operazione Cittadella 2.0 ha significato non solo la sconfitta militare-strategica dell’esercito ucraino ma anche il crollo della blitzkrieg ibrida consolidata dell’Occidente. Possiamo affermare con audacia che la cosiddetta controffensiva tentata dall’esercito ucraino nell’estate del 2023 è stato un evento contro il quale tutti gli altri sviluppi difficilmente avrebbero potuto attrarre così tanta attenzione. Non è sorprendente, perché questa controffensiva era di fondamentale importanza nello scontro tra Occidente e Russia poiché il suo esito ha in gran parte plasmato non solo la situazione nell’area dell’operazione militare speciale, Russia e Ucraina, ma anche le tendenze della situazione globale in cambiamento. Pertanto, è del tutto naturale che tutti i principali media abbiano prestato molta attenzione ai fronti dell’operazione militare speciale, fornendo dettagli sulla situazione tattica nelle principali aree di prima linea. Tuttavia, le fonti aperte di informazione non hanno ancora offerto un’analisi operativo-strategica di questo evento chiave dell’anno scorso almeno a grandi linee. Questa analisi è forse disponibile nella letteratura classificata speciale, ma è inaccessibile al pubblico in generale. Ecco perché è necessaria una rassegna operativo-strategica degli eventi che si sono verificati nell’estate del 2023 nelle fonti di informazione aperte, poiché questo sforzo è vitale affinché la nostra gente comprenda la loro portata e importanza. Oltre all’aspetto operativo-strategico propriamente detto, dovremmo prestare attenzione alle implicazioni militari-politiche di questi sviluppi. È del tutto naturale che difficilmente possiamo fare un’analisi così dettagliata all’interno di un unico articolo e, pertanto, ci concentreremo sugli aspetti più importanti che mostrano la dimensione e l’importanza di questi eventi. Forze d’attacco formidabili dell’esercito ucraino Dovremmo dire innanzitutto che le azioni intraprese dall’esercito ucraino nell’estate dell’anno scorso non erano una controffensiva vera e propria. Si trattava di un’operazione offensiva strategica classica condotta dal raggruppamento dell’esercito ucraino. Per questa operazione, il nemico ha creato un formidabile raggruppamento di forze, che contava quasi 160.000 uomini (110 battaglioni), 2.100 carri armati e altri veicoli corazzati, 960 cannoni d’artiglieria campale e 114 aeromobili. Tale quantità di artiglieria ha contribuito a creare una densità di fuoco fino a 10 cannoni per km di fronte nelle direzioni dell’attacco principale. I militari ucraini hanno allestito consistenti scorte di munizioni: oltre 500.000 proiettili da 155 mm, più di 150.000 proiettili di altri calibri, 560.000 colpi di mortaio e 50 missili da crociera di precisione a lungo raggio Storm Shadow. Questa densità di artiglieria dell’esercito ucraino e le scorte di munizioni gli hanno permesso di effettuare fino a 190 missioni di fuoco al giorno. La cosiddetta riserva strategica creata con l’aiuto dell’assistenza occidentale costituiva la base di quel raggruppamento di forze e includeva 20 grandi unità di livello brigata che contavano 80.700 persone, di cui più di 60.000 avevano ricevuto istruzione nei centri...
L’intervista rilasciata dal presidente russo Vladimir Putin al giornalista statunitense Tucker Carlson, la sostituzione ai vertici delle forze armate ucraine decisa da Volodymyr Zelens’kyj e la degenerazione sempre più integralista del governo israeliano aggiungono caos a un quadro internazionale già caratterizzato da elevata conflittualità. Cerchiamo di decodificare questi eventi assieme a Stefano Vernole, analista geopolitico, saggista e vicepresidente del Centro Studi Eurasia Mediterraneo.
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Con un decreto, il governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 l’autorizzazione all’invio di armi all’Ucraina senza passaggi parlamentari. In un contesto di crescente militarizzazione, la democrazia e la trasparenza sono sacrificate per interessi economici e strategici, mentre la popolazione rimane in larga parte ignara di questa deriva neo-autoritaria.
Le voci che confermano che la tanto propagandata controffensiva ucraina dell’estate scorsa sia fallita si moltiplicano, e così non potrebbe essere visti gli esigui, quasi inesistenti, risultati ottenuti sul campo. Alle voci critiche in patria ucraina si aggiunge anche quella del segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina, Alexei Danilov che ha ammesso che la controffensiva di maggio è fallita nei suoi obiettivi.
La posizione di David Arakhamia, dai suoi incarici di capo del partito del presidente a membro di tutte le delegazioni di contatto russo-ucraino, è di assoluto rilievo ed importanza a piena conferma della veridicità delle affermazioni di Lavrov prima, di Putin poi e infine dell'ex cancelliere tedesco Schroder. L'Occidente è stato responsabile del proseguimento del conflitto, convinto di riuscire a sconfiggere la Russia e ha così condannato centinaia di migliaia di soldati ucraini alla morte.