7 Agosto 2026
lucid-origin_A_conceptual_editorial_illustration_in_a_contemporary_folded_paper_art_style_pap-0
L'economia occidentale negli ultimi quattro decenni ha subito dei cambiamenti profondi, se in passato la ricchezza veniva creata dalla produzione oggi invece la prosperità apparente è decretata dai mercati finanziari.

di Dario Tagliamacco

L’economia occidentale negli ultimi quattro decenni ha subito dei cambiamenti profondi, se in passato la ricchezza veniva creata dalla produzione oggi invece la prosperità apparente è decretata dai mercati finanziari.

Nel ventesimo secolo la ricchezza di una nazione era basata prevalentemente sulla capacità produttiva, sull’industria, sul settore energetico e sulle manifatture. Oggi invece fondi pensione, borse valori, fondi d’investimento e mercati azionari sono divenuti il centro del sistema economico occidentale. Dopo decenni di deindustrializzazione è ormai abbastanza evidente che la finanza non è più uno strumento al servizio dell’economia reale ma è divenuta l’economia stessa.

La finanza ha dato vita a un universo autoreferenziale che in molti casi è completamente scollegato dalla realtà, infatti in contesti di stagnazione economica, bassa crescita e disuguaglianze crescenti le borse mondiali registrano dei record storici. Le aziende registrano crescite che vanno oltre i dati reali mentre nelle banche centrali vengono immesse liquidità che sostengono un sistema artificialmente il quale altrimenti mostrerebbe le proprie fragilità. Sono molti gli analisti che parlano di “mondo parallelo della finanza”, un sistema che genera ricchezza nominale per pochi e che si costruisce su fondamenta molto deboli.

Oggi i mercati finanziari operano in modo indipendente rispetto all’economia reale, le valutazioni delle azioni non rispecchiano la produttività, gli stipendi o la crescita reale di uno Stato. Non è un caso che mentre i mercati finanziari crescono si verificano recessioni, crisi economiche e stagnazioni industriali.

La finanziarizzazione dell’economia ha portato alla crescita esponenziale degli strumenti finanziari derivati, delle speculazioni e delle strategie di trading algoritmico. Inoltre il ruolo delle banche centrali è diventato fondamentale nel sostegno dei mercati attraverso politiche monetarie espansive e acquisto di asset, termine che nel trading finanziario si riferisce a tutto quello che viene scambiato nel mercato come azioni, bond, valute o materie prime.

Banche come la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, e la Banca del Giappone negli ultimi anni hanno assunto il ruolo di protagonisti nel mantenimento degli equilibri dei mercati finanziari, utilizzando strumenti come il quantitative easing, politica monetaria non convenzionale utilizzata dalle banche centrali per stimolare l’economia, aumentando l’offerta di moneta attraverso l’acquisto di titoli finanziari, i tassi di interesse vicini allo zero e operazioni di rifinanziamento che hanno collocato immense quantità di liquidità nel sistema.

Dagli anni Ottanta in avanti con la liberalizzazione dei movimenti di capitale, la deregolamentazione delle banche e la globalizzazione, i profitti derivanti dalle attività finanziarie hanno cominciato ad essere più alti dei proventi della produzione industriale.  Molte aziende occidentali hanno gradualmente cambiato i propri obiettivi dalla produzione all’ottimizzazione finanziaria. Quindi, nell’epoca contemporanea lo scopo di una grande azienda non è più solamente produrre beni o servizi ma garantire i dividendi agli investitori.

La conseguenza di queste azioni è che una parte sempre più consistente delle risorse economiche viene destinata ai mercati finanziari rispetto agli investimenti nelle produzioni. La grande liquidità immessa dalle banche centrali non si è tradotta in una crescita dell’economia reale poiché la maggior parte è confluita nella finanza facendo crescere gli asset e alimentando bolle speculative.

La finanziarizzazione del sistema economico crea ricchezza che non corrisponde a un aumento reale del valore economico, infatti quando le borse registrano una  crescita, il valore delle azioni aumenta generando profitti per investitori e banche, però tale ricchezza è fittizia poiché basata su aspettative, liquidità e dinamiche speculative che non sono collegate alla crescita reale.

Questo fenomeno si manifesta in molti casi nelle grandi aziende tecnologiche che raggiungono livelli di valutazione estremamente elevati rispetto ai profitti effettivi. Tutto il sistema finanziario comunque lavora su logiche di espansione permanente dei valori senza avere collegamenti con la realtà economica del mondo reale.

Tale dinamica ha degli effetti sulla redistribuzione della ricchezza, i benefici della crescita finanziaria si concentrano nelle mani di pochi attori mentre la maggioranza delle popolazioni è totalmente esclusa da questi guadagni, tutto questo contribuisce all’aumento delle disuguaglianze e alla fragilità della società.

La separazione tra capitalismo finanziario e capitalismo industriale ha determinato un’imponente concentrazione di potere da parte del mercato finanziario statunitense dominato dai grandi fondi, Vanguard, BlackRock e State Street. Gli investimenti di questi fondi stanno gonfiando il valore delle azioni delle Big Tech oltre i profitti reali che potranno conseguire in termini di fatturato e utili.

Un sistema basato su liquidità abbondante, debito crescente che negli ultimi anni ha raggiunto livelli che non hanno precedenti e il cui aumento è strettamente collegato alla creazione di moneta da parte delle banche e al funzionamento del sistema finanziario, e valutazioni elevate è instabile a livello intrinseco. Eventi eccezionali, cambi delle politiche monetarie e crisi economiche possono creare correzioni repentine e violente dei mercati finanziari.

Le guerre che oggi si svolgono in aree strategiche del pianeta, come il Medio Oriente, le quali sono fondamentali per la produzione delle principali fonti di energia come petrolio e gas, indispensabili per lo sviluppo delle nuove tecnologie, stanno causando inflazione alta, recessioni economiche, disoccupazione e stanno facendo esplodere la bolla speculativa delle borse determinando la distruzione della ricchezza reale.

Il benessere dei popoli non può essere fondato sulle speculazioni dei mercati finanziari ma deve basarsi, come è stato in passato, sulla capacità dell’industria e dell’agricoltura di rafforzare le proprie attività in funzione di una crescita vera e costante nel tempo dell’economia reale.

Iscriviti alla nostra Newsletter
Enter your email to receive a weekly round-up of our best posts. Learn more!
icon