16 Giugno 2026
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Il Mar Cinese Meridionale è considerato da tempo uno degli spazi geostrategici più importanti dell'Asia-Pacifico. Con una superficie di circa 3,5 milioni di chilometri quadrati, questa area marina si estende dalla costa del Vietnam fino alle isole di Luzon, Palawan e Borneo, connettendosi direttamente a numerose e cruciali rotte marittime internazionali. Oltre a svolgere un ruolo centrale nel commercio regionale, il Mar Cinese Meridionale è stimato come uno dei cinque bacini petroliferi e di gas più grandi al mondo, custode di enormi risorse di idrocarburi, risorse ittiche ed energie rinnovabili dall'altissimo valore economico.

di Trần Anh Công

Il Mar Cinese Meridionale è considerato da tempo uno degli spazi geostrategici più importanti dell’Asia-Pacifico. Con una superficie di circa 3,5 milioni di chilometri quadrati, questa area marina si estende dalla costa del Vietnam fino alle isole di Luzon, Palawan e Borneo, connettendosi direttamente a numerose e cruciali rotte marittime internazionali. Oltre a svolgere un ruolo centrale nel commercio regionale, il Mar Cinese Meridionale è stimato come uno dei cinque bacini petroliferi e di gas più grandi al mondo, custode di enormi risorse di idrocarburi, risorse ittiche ed energie rinnovabili dall’altissimo valore economico.

Per il Vietnam, il mare riveste un’importanza particolare nella strategia di sviluppo economico, nella sicurezza energetica e nel rafforzamento di un ambiente di pace regionale. Le acque territoriali e la piattaforma continentale del Vietnam si estendono per oltre 1 milione di chilometri quadrati, di cui circa 500.000 chilometri quadrati sono considerati promettenti per le risorse petrolifere e di gas. Oltre al valore economico, la cooperazione nello sfruttamento delle risorse nel Mar Cinese Meridionale è vista dal Vietnam come uno strumento per rafforzare la fiducia politica, promuovere la cooperazione regionale e mantenere la stabilità sulla base del diritto internazionale.

Nel contesto di una crescente domanda energetica globale, unita alla necessità di transizione verso un modello di sviluppo verde e sostenibile, il Vietnam sta promuovendo una strategia di cooperazione multilaterale nello sfruttamento delle risorse marine. Questa strategia non si concentra solo sul petrolio e sul gas tradizionali, ma si estende anche alla pesca sostenibile, all’eolico offshore, all’energia del moto ondoso e ai meccanismi di governance delle risorse marine in conformità con gli standard internazionali. In questo modo, il Vietnam mira a trasformare il Mar Cinese Meridionale in una regione di cooperazione, sviluppo e condivisione di benefici a lungo termine.

Il potenziale delle risorse nel Mar Cinese Meridionale: riserve di idrocarburi e vantaggi geografici strategici

Il Mar Cinese Meridionale è stimato come una delle aree a più alto potenziale di petrolio e gas al mondo. Secondo i rapporti della Banca Mondiale (WB), la regione custodisce circa 900.000 miliardi di piedi cubi di gas naturale e circa 7 miliardi di barili di petrolio, con una capacità produttiva di 2,5 milioni di barili al giorno. Al contempo, l’Istituto Geologico degli Stati Uniti (USGS) stima che le riserve non ancora sfruttate di petrolio e gas naturale nel Mar Cinese Meridionale si attestino tra i 5 e i 22 miliardi di barili di greggio e tra i 2.000 e gli 8.200 miliardi di metri cubi di gas naturale. Queste cifre dimostrano che il Mar Cinese Meridionale non è solo una rotta commerciale strategica, ma rappresenta anche un hub energetico di rilevanza globale.

Il Vietnam è uno dei Paesi che godono dei maggiori vantaggi nello sfruttamento delle risorse marine in questa regione. Gli studi geologici hanno identificato numerosi bacini sedimentari ad alto potenziale di petrolio e gas, tra cui Cuu Long, Nam Con Son, Tu Chinh, la piattaforma continentale al di fuori del Golfo del Tonchino e l’area marina del Vietnam centrale. Tra questi, i bacini di Cuu Long e Nam Con Son sono stimati come le due aree con le condizioni di sfruttamento più favorevoli. Secondo le statistiche pubblicate, le riserve di petrolio e gas al largo del Vietnam meridionale potrebbero rappresentare circa il 25% delle riserve petrolifere totali sotto il fondale del Mar Cinese Meridionale, con una capacità di estrazione stimata tra i 30.000 e i 40.000 barili al giorno e una produzione di circa 20 milioni di tonnellate all’anno.

Oltre al petrolio e al gas tradizionali, il Mar Cinese Meridionale custodisce fonti energetiche del futuro, tra cui spiccano gli idrati di gas, noti anche come ‘ghiaccio combustibile’. Questa risorsa, individuata nell’area degli arcipelaghi di Hoang Sa e Truong Sa, è stimata avere il potenziale per diventare una fonte di energia alternativa agli idrocarburi tradizionali nel prossimo futuro. Nel contesto della transizione globale verso forme di energia a minori emissioni, gli idrati di gas potrebbero configurarsi come uno degli elementi chiave per garantire la sicurezza energetica a lungo termine della regione.

Oltre agli idrocarburi, anche le risorse biologiche marine nel Mar Cinese Meridionale possiedono un grande valore economico. Secondo i dati pubblicati nel 2020, le riserve ittiche nelle acque del Vietnam raggiungono circa 8,4 milioni di tonnellate, con una capacità di cattura sostenibile stimata tra i 2,5 e i 3 milioni di tonnellate all’anno. Questa risorsa ittica svolge un ruolo cruciale per il sostentamento di milioni di pescatori e per il settore delle esportazioni di prodotti ittici del Vietnam. Tuttavia, la pressione dovuta al sovrasfruttamento della pesca, i cambiamenti climatici e l’inquinamento dell’ambiente marino impongono l’urgente necessità di una gestione sostenibile delle risorse biologiche marine.

Un altro settore che sta emergendo con forza è quello delle energie rinnovabili offshore. Grazie alla sua lunga linea costiera e a condizioni eoliche favorevoli, il Vietnam è stimato avere un potenziale enorme nell’eolico offshore e nell’energia del moto ondoso. Numerosi progetti su vasta scala sono stati promossi negli ultimi anni, aprendo la strada alla transizione dallo sfruttamento dei combustibili fossili verso un modello di economia blu. Ciò si allinea pienamente con la tendenza allo sviluppo sostenibile e con gli impegni del Vietnam per la riduzione delle emissioni, in un contesto globale che sta accelerando il processo di transizione energetica.

Nel complesso, il Mar Cinese Meridionale non è soltanto uno spazio di competizione strategica, ma rappresenta anche un’area ricca di risorse in grado di generare una spinta alla crescita per numerosi Paesi costieri. Per il Vietnam, l’efficace sfruttamento di queste risorse deve essere strettamente legato alla cooperazione internazionale, alla protezione dell’ambiente marino e al rispetto del diritto internazionale, al fine di mantenere la pace e la stabilità a lungo termine.

Piattaforma petrolifera nelle acque del Vietnam. (Foto: Tien Phong)

La realtà della cooperazione multilaterale nel Mar Cinese Meridionale: transizione verso lo sfruttamento sostenibile e la governance secondo il diritto internazionale.

Nel corso degli anni, il Vietnam ha promosso una rete di cooperazione multilaterale e bilaterale al fine di sfruttare efficacemente le risorse del Mar Cinese Meridionale, riducendo al contempo le tensioni nella regione. Uno dei modelli di cooperazione più significativi è l’area di sfruttamento congiunto tra PetroVietnam e la compagnia petrolifera nazionale malese (Petronas). L’accordo tra le due parti è stato attuato a partire del 1997 nella zona di sovrapposizione tra il Vietnam e la Malesia, diventando un esempio emblematico di cooperazione per lo sviluppo congiunto all’interno della regione ASEAN.

Oltre alla cooperazione con la Malesia, il Vietnam partecipa alle iniziative di interconnessione energetica regionale attraverso il Sottocomitato del Consiglio del Petrolio dell’ASEAN (ASCOPE). I progetti di gasdotti che collegano il Vietnam e la Malesia tramite la condotta PM3, così come le reti di gasdotti tra Thailandia-Myanmar, Singapore-Indonesia e Singapore-Malesia, testimoniano la tendenza verso la formazione di una rete energetica regionale sempre più integrata. Queste iniziative contribuiscono a rafforzare la sicurezza energetica e a promuovere l’integrazione economica all’interno dell’ASEAN.

A livello globale, il Vietnam ha istituito numerose joint venture e progetti di cooperazione petrolifera con i principali partner internazionali. La joint venture Vietsovpetro tra il Vietnam e la Federazione Russa, fondata nel 1981, svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della moderna industria petrolifera e del gas in Vietnam. Attraverso il processo di cooperazione con la Russia, il Vietnam ha sviluppato passo dopo passo il proprio sistema di estrazione, la raffinazione petrolchimica e le relative industrie sussidiarie.

Il Primo Ministro Pham Minh Chinh ha visitato e tenuto una sessione di lavoro presso la società Zarubezhneft, il principale partner del Vietnam nel settore petrolifero e del gas. (Foto: VGP)

Inoltre, il progetto Ca Voi Xanh (Balena Blu) con il gruppo statunitense ExxonMobil è considerato uno dei maggiori progetti petroliferi e del gas all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) del Vietnam. Al contempo, il gruppo britannico SOCO International ha investito circa 1 miliardo di dollari nel settore petrolifero in Vietnam in oltre vent’anni, contribuendo con miliardi di dollari al bilancio dello Stato. Questi progetti riflettono la tendenza all’internazionalizzazione delle attività di sfruttamento delle risorse marine del Vietnam sulla base di una cooperazione di mutuo beneficio.

Un’altra pietra miliare degna di nota è l’‘Accordo tripartito per l’indagine sismica marina congiunta’, firmato nel 2005 tra PetroVietnam, la compagnia petrolifera nazionale delle Filippine (PNOC) e la China National Offshore Oil Corporation (CNOOC). L’accordo sottolinea l’impegno nell’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS 1982) e della Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar Cinese Meridionale (DOC), riflettendo al contempo gli sforzi per trasformare il Mar Cinese Meridionale in un’area di pace, cooperazione e sviluppo.

Oltre a focalizzarsi sul petrolio e sul gas, il Vietnam ha ampliato la cooperazione internazionale nel settore della pesca sostenibile. Il Paese ha siglato numerosi accordi sulla pesca con gli Stati vicini, tra cui Cina, Thailandia, Malesia e Cambogia, al fine di gestire le risorse ittiche nelle aree marine di sovrapposizione. Al contempo, il Vietnam collabora con l’Indonesia nel contrasto alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN).

Nel campo della tecnologia per la maricoltura, la Norvegia e la Francia sono due partner fondamentali per il Vietnam. La Lettera d’intenti per la cooperazione tra il Vietnam e la Norvegia, firmata nel 2021, si concentra sullo sviluppo della maricoltura sostenibile, sulla condivisione di esperienze in materia di tecnologie verdi, sulla governance pubblica e sulla formazione delle risorse umane. Nel frattempo, la Francia sostiene il Vietnam nella costruzione del Sistema Informativo Geografico Nazionale per l’Acquacoltura (NAGIS), contribuendo alla modernizzazione della gestione del settore ittico.

Anche la tendenza alla transizione verso l’energia verde offshore sta ricevendo un forte impulso. Il progetto eolico La Gan, sviluppato congiuntamente da Copenhagen Infrastructure Partners (Danimarca), Novasia Energy e Asia Petro, ha una capacità stimata di circa 3,5 GW e un investimento complessivo di circa 10 miliardi di dollari. Il progetto Thang Long Wind a Binh Thuan, implementato dal gruppo Enterprise Energy in collaborazione con diversi partner internazionali, presenta una capacità totale di circa 3.400 MW e un investimento complessivo di quasi 11,9 miliardi di dollari. Inoltre, l’USAID degli Stati Uniti sostiene le attività di ricerca sul potenziale dell’energia del moto ondoso a Ly Son, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e rafforzare l’autonomia energetica del Vietnam.

Parallelamente alla cooperazione economica, il Vietnam pone grande enfasi sul perfezionamento del quadro giuridico volto alla governance delle risorse marine. La Legge sul Petrolio del 2022, entrata in vigore il 1° luglio 2023, introduce ulteriori meccanismi di incentivo al fine di attrarre investimenti internazionali nelle attività petrolifere e del gas. La legge rafforza inoltre la compatibilità con le prassi internazionali, creando condizioni più favorevoli per le attività di cooperazione nello sfruttamento marittimo.

A livello regionale e internazionale, il Vietnam riafferma il principio della risoluzione delle controversie attraverso mezzi pacifici, in conformità con l’UNCLOS 1982, e promuove programmi di cooperazione come il COBSEA o la Dichiarazione di Manila sulla gestione integrata delle zone costiere. Ciò è considerato una base fondamentale per costruire la fiducia, proteggere l’ambiente marino e mantenere la stabilità a lungo termine nel Mar Cinese Meridionale.

Risulta evidente come la strategia di cooperazione per le risorse marine del Vietnam stia transitando da un mero modello estrattivo verso un approccio di sviluppo sostenibile, incentrato sulla governance marittima, sulla tutela degli ecosistemi e sull’ampliamento della cooperazione multilaterale. Nel contesto di una complessa competizione strategica nel Mar Cinese Meridionale, il mantenimento di una cooperazione basata sul diritto internazionale continua a rappresentare un fattore chiave per la pace e lo sviluppo della regione.

Da ciò si evince come il Mar Cinese Meridionale continui a rivestire un ruolo di particolare importanza per lo sviluppo economico, la sicurezza energetica e la posizione strategica du Vietnam. Le risorse di petrolio e gas, ittiche e rinnovabili in questa regione non solo generano un grande valore economico, ma pongono anche le fondamenta per il processo di industrializzazione e modernizzazione del Paese. Secondo il rapporto del Ministero dell’Industria e del Commercio, il settore petrolifero e del gas ha contribuito a circa il 10-13% del PIL e a circa il 10% delle entrate totali del bilancio dello Stato nel periodo dal 2015 a oggi.

Nel contesto di un cambiamento della domanda energetica globale e di requisiti di sviluppo verde sempre più evidenti, il Vietnam sta promuovendo con forza una strategia di cooperazione multilaterale per sfruttare in modo sostenibile le risorse marine. Dalla cooperazione nel settore del petrolio e del gas con Russia, Malesia, Stati Uniti e Regno Unito, fino ai progetti di energia rinnovabile con la Danimarca o ai programmi di maricoltura con Norvegia e Francia, il Vietnam mostra una chiara tendenza all’espansione della cooperazione internazionale sulla base della condivisione di benefici e della responsabilità nella tutela dell’ambiente marino.

Cosa ancora più importante, il Vietnam persegue con fermezza il principio del primato del diritto internazionale, in particolare dell’UNCLOS 1982, promuovendo al contempo meccanismi di dialogo e cooperazione regionale per mantenere la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale. Nel contesto di crescenti sfide alla sicurezza e all’ambiente marino, una cooperazione sostenibile fondata sul diritto internazionale è considerata la via più praticabile per costruire un Mar Cinese Meridionale di pace, stabilità e prosperità per tutte le nazioni coinvolte.

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