18 Luglio 2026
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Lo scorso 5 giugno, presso l’Ambasciata della Repubblica delle Filippine a Roma, si è svolta la celebrazione del 128° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza filippina.

di Alessandro Fanetti

Lo scorso 5 giugno, presso l’Ambasciata della Repubblica delle Filippine a Roma, si è svolta la celebrazione del 128° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza filippina.

“Chi non sa guardare alle proprie origini non arriverà alla propria destinazione”
José Rizal

Una ricorrenza che cade ufficialmente il 12 giugno e che certamente rappresenta il momento più significativo della storia nazionale del Paese asiatico. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, diplomatici, membri della comunità filippina in Italia, studiosi e osservatori internazionali, offrendo non soltanto un’occasione di festa e di valorizzazione dell’identità nazionale, ma anche un importante momento di confronto sulle sfide di Manila nel sempre più complesso contesto internazionale dei nostri giorni.

La Dichiarazione d’Indipendenza del 12 giugno 1898 segnò un passaggio storico fondamentale nella lotta del popolo filippino contro il dominio coloniale spagnolo.

Infatti, per oltre tre secoli (1565 – 1898) le Filippine furono parte dell’Impero spagnolo, rappresentando uno dei principali avamposti della Corona nel Sud – est asiatico. Durante questo lungo periodo, l’arcipelago subì profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali, segnate dall’introduzione del cattolicesimo, dall’integrazione nei commerci globali e dall’emergere di una crescente coscienza nazionale. Nella seconda metà del XIX secolo, le aspirazioni indipendentiste si rafforzarono grazie all’azione di intellettuali e patrioti filippini che denunciarono le disuguaglianze del sistema coloniale e rivendicarono maggiori diritti per la popolazione locale. In questo contesto di crescente acquisizione dell’identità nazionale e di lotte per la conquista della libertà, arrivò il momento decisivo datato 12 giugno 1898, quando il generale Emilio Aguinaldo proclamò l’indipendenza delle Filippine dalla Spagna nella città di Kawit. Tuttavia, la fine del dominio spagnolo non coincise con il pieno riconoscimento della sovranità filippina, in quanto nello stesso anno la Guerra ispano-americana si concluse con il Trattato di Parigi e la cessione dell’arcipelago agli Stati Uniti. Questa decisione portò allo scoppio della Guerra filippino – americana (1899 – 1902), durante la quale i nazionalisti filippini continuarono a lottare per l’autodeterminazione e, dopo altri decenni di amministrazione statunitense (e la parentesi dell’occupazione giapponese durante la Seconda guerra mondiale) le Filippine ottennero finalmente il pieno riconoscimento della propria indipendenza il 4 luglio 1946, con la nascita della Repubblica delle Filippine.

Da allora, però, la data del 12 giugno è rimasta il simbolo della volontà di libertà del popolo filippino e della sua lunga lotta per la sovranità nazionale, segnando dunque il vero momento di “rottura” per tutti i filippini.

A oltre un secolo di distanza, quella data continua a rappresentare quindi il simbolo della sovranità, dell’autodeterminazione e dell’orgoglio nazionale delle Filippine. La celebrazione svoltasi anche a Roma ha voluto rendere omaggio a questo percorso storico, dando però la possibilità a tutti i presenti di parlare anche del ruolo che il Paese ha nello scenario internazionale contemporaneo.

Le Filippine occupano, e certamente non da oggi, una posizione strategica di primaria importanza nel quadrante dell’Indo – Pacifico, area che rappresenta uno dei principali centri di gravità della competizione geopolitica mondiale inserita nel quadro dello scontro unipolarismo – multipolarismo. In questo contesto, Manila si trova in una posizione particolarmente delicata, essendo chiamata a conciliare interessi economici, esigenze di sicurezza e rapporti diplomatici con attori spesso portatori di visioni differenti.

Sotto l’attuale presidenza di Ferdinand Marcos Jr., le Filippine hanno rafforzato significativamente la cooperazione con gli Stati Uniti, consolidando un’alleanza comunque di non breve data e che rappresenta uno dei pilastri della politica estera del Paese. La collaborazione in ambito militare e strategico si è intensificata negli ultimissimi anni, accanto alla recrudescenza delle tensioni nel Mar Cinese Meridionale. Da questa prospettiva, Manila viene considerata da Washington un partner essenziale per il mantenimento degli equilibri nell’Indo – Pacifico, mentre rende inevitabilmente più complessi i rapporti con la Cina. Pechino considera infatti le Filippine uno degli elementi fondamentali di quella che gli strateghi statunitensi del secondo dopoguerra definirono la “prima catena di isole”, un sistema geografico che si estende dal Giappone fino al Sud – Est asiatico e che, insieme alla cosiddetta seconda catena di isole, costituisce una cintura strategica capace di limitare la libertà di movimento delle forze navali cinesi verso il Pacifico aperto. Questa impostazione, elaborata negli anni Cinquanta nel contesto della Guerra Fredda, continua ancora oggi a influenzare molte delle dinamiche strategiche della regione e non può essere che mal vista dalla Repubblica Popolare Cinese.

Dal punto di vista di quest’ultima, infatti, la presenza di stretti alleati statunitensi lungo questa catena rappresenta un significativo vincolo geopolitico, con Pechino che dispone ormai di enormi capacità economiche, tecnologiche e militari ma incontra ancora ostacoli nel trasformare pienamente tale potenziale in una proiezione marittima globale paragonabile a quella delle grandi potenze talassocratiche della storia.

In questo quadro, la collocazione geografica delle Filippine assume dunque un valore strategico che va ben oltre le dimensioni del Paese stesso.

Pur mantenendo una stretta cooperazione con Washington (soprattutto dal punto di vista strategico), le Filippine continuano comunque ad avere importanti rapporti commerciali con la Cina e hanno una certa consapevolezza della necessità di evitare che le tensioni regionali possano compromettere definitivamente la stabilità e la prosperità dell’intera area.

Le Filippine, grazie alla loro posizione geografica e al loro crescente peso strategico, si trovano oggi al centro di alcune delle principali dinamiche globali. Una realtà che impone la necessità di scelte oculate e ben ponderate, pena il deflagrare di tensioni geopolitiche latenti ma sempre più pericolose in questo mondo dove la “legge della jungla” prende il sopravvento ogni giorno di più.

Tra memoria storica, orgoglio nazionale e consapevolezza delle sfide future, la celebrazione romana ha quindi rappresentato un momento significativo non solo per la comunità filippina, ma anche per tutti coloro che osservano con attenzione l’evoluzione degli equilibri internazionali nell’Indo – Pacifico, una regione destinata a influenzare sempre più il destino della geopolitica globale anche negli anni a venire.

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