15 Agosto 2026

filippine

FZuiZZlagAAI_d8
di Timur Fomenko FONTE ARTICOLO: RUSSIA TODAY Costruendo più basi militari intorno a Pechino, Washington potrebbe creare una minaccia, non contenerla. Gli Stati Uniti hanno stretto un accordo con le Filippine che garantisce loro l’accesso a quattro basi militari aggiuntive, colmando, così, un divario critico nella strategia di accerchiamento militare della Cina. Come notato dalla BBC, le basi sono “un pezzo chiave di proprietà immobiliare che offrirebbe un posto per monitorare i cinesi nel Mar Cinese Meridionale e intorno a Taiwan“. Questo tassello completa un “arco intorno alla Cina” composto dalla presenza americana a Taiwan, in Giappone e in Corea del Sud. Dett così diventa ironico il modo in cui gli Stati Uniti e i media occidentali continuano a inquadrare Pechino come la minaccia principale in questa regione. Gli Stati Uniti stanno perseguendo una strategia per accerchiare militarmente e contenere la Cina, e sono determinati ad aumentare notevolmente la loro presenza nell’Asia-Pacifico attraverso una serie di alleanze multilaterali e bilaterali. Incluso l’accordo raggiunto nelle Filippine, paese che occupa una posizione geostrategica critica sul Mar Cinese Meridionale, nell’immediato meridione di Taiwan. Per quanto i suoi leader possano volerlo negare, la sua particolare posizione geografica fa in modo che che la nazione dell’arcipelago, una volta colonia degli Stati Uniti, alla fine non può evitare di essere coinvolta in un conflitto USA-Cina. La storia in molti modi, si ripete. Le Filippine e altri territori associati, infatti, furono il trampolino di lancio in cui l’America si costrinse a diventare una potenza del Pacifico. La guerra ispano-americana al crepuscolo del 19° secolo vide gli Stati Uniti annettere territori che un tempo facevano parte dell’impero globale della prima età moderna della Spagna, tra cui le Filippine. L’America vedeva queste isole come un passaggio fondamentale per le rotte marittime più redditizie e importanti del mondo. Le Filippine sono esistite come colonia americana prima di ottenere finalmente l’indipendenza nel 1946, dopodiché hanno agito come piattaforma militare statunitense nel corso della guerra fredda, un baluardo dell’anticomunismo in Asia. Per certi versi, il mondo è cambiato. Mentre gli Stati Uniti hanno mantenuto un trattato di difesa con Manila, ma non vi stazionano più la forza globale che avevano una volta nel paese. Allo stesso modo, però, le Filippine non vedono più la Cina come un avversario comunista della Guerra Fredda a somma zero, ma la vedono, invece, come un partner commerciale ed economico vitale. Tuttavia, gli Stati Uniti apprezzano lo sfruttamento del conflitto geopolitico per coinvolgere gli altri paesi e costringerli a schierarsi. A partire dal Pivot to Asia sotto l’amministrazione Obama, gli Stati Uniti hanno perseguito un accerchiamento militare della Cina che ha portato Pechino a rispondere militarizzando il Mar Cinese Meridionale, scatenando, così, nuovamente controversie vecchie di decenni e che, ovviamente, adesso la mettono in contrasto con i paesi vicini, comprese le Filippine. Mentre Manilla negli ultimi anni è stata attenta a non far arrabbiare la Cina, i leader del paese hanno camminato sulle uova per mantenere un equilibrio tra la ricerca di legami più stretti con Pechino e il...
south-china-sea-philippines
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE La visita del presidente filippino in Cina mette a tacere le fake news occidentali circa i dissapori tra i due Paesi, e dimostra come Pechino sia impegnata a costruire solide relazioni di cooperazione con tutta la regione dell’ASEAN. Il 30 giugno, Ferdinand “Bongbong” Romualdez Marcos Jr. ha iniziato il proprio mandato di presidente delle Filippine, succedendo a Rodrigo Duterte. Figlio dell’ex presidente Ferdinand Marcos, Bongbong e stato inizialmente sostenuto dalla stampa occidentale, nonostante il passato tutt’altro che democratico della sua famiglia, in quanto veniva percepito come colui che avrebbe invertito la tendenza della politica estera filippina, che Duterte aveva indirizzato su di un cammino decisamente filocinese. Il 3 gennaio 2023, il presidente filippino ha deluso le aspettative delle leadership occidentali operando la sua prima visita di Stato a Pechino riaffermando i legami filippini con la Cina, che ha definito il “partner più forte” del suo Paese: “La visita di Marcos, Jr. è andata avanti nonostante un’ondata di diffamazioni anti-cinesi nell’ultimo trimestre da parte delle fazioni filo-statunitensi del governo filippino, della burocrazia politica e dei media, che cercavano di raccogliere notizie false per interrompere le relazioni sino-filippine”, ha commentato Herman Tiu Laurel, giornalista con base nelle Filippine, sulle pagine del Global Times. Lo stesso Laurel ha commentato come la crescente attività militare degli Stati Uniti nella regione stia mettendo a repentaglio la sicurezza dell’Asia sud-orientale, e, paradossalmente, questa attività non fa altro che avvicinare i Paesi dell’ASEAN, come le Filippine, alla Cina. Come abbiamo spiegato in altre occasioni circa la politica estera del Vietnam, l’interesse dei Paesi ASEAN sta nell’operare un bilanciamento tra le due superpotenze, e quindi i momenti di maggiore attività di Washington corrispondo ad un più spiccato avvicinamento alla Cina, e viceversa. In questo momento, le Filippine percepiscono gli Stati Uniti come la principale minaccia alla propria sicurezza, e quindi non possono far altro che cercare la “protezione” di Pechino. “È imperativo comprendere correttamente la logica del “bilanciamento” come la vedono i paesi dell’ASEAN: il bilanciamento di per sé è una “separazione” dal peso del dominio statunitense e occidentale del XX secolo”, si legge ancora nell’articolo citato. “L’interesse nazionale delle Filippine e l’interesse regionale dell’ASEAN è quello di mantenersi liberi quel peso per essere liberi di perseguire la pace e la prosperità – la militarizzazione della regione da parte di potenze esterne è nemica di tali interessi” “Aprirò un nuovo capitolo nella nostra cooperazione strategica globale con la Cina”, ha detto Marcos prima di partire per Pechino. Nel corso della sua visita, sono stati firmati più di 10 importanti accordi bilaterali. Oltre a promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, gli accordi sono volti anche a regolare le dispute sul Mar Cinese Meridionale, che “saranno gestite e controllate e si impedirà che diventino un ostacolo per una cooperazione pragmatica o una miccia di una crisi che potrebbe minare la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale”. Nel campo dell’economia e del commercio, negli ultimi anni, gli investimenti cumulativi approvati dalla Cina nelle Filippine sono quadruplicati. Anche il volume totale degli scambi bilaterali...