Dal disgelo avviato da Barack Obama alla nuova offensiva coercitiva del secondo mandato di Donald Trump, la politica statunitense verso Cuba ha cambiato strumenti senza abbandonare il proprio obiettivo strategico: condizionare l’evoluzione politica ed economica dell’Isola attraverso pressioni, sanzioni e aperture selettive. Articolo pubblicato sul numero 20 dei Cuadernos de Nuestra América.
di Giulio Chinappi
Dal disgelo avviato da Barack Obama alla nuova offensiva coercitiva del secondo mandato di Donald Trump, la politica statunitense verso Cuba ha cambiato strumenti senza abbandonare il proprio obiettivo strategico: condizionare l’evoluzione politica ed economica dell’Isola attraverso pressioni, sanzioni e aperture selettive. Articolo pubblicato sul numero 20 dei Cuadernos de Nuestra América.
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