di Giulio Chinappi La nuova edizione del libro di Maria Morigi sull’Afghanistan aiuta il lettore a comprendere meglio il contesto storico-culturale del Paese dell’Asia centrale, superando le poche informazioni deformate che vengono propinate dai nostri mass media.
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A cura di Giulio Chinappi Insieme a Maria Morigi, docente e studiosa di archeologia, storia dell’arte e religioni orientali, affrontiamo la questione dello Xinjiang, smentendo la propaganda anticinese dei media occidentali e approfondendo la conoscenza di questa regione, anche alla luce dell’iniziativa della Nuova Via della Seta. Newsletter Centro Studi Eurasia e Mediterraneo [tnp_form id=”1″]
a cura di GIULIO CHINAPPI Articolo consultabile anche sul blog dell’autore “Il mondo è una riflessione della mente” (Anteo Edizioni, 2022) è un libro che permette di affrontare un’autoriflessione spirituale senza eccedere nell’aspetto trascendente, ma anzi dando preziosi suggerimenti per migliorare la nostra vita quotidiana e accettare l’ineluttabilità dell’impermanenza. “Il mondo è una riflessione della mente” (Anteo Edizioni, 2022) è il nuovo testo del filosofo e scrittore cinese Xue Mo, che si cimenta in una profonda riflessione teorica dopo essere diventato noto al grande pubblico cinese soprattutto per i suoi romanzi a tema spirituale. Questa volta, anziché attraverso personaggi immaginari, Xue espone la sua visione del mondo in modo sistematico e rapportandola a situazioni reali vissute da ogni essere umano. “La corrente in cui si inserisce la riflessione didattica di Xue Mo […] procede per gradi partendo dalla spiegazione di quei presupposti teorici che fanno del Buddismo una filosofia morale, una disciplina orientata eticamente al miglioramento di sé stessi, una pratica e un mezzo per raggiungere la quiete da desideri e condizionamenti mondani”, scrive Maria Morigi nella sua puntuale prefazione (p. 4). In effetti, le pratiche insegnate dall’autore non si rivolgono unicamente ai seguaci di questa corrente religioso-filosofica, ma possono rivelarsi preziose per chiunque voglia distaccarsi da un mondo di desideri indotti dall’ultracapitalismo imperante. La filosofia di cui Xue Mo si fa carico parte dal concetto fondamentale di impermanenza, ovvero dalla constatazione che tutto ciò che esiste nel nostro universo si trova in uno stato di continuo cambiamento, che lo porterà prima o poi alla distruzione: “Dobbiamo sapere che tutto ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi alla fine scomparirà. Innumerevoli cose materiali, innumerevoli ricchezze, innumerevoli persone, innumerevoli complicazioni saranno tutte dissolte dalle acque del Tempo finché non ne rimarrà traccia; si dissolveranno tutti nell’Eterna Notte oscura come bolle di sapone che scoppiano nell’aria senza lasciare niente che ricordi la loro esistenza” (p. 10). Di conseguenza, la mancata accettazione del principio di impermanenza da parte della maggioranza degli esseri umani non può che portare infelicità: gli uomini si comportano come se essi stessi, i loro averi e il pianeta Terra fossero destinati a durare per sempre, ma questo cozza con la constatazione della realtà, ovvero che gli uomini muoiono, gli averi di dissolvono o si deteriorano e persino il pianeta Terra e lo stesso Universo un giorno cesseranno di esistere nel modo in cui li conosciamo oggi. Il concetto di “Eterna Notte” espresso da Xue Mo trova del resto conferma anche nella scienza, visto che secondo molte teorie la fine di ogni mondo immanente vivibile sarà rappresentata dalla morte termica dell’universo. Secondo Xue Mo, “l’impermanenza è il presupposto perché la vita possa continuare, ed è anche la regola che noi stessi seguiamo sempre. L’impermanenza stessa non deve essere temuta” (p. 17). L’accettazione del cambiamento e della sua conseguenza più drastica, la morte, è stata elaborata tanto dalle dottrine orientali quanto dalle altre civiltà antiche. Anche nella civiltà greca, infatti, la morte era l’evento inevitabile che rendeva tuttavia possibile il rinnovarsi della vita, mentre...