Venerdì 6 settembre presso la sede di Economy Group a Milano si è tenuto un importante incontro dedicato alla cooperazione tra Italia e Cina.
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A cura di Wang Huijuan e Wu Weican Cina ed Italia nel 2020 hanno un anniversario da festeggiare insieme, quello del mezzo secolo trascorso dall’apertura di rapporti diplomatici ufficiali. Testimonianza dell’indipendenza e lungimiranza dei dirigenti italiani della Prima Repubblica, il riconoscimento della Repubblica Popolare il 6 novembre 1970 fu uno degli innumerevoli esempi di come il nostro Paese, pur aderendo al Patto Atlantico, si riservava ampi spazi di manovra in politica estera, perseguendo con convinzione i propri legittimi e sovrani interessi. Da quella scelta sono derivati una serie di legami sempre più stretti e articolati tra Italia e “Paese di Mezzo”, che hanno contribuito non poco a rendere il nostro Paese uno dei ‘terminal’ preferenziali per la ‘Cintura Marittima’, la colossale via di comunicazione commerciale che complementa e potenzia la ‘Nuova Via della Seta’ terrestre. Questo volume, grazie a una serie di contributi di alto valore da parte di prestigiosi rappresentanti delle relazioni sino-italiane degli ultimi decenni, permette al lettore di farsi una chiara e accurata idea della storia e delle preziose potenzialità della partnership tra i due Paesi, tanto in campo economico-commerciale quando in quelli (non meno importanti), tecnico-scientifico, culturale-formativo e per una progressiva “multipolarizzazione” degli enti e delle organizzazioni internazionali. Segnaliamo all’interno del libro, l’articolo del nostro coordinatore Stefano Vernole, dal titolo: “Italia e Cina: 50 anni di relazioni culminano nella Nuova Via della Seta“
Si è tenuta martedì 30 aprile a Roma presso la Sala degli Arazzi del Ministero dell’Economia la seconda sessione della Task Force Italia – Cina, presieduta dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Prof. Michele Geraci e alla quale è intervenuto anche il Sottosegretario agli Esteri On. Manlio Di Stefano (presente anche il Ministro per il Sud, la senatrice Barbara Lezzi). Dopo aver ringraziato i numerosissimi presenti, il Prof. Geraci ha ricordato l’obiettivo fondamentale della Task Force: aumentare l’export italiano dagli attuali 13 miliardi di euro fino a 20 miliardi di euro, servendosi del Memorandum of Understanding firmato con Pechino quale strumento di promozione del Made in Italy in Cina (e non certo come strumento di politica commerciale, essendo quest’ultima prerogativa dell’Unione Europea). Che la strada tracciata dal Governo Conte sia quella giusta è dimostrato dai fatti sia interni che esterni: tra Roma e Pechino sono già stati firmati nuovi accordi sui voli aerei, sul turismo, sulla scambio di tecnologie, di studenti e sulla collaborazione culturale tra siti Unesco, mentre in Europa sia la Svizzera che il Lussemburgo hanno deciso di aderire al MOU sulla Belt and Road Initiative (seguendo l’esempio di altri 13 Paesi UE). Geraci ha quindi ribadito che non solo non esiste per l’Italia la “trappola del debito” ma che quando spira il vento possente di un’economia come quella cinese non si possono erigere muri ma solo mulini per canalizzarne direzione e forza; il grande merito della recente intesa sulla Nuova Via della Seta è aver imposto a Pechino (che la intende sicuramente anche quale strumento politico) il rispetto di parametri europei. La grande potenzialità dell’Italia è costituita dalla sua posizione geografica; attraversata da 4 corridoi europei, la nostra Penisola rappresenta un hub logistico naturale per il trasporto delle merci cinesi verso l’Africa e il bacino del Mediterraneo ed è favorita dal fatto che il tessuto economico cinese nel nostro Paese è già forte (gli investimenti delle imprese cinesi in Italia danno lavoro a circa 30.000 persone, l’85% delle quali italiane) e non così dissimile dal nostro (il 42% del PIL cinese è prodotto da imprese familiari, composte da 4-5 persone). E’ però indispensabile che l’Italia metta a sistema la propria rete di porti (Genova, Trieste, Venezia e Ravenna in particolare), approfittando dell’occasione rivestita dalla BRI per adeguarne le capacità di accoglimento delle grandi navi porta container (ad oggi assolutamente insufficiente). Lo stesso può dirsi per il trasporto merci via terra, che se serve alla Cina per sviluppare le proprie regioni interne rappresenta allo stesso tempo una grande opportunità per l’Italia di orientare i flussi di traffico europei tramite la propria rete ferroviaria.
Fondati nel 1968 dagli omonimi fratelli, i Cantieri Navali “Ferretti” negli anni Ottanta avevano intuito le possibilità di espansione del mercato delle imbarcazioni motorie e crearono a Forlì una nuova unità produttiva poi divenuta sede del Gruppo. Dopo essersi affermato e rafforzato per tutti gli anni Novanta, in particolare nella fascia alta del segmento dei motor yacht, nel 2000 il Gruppo Ferretti si quotò presso Borsa Italiana ma finì per divenire preda di alcuni fondi finanziari, Permira nel 2002 e Candover nel 2006. A causa di alcune operazioni speculative condotte dalle varie Mediobanca, Goldman Sachs, Merrill Lynch, Lazard, Rothschild e Citigroup (che intascarono laute commissioni sulla compravendita), se il fatturato aumentò dai quasi 200 milioni di euro (nel 2000) a quasi un miliardo di euro, il debito salì vertiginosamente fino a schiacciare il gruppo e farlo affondare. Sull’orlo del baratro (con 400 dipendenti sull’orlo del licenziamento), Ferretti e la Royal Bank of Scotland che aveva finanziato il fondo Candover nell’ultima acquisizione, decisero nel 2012 di cedere il 75% delle azioni del gruppo ai cinesi dello Shandong Heavy Industry Group (“SHIG – Weichai Group”) al prezzo decisamente competitivo di 374 milioni di euro, 178 milioni in investimenti e 196 milioni per il finanziamento del debito del gruppo. Molti temevano lo “scippo” delle competenze, destinate ad emigrare in Oriente, assieme magari al marchio, tanto per dare una patente di credibilità alla nautica cinese, ma non c’erano alternative in quanto nessun investitore italiano si fece avanti. Weichai, gruppo di proprietà statale con sede a Weifang nella regione dello Shandong, era una delle più grandi società cinesi che operano nel campo della produzione di componenti auto e di veicoli pesanti perciò si assunse circa 580 milioni di euro del debito di Ferretti, chiarendo subito che una volta completata la ristrutturazione il Gruppo si sarebbe rivolto con più efficacia nei “paesi emergenti”, una zona del mondo fondamentale per la sua crescita potenziale. Proprio la sua visione internazionale strategica, la semplificazione organizzativa e la scelta di innovare il comparto produttivo hanno fatto nel corso degli anni la differenza rispetto al periodo precedente. Innanzitutto la società è rimasta fortemente legata al territorio; il patron cinese (Weichai è l’azionista di riferimento con l’86,8% dal 2012, mentre dal 2016 F Investments, guidata da Piero Ferrari, possiede il 13,2% del Gruppo) ha voluto un avvocato modenese, Alberto Galassi, come Amministratore Delegato di Ferretti Group, in secondo luogo ha mantenuto tutti gli stabilimenti produttivi in Italia (attualmente sono 6: a Forlì, Sarnico, La Spezia, Cattolica, Mondolfo ed Ancona). I numeri del salvataggio parlano chiaro: con una progressione d’investimenti crescente dai 20 milioni di euro del 2015 (quando venne presentato il Piano industriale triennale) ai 54,5 milioni di euro del 2018, il Gruppo è tornato in utile nel 2016, passando da –29 milioni di euro a + 14,1 milioni di euro (+ 24 milioni di euro invece nel 2017 con un valore consolidato della produzione pari a 623 milioni di euro, + 10,8% rispetto ai 562 milioni di euro di valore...
Il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo ha partecipato all’evento Italia – Cina, opportunità per le imprese e per il turismo. Roma, 22 ott. – “Italia – Cina Opportunità per le imprese e per il turismo” è il titolo del workshop che si terrà sabato 25 ottobre alle ore 16.00 presso il centro di documentazione Angiolo Mazzoni, organizzato dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Sabaudia. L’iniziativa vuole stabilire un ponte tra gli operatori del settore turistico e le imprese della Provincia di Latina e la Cina favorendo la conoscenza reciproca e presentando le peculiarità dell’agro pontino nel suo insieme. “Un incontro, quello del 25 ottobre, che vuole presentare al più grande mercato mondiale i prodotti d’eccellenza del proprio territorio e favorire la conoscenza delle sue bellezze naturali” si legge su un comunicato stampa”. “Per questo motivo il workshop rappresenterà anche un’opportunità per approfondire, tramite l’esperienza e gli esempi di successo che verranno esposti dai relatori, le potenzialità rappresentate dal mercato cinese e dai suoi flussi turistici”. L’iniziativa, alla quale hanno aderito come patrocinatori la Camera dei Deputati, UNINDUSTRIA Lazio, il Lions Club Sabaudia-San Felice Circeo, Federalberghi, Confimprese, Confcommercio e Capol di Latina, vedrà la partecipazione di importanti relatori: il Presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero Stefano Fiore di Unindustria Lazio, Li Xiaoyong Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, Concetta Caravello, Responsabile Relazioni Esterne di Welcome Chinese Certification, gli Avvocati Massimiliano Tommasiello e Vincenzo Roberto Palmisano dello Studio legale Picozzi & Morigi, Marco Costa del Centro Studi Eurasia Mediterraneo, Carmen Nigro della rivista Scenari Internazionali, Renata Dalfiume, travel consulting e Jacopo Maria Lasala di Synvision. Tante e diverse esperienze per dimostrare con esempi concreti le opportunità della nuova via della seta e del turismo cinese in Italia. Sponsor dell’iniziativa l’Atelier Verusca e l’Oleificio Iannotta. “Anche questo evento – afferma l’Assessore al Turismo e Cultura Marilena Gelardi – si inserisce nella prospettiva di internazionalizzare Sabaudia, che diventa il luogo di incontro per imprese, Pro-Loco e ai Tour Operator dell’Agro Pontino, che possono così far conoscere le proprie realtà. Oltre alla parte convegnistica, verrà, infatti, all’uopo allestito un Info-Point con materiale illustrativo e con prodotti tipici da degustare.” “Un grande ringraziamento – conclude l’Assessore – va al giornalista Matteo Bressan, che modererà l’incontro, senza il cui grande e gratuito contributo non sarebbe stato possibile realizzare l’evento.”
Il giorno Sabato 25 ottobre, alle ore 16.00 presso il Centro di Documentazione Angiolo Mazzoni di Sabaudia, si terrà il Workshop Italia – Cina, opportunità per le imprese e per il turismo, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo della città laziale e della Camera dei Deputati. Interverrà anche Marco Costa, uno dei responsabili del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo (CeSE-M) e massimo esperto di questioni relative alla Cina.