9 Agosto 2026

imperialismo usa

La situazione politica di Haiti, turbata da decenni di instabilità, vede ora l’intervento di un nuovo attore con l’emergere del gruppo Viv Ansanm, guidato dalla figura di Jimmy “Barbecue” Chérizier, denigrato dalla stampa internazionale ma considerato dagli analisti come un elemento chiave in un conflitto che va oltre la mera criminalità.
Negli ultimi anni, le dinamiche geopolitiche hanno rivelato profondi cambiamenti negli equilibri di potere e nelle strategie utilizzate dalle potenze mondiali per influenzare e gestire i conflitti. Uno dei principali assi di questo sviluppo è il ruolo sovversivo svolto dagli Stati Uniti nell'alimentare i conflitti. L'America si sta avviando verso un collasso morale e politico che porterà in breve tempo al crollo dell'egemonia e dell'imperialismo.
Flag_of_the_People's_Mujahedin_of_Iran.svg (1)
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/30/il-mek-braccio-armato-dellimperialismo-contro-la-repubblica-islamica-delliran/ In questo articolo riassumiamo la controversa storia del MEK, passato dall’essere un movimento che combinava Islam e marxismo fino a diventare un’organizzazione terroristica al servizio degli scopi dell’imperialismo statunitense. Mojahedin-e-Khalq, meglio nota con l’acronimo MEK, è un’organizzazione politica che ha come scopo dichiarato il rovesciamento della Repubblica Islamica dell’Iran per instaurare un nuovo governo. Quest’organizzazione, che il governo iraniano considera come terroristica, ha però una storia molto complessa, che ha inizio nel 1965, quando un gruppo di militanti di estrema sinistra fondo il MEK per rovesciare la monarchia dello scià Reza Pahlavi. Nei primissimi anni della sua esistenza, il MEK si caratterizzò per essere un’organizzazione che puntava a conciliare una visione progressista della religione musulmana con il marxismo, anche se il gruppo non si è mai autodefinito socialista né comunista. Secondo il MEK, infatti, l’Islam doveva opporsi al feudalesimo e al capitalismo, puntando alla socializzazione dei mezzi di produzione. Nel 1973, l’organizzazione si scinderà in due, con il gruppo dei militanti più orientati a sinistra che darà vita ad una nuova organizzazione, il MEK Marxista-Leninista. Sia il MEK che il MEK Marxista-Leninista prenderanno parte al rovesciamento della monarchia persiana nel 1979, ed espressero, almeno in un primo momento, anche il proprio sostegno all’occupazione dell’ambasciata statunitense a Tehrān. Tuttavia, ben presto emersero delle divergenze con il nuovo governo della Repubblica Islamica, ed in particolare con l’ayatollah Ruḥollāh Khomeynī, che non condivideva le interpretazioni dell’Islam sciita operate dagli esponenti del MEK. In questi anni il MEK ha sempre mantenuto una impostazione nazionalista e anti-imperialista, tanto che nel 1997 gli Stati Uniti inserirono il MEK nella lista delle organizzazioni terroristiche. Pur continuando la propria attività di opposizione nei confronti del governo iraniano, i militanti del MEK, in gran parte esiliati in Iraq, furono tra le vittime dell’invasione statunitense del Paese allora guidato da Ṣaddām Ḥusayn. Dal 2012, tuttavia, il MEK ha modificato la propria visione in politica estera, divenendo completamente assoggettato agli Stati Uniti, che hanno lavorato per attirare a sé l’organizzazione in funzione anti-iraniana nel corso dell’occupazione dell’Iraq. Non a caso, nel settembre del 2012, Washington ha ufficialmente eliminato il nome del MEK dalla lista delle organizzazioni terroristiche. Nello stesso anno, l’emittente NBC ha riportato la notizia secondo la quale i militanti del MEK verrebbero addestrati dai servizi segreti israeliani al fine di assassinare gli scienziati del programma nucleare iraniano, fatto successivamente confermato dall’agente della CIA Robert Baer. Sempre nel 2012, il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh, lo stesso che ha recentemente svelato il coinvolgimento degli Stati Uniti negli attentati ai gasdotti Nord Stream, ha rivelato che numerosi importanti esponenti della politica e dei servizi segreti degli Stati Uniti erano stati lautamente retribuiti per parlare in favore del MEK, compresi i direttori della CIA James Woosley e Porter Gross, l’ex direttore dell’FBI Louis Freeh, l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e l’ex ambasciatore degli USA presso le Nazioni Unite John Bolton. Inoltre, Hersh ha denunciato che, tra il 2005 ed il 2009, militanti del MEK sarebbero stati addestrati in Nevada dal Joint Special Operations Command degli Stati Uniti, esercitazioni che però sarebbero terminate in...