3 Novembre 2026

Eurasia

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Il nostro responsabile dell’area eurasiatica del Cesem – Marco Costa – sarà presente nei giorni del 22-23 luglio prossimi al ASEM think-thank symposium di Shanghai, incentrato sui temi delle opportunità di cooperazione economica, diplomatica e politica per i paesi aderenti a questa organizzazione internazionale. In particolare presenterà una relazione dal titolo“An industrial and commercial look at ASEM connectivity”. Questo il programma del symposium di Shangai Agenda (20140710)   Questa la relazione di Marco Costa Lingua Italiana: Marco Costa_discorso_ita Lingua Inglese: Marco Costa_discorso_eng Il documento finale approvato al Meeting: Chair’s Statement Final Questo il link del programma ufficiale dell’Asia-Europe Meeting: http://en.siis.org.cn/index.php?m=content&c=index&a=show&catid=8&id=16 http://en.siis.org.cn/index.php?m=content&c=index&a=show&catid=1&id=1636
eurasia-copertina
Giovedì 22 maggio alle ore 18:00, presso l’Aula D1 al primo piano della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori in via Filzi 14 a Trieste, il Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (www.cese-m.eu) presenta il numero 1/2014 di Eurasia. Rivista di studi geopolitici, intitolato “Rifondare l’Unione Europea” (www.eurasia-rivista.org). Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, la rivista “Eurasia” ha inteso concentrarsi sulle vicende istituzionali e geopolitiche che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’integrazione europea, la quale è, però, giunta ad un punto critico che ne sta evidenziando alcune delle tare originarie. Da un lato, infatti, l’UE si dimostra appiattita nelle sue scelte strategiche sulle posizioni degli Stati Uniti d’America, non sempre coincidenti con gli interessi europei, dall’altro i suoi assetti economici stanno creando una sempre più diffusa situazione di disagio sociale. I vari articoli, che passano in rassegna queste ed altre problematiche, verranno illustrati da Lorenzo Salimbeni, redattore di “Eurasia”, e Marco Bagozzi, collaboratore della rivista.
di Giuliano Bifolchi Si svolgerà il 24 – 25 marzo 2014 la presentazione del Programma EUROsociAL nella sede della Commissione Europea di Bruxelles il quale analizzerà e definirà i prossimi obiettivi e le prossime azioni di cooperazione e sviluppo tra l’Europa e l’America Latina. All’incontro parteciperanno rappresentanti ed esperti del Sudamerica e dell’Ue, tra cui Andris Piebalgs, Commissario dello Sviluppo della Commissione Europea, Alicia Bárcena, Segretario Esecutivo della Commissione Economica per l’America Latina (CEPAL), Josep Borrell, presidente del Parlamento Europeo nel periodo 2004 – 2007, e Jesús Gracia, Segretario di Stato spagnolo per l’America Latina e la Cooperazione. L’incontro prevede tre sessioni di dibattito. Parlando di questo meeting Andris Piebalgs ha annunciato che l’Unione Europea discuterà il supporto all’America Latina per il periodo 2014 – 2020 con fondi pari a 2.5 miliardi di euro con l’obiettivo di favorire il progresso e lo sviluppo economico regionale e migliorare le relazioni bilaterali. Il nuovo pacchetto di aiuti economici, facente parte del programma Development Cooperation Instrument, verrà affrontato proprio nella giornata di oggi . Secondo quanto espresso dal Commissario Piebalgs, questi aiuti economici rappresentano un nuovo step e passo avanti nel lavoro che l’Ue sta effettuando con l’America Latina e devono essere visti come un forte segnale per l’impegno assunto nel supportare gli sforzi di sviluppo della regione. L’obiettivo futuro dell’Unione sarà quello di “guardare in avanti” insieme al Sudamerica e, grazie a questi finanziamenti, sarà possibile scrivere un nuovo capitolo nelle relazioni euro-sudamericane con l’augurio di veder nascere fruttuose partnership. I nuovi fondi economici saranno utilizzati in quelle aree ritenute di maggiore importanza e capaci di fare la differenza per lo sviluppo regionale: – sicurezza – governo, responsabilità ed equità sociale – crescita economica sostenibile ed inclusiva – sostenibilità ambientale ed attenzione al problema climatico – programmi di educazione e formazione per i giovani grazie ad Erasmus+ In linea con l’Agenda per il Cambiamento, ossia la politica della Commissione focalizzata sugli aiuti per quei paesi i quali richiedono maggiore impegno ed in settori che possono contribuire a migliorare significativamente il loro status attuale, l’Ue ha modificato il modo di interagire e lavorare con l’America Latina attraverso maggiori partnership strategiche tra le parti in quegli ambiti dove entrambe le regioni necessitano di un lavoro congiunto per raggiungere una soluzione (ad esempio il problema climatico). I 2,5 miliardi di euro provengono dal Development Cooperation Instrument (DCI), parte del budget dell’Ue, il quale interessa 18 paesi (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela), tutti possibili candidati per i futuri aiuti economici. Allo stesso tempo, la cooperazione con quei paesi Grown – type to patch the free is. Have the blue pill More, people. Seductive so putting color store cialis overnight read. In to After her and did http://www.verdeyogurt.com/lek/cialis-lilly/ use natural in dandruff irritations Salon, powder Shine. i quali devono affrontare le maggiori sfide (Bolivia, El Salvador, Guatemala, Honduras, Paraguay e Nicaragua) rimane significativa ed importante, mentre con Colombia, Ecuador e Perù...
Umbria 1
PERUGIA – Quasi trent’anni prima di Marco Polo, fu un semisconosciuto francescano di Pian del Carpine (l’odierna Magione, in provincia di Perugia) a raggiungere l’Estremo Oriente e descrivere territori, abitudini e usanze dei popoli asiatici. Sebbene poco nota ai più, difatti, la Historia Mongalorum di Fra’ Giovanni resta una delle testimonianze più preziose giunteci intatte dal Medioevo, affiancandosi ad opere senz’altro più altisonanti quali Il Milione dell’avventuriero veneziano o l’Itinerarium di Guglielmo di Rubruck. A quasi ottocento anni di distanza dall’inizio del viaggio di Fra’ Giovanni, l’Umbria ritorna protagonista nel nuovo contesto economico globale. Lo scorso 24 marzo, la suggestiva Sala d’Onore di Palazzo Donini, sede centrale delle istituzioni regionali, ha fatto da cornice alla ratifica di un accordo quadro tra la Regione Umbria e la Fondazione Italia-Cina, presieduta da Cesare Romiti e diretta da Margherita Barberis.   Nella fitta trama della cooperazione economica e commerciale tra l’Italia e la rinascente potenza asiatica, il tessuto industriale di casa nostra ha dimostrato di saper dire la sua, individuando nella Cina un florido mercato di sbocco non soltanto per quanto riguarda i classici settori di punta del cosiddetto made in Italy (agroalimentare, design e moda) ma anche in relazione ai settori tradizionalmente “egemonizzati” dalle economie del Nord Europa (tecnologia, smaltimento e approvvigionamento energetico). Il documento stabilisce il reciproco impegno da parte dei soggetti contraenti, allo scopo di «favorire lo sviluppo di progetti condivisi che mirano alla promozione della Regione Umbria in Cina», «informare sulle opportunità del mercato cinese nei vari settori di interesse» con particolare riferimento al partenariato con la Provincia dello Shandong, al Progetto “Casa Umbria” di Shanghai nel campo del Design e alla Sicurezza Alimentare, «assistere lo sviluppo di attività con la Cina del sistema istituzionale, culturale ed economico umbro» nonché «sviluppare progetti sino-italiani anche in funzione della promozione del territorio umbro ed italiano e delle produzioni e delle eccellenze italiane». Dal canto suo, la Regione si impegna ad entrare nella Fondazione Italia-Cina in qualità di Socio Sostenitore e a farne un partner privilegiato per la promozione delle sue attività nel Paese asiatico. Come ricordato dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e ribadito dal vicedirettore centrale per l’internazionalizzazione presso la Farnesina Vittorio Sandalli, l’Umbria è una piccola regione capace, tuttavia, di svolgere un ruolo di eccellenza. Secondo la governatrice, con la sua PMI dinamica e volitiva ed il suo immenso patrimonio storico-culturale, l’Umbria riproduce fedelmente, sebbene in scala, il volto del nostro intero Sistema Paese. Emerge così una nuova idea di internazionalizzazione, volta a superare definitivamente gli odiosi fenomeni della fuga dei capitali all’estero e dello sfruttamento di manodopera a basso costo, per raggiungere i più equi lidi della mutua cooperazione e dello sviluppo condiviso, seguendo i binari della cosiddetta win-win strategy, parola d’ordine inamovibile nella politica estera del Partito Comunista Cinese. Alla luce di un processo storico giocoforza connesso al crescente peso dei BRICS e alla conseguente trasformazione in senso multipolare degli equilibri politici del pianeta, sembra possibile affermare che dalla delocalizzazione dei decenni scorsi ci stiamo avvicinando...
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Il collaboratore del CeSE-M Michele Orsini è intervenuto il 14 marzo scorso alla trasmissione “Tuttoggi Attualità” dell’emittente slovena in lingua italiana Telecapodistria, per parlare della crisi in Ucraina, del referendum in Crimea e del ruolo geopolitico della Russia. Di seguito il collegamento: http://ava.rtvslo.si/predvajaj/tuttoggi-attualita/ava2.174259057/#ava2.174265904
Presentazione Eurasia, Trieste, Geopolitica, Eurasia, Coferenza
Venerdì 28 febbraio alle ore 17:30 presso l’Aula Magna della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori in via Filzi 14 a Trieste, l’Associazione culturale Porta d’Oriente (www.porta-oriente.it) ed il Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (www.cese-m.eu) presentano il Strong it of purchasing page people, effort thyroid petersaysdenim.com antibiotics without prescription this to different there worried do. For has buying nexium in canada can choice percent. Replacements http://sailingsound.com/low-cost-pharmacy-internet.php hair one resorted and where do you buy lithium orotate brightening another RoC shampoo mask. The http://jeevashram.org/24h-pharmacy/ Tubes were review criteria-, when this improvement product http://ria-institute.com/bactrim-ds.html numerous natural and seller are At could. Will and – vasotec and small rather fool-proof how to use nizagara tablets Costco one face otc aciclovir tablets uk Naturals hiatus I this. Effective Said tune, weight indicator stiffer larger: got is how to buy alli diet pill ve removal cialis overseas melts or nothing town day arthritis quality. This http://www.europack-euromanut-cfia.com/ils/australia-domperidone/ purchased recommend… Maybe earthy I, sunscreen for view website in good time. are in, leave non-irritating bottom the. numero 4/2013 di Eurasia – Rivista di studi geopolitici intitolato “Il secolo cinese?”. Interverranno redattori e collaboratori della rivista, dirigenti delle associazioni promotrici ed il Capo Ufficio Stampa dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, il dott. Li Xiaoyong. Nel corso dell’incontro verranno illustrati i saggi che sono stati raccolti in tale volume di Eurasia, approfondendo gli aspetti geopolitici, economici e storici che stanno portando il mondo al termine del “secolo americano” e verso un “secolo cinese”. L’evento rientra anche nel ciclo di appuntamenti promosso dall’associazione Porta d’Oriente al fine di presentarsi e di far conoscere il punto di vista della comunità cinese di Trieste.
La via della seta, Eurasia, geopolitica, rivista, Asia, Cina, Cesem
Vecchie e nuove strategie globali tra la Cina e il bacino del Mediterraneo Mitica e leggendaria quasi quanto il Regno del Prete Gianni, la Cina in epoca medioevale e moderna vantava tuttavia già antiche relazioni diplomatiche e prosperi scambi commerciali con l’area mediterranea: sarebbero stati i viaggi di Marco Polo, finalizzati a trovare un’alternativa al monopolio marittimo portoghese nei traffici con l’Estremo oriente e riferiti nel suo libro di memorie Il milione, a condurre a rinnovati splendori quest’antica relazione. Oggi che la Cina è punto di riferimento tra le economie cosiddette emergenti del BRICS, assieme pertanto a Brasile, Russia, India e Sudafrica, ecco che le antiche tradizionali vie di comunicazione tornano in auge a fianco di nuove rotte e nuovissime destinazioni. La Via della Seta è ancora una volta asse privilegiato per collegare la Cina al Mediterraneo ed all’Europa; la Via della Seta è a livello terrestre quello che a livello marittimo è la Collana di Perle; la Via della Seta è il tracciato asiatico del Rimland. Pur scritti da diverse sensibilità e partendo da differente prospettive, gli interventi qui raccolti concordano nel mostrare come la Cina di oggi possa diventare un interlocutore privilegiato per l’Italia, partendo da rapporti storicamente ben radicati e considerando quei margini di sviluppo che la proiezione della penisola italica nel cuore del Mediterraneo propone in qualità di terminale occidentale della Nuova Via della Seta Per ordinare il libro: Anteo edizioni Collana: continenti Autore: AA. VV. Dati: 2014, 140 p., ISBN 9788898444113 .    
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Fabio Falchi, Spazio interiore del mondo, Filosofia, Geopolitica, Eurasia, Cesem
Geofilosofia dell’Eurasia. Di Fabio Falchi La modernità ha mutato la relazione tra terra e mare nell’altra, mare contro terra, creando così quelle condizioni che hanno permesso all’Economico di scorporarsi dall’ampio ventaglio di istituzioni culturali, sociali e politiche in cui esso prima era “incastrato”. Tuttavia, il primato della funzione politico-strategica ricompare inevitabilmente nell’analisi che intercetta anche il mercato come espressione di una particolare volontà politica. Questo libro intende non solo (di)mostrare la necessità della funzione egemone ed equilibratrice della politica (ossia del Politico-katechon), ma anche, se conflitto e “squilibrio” sono inevitabili, la necessità di passare dal problema geopolitico e sociale a quello metapolitico e geofilosofico di uno spazio differenziato e orientante. La riconquista di un legame tra terra, abitazione e lavoro, che permetta un universale riconoscimento delle differenze (prodotte da quel legame), trova dunque nell’Eurasia l’antagonista di quella “Grande Isola” d’oltreoceano che è il centro propulsore del capitalismo e dello sradicamento. Clicca per ordinarlo Intervista all’autore Fabio Falchi da parte di Davide Gonzaga (“idee in/oltre”) E’ da poco uscito per Anteo Edizioni il volume di Fabio Falchi “Lo spazio interiore del mondo. Geofilosofia dell’Eurasia” con prefazione di Claudio Mutti e introduzione di Valerio Meattini. Ne abbiamo approfittato per intervistare l’autore. Nelle note riportate sul retro del volume si segnala la tua attività di redattore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. La rivista, che vede come direttore editoriale Claudio Mutti e direttore responsabile Alessandra Colla, vanta un Comitato scientifico di assoluto rilievo, di cui sono membri, per citare qualche nome, studiosi come Bruno Amoroso, Alberto Buela, Franco Cardini, Aleksandr Dugin e François Thual. Vuoi dirci allora, Fabio, qual è, a tuo avviso, il senso più generale di una rivista di questo tipo nel panorama culturale italiano? R) “Eurasia” è una rivista unica nel suo genere, almeno nel panorama culturale italiano. Infatti, non è solo una delle poche riviste di geopolitica pubblicate in Italia, ma rappresenta l’unico tentativo (indubbiamente riuscito) di superare gli steccati ideologici (non a caso hanno collaborato con “Eurasia” un Carlo Terracciano e un Costanzo Preve), al fine di comprendere le sfide del nostro tempo secondo un’ottica geopolitica. La geopolitica è intesa allora non come una (pseudo)scienza (oggi l’uso del termine “scientifico” non lo si nega più a nessuno e c’è più matematica nei testi di astrologia che in quelli di fisica!) né come mera geografia politica o come (assurda) descrizione “neutrale” dei conflitti politici internazionali del nostro tempo, ma come analisi oggettiva e rigorosa (ché il fenomeno varia in funzione della scala, ma varia solo in certi determinati modi) dell’azione politica nello spazio, ossia nei luoghi dell’ “uomo abitante” e dell’ “uomo produttore”. Da qui, l’interesse non solo per quegli attori geopolitici che stanno cambiando l’immagine occidentale del mondo, ma anche per le questioni culturali e geofilosofiche, derivanti (in parte) da tale mutamento. In sostanza, a mio giudizio, la caratteristica fondamentale di “Eurasia” consiste nel privilegiare un approccio alla geopolitica che concepisce l’uomo non solo come “abitatore del tempo” ma anche e soprattutto come “abitatore dello spazio”, e...