Alla luce di quanto sta avvenendo in Ucraina e altrove, l’obiettivo è di individuare le realistiche possibilità di gestire le tensioni e i rischi di conflitto armato che stanno emergendo, perseguendo gli interessi europei. Il 26 gennaio 2022, ore 15:00 -19:00, POLIS ETICA Scuola di Educazione Civica e Politica per Cittadini presenta una videoconferenza via Zoom sotto forma di Tavola Rotonda dal titolo IL PROBLEMA EUROPEO, TRA USA E RUSSIA L’obiettivo è il più costruttivo possibile: salvaguardare il rapporto transatlantico, da riequilibrare, e al tempo stesso stabilire relazioni di sicurezza condivisa e di proficua collaborazione con la Russia nell’interesse della pace e della prosperità di tutti i popoli del nostro continente, evitando comportamenti che riducano ulteriormente la fiducia reciproca e alimentino le contrapposizioni. È necessario tornare allo spirito che all’inizio di questo secolo faceva ritenere possibile la costruzione di un grande spazio comune europeo di rapporti equilibrati e mutuamente vantaggiosi.
Centro Studi Europa e Mediterraneo
Il sogno dell’Europa unita, il sogno idealista, di Spinelli e amici, è finito. Ciò che rimane e che va avanti, trattato dopo trattato, è un processo di trasformazione giuridica ed economico-finanziaria voluto e guidato dall’alto essenzialmente nell’interesse del capitale finanziario. D’altronde, quand’anche realizzata, un’Unione Europea federale non avrebbe prospettive vitali, poiché, storicamente, nessun paese composto da popoli molto diversi per storia, abitudini, sistemi socio-economici, ha avuto successo. Già in passato ci si era accorti che la principale attività dell’UE, ossia la politica agricola comune, che assorbe l’80% del bilancio, era fallimentare almeno per molti paesi, ma ciò non aveva suscitato dubbi generali sulla opportunità dell’Unione Europea in sé. E’ solo oggi che si diffonde l’aspirazione o all’uscita dalla costruzione europea o a una sua ristrutturazione, poiché ci si accorge sempre più chiaramente e dolorosamente che l’Euro, Maastricht, le ricette finanziarie hanno prodotto il contrario di ciò per cui erano stati decisi dall’alto, non senza consenso dal basso: hanno cioè arrecato insicurezza anziché stabilità, recessione diffusa anziché crescita stabile, disoccupazione e miseria per decine di milioni di europei, divergenza delle economie e, altresì, degli interessi tra euroforti ed eurodeboli, anziché convergenza. Eppure si insiste su quella via. Vuol dire che chi ha il potere reale da essa trae profitto. Vediamo all’opera gli egoismi nazionali anziché la solidarietà. Ma anche gerarchia di potenza interna all’UE: la Germania è il paese creditore, quindi ha l’iniziativa politica, tutto dipende dai suoi sì e dai suoi no, ha il potere di commissariare i paesi debitori. Bella unione! Questo potere le viene dalla sua maggior efficienza competitiva rispetto a paesi come l’Italia, dalle migliori infrastrutture, tecnologie etc., dalle maggiori dimensioni, ma anche dal fatto che l’Euro, essendo (non una moneta ma) un blocco dei fisiologici aggiustamenti dei cambi valutari tra i paesi aderenti, favorisce le esportazioni tedesche, soprattutto intracomunitarie, e ostacola quelle dei paesi che si rilanciavano mediante la svalutazione competitiva, Italia innanzi tutti. In tal modo la Germania ha accumulato un enorme attivo commerciale verso l’Italia e altri paesi eurodeboli. Colma di capitali immigrati, e gestendo nazionalisticamente, fuori dalla sorveglianza della BCE, gran parte del proprio sistema creditizio, essa può assicurare alla propria economia credito abbondante e a tassi frazionari rispetto a quelli italiani, il che le consente di essere ancora più competitiva sull’Italia e di aumentare progressivamente il distacco da essa. Per contro, i paesi eurodeboli vengono costretti dalla Germania a perseverare in un rigore contabile controproducente, che sta peggiorando strutturalmente il rapporto pil/debito pubblico. A perseverare anche dopo che si è visto che esso è controproducente e causa grave recessione e disoccupazione. Non è che la pratica dell’austerità ci aiuti ad avvicinarci alla Germania – ce lo rende impossibile, sempre di più. Rende il distacco incolmabile. Molti credevano che l’avvento di Hollande all’Eliseo e la partecipazione della SPD al nuovo governo Merkel avrebbe portato a un allentamento del rigore, ma così non è stato: la Germania, che impone agli altri regole diverse da quelle che applica al suo proprio interno, ora è...
Presentiamo il nuovo libro targato CeSEM, scritto da William Bavone e pubblicato da Anteo Edizioni. SULLE TRACCE DI SIMON BOLIVAR Sottotitolo: America Latina: L’indipendenza del XXI secolo Autore: William Bavone Dati: 2014, 381 p., ISBN 9788898444151 Prezzo: € 25,00 Descrizione: Un continente fatto di mille sfumature politiche, economiche, culturali, etniche e religiose; un continente prima scoperto, poi desaparecido ed oggi reaparecido. Tutto ciò e molto altro è l’America Latina, una regione che dal Rio Grande a Capo Horn ha subito la storia per colpe proprie e per colpe altrui e che oggi riappare quale polo emancipato e desideroso di ritagliarsi un ruolo da protagonista nello scenario globale. Il sogno utopico di Bólivar assume oggi nuova linfa vitale dai movimenti di aggregazione regionale e dalle dinamiche indipendentiste di Paesi che rinnegano la condizione di subordinazione all’egemonia statunitense. Il XXI secolo latinoamericano si anima di volti nuovi che si contrappongono a vecchie dottrine colonialistiche in una lotta per l’indipendenza regionale. Storie di Paesi, ma anche di religioni, etnie e dinamiche geopolitiche che si intersecano nel Nuovo Mondo Ispanoamericano alla ricerca di un equilibrio che per molto tempo è stato negato ad una delle regioni più ricche del mondo. Per ordinare il libro: http://www.anteoedizioni.eu/anteoedizioni/store/products/sulle-tracce-di-simon-bolivar/
Articolo originale: http://www.lagoccia.eu/cultura-e-societa/17125–isola-del-libro-in-viaggio-verso-loriente-cultura-e-conoscenza.html Isola del Libro in viaggio verso l’Oriente: cultura e conoscenza L’Isola del Libro Trasimeno punta i riflettori sull’Oriente e lo fa dedicando la giornata di domenica 29 giugno alla scoperta della Cina. Ospite d’eccezione al Café letterario della kermesse a Isola Maggiore, coordinato dal giornalista Federico Fioravanti, è stato infatti il Console della Repubblica Popolare cinese a Firenze, Wang Jian. Al tavolo dei relatori per l’incontro anche Andrea Fais e Marco Costa, autori del volume “La via della seta”, edito da Anteo, lo storico Giovanni Riganelli per un “focus” su Fra Giovanni da Pian del Carpine, e la professoressa Lidia Costamagna dell’Università per Stranieri di Perugia. Un appuntamento, è stato spiegato durante l’incontro, “per conoscere più da vicino la Cina, senza i pregiudizi che possono offuscarne l’immagine. L’unico modo per farlo, ed avvicinare così due Paesi già legati da tempo, è tramite la cultura e la conoscenza”. “Una via della seta”, dunque, per collegare il Cuore Verde d’Italia all’Oriente e alla Cina, “ripercorrendo, ricostruendo e riscoprendo quel legame addirittura più antico dei Polo”. La giornata di domenica, “inaugurata” dal Cafè letterario “Il destino della poesia tra web, mercato e immortalità” con il Vicepresidente dell’Associazione Gutemberg di Terni Andrea Vitali, il poeta e giornalista Andrea Giuli, il finalista del Premio “Luciana Notari” Marco Caporali e coordinato da Anton Carlo Ponti, è poi proseguita con l’appuntamento in musica targato Umbria Ensemble. Il quartetto d’archi (Angelo Cicillini e Angelo De Domenico al violino, Luca Ranieri alla Viola e Maria Cecilia Berioli al Violoncello) ha omaggiato il Console Wang Jain con il concerto “Un ponte di suoni teso tra Oriente ed Occidente”. “Un arco di suoni – spiega l’UmbriaEnsemble – che senza soluzione di continuità unisca nel pentagramma culture e tradizioni che meriterebbero maggiori occasioni d’incontro, oggi, quando la globalizzazione si trasforma spesso in alibi per evitare confronti culturali ed umani più diretti e vicini”. In scaletta brani della tradizione italiana e cinese che hanno emozionato il Console e tutti i presenti. Al termine dell’esibizione, la domenica dell’Isola del Libro si è conclusa con l’inaugurazione della mostra di fotografie e tessuti “Sulle tracce di Padre Giovanni”, il reportage sulle meraviglie dell’Oriente realizzato da Graziano Marini. L’esposizione resterà visitabile tutti i fine settimana fino alla chiusura dell’edizione 2014 dell’Isola del Libro Trasimeno, domenica 14 settembre.
di ASRIE – Associazione di Studio, Ricerca ed Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa ITALIA – Roma. Si è tenuto nel cuore della capitale il giorno martedì 24 giugno alle ore 15.30 presso l’Hotel Crowne Plaza Rome – St. Peter’s sito in Via Aurelia Antica 415 l’evento “2014 China Huai’an Trade & Investment Seminar” focalizzato sulla promozione della provincia Huai’an in Italia e sulla ricerca di partnership istituzionali ed aziendali tra i rappresentati cinesi e quelli italiani. La delegazione governativa di Huai’an ha visitato l’Italia con lo scopo di stabilire connessioni commerciali ed economiche con i rappresentati dei settori agricoltura, scienza, chimica, lavorazione alimentare, lavorazione dell’acciaio, automotive, macchine, energie rinnovabili ed ITC ed inoltre avrà l’obiettivo di creare partnership e sviluppare i rapporti con le istituzioni accademiche e le autorità governative italiane locali. L’evento era diretto non solo alle istituzioni ma in special modo alle aziende italiane, il vero obiettivo della delegazione, visto il grande interesse dei rappresentanti cinesi nel trovare partner commerciali interessati ad investimenti nella provincia di Huai’an e pronti ad accogliere investitori cinesi in Italia. Situata a nord del delta del fiume Yangtze, Huai’an è una città – prefettura situata nella provincia di Jiangsu che ricopre un’area di 10.100 metri quadri comprendendo quattro contee e quattro distretti per un totale di 5,40 milioni di abitanti. Oltre all’importanza storica ed alle bellezze naturali, Huai’an è considerata un hub commerciale importante perché all’incrocio tra il Grande Canale ed il fiume Huaihe; attualmente, infatti, cinque autostrade attraversano l’area a cui è possibile unire la ferrovia e ben 15 rotte aeree nazionali le quali la connettono con città medio – grandi come la capitale Pechino, Shanghai, Guangzhou, Hong Kong (per citare le principali). Alla posizione strategica è possibile unire un clima imprenditoriale di successo rappresentato da più di 10 mila imprese di diversa grandezza e specializzazione che operano nell’area, tra cui è possibile segnalare quelle dei settori chimico, tessile, metallurgico, dei macchinari e del tabacco che sono state promosse rapidamente e quelle della lavorazione dell’acciaio speciale, dell’energia rinnovabile e dell’ITC che stanno assumendo un ruolo di primo piano. Attualmente sono state create zone di sviluppo economico e tecnologico a livello nazionale, zone di esportazione, sette parchi industriali speciali a cui si aggiungono sei università e 43 istituti superiori per un totale di 190 mila studenti registrati, simbolo di vitalità e progresso. Huai’an ha stabilito relazioni commerciali con 105 paesi e regioni come il Giappone, gli Stati Uniti, l’Unione Europea, Taiwan ed Hong Kong ed ha attirato alcune tra le principali multinazionali le quali hanno investito nello sviluppo locale; gemellaggi con 12 città di 11 paesi (Francia, Ecuador, Bielorussia, Usa, Corea del Sud, Italia, Giappone, Russia, Germania, Polonia e Canada) denotano l’apertura a livello globale di Huai’an e la volontà di creare relazioni stabili e proficue con partner esteri. Durante l’evento sono intervenuti, tra gli altri, S. E. Li Ruiyu Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Mr. Qu Futian Sindaco della città di Huai’an e Irene Pivetti ex Presidente della Camera...