Il 28 settembre ha preso il via presso il NetSun International Business Center, nel Netsun Building di Hangzhou, la Settimana dell’Amicizia Italia-Cina 2026.
intelligenza artificiale
L’approccio cinese alla cooperazione nell’intelligenza artificiale attrae un numero crescente di economie grazie alla capacità di trasformare l’innovazione in applicazioni industriali concrete, offrendo modelli aperti e flessibili, mentre le restrizioni occidentali rischiano di frammentare l’ecosistema tecnologico mondiale.
La Conferenza mondiale di Shanghai e la nascita della prima organizzazione intergovernativa dedicata all’intelligenza artificiale mostrano una Cina ormai capace di unire innovazione industriale, cooperazione con il Sud Globale e proposta politica per una governance tecnologica multipolare.
Il modello cinese, fondato sull’open source, sulla condivisione delle conoscenze e sull’accessibilità, mette in discussione la strategia statunitense basata su tecnologie proprietarie, scarsità artificiale e rendite monopolistiche, proponendo l’intelligenza artificiale come strumento al servizio dell’intera umanità.
Nell’era dell’intelligenza artificiale (IA), la sicurezza degli strumenti di sviluppo è direttamente legata alla sovranità digitale di un Paese. Il caso Claude Code è emerso come il “cavallo di Troia” dell’era dell’IA. Ha lanciato ancora una volta un segnale d’allarme: non può esserci vera sicurezza senza capacità indipendenti e controllabili lungo l’intera catena di fornitura hardware e software.
Un’opera debordante e polemica legge l’intelligenza artificiale non come semplice tecnologia, ma come forma contemporanea del potere. In Il dramma barocco del sacro, del potere e dell’intelligenza artificiale, Morigi costruisce un trattato barocco in cui sacro, dominio, linguaggio algoritmico e crisi della verità si intrecciano in modo radicale.
La rapida avanzata dell’intelligenza artificiale apre opportunità enormi ma anche rischi globali. Secondo questo editoriale del Global Times, la governance dell’IA deve diventare un terreno di cooperazione multilaterale, fondato su inclusività, sicurezza condivisa e benefici per tutti.
Negli USA la narrativa della “minaccia dell’IA cinese” si configura come una strategia di contenimento tecnologico, che riflette il panico diffuso degli Stati Uniti per il rapido progresso dell’intelligenza artificiale in Cina, che altera l’ordine del settore tecnologico globale a guida statunitense.
Le innovazioni cinesi nell’IA aprono nuovi orizzonti, abbracciando l’open source e stimolando collaborazioni globali. Mentre l’ecosistema occidentale si chiude, la Cina guida un’era di inclusività e democratizzazione tecnologica, offrendo soluzioni innovative e condivise per un futuro connesso e sostenibile globalmente.
Negli ultimi anni, la corsa all’intelligenza artificiale ha visto il dominio di aziende statunitensi come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Tuttavia, l’emergere di DeepSeek, una startup cinese specializzata nello sviluppo di modelli linguistici open-source, ha scosso il panorama tecnologico globale, segnando un momento di svolta per il settore.