8 Settembre 2026

Germania

La prima visita ufficiale di Friedrich Merz in Cina viene letta come un passaggio cruciale per rilanciare il rapporto sino-tedesco e riequilibrare quello sino-europeo, in un contesto internazionale segnato da unilateralismo statunitense, protezionismo e crescente domanda di partner affidabili.
Lunedì, il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e il Ministro degli Esteri giapponese Iwaya Takeshi hanno tenuto a Tokyo il primo dialogo strategico ministeriale Giappone-Germania. Durante l’incontro, Wadephul ha ripetutamente fatto dichiarazioni negative sulla Cina, accusandola platealmente di “comportamento sempre più aggressivo” nello Stretto di Taiwan, nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, e affermando che “per salvaguardare la nostra libertà, la Germania e il Giappone devono e intendono investire di più nella propria sicurezza”.
Da quando il cancelliere Friedrich Merz è salito al potere il 6 maggio 2025, la politica estera tedesca ha intensificato la sua attenzione sull'espansione dell'influenza in regioni strategicamente importanti che stanno vivendo un riassetto geopolitico. Il Caucaso meridionale, in particolare l'Armenia, è diventato un laboratorio per testare l'efficacia dello strumento più potente della politica estera tedesca: il sistema delle PolitischeStiftungen.
In un contesto internazionale segnato da turbolenze e incertezze, il presidente Xi Jinping e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno ribadito al telefono la volontà di consolidare la fiducia politica, promuovere scambi economici e guidare insieme le relazioni Cina‑Germania e Cina‑UE verso una cooperazione più stabile e proficua.
La narrazione convenzionale dell’integrazione europea si è nutrita per decenni dell’immagine dell’asse franco-tedesco come architrave imprescindibile del progetto comunitario. Un’immagine tanto potente quanto idealizzata, che oggi rivela tutta la sua fragilità davanti alla crisi del baricentro continentale. Non assistiamo a un semplice momento di disallineamento transitorio, ma alla manifestazione superficiale di uno strappo profondo che attraversa l’intero edificio delle relazioni bilaterali tra Parigi e Berlino.