21 Ottobre 2026

donald trump

Il 20 gennaio 2025 Donal Trump si insedierà ufficialmente alla guida degli Stati Uniti d'America. Il futuro operato del nuovo Presidente è apparentemente più oscuro che mai: il personaggio e la squadra che sta formando sono percepiti a livello internazionale come campioni di imprevedibilità. Per dissipare quanta più nebbia possibile abbiamo chiesto aiuto a tre esperti delle relazioni internazionali, caratterizzati da una solida esperienza nel campo militare. I Generali Bertolini, Boni e Cosimato ci guideranno in un approfondimento, quanto mai necessario per chi volesse riuscire ad analizzare l'attuale sistemazione internazionale, nel tentativo di prevedere i prossimi sviluppi nei rapporti esteri.
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La settima edizione del “Rally of Hope Think Tank 2022” si terrà domenica 12 settembre 2021 alle 2:30 AM ora italiana, in modalità online e in lingua inglese. L’incontro sarà presieduto dalla Dottoressa Hak Ja Han Moon e sponsorizzato dalla Universal Peace Federation (UPF) e sarà incentrato sulla pacifica riunificazione della Penisola coreana. Interverranno in qualità di oratori S.E. Hun Sen, Primo Ministro del Regno di Cambogia; S.E. Mohamed Bazoum, Presidente della Repubblica del Niger; S.E. Denis Sassou Nguesso, Presidente della Repubblica del Congo; l’On. Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America (2017-2021); S.E. José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea (2004-2014); S.E. Natasa Micic, Presidente della Repubblica della Serbia (2002-2004); S.E. Gloria Arroyo, Presidente della Repubblica delle Filippine (2001-2010); S.E. H.D. Deve Gowda, Primo Ministro della Repubblica dell’India (1996-1997); la Dr. Hak Ja Han Moon, Co-fondatrice della UPF International. L’incontro sarà allietato da uno spettacolo di intrattenimento musicale che vedrà la partecipazione dei “Piccoli Angeli” il corpo di ballo folkloristico coreano di fama mondiale e da altri artisti internazionali. ll Rally of Hope è un programma online ideato e iniziato dalla Dottoressa Moon e dalla UPF nell’agosto 2020, allo scopo di promuovere un mondo di pace attraverso la lotta alla povertà, alla fame, alle discriminazioni razziali, ai cambiamenti climatici e ponendo fine ai conflitti religiosi. Per Newt Gingrich, Speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti (1995-1999) “Quello che ha fatto Madre Moon di continuare il lavoro del marito, di costruire un movimento mondiale impegnato nella realizzazione dell’idea che si possa trovare la via per dialogare gli uni con gli altri e che sia possibile trovare il modo per collaborare insieme, è la chiave per il successo futuro”. Il Think Tank 2022 è una rete di più di 2000 esperti internazionali in diversi settori – governativo, economico, accademico, religioso, dell’informazione, artistico e culturale – impegnati nella comune ricerca delle soluzioni più efficaci alle più complesse sfide del mondo contemporaneo. Per Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite (2007-2016) e Presidente del Think Tank 2022 “… se vogliamo raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, è necessaria un’ampia collaborazione in particolare tra i governi e la società civile. La creazione di un partenariato che attraversi un’ampia varietà di settori è fondamentale se vogliamo costruire un mondo migliore. A questo proposito mi congratulo in modo particolare per il lavoro iniziato dalla Dottoressa Moon, che ha stabilito un esempio. Credo che la Universal Peace Federation e la sua vasta rete di collaboratori nel campo della politica, della religione, del mondo accademico, dei media, dell’economia, delle arti, della cultura, delle donne e dei giovani, rappresenti un buon modello. Sono convinto che la UPF diventerà una pietra miliare per la realizzazione di una pace duratura nel mondo e nella Corea Celeste Unificata, sulla base dei principi di interdipendenza, prosperità condivisa e valori comuni”. La UPF è stata fondata dai coniugi Moon nel 2005 a New York e si propone di contribuire con le sue numerose attività al progresso della pace e della promozione umana....
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“Lo scorso 17 aprile un’ Associazione di comunicazione strategica (O’Donnell https://odonnellsolutions.com/ “Intelligence. Guided by experience” è il suo motto) ha inviato a tutti i candidati senatori del Partito Repubblicano un rapporto (in allegato) con una serie di indicazioni per aumentare esponenzialmente le accuse contro la Repubblica Popolare Cinese, indicata come la mandante dell’attacco aggressivo chiamato Coronavirus. Il Rapporto accusa i Democratici di essere troppo deboli nei confronti di Pechino (il che non si direbbe viste le recenti dichiarazioni di Joe Biden contro la Cina), mentre i Repubblicani devono ora spingere per l’adozione di sanzioni nei confronti della Repubblica Popolare a causa della sua responsabilità nel diffondere la pandemia. Dopo aver elencato una serie di articoli e di tesi precostituite a cui fare riferimento, il Rapporto conclude con una serie di indicazioni degne della migliore propaganda politica: tutta la campagna elettorale deve essere indirizzata a descrivere il Partito Comunista come bugiardo e criminale, separando le responsabilità del popolo cinese (a cui va il sostegno degli Stati Uniti) da quelle del regime”. Scarica il Documento
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Martedì 8 novembre 2016 si è tenuta l’elezione del 45º presidente degli Stati Uniti d’America: nonostante diverse accuse di elezioni truccate e numerosi scandali di violenza sessuale che lo hanno visto protagonista negli ultimi tempi, Donald Trump, imprenditore e personaggio televisivo newyorkese sopra le righe, candidato del Partito Repubblicano, ha sconfitto la candidata Hillary Clinton del Partito Democratico, prima donna ad aver vinto le primarie presidenziali di uno dei maggiori partiti. «È giunto il momento di cicatrizzare le ferite: il popolo americano è uno solo e dobbiamo essere uniti. A tutti i repubblicani e democratici nel Paese, io dico che è arrivato il momento di essere un popolo unito. Lo prometto a tutti i cittadini del Paese. Sarò il presidente di tutti gli americani» assicura il neo-presidente della Casa Bianca tendendo la mano a Hillary Clinton nel suo primo discorso e dicendo di volersi spendere per evitare divisioni. Una Clinton dal sogno sfumato. Hillary Clinton, alcune ore dopo la tormentosa sconfitta e il desiderio sbiadito di essere la prima donna presidente alla Casa Bianca, rompe il silenzio: «Mi sono congratulata con Donald Trump e impegnata a lavorare con lui per il bene del Paese. E’ una sconfitta dolorosa e lo sarà per molto tempo. Sono delusa e mi dispiace non aver vinto queste elezioni», ha ammesso sensibilmente commossa. In seguito ha inviato un messaggio a tutte le sue sostenitrici, facendo riferimento alla possibilità che una donna diventi presidente degli Stati Uniti d’America: «Non abbiamo ancora spezzato il più alto e duro soffitto di cristallo, ma un giorno succederà. Ora dobbiamo accettare il risultato della vittoria di Donald Trump, divenuto il nostro presidente». Elettori e popolo in un’unica direzione? Donald Trump ha ottenuto l’appoggio di 290 grandi elettori – venti in più rispetto a quelli necessari per garantirsi la maggioranza – al contrario dell’avversaria Hillary Clinton, la quale si è fermata a quota 218. Trump ha conquistato i seggi elettorali di Stati come l’Alaska e l’Arizona, in cui i repubblicani prevalgono facilmente, e di altri ritenuti decisivi per la nomina, quali il Wisconsin, il Michigan e la Pennsylvania. Soddisfazione per la Clinton il voto popolare, dove la candidata democratica ha raggiunto oltre 59,18 milioni di consensi, contro i 59,04 di Trump. Per avere una garanzia di vittoria la Clinton avrebbe dovuto vincere almeno in Florida o in Ohio, dove invece in entrambi gli Stati sono stati i repubblicani a prevalere. Piano economico-politico del neo-inquilino della Casa Bianca. Quali conseguenze e scenari si aprono con l’imprevedibile Donald Trump che sale alla guida degli USA? Il 22 ottobre è stato presentato il programma economico-politico del candidato alla Casa Bianca, Donald Trump, riassumibile in cinque punti fondamentali, per quanto alcuni d’essi al momento rimangono un’incognita soprattutto per gli americani. • Piano economico: agevolazioni fiscali per la classe media americana; semplificazione del codice fiscale; nessuna azienda di qualsiasi dimensione pagherà più del 15% del reddito d’impresa in tasse; creazione di un’economia “dinamica” con una crescita del 3,5% annuo; diminuzione del debito e del deficit; rinegoziare il...
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A cura di Dragan Mraovic Ormai è chiaro che la nave neoliberale naviga verso la fine del suo Impero. Dove naviga la nave del nuovo presidente americano Trump? Il mondo è in una grande attesa che il nuovo presidente Donald Trump giri il timone degli Stati Uniti, precedentemente diretto verso la perdizione del genere umano. I rapporti dei servizi segreti militari informano che la Russia non ha intenzione di fare una guerra lunga ed estenuante ma colpirebbe subito con le bombe atomiche la costa orientale e quella occidentale, quindi il vulcano Jelouston, il che segnerebbe la fine dell’Impero! La CIA, sotto il controllo dei neoconservatori, ha inviato delle relazioni secondo le quali agenti di spicco, sotto la minaccia della terza guerra mondiale, avrebbero fatto un colpo di Stato per portare il loro uomo al potere. Costui avrebbe il compito di riconsegnare la Russia ancora una volta alla gestione dell’Occidente usando la retorica nazionalista! L’intelligence militare ha riunito gli ufficiali più influenti e l’élite di ammiragli e di ufficiali della NATO per vedere che cosa fare. Certo, ha consultato anche il guru della geopolitica Henry Kissinger, che era del parere opposto a quello del suo rivale Zbigniew Brzezinski. Henry ha consigliato un’alleanza tattica con la Russia di Putin – contro un nuovo avversario! Chi sarebbe questo nuovo avversario? Naturalmente, questo nuovo avversario è un alleato della Russia, un gigante in grande sviluppo, la Cina, che è stato favorito in passato dallo stesso Henry Kissinger, con Nixon, grazie agli investimenti e ai finanziamenti occidentali. Come sappiamo l’atlantocrazia, guidata da Londra e da Washington, crea nel corso della storia apposta i suoi oppositori, ma ad un livello di forza da poterli battere e di conseguenza occupare. Ricordiamo che i banchieri hanno creato la potenza militare del Giappone con la funzione di minare la Russia nella guerra del 1905, quando sono stati sottratti le isole Curili e Port Arthur. La logistica fornita al Giappone per trasformarlo in uno Stato forte militarmente ha avuto fine dopo l’attacco a Pearl Harbor che è stato alimentato da Washington. Gli ufficiali di rilievo del Giappone sono stati educati a West Point e sapevano che non potevano sconfiggere gli Stati Uniti perché non avevano le risorse necessarie. La rappresentazione teatrale ha però seguito comunque il suo corso e il sipario è calato con le bombe atomiche buttate sulle enclavi ortodosse del Giappone, su Hiroshima e Nagasaki. Il genocidio dei giapponesi è stato il primo passo per l’occupazione del Giappone che continua fino ad oggi In conclusione, i banchieri, e sappiamo chi sono, hanno solo due mete, la distruzione della Russia ortodossa e la divisione di quel paese in dodici parti. Le parte sopra il Mar Caspio e il Mar Nero farebbero un nuovo Stato di Chazaristan, mentre il secondo obiettivo è la distruzione della Cina, di tutte e due le Coree e del Giappone. Con quali mezzi? Dato che gli euroatlantisti e la brusselocrazia usano la tattica del divide et impera e poiché in questo periodo non sono...
un muro già esistente 3
Beneficio o deterioramento? Il 25 gennaio, Donald Trump ha approvato la progettazione di un muro al confine con il Messico per limitare l’immigrazione clandestina, spostando fondi già stanziati per il Dipartimento della Sicurezza Nazionale al fine di avviare subito la fase di pianificazione. Secondo Donald Trump gli Stati Uniti anticiperanno i fondi per la costruzione del muro, soldi che il Messico dovrà restituire in una forma non ancora precisata, nonostante questa affermazione sia stata negata dal Presidente messicano Enrique Peña Nieto. Secondo il neo presidente si tratta di un costo di otto miliardi di dollari, la società di consulenza Bernstein ha calcolato una cifra fra i quindici e i venticinque miliardi di dollari, mentre un’altra azienda ha stimato che un muro di cemento armato e acciaio avrebbe un costo di trentotto miliardi di dollari. Un muro ritenuto, dagli esperti, troppo costoso e dannoso per l’economia americana e forse strategicamente inutile. Inizialmente il nuovo leader USA aveva parlato di un autentico muro, ma successivamente aveva ammesso che in alcune parti si sarebbe trattato di una recinzione come già ne esistono sul confine fra Stati Uniti e Messico. Le idee del nuovo Presidente si sono dimostrate dubbiose anche sull’altezza del muro: all’inizio doveva esser alto quindici metri, poi ridotto tra i dieci e i dodici metri, e in seguito – dopo l’amara critica esposta da Vicente Fox, ex Presidente messicano – l’altezza è divenuta di sedici metri. Unico dato certo resta la lunghezza del muro: dato che il confine fra Stati Uniti e Messico è lungo circa 3100 chilometri, in alcuni punti esistono già strutture che fanno da barriera tra i due Stati, dovrebbe risultare di circa 1600 chilometri, ovvero poco più della metà della lunghezza del confine in quanto l’altra parte è già protetta da barriere naturali come montagne e corsi d’acqua. Un muro tecnicamente fattibile, nonostante i diversi dati sui quali verrà effettivamente costruito; esso rientra in una legge approvata dall’Amministrazione di George W. Bush nel 2006 e mai applicata, che prevede la costruzione di una “barriera fisica vera e propria” lungo il confine con il Messico. Alcuni esperti ritengono che la costruzione del muro tra i due Paesi non sia sufficiente a impedire ai cittadini stranieri di subentrare sul suolo americano: l’altezza della barriera non impedirà ai trafficanti di scavare dei tunnel sotterranei, tantomeno ostacolerà l’entrata dei immigranti clandestini negli Stati Uniti, i quali accederanno con un permesso di soggiorno che poi lasceranno scadere. Inoltre, secondo alcune statistiche, i benefici economici sarebbero inferiori ai costi di costruzione: annualmente i migranti pagano le tasse, acquistano beni e servizi, e aumentano la produttività specialmente nei settori agricoli.   Beneficio o deterioramento? Nel frattempo le proteste contro il decreto per l’immigrazione di Donald Trump davanti alla Casa Bianca e a New York continuano, ma il neo presidente non si lascia intimorire e continua ad affermare a gran voce che il suo scopo è quello di creare confini forti, che sospendere l’ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sette paesi musulmani (Iran, Iraq,...