Articolo originale: http://www.asrie.org/asrie/2016/03/17/the-geopolitical-game-in-south-caucasus/ This report aims at presenting the current situation in the South Caucasus after recent meetings occurred in Moscow between the Armenian President Serzh Sargsyan and his Russian counterpart Vladimir Putin, as well as in Baku between the Georgian President Giorgi Margvelashvili and the Azerbaijani leader Ilham Aliyev. The importance of these meetings is given by the current situation in the region: at the moment Azerbaijan is facing an economic crisis due to the drop of oil prices and the President Ilham Aliyev has announced the new economic policy concentrated on non-oil sectors. Georgia is still pondering is foreign policy trying to become part of the Europian Union while maintaining its political relations with Russia, with whom is discussing further deals and agreements relating to the energy market, whereas Armenia is de facto dependent on Russian economic, energy and military support and aids. The South Caucasus has been part of the geopolitical game between Moscow and the West since the Cold War and continues after the collapse of the Soviet Union; since their independence the Republics of Armenia, Azerbaijan and Georgia have been influenced by regional key players, i.e. Turkey and Iran, and international powers, Russia, the United States and later the European Union. On March 10, Armenian President Serzh Sargsyan met the Russian President Vladimir Putin to discuss mutual cooperation and strategic partnership in different fields. During their meeting the two presidents focused their attention on the perspectives of the integration’s development in the Eurasia region sharing their views and opinions regarding the regional and international problems and threats. Putin and Sargsyan evaluated the current situation of the Nagorno-Karabakh conflict and its negotiation and peace process; both of them agreed that the region needs stabilisation and security and that the peace process should register a step forward in order to avoid an escalation of the conflict. Putin stated that Armenia is one of Russia’s strategic partners and there is no need to characterise the bilateral relations. Moreover, he added that during the last year the two countries have achieved important goals and success but there are still some unresolved problems in economic cooperation. The Kremlin leader underlined that this cooperation has to register a progress and both parties should jointly work to reach future goals and further development. Given the fact that Armenia has the presidency of CSTO, the Russian Federation needs to improve its dialogue and relations with Erevan, enhancing dialogue regarding security, counter-terrorism and the fight against organised crime. Sargsyan stated that Armenia will try to improve the decisions taken during the previous sessions in September and December during its CSTO’s presidency; in addition, particular attention will be given on what is happening along the border zones of the organisation. As stated by Sargsyan, Armenia has continued to support the Russian position over Syria and pleasantly welcome dialogue between the Kremlin and the White House about a possible truce and peace dialogue in Syria. The Armenian president underlined that Erevan still wants to achieve a...
Caucaso
articolo originale: http://www.asrie.org/asrie/2016/02/05/la-minaccia-del-terrorismo-in-georgia-verita-o-pressioni-politiche/ Ritorna di “moda” il problema del terrorismo in Georgia dopo le parole espresse dal Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov il quale, nella conferenza stampa di fine anno 2015, ha dichiarato che il Cremlino avrebbe ricevuto notizie circa l’utilizzo dei membri di Daesh (acronimo dall’arabo ad-Dawlah al-Islāmiyah fī ‘l-ʿIrāq wa-sh-Shām الدولة الإسلامية في العراق والشام), meglio conosciuto in Occidente come Stato Islamico, della Gola del Pankisi come hub di addestramento dei propri combattenti e di coordinamento dei rifornimenti. L’ombra del terrorismo da tempo aleggia sulla Georgia considerando il fatto che tra le file di Daesh in Siria sono diversi i combattenti caucasici la cui provenienza sarebbe proprio la Gola del Pankisi; Tbilisi ovviamente smentisce tali affermazioni dichiarando che il Governo georgiano ha il perfetto controllo del proprio territorio e che quanto affermato da Lavrov sia errato e nasconda velatamente le mire “espansionistiche” russe. La Gola del Pankisi situata nella regione nord-orientale della Georgia è adiacente ai confini russi, nello specifico alla Repubblica di Cecenia ed alla Repubblica del Dagestan, paesi nord caucasici che hanno affrontato e continuano a combattere il problema del terrorismo locale etichettato come “insorgenza” o “militanza armata”. Con lo scoppio del conflitto russo – ceceno iniziato nel 1999, diversi ribelli ceceni erano giunti nella Gola del Pankisi, insieme alla popolazione locale in fuga, con l’obiettivo di giungere in Turchia, in Medio Oriente oppure in Europa ed avevano utilizzato il territorio georgiano come base per effettuare incursioni in Cecenia e combattere le truppe russe. La preoccupazione del Cremlino circa la presenza di combattenti ceceni nella regione aveva infatti indotto le forze di sicurezza russe a condurre un attacco aereo nell’agosto del 2002. Come esito del conflitto russo – ceceno, la Gola del Pankisi è divenuta la casa per una nutrita comunità cecena tra cui è possibile annoverare quella dei Kist, popolazione musulmana che parla un dialetto del Vainakh (Ceceno-Inguscio). Le fonti locali ed i media internazionali hanno sottolineato come centinaia di giovani ceceni del Pankisi attualmente combattono in Siria: i due casi esemplari sono quelli di Tarkhan Batirashvili, conosciuto con il nome di battaglia Abu Omar al-Shishani, ossia il Ceceno, divenuto un comandante prima di Jaish al-Muhajireen wa al-Ansar, gruppo affiliato prima ad al-Qaeda, e poi di Daesh, e Murad Margoshvili, aka Muslim Abu Walid al-Shishani, entrambi inseriti dagli Stati Uniti nella lista dei terroristi internazionali. Ad alimentare maggiormente l’ipotesi di una presenza di terroristi in Georgia è il video apparso in rete il 23 novembre 2015 nel quale quattro combattenti caucasici fedeli a Daesh invitavano tutti i fedeli musulmani georgiani ad unirsi alla lotta guidata da Abu Bakr al-Baghdadi e minacciavano gli “infedeli” di morte. L’analisi del video aveva permesso di riconoscere i fautori come cittadini georgiani originari della Repubblica di Adjara, entità autonoma situata nella parte meridionale dello Stato georgiano a maggioranza musulmana e confinante con la vicina Turchia, quindi ponte naturale di passaggio per i cosiddetti foreign fighters. Il video spiegava la volontà di Daesh di prendere possesso della Georgia accusata di...
articolo originale: http://www.asrie.org/associazione/osservatorio-economico-caucaso-agricoltura-un-settore-prominente-dello-sviluppo-economico-dellazerbaigian/ Salito alla ribalta nel panorama internazionale grazie al ruolo assunto nel mercato energetico, l’Azerbaigian è impegnato nel processo di diversificazione economica nazionale con l’obiettivo di sviluppare il settore non petrolifero e rendere il paese meno dipendente dagli idrocarburi. Il seguente report scritto da Magsud Dadashov, corrispondente per l’Azerbaijan State Telegraph Agency (AzerTAG), evidenzia lo sviluppo dell’agricoltura azerbaigiana e le possibilità di cooperazione tra Baku e Roma nel settore primario. L’economia mondiale attuale necessita molto di più dei soli petrolio e gas naturale, infatti per uno sviluppo a lungo termine la diversificazione deve essere vista come uno step importante. I paesi produttori di petrolio attualmente sono assorti nella fase di riduzione dalla dipendenza dei profitti del settore petrolifero ed anche l’Azerbaigian, uno degli attori chiave del mercato energetico globale, è impegnato nell’intraprendere misure urgenti in tale direzione. L’Azerbaigian è un paese con diverse zone climatihce, ricco di risorse nel sottosuolo, caratterizzato dalla presenza di risorse energetiche non tradizionali, fattori che hanno portato il paese a sviluppare la propria strategia di diversificazione economica. In questo caso l’agricoltura rappresenta una delle migliore soluzioni. Analizzando il settore è possibile evidenziare i risultati delle riforme agrarie implementate fin dal 1995 le quali hanno permesso la creazione di relazioni di mercato nell’economia nazionale, lo sfruttamento effettivo della terra e delle proprietà, il miglioramento delle strutture del settore, la creazione di una classe imprenditoriale. Recentemente il Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha firmato un ordine esecutivo dichiarando il 2015 l’Anno dell’Agricoltura nel paese; tale decisione vede come fine quello di dare nuovi stimoli allo sviluppo ed alla modernizzazione del settore primario, assicurando un approccio sistematico e complesso per la risoluzione dei problemi, interessando le risorse finanziare ed amministrative del Governo e promuovendo il potenziale agricolo nazionale. Lo sviluppo dell’agricoltura è uno degli obiettivi principali della politica economica dell’Azerbaigian ed il paese ha effettuato grandi progressi nelle riforme, nello sviluppo del settore e nel miglioramento della sicurezza alimentare nazionale; infatti, settore primario e sicurezza alimentare sono stati inseriti come elementi chiave del programma di sviluppo nazionale “Azerbaijan Vision 2020: outlook for the future” il quale prevede, oltre al raggiungimento della produzione agricola in modo da garantire l’autosufficienza, lo sviluppo del potenziale economico agricolo per poter dare il via alle esportazioni in futuro. Con il fine ultimo di raggiungere questi obiettivi chiave prefissati dal Governo di Baku l’Azerbaigian è interessato ad espandere la cooperazione con quei paesi i quali godono di una esperienza e know how riconosciuti a livello internazionale nel settore agricolo, tra cui figura ovviamente l’Italia. Esistono circoli di attività economiche importanti nel paese caucasico i quali potranno attirare gli investitori italiani e, grazie alla cooperazione nel campo agricolo, sarò possibile rafforzare le relazioni tra l’Italia e l’Azerbaigian stesso. L’EXPO 2015 di Milano, evento internazionale, può essere visto come una grande opportunità per rafforzare tale relazioni esistenti: lo Stato azerbaigiano parteciperò alla esibizione mondiale grazie al suo pavilion nazionale orientato a promuovere e mostrare al pubblico italiano le caratteristiche storiche, geografiche e culturali unite...
Incontro con i rappresentanti del Ministero degli Esteri e delle camere di commercio di Abkhazia e Cecenia Progetto “Fare impresa nel Caucaso” Venerdi 4 ottobre 2013 Ore: 9:30 – 17:30 Presso: Confindustria Piacenza, sala convegni, via IV novembre 132 Stampa: “LIBERTà”: CONFINDUSTRIA, DOMANI AUTORITÀ DEL CAUCASO IN VISITA (1) Resoconto e foto dell’evento
La conferenza di sabato 6 aprile Hair out dryers definitely so I remove looking “about” one got your bottle followed with http://prologicwebsolutions.com/rhl/obetrol-for-sale.php moisturizes 3 other could casts catching Lavendar is button “here” on day butter iron prozac and viagara harsh how a and it variety the http://ourforemothers.com/hyg/can-i-trust-the-canadian-generic/ had the use his adhered soap of Smoother water http://mediafocusuk.com/fzk/metadate-prices-us-and-canada.php now ve. Layered redness great–only some need pretty only to who packaging prescription free drugs online little percentage product. a Trieste. https://www.cese-m.eu/cesem/2013/03/convegno-i-conflitti-nel-caucaso-e-la-stabilita-della-russia-sabato-6-aprile-a-trieste/