15 Giugno 2026

alla scoperta del tibet

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“La Repubblica Popolare Cinese e il Tibet”, progetto di ricerca del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’introduzione di Lorenzo Salimbeni, Presidente del Centro Studi Eurasia-Mediterraneo, al volume, fresco di stampa, curato del CeSE-M Alla scoperta del Tibet. Storia, paesaggi e prospettive (Anteo Edizioni, Cavriago 2015), contenente contributi di Marco Costa, Andrea Turi e Stefano Vernole. Un’impervia regione di montagna che a distanza di mezzo secolo continua a godere dei benefici di una riforma agraria capace di sradicare i privilegi di una teocrazia che aveva fra l’altro perso gran parte della propria spiritualità e si era impastoiata nei meandri secolari. Un tessuto produttivo che in cinquant’anni ha incrementato il proprio PIL di 300 volte e beneficia di consistenti sovvenzioni e investimenti da parte del governo centrale, il quale ha investito in una robusta infrastrutturazione innervata su autostrade e tratte ferroviarie ad alta velocità. Una regione autonoma che, in virtù delle proprie specificità culturali ed etniche, gode del bilinguismo, ma anche dell’istruzione gratuita e di un servizio sanitario capillare. Il suo capoluogo primeggia da tempo nelle graduatorie nazionali riguardanti la qualità della vita, con particolare riferimento agli indici di sicurezza e di funzionalità dei servizi pubblici urbani. Tutto questo caratterizza la Regione autonoma cinese dello Xizang (nome che significa “dimora del tesoro occidentale”), la quale potrebbe pertanto ben esemplificare l’ennesimo miracolo economico che la Repubblica Popolare Cinese ha compiuto in questi ultimi decenni. Il nome di per sé tuttavia dice poco, né aiuta il lettore occidentale medio sapere che tale area racchiude alcune di quelle prefetture dell’ovest della Cina che finora sono rimaste al di fuori dell’ancor più vorticoso sviluppo che ha interessato la fascia costiera e le metropoli immediatamente adiacenti. Se, invece, si usa il nome tradizionale “Tibet”, la percezione cambia completamente ed entra in gioco quella costruzione retorica e propagandistica che i media mainstream congiuntamente ai think-tank statunitensi hanno intessuto attorno alla figura di Tenzin Gyatso, meglio noto come “il Dalai Lama”, Premio Nobel per la Pace 1989. Riconoscimento invero singolare per colui il quale trent’anni prima aveva scatenato una cruenta rivolta armata e negli anni seguenti, sostenuto dalla CIA e dall’India, contrapposta a Pechino da vertenze confinarie attinenti in parte proprio il Tibet, aveva fomentato richieste d’indipendenza inducendo alcuni suoi seguaci a gesti eclatanti come ad esempio immolarsi dandosi fuoco, compiendo così un gesto contrario all’etica buddhista tibetana. Ricordato come tale leader politico appaia discutibile anche nei panni di guru spirituale, in quanto avversato dai tibetani afferenti alla scuola buddhista Shugdenpa, per meglio delineare questo controverso personaggio rimandiamo tuttavia all’opera di Maxime Vivas “Dietro il sorriso. Il lato nascosto del Dalai Lama”, recentemente tradotto da Anteo Edizioni. La presente opera collettanea si pone, invece, in continuità con un’altra pubblicazione della dinamica casa editrice di Cavriago, vale a dire “Tibet, crocevia tra passato e futuro. Storia, sviluppo e potenzialità della regione autonoma cinese” di Marco Costa. Quest’ultimo fa parte, assieme a Stefano Vernole e Andrea Turi, del gruppo di lavoro del Centro Studi Eurasia-Mediterraneo...
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“La Repubblica Popolare Cinese e il Tibet”: progetto di ricerca del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo La Regione Autonoma Cinese del Tibet, che quest’anno festeggia il cinquantesimo anniversario della sua fondazione, risulta essere sempre più direttamente coinvolta dall’impetuoso tasso di crescita della Repubblica Popolare Cinese. Non solo, ma ne è ormai anche parte e contributrice diretta, mettendo a disposizione della Repubblica Popolare Cinese energie e talenti dal valore impareggiabile ed inestimabile. Questa regione è oggi un territorio sempre meno periferico rispetto a Pechino, dove dopo decenni di programmazione ed investimenti si sta colmando quel gap economico e sociale accumulato in secoli di arretratezza feudale. E’ una vasta terra montuosa in cui la custodia di millenarie tradizioni spirituali e di paesaggi maestosi, abbinati a sempre più moderne infrastrutture, attira ogni anno un crescente numero di turisti da ogni parte del pianeta. In questo saggio si approfondiscono tre diversi temi del cosiddetto Paese delle nevi: la sua storia ed il suo patrimonio storico-religioso, i fattori ed i dati dello sviluppo economico, ed infine gli aspetti turistici, paesaggistici e ambientali. Alla scoperta del Tibet è, insomma, un utile e potremmo dire persino indispensabile vademecum per chiunque voglia accedere alla storia di questa terra tanto antica e leggendaria. PER ACQUISTARE IL LIBRO “ALLA SCOPERTA DEL TIBET. STORIE, PAESAGGI E PROSPETTIVE”, Anteo Edizioni La segnalazione su Il Messaggero del 26 novembre 2015
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Martedì 1 dicembre 2015, dalle ore 11.00 alle ore 12, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, Piazza Madama 11, Roma, Marco Costa interverrà in rappresentanza del Cesem all’iniziativa promossa e organizzata dall’Associazione Parlamentare di amicizia Italia – Cina. Il programma, nelle sue linee di indirizzo prevede: Saluto di apertura del consigliere Tang Youjing a nome dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese Saluto dell’on. Peluffo, presidente dell’Associazione parlamentare Amici della Cina Saluto dell’Onorevole A Wang, vice presidente della Conferenza Consultiva Politica della Regione Autonoma del Tibet Illustrazione del rapporto sintetico dell’ultimo viaggio dei parlamentari italiani nella Regione Autonoma del Tibet Introduzione del libro “Alla Scoperta Tibet” – ed. Anteo, 2015. Conclusione.