15 Giugno 2026

accordo nucleare iran

firenze-31-marzo
L’intervento di Stefano Vernole, vicedirettore della rivista di geopolitica Eurasia nonché coordinatore del Centro Studi Eurasia Mediterraneo, in un collegamento telefonico con la Radio Italia della Voce della Repubblica islamica dell’Iran (IRIB) e con il sito http://parstoday.com/it. http://parstoday.com/it/news/middle_east-i142425-stefano_vernole_all’irib_con_russiagate_usa_vogliono_allontanare_russia_dall’ue_
iran
E’ bene non illudersi; l’accordo di Vienna sul nucleare iraniano raggiunto il 14 luglio non rappresenta un testo con una valenza giuridica e vincolante per le parti (UE, Germania, Francia, Regno Unito, Russia, Cina, USA, Iran). Ora, “Joint Comprehensive Plan of Action” alla mano – così è stato denominato l’accordo formalmente – possiamo solo dare delle valutazioni momentanee, in attesa che il documento venga ratificato dai parlamenti nazionali, cosa non del tutto scontata visto che nel Congresso americano i repubblicani, vicini al governo israeliano, fortemente critici con l’approccio morbido di Obama nei confronti del nuovo Iran di Rohani, sono la forza di maggioranza e potrebbe esserci in extremis la bocciatura del JCPOA, facendo così naufragare gli sforzi della diplomazia di mezzo mondo. La saggezza quindi impone di attendere prima di parlare di un accordo storico e di grande vittoria per la comunità internazionale. Ciò non toglie che analizzando il testo dell’accordo, balzano all’occhio aspetti interessanti e lo stesso dicasi per le reazioni dei principali attori politici coinvolti a livello internazionale. Un ulteriore aspetto di interesse nella vicenda è poi la reazione delle varie forze politiche interne iraniane, che con diversi punti di vista e sensibilità seguono la vicenda. In primo luogo notiamo una contraddizione molto forte nel JCPOA rispetto a quelle che furono solo pochi mesi fa talune indicazioni della Guida iraniana sulle trattative: infatti, nel documento viennese si parla di un approccio graduale nell’applicazione dei punti nodali dell’accordo, quindi anche per ciò che concerne la rimozione delle sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran. “This JCPOA, reflecting a step-by-step approach, includes the reciprocal commitments as laid down in this document” (1), si legge nel documento, e ciò in palese contraddizione con l’opinione del Capo di Stato iraniano, l’ayatollah Khamenei, che aveva posto come condicio sine qua non l’eliminazione completa e immediata di tutte le sanzioni contro l’Iran. In pratica, o i diplomatici iraniani hanno agito in contraddizione con le indicazioni della Guida, e quindi è presumibile che il testo, una volta analizzato dalla Guida stessa, venga ritenuto inadeguato e quindi, attraverso il mancato procedimento di ratifica parlamentare – il Majles iraniano (Parlamento) è dominato da deputati vicini alla Guida – venga spedito al mittente, oppure in questi pochi mesi la Guida ha cambiato opinione e riterrebbe oggi anche una rimozione “step-by-step” delle sanzioni in linea con l’interesse nazionale del paese persiano, giudicata come razionale in considerazione dell’eventuale miglioramento graduale dell’economia iraniana, anche se pure tale considerazione sarebbe in contraddizione con quanto detto in precedenza dalla Guida, ovvero che i problemi economici dell’Iran devono essere risolti grazie alle risorse interne e non agli accordi internazionali. Questo secondo noi è un punto importante, per capire veramente cosa ha in mente la Guida, vero ago della bilancia della politica interna iraniana. Oltre a ciò non si sono fatte attendere le reazioni dei leader internazionali; fortemente critico, come era presumibile, il governo israeliano che ha definito il risultato giudicato positivo dai paesi coinvolti negli accordi di Vienna come una vittoria per l’Iran e...