di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Domenica è stato ufficializzato il terzo mandato di Xi Jinping come segretario generale del Partito Comunista. Li Qiang si appresta a diventare il nuovo primo ministro dopo la fine del mandato di Li Keqiang. Terminato il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, il 23 ottobre ha avuto luogo la prima sessione plenaria del 20° Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, che ha ratificato la conferma di Xi Jinping come segretario generale per un terzo mandato. Xi è stato anche nominato presidente della Commissione militare centrale del PCC. Oltre al segretario generale, il Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC sarà composto da Li Qiang, Zhao Leji, Wang Huning, Cai Qi, Ding Xuexiang e Li Xi. Li Qiang, segretario del Partito Comunista a Shanghai sin dal 2017, diviene dunque il nuovo numero due del PCC, destinato con ogni probabilità ad assumere la carica di primo ministro a partire da marzo, quando Li Keqiang raggiungerà il limite dei due mandati. La nomina di Li Qiang ha colto di sorpresa molti analisti, visto che storicamente il nuovo premier era sempre stato scelto tra i vice premier. Li Keqiang, ad esempio, aveva ricoperto il ruolo di primo vice premier tra il 2008 ed il 2013, prima di ottenere i suoi due mandati da primo ministro. Per questo stesso motivo, molti pensavano che il suo successore sarebbe stato Wang Yang, ma Wang, al pari di Li Keqiang, non è stato neppure confermato all’interno del Comitato Centrale del PCC, fatto che lo ha immediatamente escluso dall’elenco dei pretendenti. Li Qiang viene considerato come uno dei fedelissimi di Xi Jinping, e la sua probabile nomina come nuovo premier non poteva che suscitare le scomposte reazioni dei commentatori occidentali. Le élite nostrane speravano infatti nella nomina del già citato Wang Yang o di Hu Chunhua, considerati come due riformisti che avrebbero aperto la porta alla trasformazione capitalista della Repubblica Popolare. I commentatori anticinesi non hanno trovato di meglio che criticare Li Qiang per la gestione del lockdown a Shanghai – i cui risultati sono in realtà stati migliori rispetto a quelli ottenuti da qualsiasi Paese occidentale – e per non aver introdotto riforme orientate al mercato. Tutto questo non fa altro che dimostrare la correttezza della linea del PCC. Durante l’incontro con la stampa, tenutosi domenica nella Grande Sala del Popolo di Pechino, Xi Jinping ha affermato che una Cina prospera creerà molte più opportunità per il mondo: “Proprio come la Cina non può svilupparsi isolata dal mondo, il mondo ha bisogno della Cina per il suo sviluppo”, ha osservato Xi. “Attraverso oltre 40 anni di incessanti riforme e aperture, la Cina ha creato i due miracoli della rapida crescita economica e della stabilità sociale a lungo termine”, ha aggiunto il segretario generale del PCC. “Mentre gli Stati Uniti si stanno impegnando nella costruzione del confronto e dell’unilateralismo, oltre a guidare il mondo intero in una situazione più conflittuale e caotica, la Cina, la seconda economia più grande del mondo, sta facendo esattamente l’opposto“, ha commentato Wang Yiwei, vice preside dell’Accademia...
XX Congresso Partito Comunista Cinese
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese si è concluso sabato 22 ottobre, segnando un netto successo della linea del presidente Xi Jinping, e smentendo dunque le teorie del complotto anticinesi. Il 22 ottobre ha avuto luogo, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino, la seduta conclusiva del 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, l’occasione per trarre il bilancio della settimana di lavori. Secondo tutti gli osservatori, il Congresso del PCC si è concluso con un netto successo della linea del segretario generale del partito e presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Mentre, nelle settimane che hanno preceduto l’evento, la stampa anticinese diffondeva infondate teorie del complotto circa la possibile rimozione di Xi Jinping dal suo incarico, arrivando addirittura a parlare di un possibile golpe militare contro il leader cinese, il 20º Congresso ha dimostrato come Xi Jinping tenga ancora saldamente in mano il timone del comando, sostenuto da una netta maggioranza all’interno del Partito. Anche durante e dopo il Congresso, non sono mancate le interpretazioni erronee, quando non volutamente falsificate, di ciò che è avvenuto in questi giorni a Pechino. Ad esempio, molti giornali hanno parlato della rimozione del primo ministro Li Keqiang dal proprio incarico, in quanto costui non è stato rieletto presso il Comitato Centrale del PCC. In effetti, Li sarebbe potuto essere confermato nell’organo del partito, ma comunque non avrebbe potuto ottenere un terzo mandato come premier, in quanto il limite è fissato a due. Li Keqiang continuerà dunque ad occupare il proprio incarico fino alla scadenza del mandato, nel marzo del 2023, dopodichè gli subentrerà il suo successore. Un’altra polemica ha riguardato l’inaspettato allontanamento dell’ex presidente Hu Jintao dalla Grande Sala del Popolo. Secondo gli anticinesi, Hu sarebbe stato scortato fuori in quanto oppositore della linea di Xi Jinping e fautore di una politica di riavvicinamento con gli Stati Uniti. Altri, invece, affermano che l’ottantenne si trovasse in stato confusionale nel corso della seduta, e che quindi sia stato accompagnato fuori per sua tutela. Sebbene non sia stata fornita una versione ufficiale dell’accaduto, il voto unanime che ha consacrato la linea di Xi Jinping smentisce categoricamente l’esistenza di un’eventuale faida interna capeggiata da Hu Jintao. “Gli analisti cinesi hanno affermato che le risoluzioni approvate al Congresso mostrano che il Partito è pienamente preparato per il suo nuovo viaggio e ha visioni e pensieri più grandi e contemporanei su governance, sviluppo, missioni chiave e ordine mondiale”, si legge sul Global Times. Nella sessione di chiusura presieduta da Xi, il Congresso ha eletto un nuovo Comitato Centrale del PCC, con 205 membri e 171 membri supplenti, e una nuova Commissione Centrale del PCC per l’Ispezione Disciplinare (CCDI) composta da 133 membri. Il Congresso ha approvato una risoluzione sul rapporto del 19° Comitato Centrale del PCC, una risoluzione sul rapporto di lavoro del 19° CCDI del PCC e una risoluzione su un emendamento alla Costituzione del PCC. “Riteniamo che tutte le decisioni e i piani stabiliti al Congresso e tutti i suoi risultati giocheranno un ruolo...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALEPhotoSource: invesco.com Nel giro di pochi anni, la Cina ha ottenuto grandi miglioramenti dal punto di vista ecologico e ambientale, come sottolineato negli eventi organizzati a margine del 20º Congresso del Partito Comunista. Sta per volgere al termine il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, organizzato dal 16 al 22 ottobre presso la Grande Sala del Popolo di Pechino. Tra le numerose tematiche affrontate in questi giorni, non poteva mancare la questione ambientale, di grande attualità negli ultimi anni. A fronte delle accuse della propaganda anticinese, il Congresso del PCC ha sottolineato i grandi passi in avanti compiuti dalla Repubblica Popolare Cinese da questo punto di vista, raggiungendo risultati straordinari in un lasso di tempo così breve. Zhai Qing, vice ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente, ha tenuto una conferenza stampa nella giornata di venerdì, nel corso della quale ha sottolineato che la Cina è diventata la nazione con i progressi più rapidi nel miglioramento della qualità dell’aria negli ultimi dieci anni: “Il concetto che l’acqua pulita e le montagne verdi sono preziose quanto l’oro e l’argento ha messo radici nei cuori del popolo, portando ai grandi successi della Cina nel risparmio energetico e nella riduzione delle emissioni di carbonio”, ha sottolineato il rappresentante del governo. Le emissioni di anidride carbonica per unità di PIL della Cina nel 2021 sono diminuite del 34,4% rispetto al livello del 2012 e la quota di consumo di carbone nel suo consumo di energia primaria rappresentava il 56% nel 2021, rispetto al 68,5% nel 2012. Nonostante una crescita economica sostenuta ed un aumento costante del consumo di energia, pari a circa il 3% annuo, la Cina ha ottenuto risultati di grande spessore nel miglioramento della qualità dell’aria nelle grandi città, che fino a pochi anni fa figuravano ancora nella poco lusinghiera lista delle più inquinate del mondo. Inoltre, “l’84,9% delle acque superficiali del paese ha raggiunto la qualità di Grado III o superiore nel 2021, che è diventata molto vicina ai livelli osservati nei Paesi sviluppati”, secondo quanto affermato da Zhai. Il vice ministro ha anche sottolineato che la Cina ha completamente bandito le importazioni di “spazzatura straniera” e ha realizzato l’obiettivo di zero importazioni di rifiuti solidi. Ma Jun, direttore dell’Istituto per gli affari pubblici e ambientali con sede a Pechino, ha affermato che attraverso gli sforzi nel controllo dell’inquinamento e nella protezione ecologica negli ultimi dieci anni, la Cina ha sostanzialmente invertito la tendenza al degrado ambientale: “In un momento così critico, il fatto che la Cina, in quanto una delle principali economie, mantenga le proprie promesse climatiche e rispetti l’ideale ecologico sarà essenziale affinché il mondo affronti meglio il cambiamento climatico”, ha detto l’accademico, intervistato dal Global Times. Oltre all’impegno all’interno dei propri confini, la Cina sostiene il multilateralismo e il principio delle responsabilità e delle rispettive capacità comuni ma differenziate, ovvero chiede ai Paesi industrializzati di rispettare gli accordi presi e di fare la propria parte nel miglioramento della situazione ambientale planetaria, in quanto principali inquinatori a livello storico e massimi...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Il 20º Congresso del Partito Comunista Cinese sta ricevendo una copertura mediatica senza precedenti e sta suscitando un grande interesse in tutto il mondo, coerentemente con il ruolo assunto dalla Cina nella comunità internazionale. Nel giro di pochi decenni, la Cina è diventata la prima economia mondiale a parità di potere d’acquisto, scavalcando gli Stati Uniti nel 2016, e la seconda in termini assoluti. La Repubblica Popolare ha inoltre assunto un ruolo sempre più importante a livello geopolitico, facendosi portaparola dei Paesi in via di sviluppo e di tutti quelli che rifiutano il mondo unipolare a guida statunitense. Anche per queste ragioni, il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese sta ricevendo un’attenzione mediatica senza precedenti in tutto il mondo. Come sappiamo, la macchina della propaganda occidentale si è attivata anche in occasione del più importante evento della vita politica cinese, proponendo al grande pubblico notizie falsificate o accuratamente manipolate, al fine di dare un’immagine negativa della Cina, del Partito Comunista e del presidente Xi Jinping. Il rapporto di Xi Jinping, in particolare, è stato ridotto ad un’invettiva bellicista verso Taiwan, travisando completamente i concetti espressi dal segretario generale del PCC e ignorando tutti gli altri punti affrontati. Per fortuna, al di là di quello che pensano i sempre meno numerosi occidentalocentrici, il mondo non si limita a Europa e Nord America. Negli altri continenti, la visione che i governi, le organizzazioni politiche e i popoli hanno della Cina, del Partito Comunista e della leadership di Xi Jinping differisce in maniera netta rispetto a quanto propinato dalla propaganda occidentale. “Leader di molti Paesi e organizzazioni internazionali hanno inviato messaggi e lettere al presidente Xi Jinping, che è anche segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), per esprimere le congratulazioni per l’apertura del 20° Congresso Nazionale del PCC. Hanno notato che il 20° Congresso Nazionale sarà una nuova pietra miliare nella causa cinese della costruzione socialista e hanno espresso fiducia che sotto la guida del Comitato Centrale del PCC con il compagno Xi Jinping al centro, la Cina realizzerà con successo il suo ringiovanimento nazionale“, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin. Secondo quanto affermato dal portavoce Wang, i governi di Sudafrica, Argentina, Sri Lanka, Tagikistan, Palestina, Kirghizistan, Gabon e Mongolia figurano tra quelli che hanno inviato messaggi di congratulazioni a Xi Jinping. Inoltre, i partiti al potere in Repubblica Democratica Popolare di Corea, Vietnam, Laos e Cuba hanno inviato le loro congratulazioni al Comitato Centrale del PCC per la riuscita convocazione del congresso. “La Cina è sempre stata una forza per la pace nel mondo, un contributore allo sviluppo globale e un difensore dell’ordine internazionale. La Cina ha fornito le sue intuizioni e soluzioni per affrontare le principali questioni globali e ha contribuito a creare consenso e sinergie per far progredire lo sviluppo umano e il progresso”, ha spiegato ancora il portavoce del ministero degli Esteri. Wang ha poi sottolineato che numerosi sondaggi internazionali mostrano come il ruolo della Cina sia accolto favorevolmente da gran parte...
a cura di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Nel rapporto letto al 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista, il segretario generale Xi Jinping ha presentato un’agenda ambiziosa e piena di speranze. Di seguito presentiamo i punti salienti del rapporto, tradotti direttamente dalla versione inglese del China Daily. (PhotoSource) Accelerare la creazione di un nuovo modello di sviluppo e perseguire uno sviluppo di alta qualità Per costruire un Paese socialista moderno a tutti gli effetti, dobbiamo prima di tutto perseguire uno sviluppo di alta qualità. Dobbiamo applicare pienamente e fedelmente la nuova filosofia di sviluppo su tutti i fronti, continuare le riforme per sviluppare l’economia di mercato socialista, promuovere un elevato standard di apertura e accelerare gli sforzi per promuovere un nuovo modello di sviluppo che sia incentrato sull’economia interna e abbia come caratteristica l’interazione tra flussi economici nazionali e internazionali. Dobbiamo sostenere e migliorare il sistema economico socialista di base della Cina. Dobbiamo consolidare e sviluppare fermamente il settore pubblico e incoraggiare, sostenere e guidare fermamente lo sviluppo del settore non pubblico. Lavoreremo affinché il mercato svolga un ruolo decisivo nell’allocazione delle risorse e affinché il governo svolga meglio il suo ruolo. Nel perseguire la crescita economica, dobbiamo continuare a concentrarci sull’economia reale. Faremo avanzare la nuova industrializzazione e ci muoveremo più rapidamente per aumentare la forza della Cina nella produzione, nella qualità dei prodotti, nel settore aerospaziale, nei trasporti, nel cyberspazio e nello sviluppo digitale. Continueremo a mettere al primo posto lo sviluppo agricolo e rurale. Ci muoveremo più rapidamente per rafforzare la forza della Cina nel settore agricolo e promuovere costantemente la rivitalizzazione delle imprese, dei talenti, della cultura, degli ecosistemi e delle organizzazioni nelle campagne. Attueremo a fondo la strategia coordinata di sviluppo regionale, le principali strategie regionali, la strategia di zonizzazione funzionale e la nuova strategia di urbanizzazione. Miglioreremo la distribuzione delle maggiori forze produttive e svilupperemo un assetto economico regionale e un sistema spaziale territoriale che integrino i reciproci punti di forza e promuovano uno sviluppo di alta qualità. Amplieremo costantemente l’apertura istituzionale in materia di regole, regolamenti, gestione e standard. Promuovere la democrazia popolare a processo completo e garantire che il popolo gestisca il Paese La Cina è un Paese socialista di dittatura democratica popolare sotto la guida della classe operaia basata su un’alleanza di lavoratori e agricoltori; tutto il potere dello Stato in Cina appartiene al popolo. La democrazia popolare è la linfa vitale del socialismo ed è parte integrante dei nostri sforzi per costruire un Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti. La democrazia popolare a processo completo è la caratteristica distintiva della democrazia socialista; è la democrazia nella sua forma più ampia, genuina ed efficace. Dobbiamo rimanere fermamente sulla via del progresso politico socialista con caratteristiche cinesi, sostenere l’unità tra la leadership del Partito, la gestione del Paese da parte del popolo e il governo basato sulla legge e garantire la posizione principale del popolo, in modo da dare piena espressione alla sua volontà, proteggere i suoi diritti e interessi e stimolare...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE La seconda giornata del 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista è stata segnata dalla lettura del rapporto del 19° Comitato Centrale del PCC da parte del segretario generale Xi Jinping. Prosegue, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino, il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, evento che sta ottenendo una grande attenzione mediatica vista la sua importanza non solo per la politica cinese, ma anche per il futuro del mondo. Tuttavia, dobbiamo notare ancora una volta come le notizie riportate dai media occidentali risultino spesso frammentate o distorte, dando un’immagine della Cina che non corrisponde alla realtà. Una delle menzogne che ci sentiamo raccontare più di frequente è quella secondo cui la Cina si sarebbe oramai trasformata in un Paese capitalista a pieno titolo. Indubbiamente, il governo cinese, da Deng Xiaoping in poi, ha messo in atto delle riforme del sistema economico che hanno introdotto elementi di economia di mercato nel Paese, interrompendo il sistema di collettivizzazione avanzata messo in piedi da Mao Zedong. Tuttavia, come dimostra anche questo 20º Congresso del Partito Comunista, il marxismo-leninismo resta un elemento centrale nella vita del Partito e dello Stato. L’obiettivo della Cina, infatti, non è quello di diventare un grande Paese a capitalismo avanzato come gli Stati Uniti, ma quello di diventare un grande Paese socialista seguendo il cammino del socialismo con caratteristiche cinesi, che sia adatto ai tempi e al contesto storico-culturale cinese. Nel rapporto rilasciato dal 19° Comitato Centrale del PCC, letto nella giornata di domenica dal segretario generale del Partito Xi Jinping, si legge: “Da questo giorno in poi, il compito centrale del PCC sarà quello di guidare il popolo cinese di tutti i gruppi etnici in uno sforzo concertato per realizzare l’obiettivo del secondo centenario di trasformare la Cina in un grande Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti e per far avanzare il ringiovanimento della nazione cinese su tutti i fronti attraverso un percorso cinese verso la modernizzazione“. Secondo il significato dato dal PCC alla “modernizzazione cinese”, questa è la modernizzazione socialista perseguita sotto la guida del PCC. Non ha solo le caratteristiche comuni della modernizzazione a tutti i Paesi, ma anche le caratteristiche cinesi basate sulle proprie condizioni nazionali. Questa è stata una delle innovazioni introdotte dieci anni fa, in occasione del 18º Congresso del Partito Comunista, il primo che vide l’elezione di Xi Jinping alla sua guida. Inoltre, sempre secondo la concezione cinese, la modernizzazione cinese dice al mondo in modo inconfutabile che esiste più di un percorso che porta alla modernizzazione: ogni Paese e nazione ha non solo il diritto, ma anche la possibilità di intraprendere un percorso di modernizzazione che si adatti alle proprie condizioni nazionali. Un tale punto di vista pone chiaramente un freno all’egemonia occidentale, ed in particolare statunitense, in materia di modernizzazione e sviluppo. Se un tempo i Paesi in via di sviluppo si vedevano obbligati a seguire il percorso occidentale, oggi la Cina offre loro la dimostrazione che ogni Paese può perseguire un proprio modello indipendente di modernizzazione e sviluppo. “Il socialismo...
di Redazione CESeM Introdotto dal responsabile relazioni esterne del CeSEM – Stefano Vernole – si è tenuto a Modena un importante incontro organizzato dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo e dedicato al XX Congresso del Partito Comunista Cinese in programma in questi giorni. Si è trattato del primo incontro del CeSEM organizzato sulla Cina in presenza dopo le difficoltà dovute al Covid-19 ma segue un percorso ormai decennale di iniziative di approfondimento svoltesi in diverse città italiane e coronate da una ricca bibliografia. I tre relatori – Zou Jiangjun Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, l’Ambasciatore Alberto Bradanini e il responsabile dipartimento del CeSEM Marco Costa – hanno dibattuto su tutte le principali questioni alla base del convegno. Il “Sogno cinese” del grande rinascimento della nazione (alla base del concetto di ringiovanimento nazionale) continuerà con la politica intrapresa dal PCC fin dai tempi di Deng: riforme e apertura al mondo che hanno consentito di soddisfare le crescenti esigenze materiali e culturali del miliardo e mezzo di abitanti del Paese di Mezzo. Nell’ultimo anno con dati disponibili, il 2021, la Cina ha contribuito a circa il 18% del PIL globale, dopo aver trascinato la crescita mondiale per diverso tempo anche del 30%. Negli ultimi 10 anni non si è pensato alla stabilità soltanto attraverso le nuove riforme come il Codice Civile e la Legge sugli investimenti esteri, ma si è spinto fortemente sulla lotta alla corruzione: sono stati infatti aperti 4.388.000 casi di indagine e sono stati puniti 4.709.000 membri del partito, una prova di autodisciplina che ha conferito maggiore consenso al PCC. Se la cooperazione con l’Africa rappresenta senza dubbio il più significativo esempio di lotta al neo-colonialismo occidentale, tuttavia la Cina ha bisogno di pace per soddisfare la domanda interna e sviluppare i propri interessi commerciali. L’idea del mondo multipolare (alla base anche del progetto della Belt and Road Initiative) non deve quindi essere intesa solo come il contenimento dell’egemonia unipolare statunitense ma come la creazione di un sistema internazionale in cui anche le piccole nazioni possono sopravvivere. Concetti che sono recepiti dalla politica dei BRICS (ormai BRICS PLUS) volta alla creazione di un nuovo sistema monetario basato sull’oro e non più sul dollaro, in cooperazione con altre istituzioni multilaterali come l’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai o attraverso la stipula di enormi trattati commerciali come il RCEP. L’Europa e in particolare l’Italia – disseminate di basi militari statunitensi – dovrebbero perciò adottare non solo una prospettiva euroatlantica ma anche euroasiatica in vista dell’inevitabile sorpasso economico della RPC sugli USA nel 2030. Se quindi la Cina è una macchina, indubbiamente il Partito Comunista Cinese ne è il suo motore, con gerarchia e disciplina quali valori imprescindibili. Senza dimenticare che da Mao a Xi passando per Deng, il marxismo – seppur riformato e adattato alle tradizioni culturali del Paese – è rimasto alla base del sistema ideologico cinese, come testimoniato dalla continuità tra il socialismo armonioso e il socialismo con caratteristiche cinesi. Con una grande differenza però rispetto...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Il 16 ottobre ha avuto luogo la prima seduta del 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, evento che proseguirà fino al prossimo 22 ottobre e che determinerà il futuro della Cina. La Grande Sala del Popolo di Pechino ospita, dal 16 al 22 ottobre, il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, l’evento politico più importante della Repubblica Popolare Cinese, in quanto offrirà importanti indicazioni su quello che sarà il futuro della Cina per il prossimo quinquennio e a più lungo termine. Dopo una seduta preparatoria tenutasi sabato 15 ottobre, quest’oggi si è tenuta l’apertura ufficiale del Congresso, con Xi Jinping che si avvia a diventare il primo leader cinese dopo Mao Zedong a ricevere un terzo mandato alla guida del PCC. Questo contrasta pienamente con le false voci diffuse recentemente dai media occidentali circa un possibile golpe contro il presidente cinese, che invece continua ad occupare saldamente la posizione di comando nel Partito e nello Stato. Nella giornata di sabato, i partecipanti alla riunione preparatoria hanno approvato un elenco di 22 membri del Comitato per le credenziali dei delegati e un elenco di 243 membri del Presidium del Congresso. Le qualifiche dei 2.296 delegati al Congresso sono state confermate valide e i delegati parteciperanno al 20° Congresso Nazionale del PCC, in rappresentanza di oltre 96 milioni di membri del PCC e oltre 4,9 milioni di organizzazioni del Partito di livello primario. Durante la riunione è stato approvato che Wang Huning, membro del Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC e membro del Segretariato del Comitato Centrale del PCC, servirà come segretario generale del Congresso. La riunione preparatoria ha anche contribuito a fissare l’ordine del giorno del Congresso. Secondo quanto riportato dalla stampa cinese, i principali punti affrontati dal Congresso saranno: Ascoltare ed esaminare il rapporto del 19º Comitato Centrale del PCC; Esaminare il rapporto della 19ma Commissione Centrale del PCC per l’Ispezione Disciplinare; Deliberare e approvare un emendamento alla Costituzione del PCC; Eleggere il 20º Comitato Centrale del PCC; Eleggere la 20ma Commissione Centrale del PCC per l’Ispezione Disciplinare. Secondo Sun Yeli, portavoce del Congresso, “la pubblicazione di una bozza di rapporto del 19° Comitato Centrale del PCC al 20° Congresso Nazionale del PCC è una parte fondamentale del lavoro di preparazione per il Congresso”. Il Comitato Centrale del PCC ha istituito un gruppo di lavoro guidato dal Segretario Generale Xi Jinping, al quale si sono uniti altri leader del Comitato Centrale del PCC e capi dei dipartimenti competenti e alti funzionari locali, nonché esperti e studiosi, per svolgere il lavoro sotto la guida diretta dell’Ufficio Politico e del Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC. Un’altra missione chiave per il 20° Congresso Nazionale del PCC è quella di modificare la Costituzione del PCC. Il portavoce Sun Yeli ha affermato che è stata una pratica consueta per i congressi nazionali del Partito modificare la Costituzione del PCC in conformità con le esigenze di innovazione teorica e l’evoluzione della pratica. L’attuale Costituzione del PCC è stata approvata al...