11 Agosto 2026

strisci di gaza

Lo scorso 12 dicembre, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant assicurava che Hamas si trovava ormai sull’orlo del collasso. «Abbiamo – dichiarò trionfalmente Gallant – circondato le ultime roccaforti di Hamas a Jabaliya e Shejaiya. Le stesse forze considerate invincibili, preparatesi per anni a combatterci, sono sul punto di essere smantellate». A un mese di distanza, sembra che il conflitto abbia preso una piega ben diversa da quella ricavabile dalle dichiarazioni del ministro della Difesa di Tel Aviv. Di qui il tentativo, da parte della classe dirigente israeliana, di procedere a un “riorientamento” operativo apparentemente consistente nel compensare alla mancanza di risultati sul campo di battaglia di Gaza con un allargamento del conflitto.
Mentre sul campo di battaglia di Gaza la situazione sembra molto più complessa rispetto a quanto non si evinca dalle trionfalistiche dichiarazioni di Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant, l’aeronautica militare israeliana ha assassinato, nell’ambito di uno dei suoi ricorrenti raid in territorio siriano, l’alto ufficiale dei pasdaran Sayyed Razi Mousavi assieme ad altre tre persone. L’Iran ha annunciato che l’atto non resterà impunito. D’altro canto, Benny Gantz, ex capo di stato maggiore e attuale membro del gabinetto di guerra israeliano, ha dichiarato che «se il mondo ed il governo libanese non agiranno per far cessare gli attacchi contro le nostre regioni nel nord e non obbligheranno Hezbollah ad allontanarsi dal confine, provvederanno a farlo le nostre forze armate». A quale obiettivo punta Israele? Proviamo a rispondere a questo cruciale quesito assieme a Gaetano Colonna, storico, docente, saggista e animatore del sito «Clarissa».
Obiettivi USA: congelare il conflitto in Ucraina e ampliare quello in Medio Oriente - Stefano Vernole Marco Pata Le vittime a Gaza dall’inizio dell’aggressione di Israele sono giunte a 15.00 di cui oltre 6.000 bambini e 4.000 donne. Un'analisi a livello globale delle dinamiche in corso e un reportage dalla Russia. Nostri ospiti oggi STEFANO VERNOLE vicepresidente del "CESEM – Centro Studi Eurasia e Mediterraneo" e MARCO PATA avvocato internazionalista, osservatore di tematiche geopolitiche in collegamento da Novgorod. Conduce CARLO SAVEGNAGO
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Domenica 3 dicembre 2023, dalle ore 1530 alle ore 1900 a Milano si terrà l’evento Fermare la spirale di odio in Terra Santa organizzato dall’associazione Ignis – Fuoco Italico. Di seguito la locandina con i relatori. Nel corso della giornata interverrà anche Marco Ghisetti, responsabile Area Anglosassone del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.