14 Agosto 2026

panafricanismo

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Sabato 11 maggio, presso il Parco del Dopolavoro Ferroviario (Sala Gialla Entrata e Parcheggio via Stalingrado 12) la Giornata Panafricana organizzata da Termitario Africano   Programma ore 17.00: Incontro dibattito Pensare che fare. Il panafricanismo nel XXI secolo Hyacinthe Kouole, presidente ass. Il Termitaio Africano: saluti e presentazione Franco Soldani, Centro studi Juan de Mairena: Capitale transnazionale e migrazioni di massa Emanuele Montagna, ass. Il Termitaio Africano: L idea panafricana nella crisi globale Fabrice Alla, organizzatore manifestazione nazionale panafricana di Milano del 25 maggio 2019: Il panafricanismo e la battaglia contro la moneta coloniale francese. Ore 20.00: cena a cura dell associazione DAM (Donna Africana Migrante) prenotazioni al +39 328 2931129 a seguire serata di musica afro volantino_africano
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Si è tenuta sabato 21 maggio a Bologna la Festa nazionale per il 44° Anniversario dell’unificazione del Camerun, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della qualificata comunità camerunense in Italia e del Console onorario a Firenze, avv. Ildo Morelli, organizzatore di un evento che ha l’obiettivo di unificare il più possibile le varie associazioni della diaspora. I rapporti storici, rafforzati dalla recente visita del Presidente Sergio Mattarella a Yaoundè, possono essere sintetizzati nella cancellazione del debito camerunense (con la condizione che i soldi vengano investiti in progetti imprenditoriali e nel sociale) e nelle borse di studio concesse alle migliaia di studenti camerunensi in Italia (quasi il 4% del totale degli studenti stranieri), i quali scontano ancora il problema del riconoscimento della loro laurea nel Paese di appartenenza. Il Camerun, che soffre ancora delle divisione linguistica tra francofoni ed anglofoni, paga un duro prezzo alla sua dipendenza finanziaria dalla Banca di Parigi e all’emissione del franco cfa, ragion per cui il Presidente Paul Biya sta cercando di smarcare il Paese dal controllo occidentale per avvicinarsi invece a Mosca (concessioni minerarie) e a Pechino (costruzione infrastrutture). Si tratta tuttavia di una nazione potenzialmente ricchissima, vista l’ingente presenza nel suo sottosuolo di petrolio, minerali, metalli (rame in particolare) e diamanti. Il terreno del Camerun è inoltre fertilissimo ed estremamente favorevole per l’agricoltura ma viene sfruttato soltanto per il 30% delle sue possibilità; anche le potenzialità turistiche sono enormi perché rimane probabilmente il paese paesaggisticamente più bello dell’Africa. I principali investitori sono attualmente Francia, Stati Uniti d’America e Nigeria ma è molto forte anche il peso economico della diaspora; il Governo di Yaoundè ha da poco varato importanti progetti di rilancio, concedendo agevolazioni fiscali per le imprese e creando una zona economica speciale. Sarano anni decisivi per lo sviluppo del Camerun, che deve scontarsi con enormi ostacoli e difficoltà: innanzitutto di accesso al credito perché la Banca Africana è ancora poco operativa, poi di salari dei lavoratori molto bassi e tutt’altro che garantiti, di assistenza sanitaria scarsa e mancata certezza del diritto. Tuttavia questa nazione può vantare alcune eccellenze dal punto di vista artigianale e produzioni alimentari (miele e pepe soprattutto ma anche caffè) di elevata qualità, particolarmente appetibili per il mercato italiano ed europeo. La sigla di joint ventures con imprese camerunensi e l’esportazione di prodotti e servizi ad alta innovazione tecnologica, rappresentano due opportunità importanti per i potenziali investitori. E’ comunque la volontà popolare di radicare il proprio sviluppo nella cultura tradizionale camerunense che potrebbe rivelarsi l’arma vincente, trattandosi di un Paese ancorato all’idea del panafricanismo e con la volontà di uscire dalla stretta neocolonialista di alcuni attori internazionali imbevuti di eurocentrismo. Stefano Vernole
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Consiglio Mondiale del Panafricanismo (Co.Mo.Pa.) Testo relativo all’Orientamento del Congresso: “Contesto e Giustificazione” del professor Honorat Aguessy Congresso biennale nella Repubblica del BENIN da lunedì 27 aprile a sabato 2 maggio 2015 Temi: Per un’agricoltura panafricana, autosufficiente, competitiva e indirizzata allo sviluppo   Sottotemi: I. L’agricoltura, vettore dello sviluppo endogeno e del panafricanismo: lo sviluppo dell’Africa attraverso l’agricoltura. Pilastri: il ritorno dell’esperienza della diaspora, la creazione di hubs agricole (città agricole) regionali, l’autosufficienza alimentare, le implicazioni della Muraglia verde di Gheddafi. II. Le politiche d’accesso alla proprietà fondiaria. Pilastri: l’agro-industria, tecnologia agricola e meccanizzazione innovativa. Le trasformazioni agroalimentari, lo statuto del contadino, l’accaparramento delle terre, la geopolitica agricola, l’arsenale giuridico fondiario. Il ruolo dell’agricoltura biologica nella preservazione dell’ecosistema, dell’ambiente e della salute. Lo sfruttamento agricolo e l’impatto sui cambiamenti climatici. Giardino Botanico e sviluppo delle piante medicinali in Africa e nel mondo intero. III. La problematica del finanziamento dell’agricoltura. Pilastri: la creazione di banche per favorire il credito ai produttori agricoli, il protocollo di Maputo. IV. La donna e l’agro-ecologia di fronte al pericolo industriale Pilastri: il sapere endogeno, l’agricoltura familiare, l’autosufficienza alimentare, l’eugenetica scientifica, i fertilizzanti di sintesi. V. I mestieri verdi nel sistema educativo, formativo, di reinserimento e correttivo. Pilastri: l’agro-ecologia, l’agricoltura nell’ambiente scolastico, carcerario e marziale.   I – Contesto e Giustificazione Da oltre 21 anni è stata riportata sulle fonti ufficiali, l’Istituto di Sviluppo e di Scambi Endogeni, una dinamica che vuole che l’uomo africano si riappropri delle conoscenze endogene secolari che hanno reso splendido il suo passato, ma oggi fuori luogo o divenute chiavi inefficaci che fanno dell’Africa moderna una civiltà porosa e sballottata dalle correnti della storia. Questa missione, tanto nobile quanto difficile, ha trovato il suo senso attraverso le attività organizzate nel corso degli anni in seno a questo Istituto. A questo proposito, è stata istituita dopo il mese di marzo 1995, una tradizione che vuole che i colloqui siano organizzati ogni due anni, riunendo in una logica d’azione emancipatrice e liberatrice, le forze vive pensanti e d’azione del continente africano e della diaspora africana in seno sia alla parte dispersa sia alla parte sedentaria. Così dunque hanno avuto luogo (i seguenti congressi n.d.r.): dal 27-31 marzo 1995: le piante medicinali africane: salvezza umana in un contesto di sviluppo durevole; dal 23 al 27 aprile 1997: integrazione africana di fronte alla mondializzazione, in occasione del 25° anniversario della sparizione di Kwame Nkrumah; 26-30 aprile 1999: ritorno della diaspora (dolorosa) africana: contributo dei neri alla scienza e alla tecnologia durante il periodo della schiavitù e della tratta negriera; 23-27 aprile 2001: società civile in Africa: problemi, sfide e prospettive; 23-27 aprile 2003: forze portanti della diaspora africana: strategie per lo sviluppo pertinente e sicuro in Africa; 25-29 aprile 2005. Ricerca di una soluzione endogena e prospettiva durevole alla crisi dello sviluppo in Africa per una nuova definizione del Nepad: necessità di un afro-ottimismo pertinente, educato ed efficiente; 23-27 aprile 2007: nessuna Africa credibile senza il panafricanismo; 2009: relazioni Africa-Cina: problemi, sfide e prospettive; 2011:...