10 Giugno 2026

new world order

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di Andrew Korybko Les 5 principales tendances géostratégiques du nouvel ordre mondial selon Biden | Геополитика.RU (geopolitica.ru) Nello scenario attuale, chiunque pensi che gli Stati Uniti siano stati semplicemente sconfitti e si ritireranno in Nord America si sbaglia. L’élite americana sta già calcolando le sue perdite e si sta riorganizzando per guidare il mondo post-ucraino e post-pandemia. L’obiettivo di questo articolo è identificare le cinque principali tendenze geostrategiche del Nuovo Ordine Mondiale prospettato da Joe Biden e prevederne la traiettoria futura. Il presidente statunitense Joe Biden ha dichiarato: “ci sarà un nuovo ordine mondiale e dobbiamo guidarlo, e, per farlo, dobbiamo unire il resto del mondo libero“. Fino a questo momento, lo stesso concetto Nuovo Ordine Mondiale è stato trattato alla stregua di una presunta teoria del complotto e soppressa spietatamente nel discorso mediatico egemonico, sebbene sia stato l’ex presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush ad introdurre tale concetto nel discorso politico verso la fine della prima Guerra fredda. Tuttavia, ora che Joe Biden ha pronunciato pubblicamente tale frase, non è più politicamente scorretto parlarne. In effetti, a bene pensarsi, tale concetto potrebbe anche far parte della narrativa ufficiale nel prossimo futuro. Il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti si è consolidato La reazione pianificata e senza precedenti dell’Occidente a guida statunitense all’operazione militare speciale della Russia in Ucraina è servita a cementare questo blocco sotto l’egemonia di Washington. L’UE ha sacrificato la sua sovranità strategica al suo padrone transatlantico con il pretesto di “difendersi dalla minaccia russa“, sebbene ciò abbia portato con sé enormi conseguenze economiche, che sono autoinflitte. Nel prossimo futuro, questo risultato sarà sfruttato dall’Asse anglo-americano per cacciare i concorrenti dalle loro attività, acquistare alcuni dei restanti e danneggiare permanentemente la competitività complessiva del blocco. Il modello egemonico messo attivamente in campo dagli Stati Uniti in questi giorni potrebbe essere utilizzato anche per ridurre – e in definitiva interrompere – le relazioni tra Cina e UE. 2. La Russia accelererà il suo importante riorientamento strategico Nel 2014, la grande potenza eurasiatica ha riorientato il suo principale asse strategico verso Sud, anno che segna l’inizio dell’imposizione occidentale delle sanzioni orchestrate dagli Stati Uniti, ma accelererà questa tendenza perché letteramente non ha scelta. Bisogna notare che la Russia ha compiuto progressi impressionanti nella regione non occidentale negli ultimi otto anni. In breve, Mosca si coordina con la Cina come se le due Nazioni fossero i motori gemelli dell’emergente Ordine Mondiale Multipolare (OMM); fa affidamento sulla combinazione tra il suo Umma Pivot con i paesi a maggioranza musulmana come il Pakistan e sulla sua riconfermata partnership strategica con l’India, per prevenire una dipendenza sproporzionata dalla Repubblica Popolare Cinese; a causa del suo ruolo insostituibile in Siria, inoltre, la Russia è divenuta un regista degli eventi nell’Asia occidentale e sta anche rapidamente espandendo la sua influenza in Africa e in America Latina. 3. Rinasce la neutralità Il fatto che la stragrande maggioranza della comunità internazionale abbia rifiutato di sanzionare la Russia – nonostante l’immensa pressione americana in tal senso – dimostra la volontà di questi Paesi di rimanere neutrali nel teatro della nuova guerra fredda che si prospetta nell’Eurasia occidentale tra Russia e Stati...