8 Giugno 2026

mar mediterraneo

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Negli ultimi anni, diversi fattori sincronici sotto forma di sfide militari, sociali ed economiche stanno provocando un risveglio geopolitico dell’Italia, che si riflette in un aumento della sua presenza nel bacino del Mediterraneo e in gran parte dell’Africa. Per comprendere e contribuire al dibattito di questo periodo della politica estera italiana, qui si propone di partire dalla descrizione delle attuali situazioni contestuali per poi processarle attraverso un’analisi comparativa della Repubblica Italiana con due attori determinanti per il suo presente: uno da ieri, il Regno d’Italia, e un altro di oggi, la Repubblica francese. Abstract: In recent years, several synchronic factors in the form of military, social and economic challenges are causing a geopolitical awakening of Italy, which is reflected in an increase of its presence in the Mediterranean Basin and in Africa. In order to understand and contribute to the debate of this period of Italian foreign policy, here it is proposed to start from the description of the current contextual situations and then process them through a comparative analysis of the Italian Republic with two determinants of its present: one from yesterday, the Kingdom of Italy, and another from today, the French Republic. Keywords: Italia, Africa, mar Mediterraneo, Francia, terrorismo, potere regionale, energia, immigrazione Keywords: Italy, Africa, Mediterranean Sea, France, terrorism, regional power, energy, immigration Introduzione L’Italia ha iniziato il 2018 con delle idee chiare: dopo l’apertura della sua ambasciata a Niamey, una missione è formalizzata in Niger con 470 militari e quella in Libia viene arrotondata a 400 uomini1. Con tutto ciò, in Niger, Roma si presenta con una missione di tipo Security Force Assistance, poiché la Francia rimane il leader indiscusso nell’area. Tuttavia, è in Libia che la volontà di affermarsi come potenza regionale cresce inesorabilmente. Al di là dei dettagli delle operazioni sanitarie e della formazione lì sviluppate, Roma sa che Libia è il punto in cui la sua egemonia nel Mar Mediterraneo può prendere il via. La ex colonia, oltre a invitare giustificazioni storiche, ci costringe a considerare motivi più tangibili come gli interessi energetici, i flussi migratori e la minaccia jihadista. Quindi, il focus dell’attenzione sarà diretto ai territori più vicini al mare nostrum; Il Libano, dove l’Italia è presente attraverso l’UNIFIL (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite), la missione unilaterale in Kosovo o i compiti di addestramento e sostegno alle truppe tunisine, sono altre prove che l’aumento del protagonismo di Roma nel Mediterraneo è già chiaramente quantificabile: più presenza di militari italiani in quest’area a detrimento dell’Iraq e dell’Afghanistan. Le ragioni che rendono inevitabile l’intensificazione dell’attenzione strategica dell’Italia nel suo ambiente naturale, oggi stanno diventando più numerose. Questo abito da media potenza consolidata che il contesto offre sarà adattato all’Italia, se oltre a riconoscere le sfide attuali, Roma si guarderà intorno, cioè alle altre potenze europee, mentre esamina il proprio passato; quel sottosuolo storico di argomenti culturali e sentimentali che turbano o nutrono a seconda che siano gestiti in modo più o meno sensato. Tutte le strade portano al Mediterraneo...