Lukashenko to peoples of West: ‘Your money is spent on ordinary genocide’ (belta.by) Durante la cerimonia in occasione del 77° anniversario della Grande Vittoria al Monumento alla Vittoria a Minsk il 9 maggio, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko si è rivolto ai popoli dei paesi occidentali; il capo dello Stato ha osservato che i bielorussi e i popoli fraterni ricordano e comprendono il significato della Grande Vittoria non solo nelle loro vite, ma anche nel destino del mondo. “Apprezziamo questa pagina di storia, manteniamo nei nostri cuori il dolore delle sconfitte e l’orgoglio per i nostri gloriosi vincitori. Semplicemente non ne abbiamo il diritto e non possiamo dimenticarlo“, ha sottolineato Aleksandr Lukashenko. “Pertanto, rivolgendomi alle generazioni moderne, rivolgo anzitutto il mio messaggio a coloro che vivono nella nebbia della menzogna e dell’inganno, che sono privati dell’opportunità di studiare la vera storia della Seconda Guerra Mondiale e della Grande Guerra Patriottica nelle scuole; quelli che hanno veterani delle SS e neofascisti in marcia per le strade delle città. Rivolgo questo messaggio a nome del popolo bielorusso a coloro che hanno cancellato il Giorno della Vittoria, che stanno distruggendo monumenti ai liberatori caduti e, soprattutto, ai soldati sovietici“. “Conoscendo e comprendendo il posto della Bielorussia e il mio posto nel moderno sistema di coordinate, tuttavia, come rappresentante del popolo vittorioso, mi rivolgo ai popoli dei paesi occidentali. Sottolineo che oggi è a voi che mi rivolgo, persone come noi. I vostri politici hanno lavorato duramente per farvi dimenticare a chi il mondo deve la liberazione dal fascismo. Oggi, non molte persone che vivono fuori dalla Bielorussia e dalla Russia sanno che la seconda guerra mondiale è stata vinta dai soldati sovietici, dall’Unione Sovietica, che il Secondo Fronte, di cui oggi si parla molto in Occidente, fu aperto solo nell’estate del 1944 quando fu assicurata la vittoria dell’URSS“, ha detto il presidente. Il capo di stato ha osservato che l’avanzata vittoriosa dell’Armata Rossa – che ha portato alla sconfitta della Germania nazista – non importa quanto possa sembrare strana oggi ma è stata vista come una minaccia dai potenti del mondo. Pertanto, hanno immediatamente stabilito un percorso per denigrare e demonizzare l’Unione Sovietica e il mondo slavo. “Anche se dopo il vittorioso maggio, l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti e gli altri vincitori insieme, hanno emesso il verdetto unanime sul nazismo a Norimberga, tutti erano convinti che l’ideologia disumana della superiorità razziale fosse stata schiacciata e che la sua ombra nera non si sarebbe mai più sollevata sul nostro pianeta. Ma quello che vediamo oggi: la lotta medievale per i territori e le risorse continua; solo che le crociate sono state sostituite con l’espansione dei fondi esteri. Ora stiamo assistendo alla stessa vecchia aggressione, ora sotto gli slogan dei diritti umani e una sorta di sviluppo sostenibile“, ha affermato il leader bielorusso. Secondo lui, infatti, i politici occidentali non vogliono ammettere che miliardi di persone sulla Terra vivono da secoli secondo le proprie leggi. Per creare il mondo a propria immagine, l’Occidente sta...
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di Redazione CeSEM Il 14 giugno 2021 alle 15:00, presso la sede del Centro Stampa Nazionale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Bielorussia, si è tenuta una conferenza stampa sui temi di maggiore attualità: gli sviluppi e i retroscena riguardanti il volo Ryanair Atene-Vilnius, la partenza di certi rappresentanti della minoranza nazionale polacca dalla Bielorussia, il transito di migranti illegali attraverso il territorio bielorusso, le nuove circostanze riguardanti il caso di Roman Protasevich. La conferenza stampa si è svolta sotto il patrocinio e alla presenza di esponenti del Dipartimento dell’Aviazione del Ministero dei Trasporti e Comunicazioni della Bielorussia, del Comitato Investigativo, del Ministero della Difesa, del Comitato di Stato per i Confini, del Commissario per i Religiosi e Affari etnici sotto il Consiglio dei Ministri della Repubblica. Ma il vero colpo di scena è stata la partecipazione dell’oppositore Roman Protasevich, proprio colui che si trovava sul volo diretto a Vilnius, poi tratto in arresto dalle forze di sicurezza bielorusse. È stato lo stesso fondatore del canale Telegram “Nexta” a dichiarare che “pur sentendosi seguito sia a Varsavia che a Vilnius, non erano i servizi speciali bielorussi a pedinarlo”. Protasevich ha smentito di aver subito violenze, mostrando che il suo unico segno sul corpo era quello delle manette e dichiarandosi disposto ad effettuare una visita medica in qualsiasi momento per dimostrarlo. Nel contraddire le voci sparse dai media occidentali, Protasevich ha anche accusato le autorità polacche di costringere tramite pressioni psicologiche i propri genitori ad uscite pubbliche non richieste. Pur continuando a mantenere le proprie divergenze nei confronti del Governo di Minsk, Protasevich ha comunque ammesso di aver partecipato alle proteste, anche violente, teleguidate dall’Occidente e dai Paesi della NATO contro l’elezione del Presidente Lukashenko la scorsa estate. Questa confessione ha ovviamente disorientato alcuni dei giornalisti stranieri presenti in sala (definiti “ipocriti” dal Maria Zakharova in relazione al caso Assange), che hanno accusato il Governo di Minsk di costrizione nei confronti dell’oppositore e abbandonato la sala; tuttavia, Protasevich ha smentito tale ricostruzione dei fatti e sottolineato di aver partecipato spontaneamente alla conferenza stampa con l’obiettivo di assumersi le proprie responsabilità nei confronti del Paese. Redazione CeSEM
di Andrew Korybko Traduzione per il CeSEM di: Marco Ghisetti. Articolo originale: http://oneworld.press/?module=articles&action=view&id=2011 Questo mercoledì il presidente Putin ha sfruttato l’attenzione mondiale di cui godeva durante il suo discorso annuale all’Assemblea federale per far conoscere il tentativo di colpo di Stato in Bielorussia che i suoi servizi di sicurezza hanno aiutato a sventare lo scorso fine settimana, ma che i principali mezzi di informazione occidentali continuano ad ignorare. La guerra ibrida contro la Bielorussia La guerra ibrida in corso contro la Bielorussia avrebbe subìto una svolta drammatica se nel fine settimana i servizi di sicurezza russi e le loro controparti bielorusse non avessero sventato un tentativo di assassinio e di colpo di Stato pianificato per un futuro molto prossimo contro il presidente Lukashenko. Il presidente Putin ne ha infatti parlato alla fine del proprio discorso annuale di circa un’ora e mezza all’Assemblea Federale questo mercoledì, sfruttando saggiamente l’attenzione globale che in quel momento gli era concessa per sensibilizzare il mondo. Il capo di Stato russo ha anche sottolineato come sia davvero strano che l’Occidente abbia per lo più ignorato questo drammatico sviluppo nonostante le conseguenze di un simile piano potessero essere potenzialmente disastrose per la nazione dell’Europa orientale. La notizia che non ha fatto notizia Un’altra cosa da tenere a mente è che lunedì il suo portavoce Dmitry Peskov ha detto alla stampa che il presidente Putin ha discusso della questione con la sua controparte statunitense durante la loro ultima telefonata, cosa che suggerisce fortemente che gli Stati Uniti potrebbero aver fatto pressione sui propri mezzi di informazione affinché non parlassero della loro conversazione. Curiosamente, ci sono state molte fughe di notizie durante il precedente governo statunitense, ma mai durante il governo attuale. Ciononostante, i media russi hanno pubblicizzato lo scandalo subito dopo essere stato scoperto, durante il fine settimana, ma pochissimi altri organi di stampa stranieri lo hanno ripreso. Non si può sapere con certezza, ma a parte la ragionevole speculazione summenzionata, ciò potrebbe essere dovuto ad un caso di autocensura, magari perché non si è voluto mettere la politica estera di Biden in cattiva luce. Lo spionaggio statunitense Anche se gli Stati Uniti hanno ufficialmente negato qualsiasi coinvolgimento, i dettagli che i media hanno rivelato (e che il presidente Putin ha anche fatto sapere a tutti questo mercoledì) mostrano i segni dello spionaggio statunitense. Stando a quanto riferito, il piano prevedeva l’assassinio del presidente Lukashenko durante la parata militare del Giorno della Vittoria (9 maggio), seguita da un colpo di Stato militare eseguito da elementi compromessi delle forze armate; inoltre, la città di Minsk sarebbe stata isolata dal resto del Paese e vittima di una quasi completa interruzione della corrente elettrica, presumibilmente risultato di un attacco informatico. Inoltre, il movimento della rivoluzione colorata in corso avrebbe ricevuto l’ordine di riproporre a oltranza lo scenario EuroMaidan del terrorismo urbano al fine di garantire, in un modo o nell’altro, il successo del colpo di Stato. I precedenti ucraini e venezuelani Il presidente Putin ha comparato il complotto a quelli...