13 Agosto 2026

#Himalaya

Lhasa, capitale e città più grande dello Xizang – o come spesso viene abbreviato Zang – è conosciuta come la “città del sole” per la sua forte luce del sole; Lhasa, con i suoi 1300 anni di storia, è il centro politico, economico, culturale e sociale dell’altopiano tibetano: la sua giurisdizione si estende su una superficie di 29.518 chilometri quadrati – per una popolazione totale di 559.000 abitanti – divisa in otto distretti/contee: Chengguan, Dagze, Lhunzhub, Damxung, Nyemo, Quxu, Doilungdeqen e Maizhokungaar. Maizhokungaar in tibetano significa “il luogo dove il Re Medro ha vissuto” ed è una piccola contea agricola di 5.492 chilometri quadrati con capoluogo Gongkar1 caratterizzata da colture di orzo, frumento, piselli e patate; situata nella valle del fiume Yarlung Tsangpo – il tratto tibetano del Brahmaputra – ad una quota superiore ai 4000 metri, in questa zona della Regione Autonoma del Tibet sono presenti risorse minerarie quali oro, argento, rame, piombo, zinco e marmi. Qui sorge uno degli edifici buddisti più affascinanti per i visitatori stranieri, il monastero di Drikung Thil Ogmin Jangchubling, situato a circa 120 chilometri dalla capitale Lhasa e raggiungibile con poche ore di viaggio in auto. Il monastero di Drigung Til si erge a 4.465 metri arrampicandosi su un alto e impervio crinale a picco – centottanta metri del fondovalle – che permette ai monaci di dominare la valle dello Zhorung: nascosto in alto e difficile da raggiungere, la sua posizione offre una vista panoramica mozzafiato sull’ambiente circostante e lo rende un occhio vigile sugli avvenimenti nella valle del fiume che scorre nella stretta gola tra le montagne; sebbene sia tra i siti buddisti meno popolato da turisti, il Drigung Til è in cima alla lista per le viste spettacolari che regala ai suoi visitatori. L’atmosfera che vi si respira è quella della quiete, l’ideale per immergersi nella meditazione contemplativa. Fondato nel 11972, in origine era il principale centro monastico del lignaggio buddista dei Kagyupa e ospitava circa cinquecento monaci mentre, ad oggi, ne conta qualcosa come duecento. A metà del XIII secolo, questo sito religioso si trovò a competere con il monastero di Sakya – 127 chilometri ad ovest di Shigatse, sede della scuola Sakyapa del buddismo tibetano3 – per il predominio politico: la lotta volse a favore dei monaci di quest’ultimo quando nel 1290 le forze di Sakya si unirono a quelle dell’invasore mongolo e saccheggiarono Drigung Til relegando, così, il monastero a mero – seppur importante – centro di insegnamento di meditazione4. Il complesso si compone di più di cinquanta edifici di cui, il Tsuglakhang, la sala principale del santuario, è il più solenne: esso sorge su un bastione di solida pietra di circa venti metri di altezza, fronteggiato da una grande terrazza che in passato era il luogo dove si tenevano le lezioni; la sala del culto in questo edificio contiene molte statue – tra cui una statua centrale di Jigten Sumgön fatta di oro e rame, ornata di gioielli rari e cimeli oltre ad una grande figura...