11 Giugno 2026

genocidio uiguri

di Andrea Turi Il seguente articolo fa da raccordo con il precedente incentrato sulla lotta al terrorismo nello Xinjiang e comincia a sviluppare la narrazione del “genocidio” che verrà eviscerata soprattutto nell’ultimo articolo, quello dedicato ai media e ONG. In questo breve saggio si parla delle accuse di genocidio degli uiguri rivolte dalle forze anti-cinesi al Governo di Pechino introducendo il concetto di macrocausa ed analizzando le motivazioni per le quali è stato introdotto il concetto di genocidio, utilizzato come strumento di politica estera e pressione verso la Repubblica Popolare senza che siano fornite prove concrete di tali accuse. Shaun Rein, fondatore e amministratore delegato del China Market Research Group, la principale società di intelligence di mercato strategica al mondo focalizzata sulla Cina, ha recentemente contribuito al libro La Via Cinese. Sfida per un futuro condiviso del professor Fabio Massimo Parenti scrivendone il capitolo introduttivo, un piccolo saggio dato alle stampe con l’inequivocabile titolo di Gli stereotipi occidentali sulla Cina1. Un elaborato breve, schietto, onesto ed estremamente chiaro: “Vivo in Cina dalla metà degli anni Novanta, da quando, adolescente, mi sono trasferito per la prima volta a Tianjin per studiare all’Università di Nankai. Nei quasi 25 anni in cui sono stato in Cina ho visto la società cinese esperire cambiamenti drastici. Quando sono arrivato per la prima volta, la Cina era così povera e la disperazione così diffusa che è difficile persino da descrivere. […] Venticinque anni dopo, la Cina è pronta a eclissare l’America e a diventare la più grande economia mondiale entro la fine del decennio. A dire il vero, la Cina ha già sostituito l’America diventando il principale partner commerciale di circa 130 Paesi. […] Sfortunatamente, insieme all’ascesa della Cina, le percezioni occidentali di questo Paese sono diventate sempre più antagonistiche, soprattutto durante gli anni dell’amministrazione Trump e in seguito all’avvento del Covid19. Troppi media occidentali, dall’Economist al New York Times passando per il Wall Street Journal, descrivono il Governo e il popolo cinese sotto una luce negativa, parziale e sensazionalistica. Anche i social media come Twitter e Facebook contribuiscono alla diffusione di disinformazione e falsità”. Per quel che riguarda la Cina, “studiosi, Governi ed organi di stampa occidentali – in particolare negli Stati Uniti e nell’anglosfera – interpretano la Cina in modo costantemente errato. Tutto ciò porta a devastanti doppi standard, nonché ad errori che diventano “fatti” in un ciclo di notizie internazionali che prospera sulla disinformazione. […] Dal mio punto di vista, ci sono tre cliché chiave, in merito a dove e come l’Occidente sta sbagliando quando si occupa di Cina”. Sono quelle che possiamo definire macrocause o ragioni superiori e incontestabili che vengono create laddove è necessario un intervento urgente in aree in cui si manifestano interessi contrapposti – in questo caso – a quelli occidentali; la macrocausa o ragione incontestabile è, quindi, funzionale a valutare in modo interessato un’azione compiuta da chi si vuole svalutare influenzando l’opinione pubblica e orientandone il giudizio verso l’aspetto negativo, tutto ciò è volto a coprire i...