11 Agosto 2026

De Benoist

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Intervista condotta da Nicolas Gauthier – place-armes.fr Abbiamo già avuto modo di parlare della NATO, organizzazione che avrebbe dovuto logicamente essere sciolta contemporaneamente al Patto di Varsavia, poiché creata al solo scopo di resistere all’Unione Sovietica, oggi mancante. Ma non è stato così, poiché si è evoluta in una grande organizzazione di “difesa globale” che ora opera in tutto il mondo. Quali sono le sue priorità oggi? Come tutti sanno, i suoi nemici designati oggi sono la Federazione Russa prima e la Cina secondariamente. La notizia è che con l’elezione di Joseph (“Joe”) Robinette Biden, il partito della guerra è tornato. Gli Stati Uniti hanno già ricominciato a bombardare la Siria, Putin è stato definito un “killer” da Biden e nuove sanzioni sono state appena adottate contro la Cina. Allo stesso tempo, è in corso una vasta offensiva propagandistica per “cementare la centralità del legame transatlantico”, vale a dire per far credere agli europei che i nemici degli americani sono necessariamente i loro. Torniamo al ricatto di protezione dell’era della Guerra Fredda: agli europei viene ordinato di allinearsi alle posizioni di Washington in cambio della protezione americana, e quindi di giurare fedeltà al comandante supremo delle forze alleate in Europa. Che è, come sempre, un generale americano. In breve: protettorato contro la vassalizzazione. Questa è anche l’opinione dell’editoriale pubblicato recentemente sul mensile “Capital”, che è stata firmato da diversi alti ufficiali militari. Il minimo che si possa dire è che i suoi firmatari non usano mezzi termini, dal momento che affermano che la sovranità della Francia è direttamente minacciata dai piani della NATO … La lettera aperta inviata a Jens Stoltenberg, Segretario generale della NATO, dai membri del Cercle de réflexion interarmées è infatti un vero e proprio atto d’accusa contro il progetto “NATO 2030”, che definisce le missioni dell’Organizzazione per i prossimi dieci anni. Questo progetto è descritto come un “monumento di pacifica malafede”, che ha il merito di essere chiaro. Ma dobbiamo andare oltre se vogliamo capire qual è la posta in gioco. Il fatto importante è che la dottrina della NATO si è evoluta costantemente negli ultimi anni verso l’integrazione della guerra nucleare in tutte le fasi della battaglia. Nel 2008, la NATO aveva già rifiutato di firmare il Patto di sicurezza europeo proposto da Mosca. Nel 2010, al vertice di Lisbona, la difesa missilistica antibalistica americana istituita in Europa aveva assunto un carattere chiaramente diretto contro il “nemico russo”. Dal 2015, i primi sistemi antimissili americani in confezioni da 24 lanciatori Mk 41, impiantati nei pressi di tutta la Russia, non erano più progettati per consentire solo il fuoco difensivo, ma anche il fuoco offensivo. Nel 2019, gli Stati Uniti hanno stracciato il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) firmato nel 1987 da Gorbaciov e Reagan. Proprio di recente, un gruppo di dieci esperti nominato da Stoltenberg, nel suo libro NATO 2030: United for a New Era, si è espresso a favore del dispiegamento in Europa di nuovi missili nucleari a medio raggio...
Crisi, De Benoist, Geopolitica, Eurasia, Cesem
Il Cesem ha organizzato la conferenza per indagare sulla crisi economica Europea, a Milano sabato 17 novembre alle ore 15.30. Hanno partecipato: Alain De Benoist, filosofo e saggista; Aldo Braccio, redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici”; Giacomo Gabellini, autore di “La parabola. Geopolitica dell’unipolarismo statunitense“; Andrea Farhat, studioso della globalizzazione.