di Giulio Chinappi In occasione del vertice CELAC-UE di Bruxelles, il Nicaragua ha rifiutato la firma del documento finale, mentre Cuba e Venezuela hanno espresso in maniera netta le proprie posizioni antimperialiste.
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di Giulio Chinappi Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel è giunto a Bruxelles per prendere parte al vertice CELAC-UE. Presente anche la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez e i leader di numerosi altri Paesi latinoamericani.
di Giulio Chinappi Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel è arrivato lo scorso 20 giugno a Roma, dove ha incontrato Sergio Mattarella. Successivamente si è recato in Serbia e in Francia per completare la sua visita diplomatica europea.
A cura di RT FONTE ARTICOLO: https://www.rt.com/news/577195-cuba-president-interview-brics/ Con la rottura del dominio degli Stati Uniti, le nazioni del BRICS possono costruire un mondo più giusto; così ha parlato Miguel Diaz-Canel a RT. Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel in un’intervista esclusiva rilasciata a RT ha dichiarato che rinunciare al dollaro USA libererà i paesi in via di sviluppo dalle “sanzioni, ricatti, aggressioni e calunnie” di Washington. Lo status del dollaro come valuta di riserva mondiale consente agli Stati Uniti di perseguire una “politica egemonica aggressiva, di costruire muri, imporre sanzioni punitive, ricatti, aggressioni e calunnie“, ha affermato Diaz-Canel. Contro questa politica – che ha visto Cuba sotto il peso dell’embargo statunitense per sei decenni – Diaz-Canel ha aggiunto che “i BRICS forniscono una brillante alternativa per l’integrazione economica, specialmente per le economie in via di sviluppo”. Dal 2001, quando è stato coniato il nome per la prima volta, il BRICS è cresciuto da acronimo di cinque economie emergenti – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – in un’alleanza informale che ha superato il blocco del G7 guidato dagli Stati Uniti nella sua quota di PIL globale , ha una propria banca di sviluppo e conta Arabia Saudita, Iran e Argentina tra i 19 potenziali membri. Tra le richieste di una valuta BRICS comune per regolare i conti commerciali, i membri del gruppo hanno iniziato a condurre più scambi bilaterali nelle proprie valute, evitando l’utilizzo del dollaro USA. “Credo che dobbiamo riconoscere il ruolo guida della Russia nel plasmare questo mondo multipolare”, ha affermato Diaz-Canel, aggiungendo che la continua “de-dollarizzazione” porterà a “un commercio più inclusivo e reciprocamente vantaggioso” per coloro che rifiutano le “bugie e le vuote promesse” degli Stati Uniti. Sebbene Cuba non sia un membro del gruppo BRICS, la nazione insulare è stata uno stretto partner della Russia sin dai tempi dell’Unione Sovietica, e il commercio tra Mosca e L’Avana è triplicato lo scorso anno, fino a toccare i 452 milioni di dollari. Il vice primo ministro russo Dmitry Chernyshenko ha visitato Cuba da dove ha annunciato che le aziende russe stavano pianificando maggiori investimenti nel settore turistico del paese. “È in momenti come questo che riceviamo amici di altri paesi che ci sostengono con azioni reali e in condizioni che non sono dannose per la nostra indipendenza“, ha detto Diaz-Canel a RT.
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/28/cuba-diaz-canel-elogia-il-successo-delle-elezioni-e-ricorda-gianni-mina/ Il presidente cubano ha tracciato il bilancio delle elezioni legislative, che hanno visto una grande partecipazione popolare, e ha ricordato il giornalista Gianni Minà, scomparso in queste ore. Il 26 marzo si sono svolte con successo le elezioni legislative sull’isola di Cuba, con l’elezione dei 474 deputati dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, l’organo legislativo del Paese caraibico. Nonostante la campagna diffamatoria lanciata dai media imperialisti, il processo elettorale cubano si è concluso con un grande successo di partecipazione popolare, con il 75,92% di affluenza alle urne. Il dato ha superato quello della recente consultazione popolare sul Codice delle famiglie (74,12%) e delle precedenti elezioni municipali (68,56%), dimostrando la grande importanza che i cubani attribuiscono alle elezioni legislative. Alina Balseiro Gutiérrez, presidente del Consiglio elettorale nazionale (CEN), ha annunciato lunedì i risultati preliminari delle elezioni, secondo i quali, sul totale delle schede depositate nelle urne, il 90,28% era valido, mentre il 6,22% era bianco e il 3,50% annullato. Inoltre, sul totale dei voti validi, il 72,10% era a favore di tutti i candidati deputati, mentre il 27,90% era un voto selettivo. La presidente del CEN ha confermato che è stata una giornata di suffragio senza incidenti, in cui è stato apprezzato un clima elettorale di disciplina, trasparenza e adesione alla verità. Il processo elettorale culminerà il 19 aprile, con la prima seduta della nuova Assemblea Nazionale del Potere Popolare, l’elezione della sua direzione, che è anche quella del Consiglio di Stato, e degli altri membri di tale organismo, nonché del presidente e del vicepresidente della Repubblica. “Questa domenica è stata una giornata di festa, di gioia, di conferma, di convinzioni. E ancora una volta abbiamo avuto una vittoria rivoluzionaria, una vittoria per il nostro popolo“, ha scritto sui social network il presidente Miguel Díaz-Canel, primo segretario del Partito Comunista di Cuba, e a sua volta candidato per la città di Santa Clara. Dopo aver esercitato il proprio diritto di voto, il capo dello Stato ha parlato con la stampa, sottolineando che la tempistica delle elezioni rientra in un esercizio democratico in cui ha predominato il dialogo con il popolo e dove la nuova legislatura del parlamento dovrà modificare i propri metodi di lavoro per acquisire una conoscenza approfondita dei problemi che affliggono la popolazione. Díaz-Canel ha inoltre aggiunto che, partecipando agli scambi con la popolazione, ha apprezzato il sostegno e il sentimento di lotta del popolo cubano per superare il pessimismo con speranza e fiducia. A seguito della pubblicazione dei risultati da parte del CEN, il presidente cubano è tornato ad esprimersi sui social network: “Lo avevamo già detto ieri: confidiamo nel nostro popolo, che è uscito per difendere la Rivoluzione, nonostante le misure draconiane degli Stati Uniti, nonostante la feroce campagna e gli appelli all’astensionismo, Cuba ha vinto con il 75,92% di partecipazione e il 72,10% di voti per tutti i candidati”. In effetti, gli Stati Uniti spendono ogni anno milioni di dollari per tentare di destabilizzare l’isola di Cuba, nella speranza di istigare una “rivoluzione colorata” in versione caraibica....
a cura di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Cuba ha assunto la presidenza del G77 + Cina, il gruppo che riunisce 134 Paesi in via di sviluppo. Il presidente Díaz-Canel ha invitato i Paesi membri a mantenere l’unità, e ha promesso di agire nell’interesse del Sud del mondo e contro l’ordine ingiusto e diseguale che pervade il pianeta. Il Gruppo dei 77, noto anche come G77 o G77 + Cina, venne creato il 15 giugno 1964 con la sottoscrizione della Dichiarazione unitaria dei 77 Stati da parte della maggioranza dei Paesi in via di sviluppo allora indipendenti. Nel corso del tempo, il G77 ha portato il numero dei suoi membri fino a 134, ma il nome ufficiale del gruppo è rimasto invariato. La Repubblica Popolare Cinese non si considera ufficialmente membro del gruppo, pur essendolo di fatto, e per questo nei comunicati ufficiali viene utilizzata la definizione G77 + Cina. Nel 2022, la presidenza del G77 era stata occupata dal Pakistan, che aveva ottenuto questo incarico per la quarta volta nella storia del gruppo. Il 12 gennaio, il governo pakistano ha effettuato il passaggio di consegne nei confronti di Cuba, che presiederà il G77 nel 2023. All’incontro di inaugurazione, il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez e il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parilla hanno riconosciuto l’importanza per Cuba di presiedere questo spazio rappresentativo delle nazioni. Di seguito la traduzione integrale del discorso del presidente cubano. A nome del popolo e del governo di Vuna, ringrazio profondamente il Gruppo dei 77 più la Cina per la fiducia accordata a Cuba per presiedere quest’anno questo vasto e rappresentativo universo di nazioni. Lodiamo anche il lodevole lavoro svolto dal Pakistan a capo del Gruppo nel corso del 2022. Siamo molto onorati di rappresentare questo gruppo eterogeneo e fiorente in tempi di sfide monumentali per i Paesi in via di sviluppo. Assumiamo questo incarico con totale dedizione e l’impegno già provato che non deluderemo mai le nazioni con le quali condividiamo una storia di soprusi a cui sono stati sottoposti i nostri popoli, ma consapevoli di essere uniti anche negli obiettivi e nelle speranze. Questo ci rende davvero orgogliosi del prezioso patrimonio che siamo riusciti a forgiare come Gruppo in quasi sei decadi di esistenza, tanto quanto impressiona il percorso che ci attende nel vedere affermazioni autentiche, comuni e storiche. Per loro lotteremo con la certezza che, nella diversità, condividiamo la stessa aspirazione a vivere in un mondo migliore e più giusto. Le nostre nazioni continuano ad essere nella retroguardia dello sviluppo globale, portando sulle spalle le conseguenze di molteplici crisi e disuguaglianze derivate dall’ingiusto ordine internazionale attuale. Si tratta di un ordine profondamente antidemocratico volto a perpetuare lo squilibrio che, nonostante le esigenze storiche dei Paesi di questo Gruppo, mantiene la ricchezza di pochi a scapito dell’impoverimento della maggioranza, mantenendo i popoli in una condizione economica e sociale di permanente svantaggio e condannandoli al sottosviluppo, alla povertà e alla fame. Non è qualcosa che diciamo per la prima volta. Fin dalla sua fondazione nel promettente decennio degli anni ’60 del...