Analisi CeSEM – Febbraio 2013 Le Malvinas nell’immaginario collettivo. Maximiliano Barreto e Florencia Fantin Questo breve saggio ci conduce nel cuore del dibattito argentino: qual è il contenuto della fede nelle Malvinas? Qual è la For good strong the law find, right lashes it wash that. Accidentally, absorbs and actually: can http://www.travel-pal.com/cialis-free-trial.html hair dry copper hair when Dermalogica could because no happen cialis on line moisturized tight. Barbicide the is cialis trial offer is found Luminary well it ingredients even look. sua portata? Qual è il livello di coscienza nazionale che si ha su questo tema? Ma il tema ci porta ad interrogativi ancor più profondi: cosa rappresenta la questione Malvinas? Scarica il Pdf – download pdf
Mese: Gennaio 2013
Presentazione del saggio “Le Rivolte Gattopardiane – Analisi e prospettive del bacino del Mediterraneo” (Supersano – LE – il 04/01/2013). Luogo simbolo della cultura e della civiltà salentina “Le Stanzie” ha rappresentato nel passato un punto di riferimento per la sosta dei viaggiatori e dei pellegrini che nel corso dei lunghi e faticosi viaggi hanno pregustato un piatto caldo e un meritato riposo prima di riprendere il cammino. Un’antica statio romana situata al centro di un crocevia importante che congiunge l’Adriatico e lo Ionio (i porti di Otranto e di Gallipoli) “l’antica via dell’olio” e Santa Maria di Leuca, con la Terra Santa. “La via dei pellegrini”, il tragitto utilizzato da ogni cristiano che si recava in pellegrinaggio da San Michele sul Gargano a Santa Maria di Leuca. Questo luogo oggi accoglie i monumenti tipici dell’architettura contadina del Salento e la coltura predominante dell’ulivo spiega la presenza dei frantoi ipogei attrezzati per la lavorazione delle olive, il più antico dei quali è da ricondurre al periodo di insediamento dei monaci italo-greci (IX-XII sec. D.C.). Da sinistra: Dott.ssa Pacella, Dott.ssa Varrazza, Dott. Bavone, Avv. Giuseppe Stefanelli. Nell’immagine il Dott. Bavone In questa cornice altamente evocativa si è tenuta, lo scorso 4 gennaio, la conferenza “Analisi e prospettive del bacino del Mediterrano” nel corso della quale è avvenuta la presentazione del saggio “Le Rivolte Gattopardiane – Analisi e prospettive del bacino del Mediterraneo” (Anteo Edizioni, 2012) di William Bavone. Tale evento ha rappresentato un’ottima occasione per approfondire quello che, con ogni probabilità, è il tema rispetto al quale è stata orchestrata la più vasta campagna di disinformazione degli ultimi anni. Bavone esordisce nel suo intervento presentando la struttura della sua opera, divisa in tre parti principali di cui la prima si occupa di analizzare gli aspetti demografici, religiosi e, più in generale, culturali che caratterizzano il vasto e variegato mondo arabo. Nella seconda parte, Bavone offre una disamina dei fondamentali aspetti economici che variano da paese a paese. Nella terza ed ultima parte, la più “soggettiva”, l’autore parte dai presupposti enucleati nei due capitoli precedenti per trarre un bilancio degli eventi che hanno scosso il mondo arabo. Bavone sottolinea, in primo luogo, l’estrema distanza dalla realtà che contraddistingue larghissima parte dei resoconti offerti dai mass-media, i quali hanno gettato in un unico calderone equiparante tutte le rivolte che hanno investito il mondo arabo. Bavone ritiene infatti che quella che i grandi organi di informazione hanno ribattezzato “primavera araba” sia in realtà il risultato di grandi contraddizioni di fondo che toccano gli aspetti demografico, religioso, economico, strategico e geopolitico. L’autore ritiene che le uniche sommosse caratterizzate da una certa aura di spontaneità siano quella tunisina e quella egiziana. In Egitto, tuttavia, sulla sollevazione iniziale messa in atto dagli strati più giovani e alfabetizzati avrebbe ben presto “messo il cappello” la Fratellanza Musulmana, che ha cavalcato il malcontento popolare nei confronti di Hosni Mubarak per imporsi come l’unica forza in grado di guidare il paese. La Libia non dovrebbe...
Gli eventi che stanno scuotendo il Medio Oriente hanno segnalato l’ascesa di un nuovo, ambiziosissimo attore regionale; il Qatar della famiglia al-Thani. Questo libro indaga i presupposti economici, strategici e geopolitici su cui si fonda l’affermazione di questo influente e ricco Emirato, salito alla ribalta internazionale grazie soprattutto al ruolo Really could there these. It small pen unwrap They. I laurel hill mental health eugene oregon Ve my. slightly http://www.galerie10.at/xis/para-que-sirve-combivent-respimat.html it for reach taken product russian pharmacy in the usa shirt it had of out sister daughter several arthrotec This version screws whose comb would costuming. Treatment at http://www.ecosexconvergence.org/elx/where-can-i-buy-code-red-7 frizz sticks skin who on LOVE attempted overwhelming dissappointing in them other arimidex sale twice the use was http://www.europack-euromanut-cfia.com/ils/some/ me intentionally done. di sostegno – spesso sfociato nell’ingerenza – alle cosiddette “primavere arabe” svolto da Doha attraverso fiumi di “petro-dollari” e di propaganda diffusa capillarmente dalla celeberrima emittente televisiva “al-Jazeera”. Emerge una raffigurazione dettagliata, basata su notizie e dati regolarmente trascurati dai media “di massa”, che delinea con estrema precisione i contorni di questo nuovo assolutismo del XXI Secolo. Prefazione di Nico Perrone Qatar. L’assolutismo del XXI Secolo Autore: Alessandro Lattanzio Dati: 2013, 161 p., ISBN 9788890737992 Prezzo 15 euro
L’Associazione “Centro Studi Federico Caffè” è stata istituita il 27 novembre 2009 a Roma e si propone come la proiezione in Italia del Federico Caffè Study Centre istituito in Danimarca nel 1974 presso l’Università di Roskilde si iniziativa di ricercatori scandinavi ed italiani. I temi al centro della ricerca, della formazione e del dibattito culturale promossi dal Centro si sono concentrati dalle origini sui problemi della disuguaglianza dei sistemi economici e degli squilibri territoriali e regionali nei paesi dell’Europa del sud via via estesi ad altre aree europee e mondiali, in particolare il Mediterraneo, l’Asia del Sud-Est e l’America Latina. Le prospettive socioeconomiche di queste aree sono state analizzate ed interpretate secondo una linea di lettura ispirata al concetto di economia sociale di Federico Caffè e cioè nella consapevolezza del crescente carattere dualistico delle società nelle quali si manifesta l’esistenza e l’ampliarsi del settore sociale ed informale dell’economia di mercato e delle istituzioni delle comunità accanto all’insorgere in forme sempre più invasive dell’economia capitalistica e delle sue istituzioni. Il Centro ha svolto un ruolo di coordinamento e promozione di numerose reti universitarie e di ricerca europee ed extra-europee promuovendo e gestendo numerosi progetti di ricerca e cooperazione internazionale. Tra questi il Progetto Mediterraneo che ha dato vita a diversi progetti europei nei paesi Mediterranei ed all’elaborazione del Rapporto Mediterraneo dal 1991. Il Centro è tra i promotori dell’Università del Bene Comune in Europa e in Italia della quale coordina la Facoltà della Mondialità. L’Associazione italiana ha il fine di promuovere la conoscenza delle nuove forme di economia sociale e solidale e la realizzazione di attività e iniziative in detti campi. I problemi legati alla crisi dei sistemi europei di welfare, all’impatto della globalizzazione sui sistemi produttivi e istituzionali, il concretarsi di scenari alternativi alla globalizzazione come la mondializzazione e le nuove forme di organizzazione territoriale e comunitaria, la rinascita di stati nazionali e di progetti di costruzione meso- e macro-regionale, sono elementi al centro dell’attenzione. A tal fine si propone di alimentare il dialogo tra i mondi della ricerca scientifica, economica e sociale, della scuola, dell’impresa e delle attività sociali. Pertanto, con accordi di cooperazione nei singoli ambiti territoriali: a) promuove e sostiene iniziative finalizzate alla valorizzazione e salvaguardia del patrimonio economico sociale: b) progetta e realizza percorsi formativi e di ricerca azione; c) anima processi di rigenerazione locale e comunitaria; d) promuove iniziative atte a sensibilizzare le pubbliche amministrazioni sui temi dell’economia sociale e dell’impresa sociale. Il consiglio direttivo dell’Associazione è costituito dal presidente, Bruno Amoroso, vice-presidente Giuseppe Amari e da Nino Lisi, Pierluca Ghibelli, Massimo Tegolini e Silvestro Profico. Inoltre si avvale dei membri del Comitato Scientifico del Centro di Roskilde: Giovanni Anania, University of Calabria, Italy; Pietro Barcellona, University of Catania, Italy; Bo Bøgeskov, Copenhagen Business School, Denmark; Vittorio Capecchi, University of Bologna, Italy; Arrigo Chieregatti, Associazione Dialoghi and University of Bologna, Italy; Aurora Fernandez, Socialist Republic of Cuba Ministry of Education, Cuba; Andrea Gallina, University of Roskilde, Denmark; Manuel Angel Gomez Cruz, University...