A cura di Silvia Boltuc Articolo in media partnership con ASRIE Analytica Da quando gli Stati Uniti hanno firmato l’accordo di pace di Doha con i talebani sono state redatte numerose analisi e report sul futuro dell’Afghanistan. Ora, con l’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden del ritiro completo delle truppe NATO e statunitensi dal paese (processo che avrà inizio il 1° maggio 2021 e terminerà entro l’11 settembre 2021, giorno del ventesimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle), il futuro dell’Afghanistan e dell’Asia Centrale dipende dalla cooperazione regionale e da progetti energetici e di connessione come il gasdotto Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India (TAPI). Per anni il mondo delle relazioni internazionali si è diviso fra sostenitori e detrattori del progetto TAPI, ma l’avvio dei colloqui tra il Turkmenistan ed i talebani ha rinsaldato la volontà delle parti coinvolte a procedere con la realizzazione dell’opera, riportando l’attenzione internazionale sulla questione (http://www.asrie.org/2021/02/gasdotto-tapi-tra-speranze-future-e-interessi-geopolitici/). Molti osservatori e media internazionali hanno spesso sottolineato che il futuro del TAPI dipende dalla sicurezza e dalla stabilità dell’Afghanistan, oltre alle modalità con cui gli stati coinvolti intendono gestire e controllare il gasdotto e garantirne l’operatività. Abbiamo incontrato S.E. Khaled Ahmad Zekriya, Ambasciatore dell’Afghanistan in Italia, per discutere del futuro del TAPI e delle implicazioni del ritiro delle truppe statunitensi e NATO dal paese. Qual è il punto di vista di Kabul sulla situazione dell’Afghanistan dopo il completo ritiro delle truppe della NATO dal paese? “Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato il ritiro completo delle forze militari statunitensi dall’Afghanistan così come anche altri membri della NATO sotto la Resolute Support Mission (RSM) ed il governo della Repubblica Islamica dell’Afghanistan rispetta pienamente la loro decisione. Siamo grati per la loro assistenza e cooperazione politica, economica e militare. Inoltre, rendiamo omaggio ai sacrifici compiuti dalla comunità internazionale nella lotta al terrorismo transnazionale e alla relativa eliminazione delle minacce comuni negli ultimi 20 anni in Afghanistan. Con il completo ritiro delle truppe statunitensi e NATO dall’Afghanistan, in virtù dei nostri accordi di partenariato strategico bilaterale con gli Stati Uniti (SPA e BSA) e dello Status of Force Agreement (SoFA) con la NATO, un nuovo capitolo nella cooperazione economica, di sicurezza e politica tra l’Afghanistan e la comunità internazionale avrà inizio. In effetti, l’annuncio del ritiro da parte dei nostri alleati degli Stati Uniti e della NATO è arrivato con la promessa di un continuo sostegno, cooperazione e assistenza al nostro paese. Negli ultimi giorni, ulteriori assicurazioni fornite dal presidente degli Stati Uniti, dal segretario di Stato americano e da altri funzionari statunitensi e NATO, nonché dai leader mondiali, sono indicativi del continuo sostegno al paese. Mi lasci essere molto chiaro, il ritiro delle forze statunitensi e della NATO dall’Afghanistan non significa una vittoria per i talebani, piuttosto è un nuovo capitolo per superare la transizione e raggiungere l’autosufficienza. Negli ultimi 20 anni l’ordine intellettuale e culturale della società è cambiato drasticamente considerando che il nostro paese ha una generazione giovane e istruita che non è compatibile con i pensieri pietrificati, arretrati...